Risposta dell'ingegner Giovanni Milani al dottore Carlo Cattaneo/Parte III

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Parte III

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[p. 5 modifica]


III.


pagine 31,37,42,43.

Non pratico degli studii statistici, e per di più non curante dei grandi aiuti statistici da lui datimi.

17.° Giunto in Italia da Berlino, negli ultimi giorni del giugno 1837, apersi ed ordinai subito in Verona l’ufficio tecnico dell’impresa.

Compilai e rimisi, il 27 luglio 1837, col rapporto (Allegato N) alle due Commissioni fondatrici, veneta e lombarda, quattro prospetti statistici (Allegati O, P, Q, R), dei quali [p. 6 modifica] la Commissione veneta mi accusò ricevuta il 4 agosto (Allegato S), e la Commissione Lombarda, l’8 agosto (Allegato T).

18.° Il rapporto accennava a che quei quattro prospetti mirassero; di che pregassi; giustificava il numero, l’estensione delle ricerche, e la loro minutezza; e concludeva dicendo, che sarebbe assai utile che l’esperienza della Commissione vi facesse delle aggiunte, ma che avrei assai caro che queste aggiunte fossero fatte in prospetti a parte, esponendone anche il perchè.

19. Intanto fin qui è chiaro, che non è la mia nessuna pratica degli studii statistici, come dichiara il dottore Cattaneo alla pagina 42 che gli abbia impedito di abbozzare una statistica del regno opportuna a mille usi industriali, e di svelare per la prima volta agli esteri, e a noi medesimi l’immensa forza produttrice del paese, sul quale si doveva stendere la strada ferrata.

La mia preghiera, che si aggiungesse a quello che io aveva detto, tutto quello che si stimava utile, gliene offriva l’occasione, nè certo gli mancò il tempo, come vedremo in seguito.

20. Dieci mesi erano scorsi, cioè dal luglio 1837 a maggio 1838, senza che avessi potuto ottenere la più piccola indicazione statistica, il più piccolo aiuto statistico dalle due Commissioni fondatrici, dalle due Sezioni della Direzione, che loro erano succedute, dai due segretarii delle Sezioni, signor Breganze e dottore Cattaneo. Dovetti fare da solo, prevalermi di quel che sapeva, e raccogliere da me quello che non sapeva e che mi occorreva.

21. Il progetto era quasi compiuto, la Direzione voleva presentarlo a Sua Maestà, che si attendeva a Milano gli ultimi giorni di agosto; e siccome la Sovrana Risoluzione 25 febbraio 1837 e le successive Auliche Istruzioni 15 aprile 1837 ci autorizzavano a rivolgerci alle Autorità Regie ed agli Uffici pubblici pei dati tecnici e commerciali che ci potessero occorrere1, era obbligo nostro di giustificare il progetto economico con prospetti statistici derivanti da fonti autorevoli.

22. Il 5 maggio 1838 scrissi dunque alle due Sezioni della Direzione, pregando per avere i prospetti statistici. (Allegato U.)

La Sezione veneta incominciò a spedirmi qualche notizia un mese dopo, il 10 giugno (Allegato V) e l’ultima spedizione fattami fu il 19 giugno (Allegato Y).

23.° La Sezione lombarda, cioè il segretario dottor Cattaneo, non mi rispose: pregai dunque di nuovo il 9 giugno. (Allegato Z.)

Il 15 giugno 1838 mi giunsero alcuni prospetti col foglio N. 155.

Il 21 giugno degli altri col foglio N. 163.

Ringraziai ripregando per le notizie statistiche mancanti, dicendo anche che non poteva scorrere con economia di tempo e con utilità la parte, che quando avessi il tutto sotto gli occhi. (Allegato AA.)

La cosa mi pareva, e mi pare ancora, vera e giusta; pure il dottore Cattaneo, sa Dio perchè! se ne sdegnò, e servendosi della penna della Direzione, come fece sempre in ogni simile caso, mi soggiunse il 5 luglio 1838 col foglio N. 171.

«Non è per incuria che non si è ancora ultimato il lavoro statistico, nè per amore di singolarità che non si sono ancora introdotte le raccolte notizie nelle tabelle da lei inviate. [p. 7 modifica]A questa Sezione le tabelle non furono comunicate che qualche mese più tardi che all’altra,ec.».

