L'esperienza vincitrice

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Giacomo Trabia

XVII secolo E Indice:Giacomo Trabia - L'esperienza vincitrice.djvu L'esperienza vincitrice Intestazione 4 luglio 2018 100% Da definire

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L’ESPERIENZA

VINCITRICE

EPILOGATA IN DIVERSI SEGRETI

Cavati da quelle Erbe, che

alcuno non ne fà stima.

Esperimentati da me.

GIACOMO TRABIA

BOLOGNESE

Nel Ven.Ospitale di S.Spirito in Roma,

Dati in luce à beneficio Universale.

Et il detto è perito Professore

nel cavar Denti.

%%%

IN MILANO, IN VERONA,& IN VENEZIA.
____________________

Con Licenza de' Superiori.

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Benigno Lettore.


QUel comune desiderio, che muove ciascuno à voler giovare quanto può al Mondo, spinge alcuni à trovar nuove invenzioni, altri ad assotigliare più le altre, sempre, aggiungendo nuovi modi, e forme di adoprarle. Così ogn'uno si và immaginando quasi à utile intenzione, trà quali io sono, che non sò come meglio far vedere la brama, che hò di porgere al mio prossimo tutto quell'aiuto, ch'io posso rissolutamente, quanto il pormi à soggiacere à disastri, & à mutazioni di clima e quel che è peggio, alla censura de malevoli, con prendere dalle proprie abitazioni un volontario figlio, solo per indagare, e sperimentare de' più degni ammirabili Segreti, che possino servire, tanto per aquistare la sanità, quanto per mantenersi in quella. Onde avendone sperimentato molti, e riusciti con felicissimo successo, ne hò fatto una scielta; tanto di mia invenzione, quanto ritrovatì da ricete degl'Huomini prudentissimi, e Virtuosi; avendone adunque fatto moltissime sperienze, e da quelle certificato, gli ho fatto porre alle stampe, accioche ogn'uno faccia riflessione, quanto sia necessario avere in difesa della propria vita così sperimentati Segreti, tutti utili per guarire tanti mali, che di continuo turbano la quiete di chi lì possiede, e quello, che è da stimarsi, la facilità & il poco dispendio nel fabricare i sudetti Segreti, pero te li dedico, e dono. Vivi felice. [p. 3 modifica]

Segretto considerabile per mantenimento della salute gran
corroborante dello stomaco

Piglia Bacche di Lauro num 24. tagliate grossamente, e poste in una bozza di lino, infuse in vaso, dove siano libre 4 di vino bianco generoso, lasciale stare per tre giorni intieri, poi cola il vino è serra in Carazza vetro, l'uso di tal vino, e pigiarne la sera avanti cena trè oncie.

Alli dolori eccessivi di corpo:

Piglia Erba cinque foglie, fanne polvere, e bevine una dramma in buon vino, e sarai libero.

A chi havesse sputi di sangue, òvero rotta nel petto.

Piglia cime di Ortica, cavane sugo, e danne da bere al paziente oncie sei, e sarà infalibilmente guarito.

A stagnare il Sangue del naso.

Piglia in bocca la radice della Tormentilla, e quanto più la terrai in bocca, manco uscirà sangue, e stagnerà affatto. Lo stesso fà il sugo della Ruta, tirato sù le narici.

Per il puzzore di bocca.

Piglia cime di foglie di Fico, e mangiale alla mattina a digiuno per molte volte, e sarai libero.

Segreto rarissimo per la sordità, e qual sivoglia
dolore nell'orecchie.

Piglia un'Anguilla fresca, e falla cuocere in un tegame, senz'acqua, e di quel grasso farai stillare nell'orecchie, con l'aggionta d'altretanta quantità di sugo di foglie di Persico: approvatissimo.

Ad una Donna, che havesse perso il latte.

Piglia latuca, e falla cuocere nell'acqua d'orzo; [p. 4 modifica] poi spremi, e danne da bere, e farà effetto mirabile.

Per far andar via il latte ad una Donna.

