Memorie storiche civili, ed ecclesiastiche della città, e diocesi di Larino/Libro IV/Di Provvidenti

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Libro IV
Capitolo XVII
Di Provvidenti

../Di Morrone ../Di Casacalenda IncludiIntestazione 9 aprile 2009 75% Storia

Libro IV - Di Morrone Libro IV - Di Casacalenda

1. QUesto luogo sta posto nella falda di una scoscesa, che scade in un rivolo di acque, quale nasce dalla montagna di Morrone, e va a sboccare nel Biferno, dal quale è lontano due miglia in circa, e altrettanto da Cafacalenda : che che sia dì ciò, che vogliono que’ naturali, asserendo, che, Providenti fusse stato un luogo, ove si conservavano le pubbliche provisioni di grano, e altro dell’antico Gerione, e che perciò avesse il nome di Providenza, poi detto, come presentemente si appella Providenti ; e si conferma questo loro sentimento da’ vestigj, che in copia vi sono attorno di esso di fosse, per conservar grano, e vettovaglie ; niente noi sappiamo di certo della sua origine. Di questo luogo si fa menzione nelle Bolle di Lucio III. e d’Innocenzo IV. delle quali più volte abbiamo parlato. Viene circondato da muraglie, quali si chiudono per mezzo d’una porta posta nella parte Orientale. Il suo sito interno si fa vedere sia stato luogo numeroso d’Anime, e molto più si riconosce dall’ampiezza del Territorio, fruttifero, e abbondante, come pure ce lo fa credere il gran numero delle Chiese dirute. Al presente è quasi distrutto dalle vicende del mondo, e lo supponiamo dal tremuoto del 1456. che afflisse quasi tutta l’Italia, specialmente Casacalenda, da dove è distante due miglia, come sopra, assieme anche Larino, Ururi, S.Giuliano, e simili, come si dice ne’ propri luoghi, vedendosi rupi da pertutto, oltre alla pelle del 1656. che anche fe’ delle stragi in questa Regione : di maniera che al presente viene abitato da circa 350. Anime, e tuttavia si va riducendo al peggio.

   2. È Terra Baronale, che andava collo stato di Montagano, quale poi passò in persona di Andrea di Capua : fu anche posseduta dalla Casa Cavaniglia, come appresso, ma non sappiamo in qual tempo. La vediamo trasferita nella Casa di Sangro con Casacalenda, e altri luoghi, come si dice in parlarsi di essa Terra, e nella situazione fatta l’anno 1669. tra i Baroni, e Feudatarj del Contado di Molise si nota : Ill. D. Scipione di Sangro Duca di Casacalenda per Providenti, col numero di 29. fuochi ; e nella situazione del 1626. si nota Providenti vecchio di fuochi 63. nuovo 80. Il Padrone del luogo vi mette il Governatore, e per il suo mantenimento, e regolamento civile si governa da due Eletti, e luci Sindaci, che si destinano dall’Università ogn’anno in pubblico Parlamento.

   3. Se bene Providenti nelle fabbriche civili, non abbia cosa da potersi notare, fuori di esser bastantemente comode col suo Palazzo Baronale distrutto ; viene però questa Terra nobilitata da una nuova Chiesa Matrice, cominciata da fondamenti, sotto il titolo dell’Assunzione della B. Vergine, posta accosto l’antica Chiesa sotto lo stesso titolo, quale era divenuta un fenile. Fu dato principio a questa nuova Chiesa, in occasione della nostra prima visita, fatta a’ Settembre del 1727. e nell’anno 1734. fu terminata ad una nave con ampio Presbyterio, Coro, e Sagrestia, fatta a volta, riuscita di tutta perfezione ; e successivamente in detto anno 1734. a’ 3. di Decembre fu da noi solennemente benedetta, e in sua memoria si vede assisa una lapide posta sotto la Mensa dell’Altar Maggiore colla seguente

Iscrizione.

