<dc:title> Rime varie </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Vittorio Alfieri</dc:creator><dc:date>1776-1799</dc:date><dc:subject>Raccolte di poesie</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Alfieri - Rime varie (1903).djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Rime_varie_(Alfieri,_1903)/CXLVIII._Eccomi_solo_un%27altra_volta_e_in_preda&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20260425230550</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Rime_varie_(Alfieri,_1903)/CXLVIII._Eccomi_solo_un%27altra_volta_e_in_preda&oldid=-20260425230550
Rime varie - CXLVIII. Eccomi solo un'altra volta, e in preda Vittorio Alfieri1776-1799Alfieri - Rime varie (1903).djvu
Eccomi solo un’altra volta, e in preda
Agli oscuri miei tristi pensamenti:
Ecco, e più gravi, gli usati tormenti,
Cui sol chi prova avvien che veri creda.
Qual uom, che innanzi lampeggiar si veda,
Riman con gli occhi d’ogni vista spenti;
Tal io resto al sparir de’ dolci ardenti
Tuoi lumi; orbo finch’io non li riveda.
Dopo anni e mesi di continua morte,
Le due lune ch’io vissi del tuo aspetto,
Parean dovermi fare in me più forte:
Ma può il dolor, più ch’io, dentro al mio petto:
E aggiungi, ch’or non ho chi me conforte;
Or, che l’amico nostro è in tomba astretto.