Li farai bagnare le poppe con sugo di Piantaggine, e sarà fatto, il simile fà un velo di seta bagnato nell'aceto forte, e posto sopra le spalle, il latte si ferma senza male alcuno.

Rimedio alla Febre quartana, approvato
per sicurissimo.

Piglia radici di Sambuco, e pestali bene, e fanne sugo; cola per pezza, del qual sugo ne darai al paziente un'oncia avanti, che venga il parocismo. Il simile fà il sugo della Lanuola, le quale altrimente si chiama piè d'Asino, pigliata con un poco di vino avanti l'eccessione. La Boragine di quattro branche fatta seccare, e fatta polve, si dà a bere con vino generoso guarisce come sopra la quartana, e quella parimente da trè branche, fatta come sopra, guarisce la terzaria.

Segreto per chi non potesse orinare.

Piglia Erba Mora manip. 2 con pari quantità di erba parietaria, farai bollire in 8. libre d'acqua; fino cali la quarta parte, poi calata bene, beverai di questa decozione quanto puoi, e l'Erbe cotte, più calde sia possibile, portar sopra il petenecchio. Parimente opera una cipolla bianca cotta nel Butiro, e posta sopra il pettignone.

Per i dolori, ò sia Pietra.

Piglia il fiele di due Galline, e si beva in brodo dove vi siano bollite radici di Gramigna, e Petrosemolo, che quieterà subito il dolorè. [p. 5 modifica]

Per l'Asma di petto.

Piglia una Talpa, e falla seccar à forno, e si farà in polve, poi si dia da bere al paziente al peso d'un ottavo per più volte in acqua di Cardo Santo, che guarirà senza fallo.

Per l'ostruzione della Milza, segreto approvatissimo.

Piglia un Cane levriero, che sia da latte, e cavali la Milza, e falla seccare, e dalla a bere al paziente in più volte con vino, dove sia infuso Assentio Pontico, che vedrassi un'operazione la più ammirabile del Mondo.

Rimedio per guarire la Cattaratte.

Piglia di quelle Cornacchie, che fa il frassine, e pistale grossamente, aggiungendovi un poco di zuccaro candido, facendo distillare il tutto con acqua di Celidonia, che toccando con dett'acqua spesse volte il giorno, in breve tempo resterai libero, e sano.

A chi avesse perduto la Voce esperimentatissimo.

Pigliarai cinque, ò sei porri, tagliati in pezzetti, e falli bollire in acqua commune, tanto quanto possi bagnare 4. oncie di pane, e quando saranno cotti in dett'acqua, vi aggiongerai poche goccie d'Oglio d'oliva, e mangierai detto pane, porri, e brodo, facendo dieta per due sere continue, segreto approvato

Per guarire la Gonorea, ò sia Scolazione.

Si deve purgare il Corpo con la Cassia, overo ellettuario lenitivo, poi 3. mattine à digiuno piglierai 3. oncie di sugo di Parietaria, con dentro cinque grani di Canfora ben polverizata, sarai guarito. [p. 6 modifica]

Bellissimo Segreto per la memoria.

Piglia un pomo mediocramente grosso, e piantagli dentro 20. stecchetti di radice d'Eleboro nero, che siano longhi quanto è un pignolo, e fallo cuocere nel forno, cotto che sarà, levarai la scorza, e li stecchetti, e li metterai sopra mez'oncia di zuccaro in polvere, e mangierai detto pomo per 3. ò 4. volte, che ne vedrai l'effetto.

Per il mal Caduco, ò sia Morbo Comiziale.

Piglia un'Erba, chiamata dal volgo, Sparpanazzi, da quale ne farai sugo, e ne darai 4. oncie per mattina à digiuno al paziente, facendo così per quindeci volte, sarà libero, e sano.

Bellissimo Segreto per i Flati, e dolori di Fianco.

Piglia Gambari terrestri, ponili vivi à seccare in un forno in vaso invetriato, e ben chiuso, avvertendo, che non abbruciano, mà che siano solamente secchi in maniera, che possino spolverizzare, e pigliando di detta polvere un mez'ottavo in brodo di Pollo, ti farà maravigliare, perche subito fà effetto. Lo stesso fà la semente d'Edera nel Mese di Gennaro, seccate all'ombra, e fattene Polvere, si piglia in vino bianco, e vedrai effetti mirabili.

