L'Avvisatore elettrico Vincenzi

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Antonio Pantanelli

1863 L Indice:L'Avvisatore elettrico Vincenzi.djvu Meccanica e tecnologia ferroviaria L'Avvisatore elettrico Vincenzi Intestazione 6 luglio 2011 100% Da definire

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NOTIZIE




L’Avvisatore elettrico Vincenzi.


Questa invenzione avrà, a mente nostra, larga applicazione sulle ferrovie, perchè offre una tutela, da tempo invocata, pe’ passeggeri, e si connette con una delle precipue condizioni di un buon sistema locomotivo, la sicurezza. E quando venga, come crediamo, attuata, essa avrà somma influenza anche sull’amministrazione ferroviaria, rendendola più semplice e meno dispendiosa.

Chi scrive assistette a due esperimenti dell’Avvisatore Vincenzi che ebbero luogo sulla ferrovia da Siena ad Asciano, e ricevette dall’autore gran copia d’informazioni; sicchè egli può favellarne ai lettori del Politecnico con la coscienza d’uomo che ha veduto e toccato quello di cui ragiona.

Giovi riassumere i compiuti esperimenti. Una machina elettro-magnetica era collocata alla stazione di Siena in corrispondenza con altra machina apprestata nella stazione di Asciano. Entrambe le machine sono fornite di una soneria e di un relais, giacchè pei bisogni della locomozione meglio torna trasmettere i segnali all’udito che non per traccia. Due fili pongono in communicazione le machine, e chiamasi l’uno filo-linea e l’altro filo-terra. Il filo-linea non deve confondersi coi fili del telegrafo governativo, ed è disposto in guisa che ad ogni chilometro trovasi in communicazione con potenti sbarre di ferro, isolate ed a superficie curva, progressivamente numerizzate a partire dalla staziona di Siena, la machina a vapore del treno che sta per partire viene altresì proveduta di una machina elettrica eguale a quella delle due stazioni, con un apparecchio di quindici pile alla Daniel, con soneria e relais; il filo-terra chiude il circuito per così dire interno del convoglio, ed il filo-linea collegasi a sistema di sei molle poste all’esterno, le quali, mentre il treno è in viaggio, sfregano contro le sbarre numerizzate.

Allorchè il treno sta per mettersi in moto, dalla stazione di partenza si spicca avviso alla stazione d’arrivo, onde verificare se il filo è continuo. Del pari il convoglio verifica se si trova in buona condizione la propria soneria.

La corrente positiva stabilita sulla linea è la fedele messaggiera del [p. 203 modifica]treno in corsa. Quando si voglia dalla stazione di partenza richiamare il treno, muovesi il commutatore per invertire la corrente dal positivo al negativo; dopo di che, appena il treno tocca colle proprie molle una delle sbarre numerizzate, la soneria del convoglio trasmette l’avviso della fermata e del ritorno. Il convoglio si arresta ed ove si trovasse fuori del contatto con le sbarre numerizzate, con un conduttore qualunque stabilisce una communicazione col filo-linea e quindi colla stazione, e mettendo in opera il proprio relais, diviene una vera stazione telegrafica.

Dicemmo poc’anzi che i segnali sono trasmessi con suoni. Infatti i bisogni della locomozione si riducono ad ordinare di fermarsi, indietreggiare o procedere, a chieder soccorso, a domandar un rimorchio, ad avvisare quando la linea è guasta od ingombra; per cui consentono il sistema della soneria. L’inventore però, ad agevolare l’apprendimento del significato de’ vari suoni, ed a far sì che gli addetti alla locomozione possano nello stesso tempo dirigere il servizio telegrafico, munì la propria machina di una tavola in cui sono indicate per brevi e lunghe le domande e risposte che ponno occorrere nel servizio ferroviario; sicchè qualunque machinista o conduttore può in breve tempo mettersi al fatto del nuovo sistema telegrafico.

Per poco che il lettore abbia compreso le antecedenti notizie, comprenderà di leggieri che quanto accade nel presente caso al nostro treno succede altresì a quant’altri convogli, muniti degli stessi apparecchi, si trovino sulla medesima linea; poichè non appena essi toccheranno la più prossima sbarra, riceveranno del pari il grido d’allarme, e l’avviso di fermarsi e di ritornare.

Un complesso quesito è in tal guisa risolto; ad ogni momento si può invertire a volontà la corrente elettrica; e sempre ponno communicare le stazioni coi treni ed i treni fra loro. Allo scopo di agevolare la communicazione tra i convogli, l’inventore determinò ce i convogli vengano numerizzati, onde poterli telegraficamente appellare.

