Il nuovo stabilimento penitenziario in Firenze

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Primo Ronchivecchi

1843 I Indice:Ronchivecchi Il nuovo stabilimento penitenziario in Firenze 1843.djvu Storia/Firenze/carcere Il nuovo stabilimento penitenziario in Firenze Intestazione 4 febbraio 2019 100% Da definire

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT


[p. - modifica] [p. Frontespizio modifica]

IL NUOVO

STABILIMENTO PENITENZIARIO

IN

FIRENZE,

CENNI

DEL

CAV. PRIMO RONCHIVECCHJ,

GIÀ GOVERNATORE POLITICO

DELLA

PROVINCIA DI GROSSETO

IN

TOSCANA


VIENNA 25. MAGGIO

1843.

[p. 2 modifica]


nella tipografia de' P.P. Machitaristi


[p. 3 modifica]Lo stato deplorabile delle antiche Prigioni, e l'assoluto abbandono del pensiero della rigenerazione morale dei Colpevoli fece accogliere ovunque con favore le idee di Riforma Penitenziaria.

È debitrice l’Europa ai Studj Umanitarj del celebre Howard dei miglioramenti che fin qui si verificarono nel Regime, e nella Disciplina delle Prigioni. Sul di lui esempio non pochi si dedicarono o spontaneamente, o per commissione dei loro Governi a studiare, e ricercare con Regole Teoretiche, e Pratiche quali perfezionamenti potessero essere necessarj per raggiungere più efficacemente lo scopo della Riforma. Queste scientifiche investigazioni diedero motivo a diverse lodevoli Esperienze prima in Inghilterra, quindi più estesamente al di là dell’Atlantico, onde conoscere quale dei due ormai notissimi Sistemi, Pensilvaniano, od Auburniano, meritasse preferenza.

Uomini chiarissimi per molto sapere, e taluni ancora con la scorta della Pratica manifestarono le loro opinioni pubblicando Opere di raro pregio in favore dell’uno, o dell’altro dei preindicati Sistemi, non senza proporre con sano criterio semplici e vantaggiose modificazioni. Vero è che alcuni spinsero il loro zelo, specialmente tra gli entusiasti Amatori del Sistema Filadelfiano fino al lusso Architettonico.

Intanto in molte parti di Europa la Riforma fu intrapresa con ogni sforzo di Filantropia, se non altro per migliorare la sorte dei Prigionieri.


1*
[p. 4 modifica]Anche in Toscana si sentì il bisogno di questa Riforma della quale si fece Promotore l’attuale Egregio Presidente del Buon Governo Sign. Commendatore Bologna, essendo indubitato che niuno dei suoi Antecessori si dedicò a sì Nobile, e Santa Impresa.

Le di Lui proposizioni, non al certo uniformi alle Regole dell’assoluto e continuo Isolamento, che si ritiene praticabile solo per modo di Eccezione, formarono bentosto parte delle paterne, sapienti, e provide cure dell’Augusto nostro Sovrano, cui è mente di elargire ogni possibile miglioramento adattato ai presenti bisogni della Toscana Amministrazione.

La Fabbrica delle Stinche che lo Storico Varchi annovera fra le più rimarchevoli di Firenze, serviva forse fino dal Secolo XIV. di Carcere per i Debitori. Credesi che avesse il Nome delle Stinche da un Castello così denominato posto trà la Valle di Greve, e la Valle di Pesa, spianato dai Fiorentini perchè i suoi abitanti si ribellarono, a insinuazione dei Cavalcanti, e in punizione di ciò furono ivi imprigionati. Questa carcere fu una di quelle che l'illustre Amico dell’Umanità (Howard) nel 1781 visitò trovandola trà le migliori per Salubrità, e Sicurezza.

