Il giorno avesse io mille marchi d'oro

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Rustico Filippi

Aldo Francesco Massera XIII secolo Indice:AA. VV. – Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli, Vol. I, 1920 – BEIC 1928288.djvu sonetti Il giorno avesse io mille marchi d'oro Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

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Buono inconincio, ancora fosse veglio Da che guerra m'avete incominciata
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XXV

... mentre anche i maschi faranno nozze non meno cospicue.

Il giorno avesse io mille marchi d’oro,
che la Dianuzza fia contessa Diana,
e sanza grande isfólgor di tesoro:
4e non cavaleressa né cattana!
È fermo piú, che ’l genovese moro,
lo detto di Cristofano in Toscana;
e poi appresso, sanza gran dimoro,
8farem, de l’altra, orrevol marchisciana.
Fra gli altri partiremo li casati:
Donati ed Adimar sian del Capraccia;
11di Donaton, Tosinghi e Giandonati.
Se piú ve n’ha, che non sian maritati,
dean la parola lá, ove piú lor piaccia:
14e, se rilievo v’ha, sia degli Abati.