Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1087

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[p. 394 modifica] non sono quelli del genio, coi tempi antichi). Quando una lingua, generalmente parlando (cioè non di una o piú frasi, di questa o quella finezza in particolare, ma di tutte in grosso), è insufficiente a rendere in una traduzione le finezze di un’altra lingua, egli è una prova sicura che il popolo per cui si traduce ha lo spirito men coltivato che l’altro (che diremo dunque dello spirito de’ francesi dalla [p. 395 modifica]parte del genio? la cui lingua è insufficiente a rendere le finezze non di una sola, ma di tutte le altre lingue? Che la Francia non abbia avuto mai, vedi p. 1091, né sia disposta per sua natura ad avere genii veri ed onnipotenti e grandemente sovrastanti al resto degli uomini, non è cosa dubbia per me e lo viene a confessare implicitamente il Raynal. Dico geni sviluppati, perché nascerne potrà certo anche in Francia, ma svilupparsi non già, stante le circostanze sociali di quella nazione). Sulzer ec., lib. cit. qui dietro, p. 97 (25 maggio 1821).


*    Alla p. 1080, margine. Lo stesso diremo delle costituzioni, de’ regolamenti, delle legislazioni, de’ governi, degli statuti (o pubblici o particolari di qualche corpo o società ec.); i quali, per ottimamente e minutamente formati che possano essere, e dagli uomini i piú esperti e previdenti, non può mai fare che nella pratica non soggiacciano a piú o meno inconvenienti;