Breve dissertazione contra gli errori de moderni increduli/Parte Seconda/Capitolo 3

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Capitolo 3

../Capitolo 2 ../Capitolo 4 IncludiIntestazione 12 aprile 2017 25% Da definire

Parte Seconda - Capitolo 2 Parte Seconda - Capitolo 4

[p. 78 modifica]tanti convertiti. Tantochè ì nemici de’ Cristiani, come Svetonio, Celso, Giuliano, Porfirio, Luciano, questi parlando de’ Miracoli di Gesu-Cristo, cercarono bensì d’attribuirgli ad opere, del Demonio, ma non ebbero ardire di negare la verità de’ fatti.


CAP. III.


Degli Errori insegnati da alcuni Moderni contra la Materialità del corpo e la Spiritualità dell’Anima; E si prova l’una, e l’altra.


CIrca la Materialità di tutti i corpi, non v’è mancato chi l’ha negata. L’Inglese Bercley ha procurato di stabilire un nuovo Sistema dell’Idealismo, dicendo che tutti gli Uomini, i Cieli, i Montì, le Città, i Mari, e quanto, v’è di sensiblle, non sono corpi, ma una mera idea mentale, mera apparenza, ed illusione. [p. 79 modifica]Questo Sistema, quanto sia insussistente e ridicolo, ognun lo vede; e percìò non occorre affaticarci a confutarlo. Solamente vorrei dimandare a cotesto gran Filosofo: Se dunque tutti gli Uomini sono idea ed illusione, voi Signor Bercley, che non potete già essere illusione, mentre siete il soggetto di tutte queste illusioni, ditemi da chi siete nato? siete nato da altri Uomini? o siete venuto dal niente? o siete eterno? o siete Dio? Ma se siete Dio, siete un Dio troppo allo sproposito, perché siete un Dio pieno d’illusioni. Ma passiamo avanti.

Altri come Leibnizio, e Wolfio han sognato e detto, che le sostanze (da essi chiamate Monadi) le quali compongono ogni corpo, sono indivisibili, e perciò immateriali. L’origgine del loro errore è stato il dire, ch’essendo ogni corpo divisibile, egli vien composto di parti infinite, poich’essendo materiale ogni parte di questo corpo, ben ella può dividersi in [p. 80 modifica]infinito. Ma queste parti infinite son fisicamente indivisibili, e la natura non ha forza di far questa divisione reale infinita di parti; dunque ella è una divisione puramente mentale. E da ciò ne deducono, che non potendosi queste parti fisicamente separare, ma solo mentalmente, dee dirsi ch’ognì corpo è composto di parti immateriali.

Ma si risponde che, dato per vero il Sistema Aristotelico, che ogni corpo sia composto di parti divisibili in infinito: e sia falso quello degli Atomisti, che danno le parti smplici indivisibili (il quale anch’è probabile); non perché, diciamo, lei parti sono indivisibili realmente secondo le forze della Natura, perciò son anche immateriali; poichè quantunque la Natura non possa dviderle, può nonperò dividerle Iddio colla sua Onnipotenza: ma sempre elleno restarebbero, come sono, materiali; altrimenti se fossero immateriali, non potrebbero [p. 81 modifica]costituire un corpo materiale, come ora lo costituiscono, perchè una cosa immateriale non può dar la materia che non ha.

Altri poi han voluto togliere all’Anima l’immortalità, e perciò han cercato di torle la Spiritualità. Così ha cercato di fare l’empio Benedetto Spinoza, il quale ha insegnato (come di sovra abbiam veduto) non esservi nel Mondo che una sostanza materiale, passiva inquanto ella è estesa, attiva in quanto è pensante; dicendo poi, che tutte le cose sensibili son modificazion della materia passiva estesa, e tutti i pensieri son modificazioni della materia attiva pensante. E da questo errore non è stato lontano il Filosofo Giovanni Loke, mentr’egli in un modo furbo almeno ha posto in dubbio, se il pensare e ’l discorrere convenga alla materia: Noi (dice) non sarem giammai forse capaci di conoscere, se un'essere puramente materiale pensi, o no. E col Loke s'è unito [p. 82 modifica]il Signor Voltaire nella sua Lettera 13. dicendo: Io sono corpo, e penso. Io non so di vantaggio. Ed indi soggiunge, che noi non sappiamo, se la proprietà della materia ripugnano veramente al penfiero. Ma il capo di questo falso Sistema della materia pensante, è stato l'empio Tommaso Hobes.

