Vai al contenuto

Papa Sisto

Da Wikisource.
Giuseppe Gioachino Belli

1834 Indice:Sonetti romaneschi III.djvu sonetti letteratura Papa Sisto Intestazione 18 febbraio 2025 75% Da definire

Le catture La fatica
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1834

[p. 266 modifica]

PAPA SISTO.

     Fra ttutti quelli ch’hanno avuto er posto
De vicarj de Ddio, nun z’è mmai visto
Un papa rugantino, un papa tosto,[1]
Un papa matto, uguale a Ppapa Sisto.[2]

     E nun zolo è dda dì cche ddassi er pisto[3]
A cchiunqu’omo che jj’annava accosto,
Ma nnu’ la perdonò nneppur’a Ccristo,
E nnemmanco lo róppe[4] d’anniscosto.[5]

     Aringrazziam’Iddio ch’adesso er guasto
Nun pò ssuccede[6] ppiù cche vvienghi un fusto[7]
D’arimette[8] la Cchiesa in quel’incrasto.[9]

     Perché nun ce pò èsse[10] tanto presto
Un antro[11] papa che jje pijji[12] er gusto
De méttese[13] pe’ nnome Sisto Sesto.

9 aprile 1834.

Note

  1. Tosto, per “duro, bravaccio.„
  2. Per Papa Sisto, assolutamente, s’intende sempre “Sisto Quinto.„
  3. E non solamente è da dire che dasse il pisto. Dare il pisto: farne toccare ad alcuno.
  4. Ruppe.
  5. Di nascosto. [C’era, così si racconta, un miracoloso Crocifisso di legno, che a quando a quando mandava sangue vero dalle ferite, e faceva far di bei quattrini alla chiesa che lo possedeva. Ma Papa Sisto, sospettandoci sotto un’impostura, si recò a visitarlo, e lì, coram populo, fattasi dare una scure, disse ad alta voce queste parole: “Come Cristo t’adoro, come legno ti spacco.„ E lo spaccò davvero, e trovò che dentro c’erano delle spugne inzuppate di sangue. Di qui il modo proverbiale, usato anche nell’Umbria, in Toscana e chi sa in quante altre parti d’Italia: Papa Sisto non la perdonò neppure a Cristo.]
  6. Non può succedere.
  7. Che venga un fusto: persona. Che bel fusto! che bel mobile! ecc.
  8. Da rimettere.
  9. [In quell’]incastro: in quelle peste.
  10. Non ci si può essere.
  11. Un altro.
  12. Che gli pigli: al quale prenda, ecc.
  13. Di mettersi.