Della imitazione di Cristo (Cesari)/Libro I/CAPO XVII

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
XVII. Della vita monastica.

../CAPO XVI ../CAPO XVIII IncludiIntestazione 20 ottobre 2016 75% Da definire

Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo (1815)
Traduzione dal latino di Antonio Cesari (1815)
XVII. Della vita monastica.
Libro I - CAPO XVI Libro I - CAPO XVIII
[p. 34 modifica]

CAPO XVII.


Della vita monastica.


1. Ti fa bisogno d’apprendere a vincere in molte cose te stesso, se vuoi mantenere la pace, e la concordia con gli altri. Non è poco vivere ne’ monasteri, o in famiglia, e quivi usare senza querela, e perseverarvi fedele fino alla morte. Colui beato! il quale condusse ivi una buona vita, e con felice termine la fornì. Se tu vuoi starvi a dovere, e avanzarti, tienti siccome esule, e pellegrino sopra la terra. Bisogna che tu ti faccia povero per Cristo, se vuoi vivere vita religiosa.

2. L’abito, e la tonsura montano poco; ma la mutazion de’ costumi, e l’intera mortificazione delle [p. 35 modifica]passioni formano il vero religioso. Chiunque altro cerca che Dio puramente, e la salute dell’anima sua, non troverà che tribolazione e dolore. Non può anche a lungo durare in pace, chi non si studia di farsi il più picciolo e mettersi sotto a tutti.

3. Tu se’ venuto a servire, non a signoreggiare: attendi che tu fosti chiamato a patire, ed a faticare, non già a starti indarno, ed a novellare. Qui adunque sono gli uomini messi al cimento, come dell’oro si fa nel crogiuolo. Qui non può durarci nessuno, s’egli non voglia umiliarsi di tutto cuore per amore di Dio.