D.   o.   M. 
ECCLESIA  EX  AsSE
CiVIuM  Pia  Ope
D. ANne  MarIe  Caraffa
Ex  Principibus  ChiusaNi
CasacalendE  DucissE
EXImiA  PietAte
SufFraG Antibus
TEMplum  HOc
Joanne  Andrea  Tria
Episcopo  Larinen
A  FUNDAMENTIS  PERFECTUM  EST. 
A. A. P.  MDCCXXXIV. 

   4. Da questo Iscrizione si vede esser stata edificata a spese della medesima Chiesa con ajuto manuale degl’Abitatori, e di avervi contribuito la suddetta fu Signora Duchessa Caraffa, la quale vi diede la limosina di ducati trecento, e coll’industria del Vescovo venne a perfezione, che per una piccola Terra tiene il suo preggio.

   5. Oltre all’Altar Maggiore, sono m questa nuova Chiesa quattro Cappelle, con suoi Altari, cioè due per parte, ben formate, e fornite di liscio stucco all’uso moderno Romano. L’Altar Maggiore sta dedicato ad onore della B. Vergine dell’Assunta, che era il titolo antico della Chiesa Matrice. Gl’Altari minori, il primo dal corno del Vangelo sta eretto in onore della Bma Vergine del Rosario : quello, che siegue, ad onore di S. Maria della Bruna, di S. Antonio di Padova, di S. Pancratio M., e di S. Antonio Abate. Dalla parte dell’Epistola, il primo ad onore della Bma Vergine del Carmine, di S. Nicola Vescovo di Mira, e l’altro ad onore di S. Maria degl’Angeli, sotto lo stendardo della SSma Croce, di S. Margarita, di S. Francesco di Paola, di S. Sebastiano, e di S.Rocco ; titoli tutti li suddetti, degl’Altari antichi, e di altre Chiese distrutte, qui trasportati co’ loro privilegi, e pesi con nostro decreto, che si osserva negl’atti della nostra Visita ottava del 1734. p.420. e segg.

   6. Il Campanile è magnifico, tutto di pietre quadre, che resta tra le due Chiese nuova, e vecchia, la quale profanata, si è desinata ad altri usi, e in una lapide di marmo rustico, posta in faccia di esso si legge inciso l’anno della sua fabbrica, che fu nel 1380. e dalla qualità delle pietre possiamo conghietturare, che in detto anno 1380. parimente fusse stata fabbricata la Chiesa Matrice vecchia.

   7. Vien servita quella Chiesa dal proprio Arciprete, che ha la cura dell’Anime, e oltre a lui da due Sacerdoti Porzionarj, un Diacono, che gode per metà porzione, e due Suddiaconi, che godono la quarta parte della porzione per ciascheduno, come abbiamo nel nostro Sinodo part.5. cap.10. al presente però non vi sono, che due soli Sacerdoti, e un Chierico.

   8. Oltre alla detta Chiesa Matrice, abbiamo in questa Terra fuori dell’abitato, e quasi in faccia alla Porta di essa, la Chiesa di S. Maria della Libera, distante dalla medesima quasi cinquanta passi. Ella comparisce di fabbriche antichissime ad una nave con un solo Altare. Possiede alcuni pochi beni, e si governa dall’Università, a spese della quale se ne celebra la sua Festa il secondo giorno di Pentecoste.

Delle Chiese dirute.

   9. Molte erano le Chiese, che oggi sono dirute in questa Terra, e quelle delle quali si ha memoria sono. La Chiesa di S. Rocco veniva situata dalla parte orientale, quasi in faccia alla porta della Terra, distante dalla medesima da venti passi, posta a piedi della Croce, che chiamano in strada, che conduce a Casacalenda. Ella sprovista, e cadente, in occasione della fabbrica della nuova Matrice fu profanata, e il suo materiale fu applicato per detta nuova fabbrica, e i suoi pesi, e beni trasferiti in beneficio dell’ Altare di S. Maria degl’Angeli.

