O cameretta, che già in te chiudesti Quel grande, alla cui fama angusto è il mondo;
Quel sì gentil d’amor mastro profondo,
Per cui Laura ebbe in terra onor celesti:
O di pensier soavemente mesti
Solitario ricovero giocondo;
Di quai lagrime amare il petto inondo,
Nel veder ch’oggi inonorata resti!
Prezïoso dïaspro, agata, ed oro
Foran debito fregio, e appena degno
Di rivestir sì nobile tesoro.
Ma no: tomba fregiar d’uom ch’ebbe regno
Vuolsi, e por gemme ove disdice alloro:
Qui basta il nome di quel divo ingegno.