Questa Fabbrica che servì in ultimo anche alla sicura Custodia di Detenuti d’importanza dependenti tanto dal Potere Ordinario, che dall’Economico fu dal Governo alienata nel 1835 ad una Società dì Capitalisti, i quali su quelle rovine edificarono con modesto, ma regolare disegno diverse abitazioni. [p. 5 modifica] Si pensò per altro fino da quel momento a sostituire altra più idonea Località per uso di Carcere, e di destinarla in parte a Casa di Correzione, e in parte a Casa di Penitenza.

Cadde ottimamente la Scelta nel già soppresso Monastero detto „Le Murate“ situato presso le Mura della Città.

Nel 30. Nov. 1836 la Casa dì Correzione fù attivata con quattro Giovani di traviata condotta. Le Reclusioni giunsero successivamente fino al numero di 218.

Solo nei primi giorni del Settembre 1840 furono disponibili due convenienti Locali per addottare la separazione dei Reclusi in tempo di notte, e per distinguerli in due Classi.

Per massima normale si stabiliva, salvi i casi di Eccezione, che alla prima Classe con segregazione notturna fino al numero di sessanta Individui appartenessero coloro che avevano oltrepassata l’Età di anni 18; alla seconda i minori di 18. anni.

I primi passarono ad abitare le destinategli Celle; gli altri rimasero nella primitiva Località.

Due vaste Stanze bastantemente ventilate, servirono, come servono tuttora, distintamente per Laboratorio, e Dormentorio a trenta Individui.

Rimane in costruzione una nuova Sezione capace a contenere non meno di 80 Persone, oltre le abitazioni dei Custodi, e del Corpo di Guardia.

I Lavori sono tanto inoltrati che probabilmente potrà essere occupata dentro il corrente anno, ed allora saranno fatte altre utili Classazioni.

La più bella, e più grande Sezione sarà la terza, e questa offrirà comodo, e opportunità per [p. 6 modifica] effettuare dei miglioramenti analoghi allo spirilo della Riforma nulla quale il Sig. Pres. Comm. Bologna è mirabilmente secondato dagli intelligenti Ministri dì Polizia, che da Lui rilevano, con speciale incarico di vigilare sul progresso di questo nascente interessantissimo Stabilimento, e particolarmente dal Commissario del Quartiere Santa Croce Sig. Dott. Ferdinando Bruzzi, il quale col più caldo zelo, e perspicacia ne assunse le relative incumbenze dal 1. Gennajo 1841.

È unito a questo Stabilimento un esteso Tenimento di Terra ortiva, che può essere adattato per applicare a suo tempo per i Giovani Detenuti anche il Sistema dì educazione correttiva semi-agricola, e semi-industriale, come si pratica egregiamente in Inghilterra nella Prigione di Parkhurst da me visitata nel 1840.

Nel corso di quest’anno (1841) furono ricevuti 151 Reclusi, 108 della prima Classe, e 43 della seconda.

Poco differente fù il movimento avvenuto nel 1843, essendo stati i primi 110, e gli altri 45.

In conseguenza nel corso dei 6 anni dal 1. Gennajo 1837 al 1. Gennajo 1843 la totalità dei Reclusi ascende a 560, superando di un sesto la cifra degli ultimi due anni: =1841— 1842,= in confronto con quella dei quattro precedenti restarono al 31. Dicembre effettivi della

Prima Classe No. 58,
Seconda Classe 25,
Totale No. 83.
[p. 7 modifica]Nel trimestre del 1. Gennajo a tutto Marzo 1843 ebbe luogo il seguente movimento.
Gennajo entrati: Maggiori No. 9, Minori No. 2
Febbrajo 6, 3
Marzo 6, 2

Alla line del mese di Gennajo la popolazione della Carcere era di 76 Individui, 52 Maggiori, e 24 Minori; al 28. Febbrajo di 73, dei quali 52 Maggiori, e 21 Minori; e al 31. Marzo di 72, cioè 48 Maggiori, e 24 Minori. Degli 83 Individui che rimanevano al 31. Dicembre 1842, 30 (14 Maggiori, e 16 Minori) appartenevano alla Città, e suburbio di Firenze; gli altri a diversi Compartimenti Governativi del Granducato.

