Camillo Brambilla - Necrologio

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Camillo Brambilla - Necrologio Intestazione 24 ottobre 2012 75% Numismatica

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NECROLOGIE




CAMILLO BRAMBILLA.


La mattina del giorno 3 marzo corr. terminava in Pavia la sua lunga, operosissima vita il nob. Commendatore Camillo Brambilla, Membro del Consiglio di Redazione della nostra Rivista. Fu uno dei cittadini di Pavia fra i più distinti per integrità di carattere, per saviezza di politica, per profondità di studii.

Era nato a Pavia il 27 Febbraio 1809, da Giuseppe e da Maria Baronessa Erben. Laureato in Giurisprudenza nel 1828, entrò alunno di concetto negli ufficii di Governo a Milano. Compiuti gli anni di alunnato passò, quale Segretario provvisorio, all’Amministrazione del Civico Ospitalo di S. Matteo in Pavia, e dopo aver fatto colà breve sosta, nell’Aprile 1836, fu nominato Aggiunto soprannumerario presso la Delegazione in Pavia. Nominato poi Relatore Prov. a Mantova, ottenne, dopo alcuni anni, di fare il cambio col Relatore Prov. di Pavia (al quale diede a tale scopo un rilevante indennizzo). Rimase in tale impiego fino al 1849, epoca in cui il Governo austriaco, in punizione per la parte presa al movimento liberale politico, che precedette e fece seguito alle cinque giornate di Milano, lo traslocò senza avanzamento, ancora a Mantova. Chiesta la pensione, che gli fu rifiutata, Camillo Brambilla diede le dimissioni dall’impiego e dalla carica di Scudiere dell’Imperatore, di cui era investito fino dal 1838.

Fu poi: Consigliere Comunale dal 1860 al 1891, in cui diede le dimissioni perchè rieletto a minoranza. — Consigliere Provinciale dal 1862 al 1868. — Deputato Provinciale dal 1863 al 1868. — Vice Presidente del Consiglio Provinciale nel 1864. — Amministratore del Collegio Ghislieri [p. 130 modifica]nel 1858. Rimasto solo nell’Amministrazione, fu nominato Commissario Governativo, ma egli declinò l’incarico. — Amm.re e Presidente della P. C. d’Industria dal 1853 fino alla sua morte. — Membro distinto delle commissioni pel soccorso ai danneggiati dalle innondazioni, 1857-1868. — Per qualche tempo, Ispettore degli Scavi e Monumenti. — Presidente, fino alla sua morte, della Società per la conservazione dei Monumenti dell’Arte Cristiana. — Fu membro di molte accademie scientifiche e insignito ripetutamente di onorificenze, come appare dal seguente elenco: Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro, 1860. — Membro effettivo della Società Italiana di Archeologia e Belle Arti di Milano, 1863. — Ufficiale della Corona d’Italia, 1867. — Socio corrisp. della P. Accademia Raffaello di Urbino, 1872. — Socio della Società Storica di Milano, 1874. — Socio onorario con medaglia di I classe della Società emulatoria di Scienze ed Arti in Italia, 1874. — Membro della commiss, per la Storia dell’Università di Pavia, 1876. — Socio corrisp. della Accademia Fisio-Medico-Statistica di Milano, 1878. — Membro della Società Francese di Archeologia per la conservazione e descrizione dei Monumenti Storici, 1879. — Membro effettivo della Deputaz. di Storia Patria di Torino, 1880. — Membro effett. della Società Ital. d’Igiene di Milano, 1880. — Socio corrisp. del R. Ist. Lombardo di Scienze e lettere, di Milano, 1884. — Membro onorario della Società R. di Numis. del Belgio, 1888. — Commendatore della Corona d’Italia, 1889.

La Numismatica fu la sua passione predominante. Da molti anni raccoglieva e, morendo, lasciò alla sua nativa Pavia una insigne collezione di monete medioevali italiane, contenente la importantissima serie delle Monete Pavesi, la più ricca che si conosca.

Ma la passione del raccoglitore non fa disgiunta da quella dello studioso, e numeroso è l’elenco, quale lo diamo qui in seguito, dello sue pubblicazioni numismatiche, fra cui la principale è l’illustrazione delle Monete di Pavia.

Della nostra Rivista fu uno dei più caldi propugnatori e Membro del Consiglio di Redazione fino dall’origine; anzi, fu per collaborarvi che si decise a rioccuparsi degli studii numismatici già da parecchi anni abbandonati. In [p. 131 modifica]questo medesimo fascicolo, che porta la sua necrologia, si pubblica il suo ultimo scritto, l’accurata recensione del libro del Vallier, scritta a letto nell’ultimo mese di vita, durante quella malattia, che la sua robustissima fibra gli permetteva di credere facilmente superabile. — Dolente di non potere, per tale malattia, assistere all’ultima seduta del Consiglio di Redazione, in cui si decideva la formazione della Società Numismatica, vi aderiva col massimo slancio e mandava i più caldi voti pel suo avvenire.

Ci facciamo quindi interpreti di parecchi dei nostri colleghi e non crediamo d’errare associandovi anche i lontani, nell’esprimere a nome di tutti il più vivo rammarico per la perdita di un uomo tanto egregio.


Bibliografia Numismatica di CAMILLO BRAMBILLA.


Moneta di Ardoino re d’Italia, battuta in Milano. (Rivista della numismatica antica e moderna, Vol. I, Fascicolo IV, 1865, pag. 322-337, Tav. VI, 131.

