Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4237

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[p. 171 modifica] da Francesco Sanleolini fiorentino, nell’Accademia della Crusca l’anno 1597. Prose fiorentine, parte I, vol. 1, oraz.7, [p. 172 modifica]particolarmente verso la fine, ediz. di Venezia, Occhi, 1730-1735, p. 105-106, dove l’oratore afferma e vuol provare che il primo a concepire il detto argomento fu il degli Angeli. 1 (20 dicembre 1826, Vigilia di S. Tommaso apostolo).


*    «Dice (aiunt) che un certo poeta greco, per nome Simonide, diceva di tenere appresso di se due cassette». A. M. Salvini, nelle Prose fiorentine, parte III, vol. 1, lettera 99 (lettera al signore Antonio Montauti), ediz. di Venezia, Occhi, 1730-35, tomo V, parte 1, p. 152.


*    Tenacità dei greci verso la loro lingua, e loro ignoranza delle altre, in ispecie della latina. Vedi Dati, prefazione alle prose fiorentine, nella Raccolta di prose ad uso delle regie scuole di Torino, Torino, 1753, p. 620, segg.


*    Universalità della lingua greca anticamente. Vedi Dati, loc. citato qui sopra, p. 627, fine e segg.


*    Studio e pregio in cui era la lingua italiana presso gli stranieri nel secolo XVII. Vedi Dati, loc. citato qui sopra, p. 630: e nella medesima Raccolta citata qui sopra, vedi le Orazioni del Lollio e del Buommattei e del Salvini in lode della lingua toscana (Recanati, 20 dicembre 1826).


*    Defectus per qui defecit o deficit. Vedi Forcellini.


*    Zocco-zoccolo. Fagus-fagulus (vedi Forcellini, glossario ec.) - faggio. [p. 173 modifica]


*    Scultare da sculptum, come in francese sculpter. Vedi Crusca.


*    Sminuzzare-sminuzzolare.


*    Quell’idiotismo nostro e latino del sibi, o mihi ec. e del si, mi, ti, ci ec., ridondante in vero o in apparenza, notato da me altrove, nell’uso dei verbi, anche attivi, ha molta corrispondenza coll’uso del verbo greco medio, nei quali verbi spessissimo a prima vista non si scorge ombra di azione reciproca, e paiono usati a puro capriccio, invece dell’attivo; benché poi, attentamente guardando, sempre o il piú delle volte, massime ne’ buoni autori, vi si scuopra la cagion di usarli piuttosto che gli attivi, e un non so che di reciproco nella significazione (Vigilia di Natale, domenica, 1826; Recanati).

Note

  1. Vedi il Tasso, Apologia agli Accad. della Crusca; Opere, ed. del Mauro, t. II, p. 309, e le lettere poetiche, dove si vede che il Tasso veniva facendo comunicare al Barga i pezzi del suo poema in iscriverlo, per avere il suo parere