Posto a confronto il numero dei Reclusi recidivi con la cifra totale dei medesimi, risultò che stava nella proporzione del quinto; al di sotto della metà quella dei ripetutamente recidivi, e che il maggior numero dei recidivi apparteneva alla Classe dei Minori.

Fù provveduto all’Assistenza spirituale con adattate Istruzioni commesse a due probi Ecclesiastici, e che si praticano nei giorni di Martedì, e Sabbato di ciascuna settimana, e con giornalieri brevi Esercizi Religiosi tra i quali la Preghiera serale in Cappella col Canto delle Litanie della Vergine, poiché la Festività dell’Assunzione di Maria Vergine è dichiarata Titolare della Chiesa di questo Stabilimento Penale.

Ai predetti Ecclesiastici viene comunicata dal competente Uffizio Direttivo la Nota degli Individui che ottengono la loro liberazione un mese prima [p. 8 modifica] che questa abbia luogo, affinchè possano con esortazioni, e paterni consigli incoraggiarli sempre più a trarre profitto dai ricevuti insegnamenti, e ritornare in seno della Società con sincera resipiscenza.

Nè si trascurò l'altro non meno utile mezzo di educazione correttiva, cioè l’occupazione con diversi lavori manuali, industriali, e professionali.

Consistono questi nella filatura del Pelo di Capra, e nei lavori attenenti ai Mestieri di Tessitore, Calzolajo, Sarto, Legnajolo, e Tornitore.

Ciascun mestiere si esercita in 8 separate Botteghe, alcune delle quali possono contenere 18 Lavoranti, altre 17, e le meno grandi 10.

In ordine ad una recente Superiore Risoluzione che porta la data de 16. Febbrajo 1843, vi è stata il di 1. Aprile attivata una Stamperia, per il momento con un sol torchio, ma che sarà in breve convenientemente, e utilmente ampliata a similitudine, lo spero, di quella che io osservai nel 1840, nel Penitenziario Militare di St. Germain.

E quasi nello stesso tempo si diede nuova occupazione ad alcuni Reclusi col ripulimento a lima di articoli di Ferro lavorato; per lo chè questo Stabilimento che può dirsi sempre nella sua Infanzia è già in grado non solo di far fronte a tutti i più essenziali suoi bisogni, ma d’incaricarsi altresì, come sì è incaricato, con massimo vantaggio Economico della Regia Cassa Fiscale, della formazione, e ribattitura dei Materassini ad uso di sdrajo per i Detenuti nelle Carceri Pretoriali del Bargello ("sulle quali mi occorre dare alla fine di quest’articolo un semplice schiarimento), e di corrispondere a [p. 9 modifica]qualunque Commissione specialmente per i lavori di Calzoleria, e Sartoria, non escluse quelle delle basse Uniformi, e Cappotti dei RR. Carabinieri, e delle RR. Guardie di Finanza.

Anche la Pia Casa di Lavoro conosciuta sotto il nome di „Reclusorio dei Poveri“ somministra non poco travaglio di Calzoleria.

Neppure l’Istruzione Civile fù negletta, giacchè un stipendiato Maestro insegna loro leggere, scrivere, e le prime regole dell’Aritmetica.

Così che al momento della loro liberazione gli Individui che hanno espiata la loro pena nella Casa Penitenziaria delle Murate, ritornano al tetto paterno almeno con qualche grado d’Istruzione Morale, Religiosa, e Civile, e colla capacità di guadagnarsi un’onesta sussistenza (come si è con molti esempj già verificato) e con qualche mezzo pecuniario, mentre a forma del provvisorio Regolamento Disciplinario i Reclusi partecipano della metà dei lucri provenienti dal respettivo loro lavoro; tanto è vero che diversi Individui nella durata dai 6 agli 8 mesi di Reclusione guadagnarono con i mestieri di Legnajolo, Sarto, e Calzolaro dalle Lire 30 alle L. 70 per ciascheduno1

È poi un fatto positivo risultante dai relativi Registri che negli anni 1837— 1838 lo Stabilimento incassò al lordo: L. 1350

nel 1839 1181.
1840 1624
1841 2915
1842 7150
[p. 10 modifica]

e che colle proprie risorse supplì allo stipendio dei capi Maestri — Sarto — Calzolajo — Legnajolo, e Filatore di Pelo con assegno mensuale cumulativo non minore di L. 216.