Aveva nelle mani il foglio 8 agosto 1837 (allegato T), col quale la Sezione lombarda mi accusava ricevuta dei prospetti statistici inviatile il 27 luglio 1837 come a a Sezione veneta e dall’invio dei prospetti al foglio 5 luglio 1838 del dottore Cattaneo era corso quasi un anno.

Aveva dunque più del bisogno per rispondere a quel non è per incuria, ed a quel qualche mese più tardi, ma lo lasciai dire a sua voglia, limitandomi ad accusar ricevuta di alcuni prospetti, che a quel foglio erano uniti.

L’11 luglio me ne inviò degli altri col foglio 176.

E finalmente gli ultimi mi pervennero il primo agosto 1838 col foglio 187.

24° In mezzo a questo lungo carteggio, a queste mie replicate preghiere per avere, alla fine del luglio 1838, delle notizie statistiche richieste nel luglio 1837, a questi non giusti risentimenti del dottore Cattaneo per le preghiere mie, scorreva il tempo, io compiva il progetto, e Sua Maestà muoveva da Vienna verso l’Italia.

Stimai quindi necessario troncar ogni indugio, e perciò scrissi, il 22 luglio 1838, alla Direzione che il progetto era pronto, e che poteva esserle sottoposto dove e quando più lo desiderasse. (Allegato BB.)

La Direzione si recò a Verona all’ufficio tecnico, e vi rimase dal 2 al 6 agosto. Letta la descrizione del progetto, scorso il volume dei calcoli, visti i disegni, dichiarata la sua soddisfazione all’ingegnere in capo, ed accordata una gratificazione a tutti gli ingegneri cooperatori, ordinò che il progetto fosse tosto spedito a Milano, e così fu. Colla Sezione lombarda della Direzione eravi anche il suo segretario dottore Carlo Cattaneo; sicchè il dottore Carlo Cattaneo sa benissimo:

che le notizie statistiche da lui inviatemi mi giunsero più di un anno dopo il giorno in cui io le aveva richieste;

che mi giunsero quando il progetto era quasi compiuto;

che alcune mi giunsero dopo che il progetto era anche stato presentato alla Direzione.

25.° Chi avrà avuto la bontà e la pazienza di scorrere i quattro prospetti statistici da me rimessi alle Commissioni fondatrici il 17 luglio 1837 (paragrafo 17.°) ed il rapporto che li accompagnava, avrà sicuramente scorto che con le domande in essi contenute io mi era proposto di possibilmente conoscere per le Provincie del Regno lombardo-veneto che potevano essere attraversate dalla strada, e per quelle su cui la strada poteva stendere la di lei influenza:

Quali fossero i movimenti attuali d’uomini e di cose lungo le attuali vie terrestri o fluviali;

quale il tempo occupato in questi movimenti;

quanti gli incagli e le perdite che pativano;

quale la spesa,

per poter poi, da tutto questo, o dimostrare coi fatti, o congetturare con buoni fondamenti di probabilità,

Quale e quanta parte di questi movimenti si potesse attivare subito sulla strada di ferro, con una data tariffa di transito, avendo riguardo alla loro quantità, valore, peso, volume;

quindi quali i vantaggi che l’impresa della Strada Ferrata poteva promettersi sino dai suoi primordii;

e il guadagno di tempo, danaro, agevolezza e sicurezza di transito che ne verrebbe al commercio ed al pubblico. [p. 8 modifica]Ed a questo dovevano servire più particolarmente i tre ultimi prospetti.

Il primo mirava a dimostrare lo stato attuale delle provincie nei loro rapporti economici per poter su di questi calcolare e predire il loro presuntivo sviluppo, e quindi il futuro incremento di ricchezza delle provincie dovuto alla strada di ferro, e l’aumento di transito sopra essa, dal quale poi il maggiore guadagno degli azionisti, del commercio e del pubblico.

In somma, pensava al pubblico ed agli azionisti; alle utilità intrinseche ed estrinseche della nuova strada, assai sollecito del presente, senza però dimenticare il futuro.

26.° Ma il segretario della Sezione veneta, signor Breganze, mandava all’Ufficio Tecnico, un anno dopo la domanda, ed a progetto quasi compiuto, quello che andava raccogliendo dagli incaricati nelle provincie, così come raccoglieva, mano mano che raccoglieva, senza darvi alcun ordine, senza farvi sopra alcun esame, senza assicurarsi se corrispondesse alle mie domande, senza aggruppare le notizie raccolte nei prospetti, in somma senza aggiungervi punto del suo.

