Di un eccellente miniatore finora ignoto, Evangelista della Croce

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Michele Caffi

1871 D Indice:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu Archivio storico italiano 1871/Storia dell'arte/Pavia Di un eccellente miniatore finora ignoto, Evangelista della Croce Intestazione 27 novembre 2017 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della rivista Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871)


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DI UN ECCELLENTE MINIATORE FINORA IGNOTO


EVANGELISTA DELLA CROCE, MILANESE




Uno dei più splendidi monumenti dell’arte italiana è la Certosa di Pavia. Ma di essa, visitata, lodata, ammirata da tutti non abbiamo una storia, una illustrazione anche mediocremente esatta. Le Guide o descrizioni di essa che corrono per le mani di tutti non sono che ammassi di errori e di bugie tolte ad una cronacaccia del seicento, raffazzonata da parecchi e quindi da un Malaspina, da un Pirovano al principio del secolo attuale, e più tardi da un Fabj. Pure nei pubblici archivii di Milano e di Pavia sta un tale corredo di documenti su cui potrebbe formarsi una bella e veridica storia di quella insigne Certosa, emendando le tante favole che spacciatisi tuttodì in tale argomento. Allorquando nel 1843 i monaci certosini ritornavano ad abitare l’antico loro nido, il conte Gabriele Verri, ora defunto, eccitava chi scrive queste brevi linee a dar opera ad una esatta illustrazione della Certosa, ma presto vennero i tempi delle politiche agitazioni e il penpo dileguò. Restano nientemeno presso di noi molti documenti e notizie raccolte con lunga e penosa cura a tale uopo: essi ci possono ammaestrare convenientemente delle memorabili vicende di quell’illustre edificio e dei [p. 531 modifica]tesori d’arte che lo impreziosivano nei giorni del suo vero splendore. Fra questi tesori, è di gran pregio la collezione dei libri di coro sparsi di bellissime miniature condotte da differenti artisti. Questi libri, alla prima abolizione del monastero avvenuta nel 1783, passarono in parte alla Biblioteca di Brera e vi stanno tuttora.

Ora, noi rovistando in certo luogo alcune vecchie memorie della Certosa pavese, trovammo nota di un incarico dato da quei monaci a Don Evangelista della Croce, milanese, canonico regolare e vicario nel monastero di S. Maria di Casoretto poco lungi da Milano, di miniare un libro per le loro officiature; e ricercando pazientemente nel nostro archivio notariale, vi rinvenimmo un rogito del primo dicembre 1544, in cui il Della Croce promette a Don Gregorio Litta, Sindaco della Certosa di Pavia, di fare super libro uno in carta vitulina magno de quaternis 13 foliorum int., numer. 104 literas solemnes ameniatas cum historiis intus frixis, et ornamentisi etc, per il prezzo di cento scudi aurei del sole. All’atto notariale sta unita una polizza in cui è indicato minutamente il lavoro che doveva eseguire il miniatore nel libro, ch’era un messale romano da coro; e da fattane ispezione possiamo assicurare che il messale, diviso in più quaderni muniti di robusta legatura, sta in ottima conservazione in Milano nella Biblioteca nominata di Brera. È una meraviglia d’arte per la purezza dello stile e la precisa esecuzione degli ornamenti a colmi ed oro, e delle bellissime storiette che compaiono qua e là nelle principali festività dell’anno. Il foglio più splendido è forse quello della terza messa di Natale su cui è notato l’anno 1549.

Lo stile del lavoro appalesa nel miniatore Della Croce un artista che giovane aveva studiato le opere di Leonardo e più tardi aveva veduto quelle del Correggio: la maniera di quest’ultimo si ravvisa principalmente nella dolcezza delle tinte, nel giuoco delle ombre, nel modo [p. 532 modifica]con cui sono dipinti i puttini, i quali abbondano sulle pergamene del messale certosino che descriviamo.

E quale artista era mai questo frate che sì magnifico lavoro in quell’epoca ancora alle arti propizia conduceva? E chi gli fu maestro, e quali altri lavori eseguì, e chi prima d’oggi fe’ noto al mondo il suo nome? Nessuno. Il solo Moriggia, nel poco divulgato suo libro intitolato Nobiltà di Milano (ivi 1619 in 12.°), alla pagina 460 loda quale miniatore diligentissimo e coloritore vaghissimo Don Evangelista Bella Croce dell’ordine de’ Canonici Regolari Lateranesi che morse del 1560, e questa è l’unica memoria pubblica e presso a poco contemporanea che abbiamo di un così distinto ingegno! Oh gli è pur vero, la storia nostra essere ancora in gran parte ravvolta in dense nubi, starsene dessa ancora ignota nella polvere degli archivii, d’onde da troppo pochi anni e da troppo scarso numero di studiosi si va ad evocarla!


( DOCUMENTO )


Pacta et conventiones monasterii Cartusie papie et v. p.

dominiuum Evangelistam della Cruce.


In noīe dnī anno a. n. ejus 1544 indict. 3 die lune p.° mensis decembris.