In questo importante articolo, l’autore fa conoscere il secondo esemplare del denaro milanese di Ardoino, variante nel monogramma, da quello pubblicato l’anno precedente nella stessa Rivista dall’Avv. Bertolotti.

Alcune annotazioni numismatiche. Pavia, 1870; in-4, con una tavola.

Sotto questo titolo modesto l’Autore pubblica in 12 interessanti monografie, altrettante monete inedite o varianti di quelle pubblicate. Citeremo fra le più importanti le Memorie II e III, che illustrano due Tremissi di Astolfo, attribuiti uno a Pavia, l’altro a Ravenna.

Altre annotazioni numismatiche. Pavia, 1870. in-4, con una tavola fotografica, e due tavole incise.

Sono altre dodici importanti memorie, che fanno seguito alle precedenti. Nella prima, l’autore descrive il ripostiglio di Zenone, composto di 49 soldi d’oro romani dei bassi tempi, con varianti inedite; nella seconda, un soldo d’oro unico di Zenone coll’esergo conobry; nelle altre ci fa conoscere buon numero di importanti monete italiane inedite. Citiamo, fra le più importanti, la moneta in argento del Comune di Alessandria, e il quattrino della prima Repubblica milanese.

Le due tavole incise annesse a questo monografie, come quelle delle precedenti, sono opera egregia del Kunz.

Monete di Pavia raccolte ed ordinatamente dichiarate. Con 12 tavole.

È l’opera principale del Brambilla, l’unica illustrazione completa di questa importante zecca italiana. Essa riassume tutto quanto fu scritto [p. 132 modifica]su questa zecca fino ad oggi. L’opera è distesa in dodici capitoli e tratta la storia dell’officina pavese dall’epoca romana fino a Carlo V, sotto il triplice aspetto storico, economico ed artistico, ed è corredata da non pochi documenti nuovi.

Le numerose monete inedite pubblicate dall’autore sono tolte in gran parte dalla sua stessa colleziono, la quale, per la parte che riguarda Pavia, è certamente la più bella e completa fra tutte le collezioni pubbliche e private. Egli non trascurò però le altre raccolte, e un buon contingente gli fornirono quelle pubbliche di Milano, Roma, Torino, Pavia, Parma, molte private italiane, nonché qualcuna estera.

L’opera è arricchita di 12 magnifiche tavole, opera del Kunz.

Tremisse di Rotari, re dei Longobardi, nel Museo civico di Brescia. — Ducato pavese o fiorino d’oro di Filippo Maria Visconti Conte di Pavia. Ivi, 1887; in-4 con una tav.

Sono due interessanti monografie, che fanno appendice all’opera sulle Monete di Pavia. Nella prima, l’autore restituisce a Rotari re dei Longobardi, il celebre tremisse del Museo di Brescia, sul quale avevano discusso a lungo il San Quintino ed altri numismatici, proponendo varie attribuzioni.

Nella seconda, pubblica il fiorino d’oro di Filippo Maria Visconti Conte di Pavia. L’importante moneta, trovata in quell’anno 1887, è finora unica, e si trova nella sua collezione.

Due ripostigli di monete, battute dal cadere del Secolo XII ai primi anni del XIV. (Bullettino di numismatica e sfragistica di Camerino, 1887 Vol. II, pag. 93-103).

È una interessante e ragionata descrizione di due ripostigli, composti in gran parte di denari e denari mezzani delle zecche di Pavia, Brescia Mantova, Cremona, Asti, Milano, Genova, Parma, Como, ecc.

Le monete più importanti del ripostiglio sono due imperiali di Galeazzo Visconti per Piacenza, dei quali si conoscono pochissimi esemplari.

Tremisse inedito al nome di Desiderio, re dei Longobardi. Pavia, 1888, in-4,

In questo importantissimo studio, che forma una seconda Appendice all’opera sulle Monete di Pavia, l’Autore descrive un tremisse affatto inedito e sconosciuto col nome di Desiderio, e colla leggenda flavia sidrio, proponendone, dopo molte considerazioni storiche, filologiche ed epigrafiche, l’attribuzione alla città di SUTRI (Sutrium, Sudrium).

La zecca di Pontestura? (Rivista italiana di Numismatica, Anno IV, Fasc. I-II, pag. 157-161).

In questo piccolo lavoro, il primo pubblicato nella presente Rivista, l’Autore distrugge con validi argomenti l’attribuzione alla zecca di Pontestura, proposta dal Maggiora-Vergano, di una monetina già pubblicata dal Promis, come appartenente alla zecca di Casale. — Dopo tale pubblicazione viene confermata la giusta attribuzione fatta dal Promis, e il nome di Pontestura fu cancellato dal novero delle zecche italiane.

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Monete italiane inedite nella Collezione Brambilla a Pavia (Rivista Italiana di Numismatica. Anno IV, Fase. IV, pag. 431-467).

Il Ch.mo Autore si proponeva di pubblicare mano mano, nella nostra Rivista, tutte le monete inedite della sua Collezione, acquistate dopo la pubblicazione delle sue Annotazioni. Questo primo saggio doveva sgraziatamente essere anche l’ultimo! Sono otto appunti che illustrano altrettante monete inedite di Cremona, Casale, Mantova, Sabbioneta, Bozzolo e Spoleto.

I disegni che precedono i singoli appunti, sono opera del Kunz, lavori postumi del compianto incisore.

La Direzione.