Dal Rendiconto del primo trimestre del corrente anno 1843 apparisce che l’entrata supera l’uscita di L. 481: 1, sulle quali il Credito di partecipazione del Reclusi ascende a L. 231: 3.

È consolante l’avvertire che non pochi Individui liberati da questa Carcere, ove si osserva una disciplina umana sì, ma severa, energica, e senza eccesso Filantropico, hanno dato saggio di riformata, e incriticabile condotta.

Mi resta a dire che con Sovrana Risoluzione di 24. Marzo 1843 è stato creato un Posto con obbligo del Servizio in questo Stabilimento Penale, e con permanente Residenza di Uffizio nel medesimo; A quest’Impiego è stato nominato il Sig. Avv. Giuseppe Papini, che da un anno si occupava con intelligenza, con zelo e con cuore di tutto ciò che riguardava l’amministrazione dello Stabilimento sotto la dependenza del Commissario Politico Sig. Bruzzi.

Un primo, e un secondo Custode con Uniforme e grado Militare, soprintendono alla Custodia esterna della Casa, e alle Guardie destinate al Servizio di vigilanza dei Reclusi sì di giorno che di notte.

Giovi a tutti il sapere, e specialmente a chi visitò lo Stabilimento Penale delle Murate, come lo visitarono accompagnati dal non mai lodato abbastanza Sig. Commendatore Bologna nel Settembre 1841 (e allora i Lavori di Costruzione erano anche [p. 11 modifica] più arretrati) i rispettabilissimi miei Amici, ambidue tra i più benemeriti delle Scienze Politico-Morali, e dell’Umanità, SS. Cav. Consigliere Mittermaier Professore di Diritto nell’Università di Heidelberg, e Conte Carlo Ilarione Petitti de Roreto Consigliere di Stato di S. M. Sarda, che alle suddette Guardie fin qui conservate, e che appartenevano all’antico Corpo Civile, saranno tra pochi giorni sostituite delle Guardie Militari scelte tra gli Individui sperimentati nei Reggimenti, e adattati a questo nuovo geloso Servizio.

Volendo dare un cenno anche del sistema Vittuario e di Vestiario dei Reclusi, dirò che si osservano le Sovrane Disposizioni de’ 18 Settembre 1840 le quali prescrivono che la Razione giornaliera del pane per i Maggiori sia di once 20, ed once 16 per i Minori2 ). Che una Minestra di magro sia di tre once in stato di aridità, alternando Paste, Riso, Zuppa, eccettuati la Domenica e il Giovedì, nei quali giorni la Minestra è da grasso con tre once di carne di bove senza osso, e un quartuccio di vino.

É riserbata la concessione di qualche miglioramento nel Vitto, o nel caso di premio per buona condotta, e operosità da determinarsi dal Soprintendente, e da posare sulla loro Massa. Ogni altra facilitazione che avesse origine diversa, ed estranea alla Casa Correzionale è rigorosamente proibita.

Questo Miglioramento quando è concesso consiste in qualche mezzo libbra di pane, un poco di vino, una discreta porzione di fagioli, o patate, e


[p. 12 modifica]

nelle principali Solennità dell’anno in una porzione di Carne cotta con condimenti.

Ogni Individuo al momento del suo arrivo è sottoposto a un Bagno, e alla visita Medica; Il Servizio Sanitario è giornaliero; Il Bagno è rinnovato di tempo in tempo secondo le circostanze e la stagione; Si cambia ai Reclusi ogni settimana la biancheria, e gli si fà radere ogni mese i capelli.

