Due fere donne, anzi due furie atroci,
Tor non mi posso (ahi misero!) dal fianco.
Ira è l’una, e i sanguigni suoi feroci
Serpi mi avventa ognora al lato manco;
Malinconía dall’altro, hammi con voci
Tetre offuscato l’intelletto e stanco:
Ond’io null’altro che le Stigie foci
Bramo, ed in morte sola il cor rinfranco.
Non perciò d’ira al flagellar rovente
Cieco obbedisco io mai; ma, signor d’essa,
Me sol le dono, e niun fuor ch’io la sente.
Non dell’altra così; che appien depressa
La fantasia mi tien, l’alma, e la mente...
A chi amor non conosce, insania espressa.