Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3132

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[p. 201 modifica] dell’Europa cristiana verso l’impero Turco nel cinquecento la Bibliotheca Graeca del Fabricio, t. XIII, pag. 500-6).1

Molto ragionevolmente adunque i sopraddetti poeti (per non parlare degli altri, come di Voltaire e di Ercilla, autore dell’Araucana, e del Trissino ec). scelsero ai loro poemi argomento nazionale, senza la qual circostanza (largamente però intendendo la parola nazionale, come, per esempio, circa la Gerusalemme) è assolutamente impossibile dare alcuno interesse a un poema epico che abbia e serbi la unità, com’ella oggi s’intende. Ed è perciò ben poco lodevole l’assunto di [p. 202 modifica]quel moderno che volle dare all’Italia una nuova Gerusalemme (Arici, Gerusalemme distrutta).

Ma l’interesse che nasce dalla virtú felice è, come ho detto, sempre debole anche in un soggetto nazionale e soffre moltissimi inconvenienti, massime in tempi cosí diversi da quelli di Omero, come sono i moderni e come furono quei di Virgilio che in molte parti si rassomigliano ai presenti.

1o, Tutte quelle speciali circostanze che ne’ tempi antichissimi rendevano singolarmente pregevole

Note

  1. Vedi p. 3173. Vedi ancora particolarmente lo Speroni ,Orazioni, Venezia, 1596, p. 23 e p. 56 e 109 e Castiglione, Cortegiano, ediz. Ven., 1541, carta 173; ediz. Ven., 1565, p. 423-24, libro IV.