Il Vestiario consiste nell’inverno in Giacchetta, Pantaloni, e Berretto di Panno lano di color misto, e nell’estate i medesimi articoli sono di rigatino color ruggine; le Scarpe sempre di vacchetta ordinaria.

Non vi è, e non poteva esservi fin qui, un’Infermeria nello Stabilimento, ma la Superiore Direzione ha saputo ben provvedervi, ottenendo una Stanza di Forza nell’I. e R. Arcispedale di Santa Maria Nuova segregata dai Detenuti per Cause Ordinarie, ed Economiche. Ciò contribuisce non solo ad una sensibile diminuzione di Spedalità, perchè sotto il pretesto di malattie, il più delle volte esagerate, molti desideravano trovarsi nella Stanza Comune dell’Arcispedale in consorzio con altri Condetenuti, e spesso con i più pericolosi, ma ancora alla loro Salute.

Nel 1842 soli 30 Individui furono mandati allo Spedale quando dal 2 Luglio al Dicembre 1838 ve ne furono inviati 87; nel 1839: 99; nel 1840: 123; nel 1841: 54. —

Quanto alle punizioni, si fanno consistere:

1° Nella privazione del Vitto migliorato colla Carne, e col Vino nel Giovedì, e nella Domenica.

2° Nella permanenza a breve termine nella rispettiva Cella col semplice Vitto ordinario. [p. 13 modifica] 3° Nella Reclusione in Carcere solitaria a pane e acqua, prolungata secondo la gravità degli addebiti.

Prima di terminare questi brevi, ma veridici cenni debbo lealmente confessare che tutto quello che è stato fin qui da me esposto non è che un’estratto di un conscienzioso Ministeriale Rapporto basato sui falli che io stesso ho recentissimamente veduti, e con calma verificati, rassegnato nel Dicembre dello scorso anno a S. A. I. R. l'Amatissimo nostro Padre, e Sovrano dal Commend. Sig. Presidente Bologna, cui lo aveva per obbligo d’Uffizio trasmesso il Commissario Sig. Bruzzi; nel qual Rapporto, e segnatamente nella parie finale si leggono queste precise parole: "L’Esperienza dimostra che al sortire dei Reclusi dallo Stabilimento sorge un bisogno grande di non abbandonarli a loro stessi, e di non restituirli talvolta a quei Genitori che sono stati causa prima dei loro trascorsi."

Io mi compiaccio di riferirle per chè consuonano con i miei costanti, e già manifestati desiderj, e con le massime di tutti coloro che con amor patrio applicarono i loro Studj a si importante riforma, e che senza prender parte alle Discettazioni, e Polemiche Teoretiche, meditarono molto sui resultati Pratici. Quindi io non posso che ripetere col ben noto Sig. Dottor Vingtrinier: „Point de Pénitenciers sans placement au dehors." Il frutto che é sperabile ottenere con sudori, e sacrifizj dai Sistemi di educazione correttiva si perderebbe ad un tratto, se quei sventurati che ottengono la loro liberazione non trovassero [p. 14 modifica]immediatamente una paterna assistenza nelle Istituzioni Filantropiche le quali debbono essere considerate come ausiliarie indispensabili, e come secondo anello, inseparabile della catena Penitenziaria.

Lo scopo di questa Società eminentemente sociale, e caritatevole, in modo efficace, e perseverante, organizzate in America, in Inghilterra, in Francia, in Russia, in Germania, in Olanda, in Svizzera, e appoggiate con leggi, con lodi, con incoraggiamenti, e con premj, è in sostanza quello di preservare i Liberati dai pericoli della recidiva, e restituirli alle abitudini di una vita onesta, e laboriosa.

La Toscana non ha dato opera ancora ad una Associazione di Patronato, ma un analogo Progetto è stato già comunicato al Sig. Commendatore Bologna, il quale lo accolse con quel caldo Amore per il pubblico Bene, che lo distingue nell’esercizio delle sue importanti funzioni.