   10. La Chiesa di S. Sebastiano era posta nel medesimo piano della Chiesa di S. Rocco, dalla quale era distante circa otto parti, e si crede fusse Chiesa Baronale dalle armi della famiglia Cavaniglia, furono Padroni di questa Terra. Da quarant’anni in circa questa Chiesa si ritrova profanata, e il suo materiale presentemente si è applicato in beneficio di detta nuova Chiesa Matrice, e li suoi beni, e pesi sono stati trasferiti al detto Altare di S. Maria degl’Angeli.

   11. La Chiesa di S. Nicola, Padrone principale dei luogo, la di cui festa si celebra di precetto ogni anno li 6. Decembre con rito doppio di prima Classe, e sua ottava, stava posta nel medesimo Piano della Croce, sei passi in circa distante da quella di S. Sebastiano, da molti anni si ritrovava senza tetto, e profanata, e il restante materiale, che vi era è stato applicato in beneficio di detta nuova fabbrica. Vi era eretta una Confraternita, ma presentemente da molti anni, non sta in uso, e li suoi beni, ragioni, e pesi sono stati trasferiti all’Altare eretto nella nuova Chiesa, ad onore della Bma Vergine dei Carmine, e di S. Nicola.

   12. La Chiesa di S. Margarita V. e M. unita all’Arcipretura stava posta vicino al fonte per la strada, che conduce a Ripabottoni distante cinquanta passi in circa dalla Chiesa di S. Maria della Libera ; e di questa se ne vedono solamente le rovine, li suoi beni, ragioni, e pesi sono flati trasferiti al detto Altare di S. Maria degl’Angeli, e se ne celebra la festa ogni anno a’ 26. Luglio, a spese della Mensa Arcipretale.

   13. La Chiesa di S. Antonio di Padova stava posta sotto il piano della Croce distante da essa quindici passi in circa, e appena se ne vedono i vestigj. Li suoi beni, ragioni, e pesi sono stati applicati in beneficio del detto Altare di S. Maria della Bruna.

   14. La Chiesa di S. Pangrazio M. posta vicino la distesa dell’Università nel luogo detto il Piano della Vicenda, distante da Providenti un miglio in circa. Li suoi beni, e pesi sono applicati alla Mensa Arcipretale, a spese della quale se ne celebra la Festa, e l’Immagine di questo Santo si vede nel medesimo Altare di S. Maria della Bruna.

   15. La Chiesa di S. Vito sta posta nel Feudo rustico di S. Vito, del quale appresso, e appena se ne vedono le vestigia. Di essa si fa menzione nella Bolla di Lucio III. e in quella d’Innocenzo IV. più volte riferite. Nel Registro delle Chiese della Diocesi si nota questa Arcipretura di S. Vito, tra Ripabrunualdo, e Ficarola, e ne’ fogli delle chiamate degl’Arcipreti fatti in Sinodo l’anno 1571. sotto Monsignor Baìduini si legge: Archipresbyter S. Viti : comparuit D. Vitas de Lallis.

De’ Casali diruti.

   16. Nel Territorio di quella Terra vi erano anche Casali. Uno di essi sotto nome di S. Vito, in oggi è Feudo rustico, posto ne’ confini di Casacalenda, Bonefro, Torre di Zeppa, e Ficarola. Le sue rovine si vedono appunto nel luogo della detta distrutta Chiesa di S. Vito, dalla quale deve supporsi, che abbia egli preso il nome di S. Vito, e in dette Bolle di Lucio III. e d’Innocenzo IV. cosi appunto si nomina : S. Vito, per quel, che si è detto di sopra ; ne’ sddetti ultimi tempi aveva il proprio Arciprete, né si sa altro della sua fondazione, e distruzione.

   17. Altro luogo abbiamo, detto li Casalicchi, posto più in su verso Torre di Zeppa a mezzo giorno del distrutto Casale di S. Vito, e di questo non si ha altra memoria, di modo che appena se ne vedono le vestigia.