Notizie sulla Guerra della Indipendenza d'Italia (Monitore Toscano)/Particolari della Battaglia di S. Martino

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Particolari della Battaglia di S. Martino

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N. CIII Rapporto della Battaglia di Solferino
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Monitore N. 176

Particolari della Battaglia di S. Martino.

Campo sotto Peschiera adì 3 Luglio 1859

Al signore luogotenente generale capo dello Stato-
maggiore all'armata Pozzolengo.


Trasmetto a cotesto comando sapremo un succinto rapporto sulla partecipazione presa dalla divisione al combattimento del 24 giugno. I rapporti giuntimi a quest’ora dai vari capi dei corpi non modificano del resto, se non leggermente, quello che fu spedito da me alcuni giorni sono.

Secondo gli ordini ricevuti la sera del 23, quattro riconoscenze erano state fino dal mattino spedite (a 5 ore ant.) verso le posizioni da occuparsi dietro il Laghetto, per i vari sbocchi, che dalle posizioni di S. Zeno, Rivoltella e Monte Cavaga si dirigono su [p. 85 modifica]Peschiera. Le due di sinistra appartenevano alla brigata Pinerolo, che le seguiva per la strada lungo il lago. Le due di destra alla brigata Cuneo, che si teneva sulla strada ferrata. L’estrema a dritta, composta di un battaglione del 7° reggimento, due compagnie del 10° battaglione bersaglieri e mezzo squadrone di cavalleggeri Monferrato, diretta dal capitano di stato maggiore cav. de Vecchi, non doveva incominciare la sua marcia che dopo, e regolarla secondo il procedere di un’altra di due battaglioni, una sezione di artiglieria ed uno squadrone appartenente alla 5ª divisione, e diretta dal capo dello stato-maggiore di questa, luogotenente colonnello cav. Cadorna, che doveva avanzarsi su Pozzolengo. Io mi teneva personalmente presso questa mia riconoscenza di estrema destra. Questa procedè per la strada di Pozzolengo (strada Lugana) in coda alla colonna del tenente colonnello Cadorna: e la sua testa volse verso la Cascina Corbù di sotto, ove attese il procedere dell’altra verso Pozzolengo. (Veggasi la carta del Mincio del 21,600).

Ben tosto (ore 7 a. m.) il tenente colonnello Cadorna si trovò impegnato con il nemico che occupava le alture a cavallo della strada di Pozzolengo; e chiese di essere sostenuto. Ciò fu fatto con due compagnie di bersaglieri su le alture di sinistra verso la [p. 86 modifica]Cascina Succale, e con il battaglione del 7° a dritta della strada: di più richiamai all’intersezione della strada ferrata con la strada Lugana le cinque compagnie (un battaglione dell’8° e una compagnia del 10° bersaglieri) costituenti la seconda delle mie riconoscenze, che si era intanto avanzata verso il Feniletto. Ma il nemico spiegò considerevoli forze, respinse malgrado il mio sostegno la colonna del tenente colonnello Cadorna; e fui costretto a richiamare indietro il battaglione per la strada, le due compagnie bersaglieri lateralmente per la Cascina Ceresa ed il Corbù di sotto. La ritirata si operò con perfetto ordine.

La sezione della 7ª batteria, il battaglione dell’8° reggimento del maggiore Corte con l’8° battaglione Bersaglieri Volpelandi occuparono per alquanto tempo le alture di Casette e la chiesa di S. Martino per ritardare i progressi del nemico e dar tempo alle altre truppe di sfilare per la strada sottostante di Pozzolengo, e finalmente si prese posizione su la strada ferrata perpendicolarmente alla strada Lugana. Il nemico non tardò a coprire con masse poderose le alture di S. Martino, i fabbricati, i chiusi e le alberate laterali: e si fu contro questa occupazione che furono diretti tutti gli sforzi della giornata, [p. 87 modifica]i quali non riuscivano a buon termine se non a notte chiusa.

Intanto la brigata Cuneo si era avanzata su la strada di ferro; ed io richiamava premurosamente sul sito del combattimento la brigata Pinerolo in marcia verso Rivoltella. Erano le ore 9 ant. circa. Per parere ad ogni evento di ritirata, e per una precauzione contro la piazza, un battaglione e 4 pezzi furono lasciati a Rivoltella un altro a S. Zeno.