Non spendiamo parole a descrivere i particolari della machina, perocchè è manifesto che la soneria dev’essere costruita coi sistemi già noti, e deve avere un suono prolungato ed assai limpido per inviare ad ogni possibile distrazione del conduttore. Si noti però che siccome ad ogni sbarra, che tocca il treno, l’effetto elettrico si ripete, cosi si ripetono a maggior sicurezza gli avvisi. S’aggiunga che alla stazione, quando è messa in moto la corrente che passa per l’elettro-magnete, havvi un punto ove si forma un sistema bifilare col filo-linea e con un filo che correndo a corto circuito attrae a sè la corrente; il qual filo per il movimento dell’elettro-magnete communica con una [p. 204 modifica]leva commutatrice, onde in tal guisa la corrente prende il filo di terra e se ne inverte il corso. Per tale accorgimento, notevolissimo pel principio che lo informa, un treno, quando ha invertito il proprio polo ed ha dato l’allarme alla stazione mercè la prima sbarra che tocca, il medesimo allarme si ripete lungo tutta la linea a tutti i treni che fossero in viaggio; poichè pel movimento sovra descritto, il filo-linea assume ad un tratto l’ufficio del filo-terra.

Adduciamo altri esperimenti che attestano i vantaggi del presente Avvisatore. Due treni correvano uno dietro l’altro. Si suppose che il primo convoglio avesse bisogno di soccorso o trovasse impedita la linea; perciò esso invertiva il proprio polo e mercè tale inversione di corrente dava l’allarme al secondo convoglio, il quale arrestatosi e postosi in communicazione comprese che era chiamato dal convoglio che lo precedeva, e mediante l’indicazione del numero della sbarra a cui il primo convoglio era pervenuto, potè conoscere il punto della via a cui esso era giunto.

Due treni muoveano l’uno contro l’altro con la corrente opposta; non appena partirono, alla prima sbarra che toccarono, ricevettero l’allarme, sicchè poterono arrestarsi, mettersi in communicazione e procedere con precauzione, evitando ogni pericolo di scontro.

Si ruppe in un dato luogo il filo, e i due convogli procedevano senza che di ciò si fossero avveduti. Il primo treno incontrò un impedimento; invertendo i propri poli e messosi in communicazione, conosce che la propria linea è interrotta; allora egli attacca un conduttore al filo-linea e si pone in communicazione colle verghe della via. Non appena il successivo treno toccò la sbarra posteriore al punto di rottura del filo, esso ricevette l’allarme, il che bastò ad ovviare qualsiasi spiacevole inconveniente.

Suppongasi che un cantoniere riconosca impedito da improviso accidente il tronco di via affidato alla sua sorveglianza; egli si attacca con un’asta al filo-linea e conduce la corrente alla terra e chiude il circuito; il treno, che trovasi in viaggio, riceve l’allarme. Suppongasi altresì che parte del convoglio si stacchi dai vagoni e dalla machina senza che il machinista ne abbia contezza: il conduttore dei vagoni, in tal guisa staccati, potrà condursi come poc’anzi il cantoniere, e potrà dare avviso dell’accaduto alla parte del treno che continua il proprio viaggio.

Codesti esperimenti, eseguiti sulla linea Siena-Asciano, col concorso di eletta cittadinanza e d’uomini versati nella materia, raccolsero i suffragi di tutti, e piacquero tanto più perchè sulla stessa linea non è molto accadde deplorabile sinistro per lo scontro di due treni che si seguivano e di cui il primo dovette per guasto di machina rallentare [p. 205 modifica]la propria velocità; sinistro che certo non sarebbe accaduto ove fosse stato in azione l’Avvisatore Vincenzi. Mercè di questo i treni ponno correre sul medesimo binario alla distanza di soli cinque minuti, essendo in communicazione fra loro e sorvegliandosi a vicenda.

Dal che manifestamente appare che le ferrovie con un solo binario, munite di Avvisatore, si rendono ben più sicure di quello siano al presente, e che potendosi munire i tratti più pericolosi con maggior numero di sbarre, viene agevolata la costruzione delle linee più difficili. E si potrà altresì diminuire il numero de’ cantonieri, verificando notevole risparmio, e scemare la spesa di costruzione, accontentandosi sovra date linee di un solo binario.

Il Vincenzi calcola a 450 lire al chilometro la spesa occorrente per l’impianto del suo Avvisatore; ed avverte che tale spesa sarà diminuita della metà ove egli pervenga, come spera, ad addurre importante modificazione nella sua scoperta, la quale consisterebbe nel porre le sbarre sul treno e le molle lungo la via, per cui mentre aumenterebbe l’effetto utile del contatto per la trasmissione elettrica, risparmierebbe quel considerevole numero di sbarre, che costituiscono la parte più dispendiosa del sistema. Trattandosi di un interesse sovra ogni altro prezioso, quello della vita umana, le società ferroviarie, sperimentando e adottando l’Avvisatore Vincenzi farebbero savia opera, consentanea alla grave responsabilità che loro incombe. E crediamo che lievissimo aumento nel prezzo delle corse fornirebbe largamente la somma necessaria ad acquistare, come vuole equità, dal sig. Vincenzi la di lui invenzione e a sostenere le spese d’impianto e manutenzione; e l’inventore e il paese avrebbero conforto e lode dal fatto che in Italia non avvengono que’ sinistri, per cui acquistarono triste celebrità le ferrovie inglesi. Desideriamo che questa invenzione, come è frutto d’ingegno italiano, venga per la prima volta attuata in Italia, senza attendere che ci venga raccomandata e pressochè imposta dall’esempio di stranieri, più di noi solleciti nell’incoraggiare ed effettuare le invenzioni de’ propri concittadini.


A. Pantanelli.