Della imitazione di Cristo (Cesari)/Libro II/CAPO II

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II. Dell’umile sommessione.

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Tommaso da Kempis - Della imitazione di Cristo (1815)
Traduzione dal latino di Antonio Cesari (1815)
II. Dell’umile sommessione.
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CAPO II.


Dell’umile sommessione.


1. Non far troppo caso, chi sia per te, o chi ti sia contro: ma pur di ciò sii sollecito, che teco sia Dio in ogni cosa che tu ti faccia. Abbi buona coscienza, e Dio ti torrà ben a difendere. imperciocchè a cui vorrà Iddio dare ajuto, non gli potrà malizia d’uomo far danno. Se tu sai patire e tacere, vedrai senza dubbio venire al tuo soccorso il Signore. Egli sa il tempo e il modo di liberarti, e perciò ti si conviene commetterti a lui. a Dio sta l’ajutare, e ’l campare da ogni vergogna. Assai volte giova assaissimo a serbarci in maggior umiltà, che gli altri sappiano, e mordano i nostri difetti.

2. Quando l’uomo pe’ suoi mancamenti umilia se stesso, allora facilmente reca gli altri a concordia, e di leggieri s’acconcia con chi è seco [p. 79 modifica]sdegnato. Iddio protegge l’umile, e il salva; l’umile ama, e ’l consola; all’uomo umile egli s’inchina; all’umile è largo della sua grazia, e dopo l’avvilimento il rileva ad onore. apre all’umile i suoi misteri, e a sè dolcemente il tragge ed invita. L’umile, ricevuta la confusione, assaiFonte/commento: 1815b bene si tiene in pace; perch’egli si appoggia a Dio, e non al mondo. Non ti credere d’aver punto profittato, se non ti tenga minor di tutti.