Chi l'ha detto?/Parte prima/64

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64. Religione, Iddio

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§ 64.



Religione, Iddio





1425. L’Amor che move il sole e l’altre stelle.

(Dante, Paradiso, c. XXXIII, v. 145).

così è chiamato Iddio nell’ultimo verso della Divina Commedia.

Un concetto analogo è espresso nel verso virgiliano:

1426. Ab Jove principium, Musæ; Jovis omnia plena.

(Virgilio, Egloghe, III, v. 60).

cui si può ravvicinare l’emistichio:


1427. Mens agitat molem.

(Virgilio, Eneide, lib. VI, v. 727).

Pure in Dante troviamo un’altra terzina la quale parla del creato che in ogni sua parte rivela Iddio e la sua potenza, poichè:

1428. La gloria di Colui che tutto move
Per l’universo penetra, e risplende
In una parte più, e meno altrove.

(Paradiso, c. I, v. 1-3).

Essa si rivela soprattutto nelle bellezze del firmamento, poichè:

1429. Cœli enarrant gloriam Dei, et opera manuum ejus annuntiat firmamentum.

(Salmo XVIII, v. 1).

ma non meno che nelle grandi cose dovrebbe rivelarsi nelle piccole, se è vero l’antico dettato:


1426.     Cominciamo da Giove, o Muse; tutto è pieno di Giove.

1427.     Un’intelligenza muove tutta quella massa.

1429.     I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia le opere delle mani di lui.

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1430.   Maximus in minimis Deus.1

che può credersi un rifacimento in senso cristiano della sentenza di Plinio il vecchio

(Hist. Nat., XI, 1): Quum rerum natura nusquam magis, quam in minimis, tota sit. Trovasi anche in questa forma: Natura maxime miranda in minimis.}}

1431.   Obedire oportet Deo magis quam hominibus.2

dicono gli Atti degli Apostoli (cap. V, v. 29); e Dante nel Paradiso (c. XX, v. 138):

1432.   .... Quel che vuole Iddio e noi volemo.

e perciò vano è l’opporsi ai voleri divini, e chi ad essi si appoggia, non ha da temere di niente:

1433.   Si Deus pro nobis, quis contra nos?3

Per cui, in tempi di maggior fede, non soltanto gl’individui, ma le nazioni invocavano la protezione divina, anche nelle cose più profane:

1434.   Dieu protège la France.4

è il motto che si leggeva sul taglio delle monete francesi d’oro da 20 franchi e d’argento da 5: dico si leggeva, perchè dopo l’abolizione del Concordato un decreto presidenziale del 5 gennaio 1907 vi sostituiva le parole Liberté Egalité Fraternité (v. n. 801). La primitiva iscrizione era stata introdotta dall’Impero con decreto 28 marzo 1803, cambiata dalla Restaurazione con l’altra formula che era in uso nella vecchia monarchia, Domine salvum fac regem (v. n. 1353), ristabilita dalla seconda Repubblica e rispettata anche dalla Comune, che nel 1871 fece una nuova emissione di scudi, per la quale non ebbe il tempo di cambiare i conii.

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Quel ch’egli dispone nella sua somma sapienza, dovrà avverarsi:

1435.   [] Sillaba di Dio mai si cancella.

e neppure vale l’affaticarsi a scrutare le arcane ragioni e a sostituire il debole nostro criterio all’onnisciente giudizio di lui, poichè il Monti medesimo così ci ammonisce:

1436.   Severi, imperscrutabili, profondi
Sono i decreti di lassù, nè lice
A mortal occhio penetrarne il buio

(Aristodemo, tragedia, a. IV, sc. 2).
e prima di lui il Metastasio:

1437.   Sempre il Re dell’alte sfere
Non favella in chiari accenti,
Come allor, che in mezzo a’ venti
E tra i folgori parlò.
Cifre son del suo volere
Quanto il mondo in sè comprende;
Parlan l’opre; e poi s’intende
Ciò che in esse egli celò.

(Per la Festività del S. Natale, parte I;
nell’ediz. di Parigi 1780. to. VII, p. 369).
Quindi piena fede presteremo al poeta, quando ci dirà che

1438.   E perigliosa, e vana,
Se da lor [dagli Dei] non comincia ogni opra umana.

Così nell’Issipile (a. III, sc. 9) canta il Metastasio medesimo che in altra delle sue opere musicali aggiunse:}}

1439.   Nel cammin di nostra vita
Senza i rai del Ciel cortese,
Si smarrisce ogni alma ardita,
Trema il cor, vacilla il piè.

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Note

  1. 1430.   Iddio è grandissimo nelle piccolissime cose.
  2. 1431.   Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.
  3. 1433.   Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?
  4. 1434.   Dio protegga la Francia.