L’altro segretario della Sezione lombarda, il dottore Cattaneo, faceva molto meglio, ma poco, e più tardi, e seguendo strada diversa dalla mia, ed idee in parte diverse dalle mie.

E chi poi non volesse starsene alle mie parole, e volesse fare stima da sè della verità di esse, abbia la bontà di recarsi all’Ufficio della Sezione lombarda in Milano. Ivi potrà vedere e riscontrare quanto in fatto di studii statistici mi fu comunicato dalle due Sezioni della Direzione, perchè tutti gli atti a ciò relativi furono trasferiti nell’Ufficio della Sezione lombarda all’epoca della distruzione dell’Ufficio Tecnico di Verona.

27.° Dovetti dunque, e con mio grave rammarico, ommettere le particolari dimostrazioni che mi era proposto di fare sulla utilità pubblica e privata dell’impresa nel presente e nel futuro, e starmene invece sulle generali. Dovetti anche pel progetto economico fare, come dissi, quasi tutto da solo, prevalermi di quello che sapeva, raccogliere da me quello che non sapeva e che mi occorreva. Riscontrai le popolazioni sulle ultime anagrafi del regno; le superficie delle provincie nella Geografia generale di Malte-Brun e feci calcolare sulla carta topografica del regno, dell’Istituto topografico Militare, quelle dei distretti. In questi lavori statistici mi ajutarono i due ingegneri operatori signori Scapin e Barcelli.

28. Quando, negli ultimi giorni di luglio, mi giunsero dalle due Sezioni della Direzione alcuni prospetti statistici, scelsi quelli che mi parvero più utili, e che potevano essere citati nel progetto economico anche nel modo in cui erano esposti, e li ho riuniti al progetto economico. Che se qui il dottore Cattaneo, per avventura, mi dicesse che in fine le popolazioni lombarde da me indicate sono poi quelle che egli ha esposte nel di lui prospetto, gli risponderei che è vero, e che è vero, perchè quando mi giunse il di lui prospetto l’ho confrontato col mio, e dove riscontrai differenze amai di seguire il suo piuttosto che il mio, pensando che i di lui rilievi non dovevano mancar di esattezza se a raccoglierli aveva impiegato un anno di tempo e speso 3318 lire austriache (pagina 42)

29.° Del resto io spero che il detto sia già sufficiente per dimostrare

Non esser, forse, ciò che io proposi e richiesi, in fatto di statistica, di quella imperizia e di quella vanità che il dottore Cattaneo si compiace di affermare.

Non mancarvi le domande relative alle popolazioni, che non si ristringono soltanto alle provincie ed alle città, come egli asserisce, ma che si estendono anche ai distretti; e bastar queste per determinare i rapporti delle loro densità colle superficie occupate, perchè queste superficie o si conoscono, o si possono ritrovare da sè, come ho fatto.

Molte delle mie domande essergli sembrate inutili, o per ingiustizia di giudizio, o per non averne saputo scorgere il fine, lo scopo. [p. 9 modifica]

Non aver io impedito, ma aver anzi promossa quella meravigliosa statistica che egli ora ci preconizza.

Non esser mia la colpa se per le ricerche statistiche egli ha speso 3318 lire austriache, ed il di lui collega signor Breganze lire 6807, perchè io non ho nè conosciuto, nè diretto quelli che furono incaricati di farle; sicchè non vedersi da quale onesta fonte egli cavi quella bella accusa (pagina 42).

Che fatte da una sola mano, e non dirette dall’ingegnere che non aveva pratica, dovevano costar assai meno.

Se io avessi atteso per incominciare il progetto i frutti dello spontaneo di lui zelo come egli li chiama (pagina 43), l’avrei incominciato proprio quando era finito, cioè il primo agosto 1838.

In fine che il soccorso che egli mi ha dato fu veramente il soccorso di Pisa.


  1. Auliche Istruzioni 15 aprile 1837
    Omissis.
    «Essendo questa impresa in istretta relazione anche col pubblico interesse, si permette che le autorità regie si prestino a facilitare le primordiali operazioni dell’impresa stessa, in quantochè alla medesima potessero occorrere dei dati tecnici o commerciali servienti all’uopo relativo»