R. in Xpo per don.° Gregorius de Littis sindicus et procur. R.di Mon.ni Cartusie papie ad hec et alia spetialiter consti tus per instrum etc et R. in Xpo pr. don.' Evangelista della Cruce de mlō canonicus regularis et monachus professus aie vicarius R. monrii S.te Marie blance nuncupati de Casoreto extra portam cumanam mediolani ordinis s. augustini habita licentia ab ejus superioribus infrascripta fecerunt ut ipsi dixerunt. . . . pacta et conventiones inviolabiter attinenda, et in primis convenerunt etc. . . . quod predictus R. p. d.° Evangelista teneatur et obligatus sit facere supra libro uno in carta vitulina magna de quaternis xiii foliorum int. n.° 104 infras. literas solemnes ameniatas cum historiis intus frixiis [p. 533 modifica]et ornamentis circum circa folia dicti libri in campo auri macinati et omnia debite refferendo. Item omnes alias litteras quas non sunt solemnes, videlicet graduales versetos responsorios alleluja offertorios et comuniones in campo auri de l’olia rum suis ornamentis convenientibus et laudabilibus suis sumptibus etexpensis, quem quidem librum R.us P. Don.s Evangelista confessus fuit recepisse et ibidem, presentialiter a R.do P. Don.o Gregorio presente etc.

Littere sunt faciende et ameniande cum suis istoriis et ornamentis prout supra in campo auri macinati et de folia prout sunt anotate et descripte in infrascripta lista cujus quidem liste sunt literarum faciendarum ut supra sunt iste videlicet:

Ponendum tenor liste in qua descripte sunt
libere ut sup. faciende.

Item convenerunt et statuerunt quod R.us P. Don.s Gregorius proc. et eo nomine et teneatur et dare et solvere R. P. dono Euangelista presenti et acceptanti sciita centum auri a sole prectio L. 5 s. 28 pro singulo scuto pro mercede laboris fiendi, et predictus R. P. Don.s Gregorius teneatur dare de presenti predicto P. D. Euangeliste scuta 25 auri solis, cum quidem scuta 25 predictus P. Don.s Euangelista confessus fuit recepisse ibidem personaliter et a predicto P. Don.o Gregorio presente et personaliter dante e nomine predirti monasterii Cartusie Papie pro arra et parte solutionis dictor. scutor. centum auri promissorum ut supra.

Pro quibus quidem scutis xxv R.dus Pater D.us Severus de Laude canonicus regularis et monachus professus ac sindicus et procurator predicti monasterii de Casoreto ad hec et alia spetialiter constitutus ac substitutus per R. P. dominum Constantinum de Mediolano priori predicti monasterii Casoreti per instrumentum sindacatus etprocur rogatum per D. Xtofor. de Venegono notarium curie archiepiscopalis et infrum sindicat: die x junij 1543 et instrum substitutionis etc. ult.° maij 1344 ad petitionem predicti P. procuratoris D. Gregorij etc. promisit et insolidum obligando bona predicti monasterii et restituere predicta scuta xxv predicto Patri Domino Gregorio presenti etc. ubi predictus Pater Dons [p. 534 modifica]Euangelista non perfecerit supra dicto libro suum opus sine tantas litteras ameniatas utsupra quantum important dicta scuta xxv et hoc sub reffert.

Item convenerunt etc. quod predictus P. dons Gregorius facto opere predictorum scutorum xxv teneatur dare et solvere predicto Patri dono Euangeliste reliquum dictorum scutorum 100 auri totiens quotiens perfecerit totum suprascriptum opus ita tamen quod suprascriptus P. don.s Gregorius non teneatur rebursare aliquas pecunias predicto Patri d.no Euangeliste nisi tantum quantum importabit supradictum opus quod perfectum tradebit et consignabit predicto monasterio Cartusie Papie et non aliter.

Actum in domo residentie predicti Patris procuratoris P. Gregorii site in Porta Ticinense, parecia S. Petri in Campo laudensi intus Mediolani.


Lista delle ameniadure da far.


La p.a domenica de aduento.

La lettera cu la Historia dentro et il friso in campo doro masinat. li altri introiti delle dominiche cu la lettera solenne senza Historia cu uno pocho de friso intorna la lettera.

La vigilia di Natale la lettera maiuscola cu la sua Historia dentro senza friso cu oro masinat.

La p.a messa de natale la sua littera maiuschula cu la Historia sua senza friso.

La 2.a messa de natal la littera cu la sua Historia senza friso.

La 3.a messa de natal la sua littera cu la Historia e frixo intorno cu il Campo d’oro masinat.

La messa de S.to Stefano cu la littera e frixo in Campo doro masinat.

La messa de S.to Giouane cu la su littera et Historia sua et frixo intorno doro masinat.

Li Inocenti la lettera cu la Historia sua in capo doro masinato cu uno preso de friso apreso alla lettera.

Dnicha prima di natal, la littera cu la Historia conueniente in campo doro.

[p. 535 modifica]La Circoncisione la littera cu la Historia in campo doro macinato cu uno frixo conueniente.

La Epiphania cu la littera e Historia sua in campo doro macinato.

La Dnica in fra ottaua epiphania la sua littera in capo doro cu uno poco de friso.

Dominica p.a post octauam epiphanie la sua littera solemne cu oro masnat cu la sua historia conuenient.

Ite che tutte le littere deli introiti e p.a messa et 2.a de natal sia tenuto afarle in tincto doro masinat cu uno frisitto intorno alla littera.

Ite la Circumcisione la littera in oro masinat cu la Historia della Circumcisione dentro et un friso convenient.

Ite tutte le altre sort de littere videlicet graduali versetti responsori alleluia offertori et Comunioni sieno fatte in Campo doro de foglia cu soi ornament o inuent.

Io D. Seuero procurador di Casoretto fui pnte alle soprascritte Conuentioni fatte cu lï R. pri della Certosa di Pauia, ed il pre D. Euang.ta vic. de Casoretto et in fedi della verità io ho scritto la pnte lista di mia propria mane et sotto scritto.

Io D. Evangelista pmetto far tutto quello eh. contiene in la pnte lista.


Il documento originale è, come si è detto, in Milano nell’Archivio dei Notari.

Michele Caffi.