A chi patisce Moroidi, Segreto approvatissimo.

Piglia Celidonia manip. uno con tutta la radica, mettila in un pìgnatino nuovo invetriato, ove vi sia Oglio Commune oncie 10. è fà bollire il tutto per spatio d'un ora à fuoco lento, poi cavala, e con detto Oglio bagnandosi la parte con una pezzettà, tenendo detta pezza permanente al [p. 7 modifica]luogo, darà un grandissimo sollievo, e rinovando detto medicamento, guarirà subito. L'istesso fà la Gramigna, ponendola fresca, che tocchi la carne al paziente; seccando la detta Gramigna, si seccano anco le Moroidi.

Rimedio ottimo al flusso di sangue.

Piglia Pigne intiere, e falle abbrucciare in una Cassetta da evacuare, e farai star sopra il paziente à sedere quanto può, che ne vedrai buona operazione.

Ad altro flusso di Corpo

Pigliarai Rosmarino, e lo farai bollire nell'aceto, e di quello ne servirai à commodar l'Erba di Piantaggine cotta à modo d'insalata, e ne farai mangiare al paziente, con farli bagnare li piedi spesse volte con l'istesso aceto, che guarirà.

A guarire qual si sia scottatura di fuoco.

Piglia subito il chiaro dell'Ovo crudo, e lo sbatterai ben'assieme con egual porzione di Oglio di Oliva, tanto che si facci come unguento spesso, perseverando a medicar con quella, guarirai tutte le scottature, senza che vi resti cicatrice alcuna.

Alla Ponta, ò mal di Costa, segreto poco creduto, ma chi l'ha in isperienza, questo è l'Arcano degl'Arcani.

Piglia una tazza di brodo, proprio à detto male, dove vi porrai dentro una ottavo d'oncia di sterco di piccione bianco di penne, qual sterco sia bene spolverizzato, e lo darai à bere al paziente nel sopraddetto brodo, & al di fuori gli farai una onzione con oglio di zucche, ove vi friposto la cenere fatta d'una gamba di Cavallo nero abbrucciato, & unto l'Oglio, e la cenere à modo d'unguento si onge al bisogno. [p. 8 modifica]

A chi non può ritenere l'Orina

Piglia della Ruta fresca, e fanne sugo, ne farai bere al paziente in buon vino un'oncia di detto sugo mattina, & in pochi giorni resterà libero, e sano.

Al tremor delle mani.

Piglia Salvia, e falla seccare all'ombra, poi ne farai polvere, e di quella ne piglierai un scrupolo per mattina in brodo di Vitello e fino sarai guarito.

Segreto utile, e profittevole per cavar ogni ferro,
spino, scheggià di legno, ò altro dalla Carne.

Piglia Valeriana maggiore, e di quella bagnerai il tasto, poi adopri per le ferite, ò piaghe, e procurerai d'introdurre nel concavo della ferita due gocce di detto sugo, e se non v'è ferita, & apertura, ponivi sopra dett'Erba pista, e ripeterai alcune volte, cava il ferro, ò spina mirabilmente, e anche con gran meraviglia sana la ferita, approvato.

Per far un'Oglio preciosissimo per i Vermi.

Piglia Oglio di Ruta, & Assenzio, e mettilo in pignatino bene invetriato al peso di sei oncie, con addizione d'un melangolo di sapor brusco, tridato in minutissimi pezzi agro, e scorza, aggiongendovi un'onzia di Triaca, ed'Aloè Epatìco, circa mezzo scrupolo per sorte, fà bollire per spazio di mezz'ora, poi levalo dal fuoco, e fanne forte espressione di tutta la materia, e serba il liquore per una delle più preziose cose, che si possa trovare al Mondo in tal riga, perche basterà ongere l'ombellicolo, e le narici del naso à chi patisce di vermi, che in pochi momenti guarirà infallibilmente.

IL FINE