Feci disporre la brigata Cuneo a diritta della strada Lugana nei campi tra la Cascina nuova e la strada stessa. Il 7° era in prima linea in colonna d’attacco, l’8° in seconda; ed ordinai l’assalto di S. Martino. Da prima il 7° s’impadronì di alcune case e metà costa; poi riunito con l’8°, un nuovo attacco alla bajonetta li portò ad occupare momentaneamente le alture di S. Martino, ove circondarono alcuni pezzi nemici, che tentarono anche d’inchiodare. L’azione dell’artiglieria, alcune piccole cariche de’ cavalleggeri Monferrato secondarono il movimento. Ma tal successo non fu permanente. Il nemico operò un ritorno offensivo con forze preponderanti. La brigata Cuneo dovette retrocedere di nuovo su la strada di ferro, lungo la quale fu riordinata. Si fu in questo attacco che il generale Arnaldi fu ferito, il colonnello del 7°, Berretta, ucciso. Il nemico rinforzò ancora la [p. 88 modifica]sua posizione, discese con i suoi cacciatori a metà costa, e cominciò a bersagliare la strada ferrata che fu nondimeno mantenuta mediante una carica dei cavalleggeri Saluzzo addetti alla 5ª divisione, e l’occupazione di alcune cascine avanzate per parte di distaccamenti del 7° reggimento.

Sopraggiungeva verso la fine di questo primo periodo dell’azione (alle 10 a. m. circa) la 5ª divisione condotta dal generale Cucchiari. Questa si dispose in colonne di attacco, parte a destra, parte a sinistra della strada Lugana, e diede di nuovo l’assalto a S. Martino. Il 10° battaglione bersaglieri della 3ª divisione partecipò all’azione. Anche questo riuscì; ma non si sostenne. La divisione dovè ritirarsi dopo un vivissimo combattimento, e si riunì dietro la strada ferrata, per poi intraprendere la ritirata verso Rivoltella. Il generale Cucchiari condusse seco il 10° battaglione bersaglieri che collocò, per proteggere la sua ritirata, alla Cascina Tesi, mentre egli occupava il paese con la brigata d’Acqui. Ne conseguì che perdei la disponibilità di questo battaglione per tutta la giornata. Però profittai di questa occupazione di Rivoltella, di cui venni informato più tardi, per richiamare i 4 pezzi della 6ª batteria, che si trovavano colà.

Durante questa azione della 5ª divisione [p. 89 modifica]era giunta dalle posizioni che occupava innanzi Rivoltella la brigata Pinerolo. Le aveva fatto attraversare la strada ferrata per il passaggio sottostante che trovasi tra la cascina Nocente e la cascina Pigne, poi dispostala su due linee all’altezza della cascina Brugnoli, il 13° in prima linea, il 14° in seconda. Prevenutone il generale Cucchiari, mentre la sua divisione pareva vittoriosa, questi mi raccomandò di farla tostamente entrare in azione. Lo feci. Il 13° reggimento in colonna d’attacco sostenuto dall’artiglieria e preceduto da cacciatori si slanciò contro le alture; ma siccome le perdite che faceva per il fuoco preponderante delle artiglierie nemiche erano gravissime, e intanto la ritirata della 5ª divisione era completa, ciò mi determinò a richiamare quel reggimento troppo compromesso, fuori della portata del cannone. Esso si radunò in seconda linea all’Ovest della cascina Brugnoli, ed all’altezza del Bettinello. Era mia intenzione tenere la strada ferrata; attendere in tal posizione quali ordini avrebbe inviati il Re una volta informato della serietà dell’azione impegnata, e consapevole della differenza dello stato delle cose rinvenuto in effetto da quello a cui visavano le disposizioni del mattino. Vi fu una lunga aspettativa di osservazione reciproca, così da parte nostra, come da quella del nemico.

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Erano le 3 pomeridiane quando giunse l’ordine di S. M. portante si dovesse tener fermo, mentre si sarebbe mandata in soccorso la brigata Aosta, e richiamata in linea la 5ª divisione. Pensai allora ad un attacco combinato della brigata Aosta e di Pinerolo verso la diritta. Quest’azione non poteva mancare di ottenere un buon successo, in ispecie se la 5ª divisione l’appoggiava con un movimento di giro ancora più a sinistra sulla strada di Pozzolengo. La brigata Aosta arrivava verso le 4 pom. per la strada ferrata insieme alla 15ª batteria. Discese nei Campi sottostanti al S. Vi si formò ad un bel circa all’altezza della brigata Pinerolo, ed il suo generale cav. Cerale ebbe le mie istruzioni per venire a questo nuovo assalto. Esse portavano che Aosta procedesse da sinistra verso diritta, e convergesse su S. Martino, all’incontro di Pinerolo che avrebbe mosso da diritta verso sinistra. Il 14° e l’8° erano in prima linea, il 13° e il 6° in seconda. Disposti in pari tempo perchè un distaccamento di fianco, composto di un battaglione del 14°, di una compagnia di bersaglieri (2° battaglione) e di una sezione di artiglieria, muovesse, mediante un largo giro a diritta per S. Michele, S. Girolamo, il Monte Mamo, S. Donino e Val del Sole ad inquietare la sinistra del nemico. Questo distaccamento fu [p. 91 modifica]accompagnato dal luogotenente addetto al mio stato-maggiore nobile Mazzoleni, mentre inviai con la brigata Aosta il capitano de’ Vecchi. La manifestazione dei desiderii del Re aveva diffuso in tutti nuovo ardore: ed ognuno anelava di determinare con il successo una giornata aspra per le fatiche e le perdite sofferte.

