Posto avea di mia vita assai gran parte
Nella soave tua schietta amistade;
E mi sei tolto in assai verde etade,
Mentr’io credei per pochi dì lasciarte!
Dalla tua propria man vergate carte
Mi fean vivere in tutta securtade;
Quando, improvviso, come il fulmin cade,
Giunge la nuova che lo cor mi parte.
Chi pensato l’avrebbe? in dirti addio,
Era l’estremo! e rivederti io mai
Più non doveva in questo mondo rio!
Ma, sugli occhi pur troppo ognor mi stai;
E vie più caldo accendi in me il desìo
Delle virtù, che in te solo trovai.