Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2930

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[p. 84 modifica] cioè dimostra che ebbero participii o supini diversi da quelli che ora hanno, o due, ambo perduti, o ancor piú di due, come fundo-fusus, futus, funditus, ec. ec. Vedi la p. 2826, il pensiero seguente, e la p. 3037. Del resto, vexare rispetto a vehere, potrebbe anche appartenere a quella categoria di verbi, della quale p. 2813, segg. Ma non lo credo per le suddette ragioni che mi persuadono ch’ei venga da un participio vexus. Vexus, flexus ec. da vexi ec. sono forse contrazioni di vexitus ec. e altresí vectus ec., il quale però conserva il t, come textus da texui ec. Vedi la p. 3060-1 con tutte quelle a cui essa si riferisce e quelle che in essa si citano (9 luglio 1823).


*    Pinso, pinsis, pinsi et pinsui, pinsum et pinsitum et pistum. Da pinsus o da pinsitus, pinsitare appresso Plauto, se questa voce è vera. Da pistus pistare appresso il Forcellini e il glossario (vedilo in Pistare e Pistatus), onde il nostro pestare che volgarmente si dice anche oggi piú spesso pistare, siccome pisto per pesto (vedi il glossario in pestare). Pisto rimane eziandio nello spagnuolo, ed è un aggettivo neutro sostantivato, che vale quello che noi diciamo il pollo pesto. 1

Notiamo qui quello che dice Festo alla voce pinso (ap. Forcellini in Pistus). Pistum a pinsendo pro molitum [p. 85 modifica]molitum antiqui frequentius usurpabant quam nunc nos dicimus.

Note

  1. Tutti tre questi participii di pinso sono comprovati con esempi, e non da me congetturati. Vedi Forcellini in ciascuno di loro, e in pinso.