L’artiglieria preparò l’attacco. Le colonne si mossero. Un temporale furioso di vento, tuoni e scrosci di pioggia rendeva difficile conservare la direzione dei varii battaglioni e l’unità dell’azione. Questa volta il nemico lasciò portarsi assai da vicino le nostre colonne prima di aprire il suo fuoco, che fu al solito vivissimo e micidiale, stante l’eccellente sua posizione coperta, e le difficoltà del terreno che i nostri avevano da superare. L’attacco non riuscì a fondo: però le nostre truppe giunsero ad impossessarsi di varie case e metà delle coste; vi si stabilirono fortemente, come pure dietro i filari di alberi ed i fossi che intersecano i prati onde il terreno è colà composto. Vi furono subito condotte ed installate la 6ª, la 15ª e la 5ª batteria, le quali tirando a furia sui caseggiati e giardini di S. Martino a non più di 400 metri di distanza, estinsero completamente il fuoco dell’artiglieria nemica, e resero sensibile una diminuzione nella forza [p. 92 modifica]dell’occupazione. Si fu in questo assalto che il generale Cerale fu ferito, il colonnello Camminati del 13° ucciso, ed il colonnello del 14° Balegno, pure ferito. Questi ne morì poche ore dopo.

Al cominciare di questo movimento la brigata Cuneo rimasta fino allora sulla strada ferrata aveva operato con l’8° un cambiamento di fronte perpendicolare, per cui questo reggimento venne a trovarsi con la diritta alla strada ferrata stessa e la sinistra verso il lago. Il 7° invece si avanzò seguitando il movimento della brigata Aosta.

Intanto era tornata in linea la 5ª divisione. Si era di nuovo disposta a cavallo della strada di Pozzolengo e rinnovava l’assalto, non di S. Martino propriamente detto, ma delle alture annesse che dominano la strada a diritta e a sinistra, con che veniva a girarsi la destra nemica e minacciarsi la sua ritirata su Pozzolengo. Il 7° reggimento la precedette. È certo che questa manovra, e forse ancora l’esito generale della giornata contribuirono insieme al nostro vigoroso attacco diretto, ed alla manovra attorniante per la diritta sopra indicata, alla ritirata del nemico dalle alture di S. Martino, che verso il cadere del sole furono conquistate dalla brigata Aosta e dal 14° reggimento che vi giungevano insieme alle truppe della 5ª [p. 93 modifica]divisione. Furono presi sulle alture conquistate cinque pezzi di cannone abbandonati dal nemico.

Un ultimo ostacolo era da superarsi in una nuova resistenza che una retroguardia nemica oppose da una linea di alture parallele, e a poca distanza indietro di quella di S. Martino, con cui si riunisce mediante un dolce declivio. Le tre batterie sopra citate (la 15ª, la 6ª e la 5ª) furono rapidamente portate in posizione sulle alture conquistate, e con la loro azione ebbero presto sconcertato questa resistenza, indi un’altra che fu tentata mediante l’apparizione di alcune forze nemiche comparse sul poggio onde esse alture sono limitate a destra. Una carica brillante di uno squadrone di Monferrato la fece cessare del tutto, e a notte chiusa il pianoro era nostro, e il nemico in ritirata su Pozzolengo. La 3ª divisione, la 5ª e la brigata Aosta presero posizione parte sul pianoro, parte nei dintorni, sui fianchi ed in basso. Si fecero nei varii assalti alcune diecine di prigionieri, fra cui parecchi ufficiali.

Ho di già trasmessa la situazione numerica delle perdite della bassa forza, e quella nominativa degli ufficiali morti e feriti. Queste perdite sono disgraziatamente gravi, comunque non sproporzionate al resultato ottenuto contro un’occupazione nemica solida e [p. 94 modifica]numerosa, e che oppose una resistenza accanita. Ha contribuito ad accrescerla la circostanza che le truppe furono impegnate, non già per grandi masse contemporaneamente, ma invece per frazioni successive. Però ciò tiene a circostanze indipendenti dalle mie possibilità; val quanto dire a ciò che le disposizioni date al mattino avevano uno scopo ben diverso da quello al quale dovevano poi, per la piega che presero le cose, adattarsi: e che invece di occupare delle posizioni debolmente difese, ci trovammo all’improvviso costretti a respingere attacchi poderosi, parte integrante d’un vasto piano offensivo per parte del nemico su tutta la linea, fortunatamente andato a vuoto.

Il luogotenente generale comandante la terza divisione.

Mollard.