Voglio sperare che fra noi non vi sarà alcuno sì poco amico dell’Umanità, che possa non riconoscere la utilità patente di queste Istituzioni per le quali il Chiarissimo Sig. De Beranger nel suo Rendiconto del 3 Luglio 1842 alla Società di Patronato dei Giovani Liberati, del Dipartimento della Senna, dice. — „Le principe de moralisation qui sert de base à notre oeuvre, et qui est son but, s’étend, se propage, réveille dans tous les coeurs l’amour da bien, et fait naitre des nobles sympathies dans les classes les plus riches, comme dans les moins favorisées."

Concludo pertanto, che anche nella Riforma Penitenziaria la Toscana và facendo graduati progressi [p. 15 modifica] compatibili con i suoi mezzi Economici; che al Penitenziario Delle Murate si applicherà, per Regola normale il Sistema di Aubourne con le modificazioni suggerite dalla più sana, e ragionata esperienza; che la stessa Casa Penitenziaria si presterà, allorché la sua costruzione sarà perfezionata, nei casi eccezionali, e per le detenzioni e breve termine, al Sistema dell’assoluto Isolamento; e che anche la Toscana avrà in breve una Società di Patronato a prò dei Liberati dallo Stabilimento Delle Murale.

Finalmente prendo motivo dall’articolo di un dotto, e illustre Uomo di Stato mio Dilettissimo Amico, inserito negli Annali Universali di Statistica di Gennajo ove si dice: „La qual Prigione (il Bargello) pur troppo ancora presenta i più gravi inconvenienti materiali, e morali delle carceri governate coll’ antico pessimo metodo," per osservare in omaggio alla verità, che posteriormente al Settembre del 1841 nel Pretorio del Bargello (cosi denominato perchè frà il secolo XIII, e XIV cominciò a servire d'uso di Carcere, del Capitano di Piazza, o Bargello) non solo sono stati fatti notabili miglioramenti nel materiale delle Prigioni, ma vi furono pure introdotte delle Classazioni bene intese avuto riguardo all’Età dei Detenuti, alla Specie dei Delitti, od ai Recidivi, tenendosi separati gli individui condannati a pene afflittive da consumarsi in quelle carceri, o nell Istituto Penitenziario di Volterra, da quelli che posti in stato di accusa attendono l'esito del loro giudizio. [p. 16 modifica]Restano pure nel Pretorio segregati da tutti gli altri Detenuti, i Condannati alla Galera, i quali spirato il termine al Ricorso in Cassazione, sono traslocati nella Carcere succursale della Fortezza da Basso, ove attendono la risoluzione del Ricorso, e quindi della Supplica di Grazia; dopo di che vengono accompagnati al Bagno Centrale di Livorno.

Avendo io pochi giorni prima della mia partenza per Vienna, Dresda, e Berlino nuovamente visitate le Carceri del Bargello che son 43, cioè 27 Segrete, e 16 Pubbliche, ho dovuto convincermi (per quanto resti anche molto a fare), che sì per la parte materiale, che per la morale, e per l’attuale disciplina non può dirsi veridicamente che or siano governate coll’Antico pessimo Metodo.

Mentre io mi propongo di dare con altro articolo qualche cenno sullo stato attuale delle Carceri che ho vedute in Italia, e di quelle che osserverò in Germania, mi è dolce il dire in prevenzione che in Parma mercè le cure munificentissime di quell'Augusta Regnante, le di cui pie, e veramente materne intenzioni a prò dell’Umanità non hanno limiti, sono stati fatti, e si vanno preparando dei sensibili miglioramenti nella Casa Centrale di Forza, e di Correzione, e che è stata inoltre approvata l’edificazione di una bene intesa Prigione di Custodia, della quale l’Egregio Sig. Barone Mistrali Presidente delle Finanze si compiacque mostrarmi la relativa Pianta.



Indice

  1. La Lira Toscana corrisponde a 84 Centesimi di Francia.
  2. Le 20 once Toscane corrispondono a Grammi Francesi 488, e le once 16 a grammi 453.