Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4003

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[p. 374 modifica] ἑτέρου μεμιασμένον ἢ τὶ πεπονϑός, ἐϑέλοι (posset) ἂν ὑπὸ τοῦ δεοῦ καϑαίρεσδαι καὶ ἁγνίζεσϑαι μᾶλλον ἢ μιαίνεσϑαι. Cioè purgaretur et purificaretur magis quam inquinaretur, ovvero posset purgari ec. L’ἐθέλοι si potrebbe facilmente omettere risolvendo nell’ottativo colla particella ἂν i verbi infiniti che da lui pendono, e il luogo avrebbe quasi lo stesso valore. Ma la locuzione è elegantissima (25 decembre, Festa del Santo Natale, 1823).


*    Alla p. 4001. Nótisi che la desinenza in olare, dove l’ol è breve ec., sia diminutiva, sia frequentativa ec., si dà presso noi a moltissime voci che non hanno né poterono avere a far col latino. Si unisce eziandio ad altre desinenze e forme affatto italiane e per nulla latine, come da ballonzare, formazione italiana (o toscana), da ballare, si fa ballonzolare (anche la forma in olare sembra essere propriamente o piú particolarmente toscana che altro). Cosí da pallotta, pallottola, e simili. Collottola, frottola. Viottolo, viottola (questa è veramente una diminuzione in ottolo tutta italiana, tanto è vero che l’olo breve è italiano ec.), diminutivo [p. 375 modifica]di via, e molti simili ec. L’uolo poi accoppiasi in mille modi ec., non mi par però che possa esser sopraddiminutivo (al contrario mi par dell’ŏlo), bensí riceverlo ec. (25 decembre 1823). Vedi il pensiero precedente, e osserva che la formazione in olare è anche oggi, fra l’altre, al discreto arbitrio dello scrittore, o parlatore ec. e di questo arbitrio se ne prevalgono anche i volgari, specialmente in Toscana ec. che non conoscono il latino ec.


*    Frequentativi italiani ec. Vedi nell’antecedente pensiero un verbo sopraffrequentativo o sopraddiminutivo ec., come anche altri ve ne sono, o ne possiamo formare a piacere e giudizio dello scrittore, parlatore ec. (25 decembre 1823, dí del S. Natale).