Aldendo dire l'altèro valore

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Natuccio Cinquino

Guido Zaccagnini/Amos Parducci 1915 Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu Duecento Aldendo dire l’altèro valore Intestazione 16 luglio 2020 25% Da definire

Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Tenzone fra Natuccio e Bacciarone II
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II

1.

A Bacciarone di messer Bacone
Perché il peccato sia più amato che fare e dire il bene.

Aldendo dire l’altèro valore,
che ’n vostro core — regna a compimento,
distringemi d’averne acontamento
per dicimento — o per altro labore.

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E conoscenza aggio che ’n me fiore
no è lo core — d’aver ciò talento;
ma volontà mi dona movimento
ch’apparimento — faccia all’alto fiore.
Unde dimando vo’: — Perché ’l peccato
è piò amato — che ’l ben fare o dire,
poiché di gir — savemo a perdizione? —
E ciò credo sia senza questione,
qual è cagione — che ciascun, ch’è nato,
par ch’obbriato — aggia ’l sommo Sire.