I nostri Autori con lunghi e ben formati discorsi confutano, e fan vedere l’insussistenza di questo Sistema. Ma io in breve rispondo così: Noi vediamo in noi due sorte di proprietà, vediamo moto, e pensiero: estensione, e discorso. Dico che queste due proprietà non mai possone unirsi in una medesima sostanza, senza che l’una distrugga l’altra. Ma perché (dicono i Contrarj) non può forse Dio colla sua Onnipotenza dar queste due proprietà alla sola sostanza materiale? Siccome già le dà la proprietà di estensione, e di moto, perché non può darle ancora la proprietà di pensare, e discorrere? Nò, diciamo, non può [p. 83 modifica]Dio unire nella materia (almeno della costituzione presente)alla proprietà di estensione e di moto anche la proprietà di pensare e discorrere, con far giudizi, e raziocinj, come vediamo che presentemente fanno gli Uomini. La ragione è chiara. Per fare il giudizio, bisogna nello stesso tempo concepire diverse idee; e per fare il raziocinio, bisogna unire anche nello stesso tempo diversi giudizj. Or queste diverse idee, e questi diversi giudizj, come possono nello stesso tempo concepirsi, ed unirsi nella sostanza materiale? Dicono che tali giudizj e raziocinj si fanno dalla materia, o sia dal cerebro per i diversi moti del medesmo, con lo spingere e respingere le parti materiali; che perciò chiamano questi moti Azioni, e Reazioni: avvenendo in ciò quel che avviene nelle corde, le quali allorchè son presse dalla mano, per virtù del moto elastico cedono, e poi risaltano. Or ciascun moto di questi [p. 84 modifica]rappresenta la l’un diverfa idea, e così poi fi fannoai giudizi”? raziocinj. Ma rifpondo: Per fare il giudizio, e tanto più il razioninio,. biiògna che le idee fi percipifcano nello fiefi‘om’empò; or fi: per via de’ fuppofii meti della mazeria. avea}: a formarfi il giudizio, non potrebbe mai alcun giudizio formarli, poichè il primo moto è difli‘nto di tempo dal fecondo, anzi efl’endo contrari, il primo .vien difirutto dal fecondo, e quan s‘. ha da formare il giudizio ( che farebbe il terzo= moto )t., allora già fon terminati tutti: duegli antecedenti. Replicheranno’.‘ Nello stesso tempo il cerebro con uno stesso moto spinge avanti diversi atomi con diverse figure, che sono le diverse idee, e così fi fa il giudizio «Ma ii ril‘pondet Anche fuppofio ciò, che le diverfe-idee fofieronello fiefl’ov te mp0 figurare da di‘verfiLatomi, tuttavia effendo quefii ma-. teriali, e per iconfeguenza ciechi, l’uno. non fa la figura dell’altro,e però non poi{0110 mai, unirfi .aformare il giudizi? [p. 85 modifica]Bifognarebbe dunque, che fempre vi fofi’e un’altra fofianza, non materiale e cieca, ma veggente e ragionevole,la anale unifse infieme,ed intendefie nello efio temp’o ie‘idee: tappi-dentate da quefi’ atomi, e così. ella forniafie il giudizio.

Veniamo ad; un’altra rii’pofla; anche convincente .. La materia nontpuò da.re’altra idea che di materia; Se dun» qzue l’Uomo non aveffe l’Anima. fpirituale, ma folamente materiale, come potrebbe-la fol’a materia dangii idea della Giufiizia} della Bontà, della Fruldenza P come delI’ eternità, della n!lazione.de’ numeri, della propo‘rziane degli oggetti, delle cognizioni univerfali P ’eome della zprpprietàv e snatura delle cofe’, e fimilì che-fon certamente tutte ÎPÌrituali? I . i_ Nè vale a dire, ’che quefie’rognizxoni vengonò dall’imprefiione che gii oggetti materiali fannofovn gìi dr. ani noflri, donde procedouo poi‘i antafmi che fi formano néli’ immagiinqtivu o;fia.fantaf_iq, lit-"quale è [p. 86 modifica]ramente materiale. Poiché fi rifpon: de per prima, che ciò non avviene. fcmpm, ma (013mm: quandn 1t coagìtazioni fon di cofe mancrìali,.m: non quando fono di verità mere {pirituali, ’come fono gli a-fiìomi,o: le. idee dalla. Giufiizia, della Bontà,. e dell’altro core-dea! di fovva.. Ma an. con quando i. yenfierì fon di coi: mia riali, c’l bptnlficro procede dal fantafina, ilfa‘ntafma è mandala, ma ilzpcnfiero è: lutto {fpirituale zpoich’e‘gli non’è colorimr, nè flefo in iqualcht figura quadr’ata,. o-triangolat’a,eome domi» ce efl’ere,. fe’ foflo mmriale’.. E che ’L penfiero, o fi’a giudizio fi formìdnfiu i‘pirito ch’è nell’Uomo, chiaramente ‘fi conofce dal.fapcre, che alle vola te la famafia mpptcfmm qualche coi: che non è così, e 10’ f’pìn’to..colla ragione‘ la corregge} Per efempio, {e flà un remo mezzo nell’v acqua, la fantafia lo rapprefema rotto: ma l’intelletto ch’è fpititua’le’ conofoe -ch‘ è",{ano r e qyell’apparenza: proviene [p. 87 modifica]la tifruiòne,c riflefime de’_raggì; 01' qaeflo giudizio non viene etru- heme dalla famafia materiale ,( perché fecondo quella avremmqu giudicare che ’l remo è rotto; dunqueprovie- n: dalla fpirito ,. che benemregge-mb la .ragìohe l’ ‘ervoredella. Mafia gefg, [endo evidente, che :c5i corregge, dev’cfl'fl' piùxfaggio di chi è' corretto.

Di più, [e J’ Anima fofl'e materia- le ,mn porrebbe a lei pervenire alcun Piacere 1,.fi: non per mezzndell‘ prefiione fatm‘fuifmfi‘; ma noi ve- diamo ,.che 1' Anima è capace di ;go- dimento che non dipende dva’lfenfiwo- m’è il diletto, che prubva .un Dm. to in ìfcovrire una verità fpeculartiva, in trovare una: ragione ,. una tifpefia, un’inventare una macchina mamma- dea , ecofc fimili . Or quefl-o godi- mento mm gli perviene certamente dal lìnfo del tasto, delle vifia , dell’udia to .' Dunguedobbiamo dire , che. l’ A? ninna è più che;materiale, , e che in 1d rified: mi inteiiie‘ttoi fp‘ìrituale , [p. 88 modifica]capace di tali fpirituali ’piaCeri: Inoltre, la libertà èche‘ certamente fcorgiamo in noi’, invvolerc o non volere una 00-. fa,.in accettare o rifiutare un’dono, ciò“ rende noi certi! che abbiamo un’A-nima fpiril‘uale g altrimenti,. fa quella libertà folîe materiale, potrebbe impedircela una polenzaieflcrìorc; per efcmn’ pio, ben alcuno potrebbe impcdirci il; vedere con chiuderci’gli occhi, l’afcoltare con otturarci le orecchio; maî niuno può: imp’edirci’ il penfiego’di volere, vo non volere- ’._ Dunque il’penfiero non è materiale .

Dì più,fe’l’Anima folTe matèriale,.ella farebbe necefi’ariamemo determinata afare ogni cofa,. a cui la materia col Tuo ifiinto l’inclina,.. e_ ’col fuo- moto la fpinge . Ma noi vediamo che ’l’Uomo. alle volte lì afiiEne da’ terre azioni, benchè dilettevoli; a cui fi {ente già {pinto dall’inclinazione de’ fenfi, e perché? perchè la ragione gli detta?_ che quell’azione gli’ nuoce, o non gli convxene l’Anzi quante volte. alcuno [p. 89 modifica]abbraccia coI’e tormentofc, mofib dal- ’ la ragione la quale gli propone il vantaggio ch‘egli ri omrà da quel .tor. mento? Qual i ’nto- mai della ma. r’eria .potè indurre i Santi: Martiri .ad abbracciare li Rmzj, e la morte,. fe efiì non folgero fiati perfuafi a ciò fa. I re dalla ragione 2 Dun ue ( concluq diamo) Îe l‘ Uomo è ibema- fare, o qupendere le fue azioni,. egli non .è materia, ma. fpir-ito; perché nfc fofq{e materia,- dovrebbe necefi‘arrìame'nre dàpender da queHaÀ, ed cfler.cofiretto a operare tutto quello, acui’ la Materia col fuo moto lo determina.

CAP. IV.

Si prova l'Immortalità dell'Anima.

LA prima prova della Immortalià‘, tà- delfAnima è il Confencinien: io comune in ciò di tutti,glivllornigf ai; I‘l comun- confenfo,,fcrifie,Ciec}: rone ( 14‘124 h qull‘afc. ) è cònie una