Notizie sulla Guerra della Indipendenza d'Italia (Monitore Toscano)/Rapporto della Battaglia di Solferino

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Adolphe Niel

Rapporto della Battaglia di Solferino ../Particolari della Battaglia di S. Martino ../N. CIV IncludiIntestazione 20 maggio 2011 100% Storia

Particolari della Battaglia di S. Martino N. CIV
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Monit. N. 182

Rapporto della Battaglia di Solferino

Al quartier generale di Volta, 27 giugno.

Sire,

Le truppe del 4° corpo hanno preso una larga e gloriosa parte alla battaglia di Solferino. Darò alla M. V. un conto sommario di questa grande giornata.

Dietro gli ordini di marcia del 24 giugno [p. 95 modifica]il quartiere imperiale doveva portarsi colla guardia da Montechiaro a Castiglione; il 1° corpo da Esenta a Solferino; il 2° corpo da Castiglione a Cavriana; il 3° corpo da Mezzane a Medole; infine il 4° corpo, rafforzato dalle due divisioni di cavalleria Partouneaux e Desvaux, da Carpenedolo a Guidizzolo. Il Re di Sardegna doveva occupare Pozzolengo.

Il 4° corpo si è posto in via alle 3 del mattino, i soldati avendo preso il caffè. Le tre divisioni d’infanteria seguivano la strada da Carpenedolo a Medole: le batterie e il parco di riserva erano intercalate fra la divisione Vinoy a la divisione Failly; la divisione di Luzy marciava in testa avendo per esploratori due squadroni del 10° cacciatori comandati dal generale Rochefort. La strada traversa un paese coperto di ricche colture, d’alberi e di vigneti ed è fiancheggiata da fossi profondi pieni d’acqua. Le due divisioni di cavalleria marciavano sulla strada da Castiglione a Goito, che traversa una pianura larga 3 o 4 chilometri ove la cavalleria e l’artiglieria possono facilmente manovrare. Questa strada passa da Guidizzolo.

A circa due chilometri da Medole gli squadroni del generale Rochefort avendo riscontrato degli ulani li caricarono impetuosamente: ma furono bentosto arrestati dalle [p. 96 modifica]truppe d’infanteria che in forza occupavano il villaggio sostenute dall’artiglieria. Il generale di Luzy prese immediatamente le sue disposizioni d’attacco; fece circondare il villaggio dalle due parti della strada da varj battaglioni d’infanteria sotto gli ordini dei generali Lenoble e Douay; e, appena fu in vista delle prime case occupate dal nemico, le fece cannoneggiare. Bentosto i movimenti di fianco essendo ben pronunziati, fece battere la carica ed affrontò egli stesso il villaggio con una forte colonna d’infanteria. Questo attacco eseguito con grande bravura fu coronato da pieno successo. Alle 7 Medole era in nostro potere e il nemico si ritirava avendo provate grandi perdite e lasciando in nostra mano due cannoni e molti prigionieri.

All’uscire da Medole tre battagioni della divisione di Luzy si recarono sulla strada di Ceresara, mentre che la brigata Douay marciava inseguendo il nemico verso Rebecco, villaggio situato a una lega da Medole, sulla strada di Guidizzolo. Questa brigata incontrò bentosto forze superiori che arrestarono la sua marcia.

Tostochè la divisione Vinoy sboccò dal villaggio di Medole feci portare avanti sulla strada della pianura 8 pezzi di cannone appartenenti alla divisione di Luzy; la divisione Vinoy andò a sostenere questa artiglieria, [p. 97 modifica]respingendo al tempo stesso il nemico che occupava piccole macchie nella direzione d’una casa isolata, chiamata Casa Nuova, che si trova sulla destra della grande strada di Goito a 2 chilometri da Guidizzolo. Accaniti combattimenti sono avvenuti per tutto il giorno intorno a questa casa.

Da che potei uscire dal paese coperto che traversa la strada di Medole vidi nella pianura forti colonne austriache d’infanteria e cavalleria che facevano fronte al corpo del maresciallo Mac-Mahon e che minacciavano di avvilupparmi nel movimento che faceva sul loro fianco. La divisione Vinoy si formò in battaglia in una direzione obliqua che mi ravvicinava al maresciallo Mac-Mahon, e, sotto questo appoggio, feci sboccare da Medole l’artiglieria di riserva che si pose in batteria avendo a tergo e a sinistra le divisioni di cavalleria. Per aver un appoggio alla sua destra il generale Vinoy prese al nemico il podere di Casa Nuova; ma, occupando così una fronte troppo estesa per le mie forze, appettava con impazienza la divisione di Failly che si affrettava pure per arrivare a prender parte al combattimento.

Il nemico tentò di girare la sinistra del generale Vinoy sullo spazio esistente fra il 2° e il 4° corpo. Una colonna di fanteria sostenuta da numerosa cavalleria si avvicinò [p. 98 modifica]fino a 200 metri dalla divisione Vinoy, cui fu arrestata dalla mitraglia e dalle palle di 42 pezzi d’artiglieria delle divisioni e della riserva che successivamenie prendevano posizione e che in breve furono tutti in batteria sotto la illuminata divisione del generale Soleille. Il nemico spiegò a sua volta la sua artiglieria. In questa lotta che durò una gran parte della giornata, la nostra artiglieria ebbe sempre una superiorità incontestabile, e i suoi terribili effetti sono resi palesi dai corpi infranti d’uomini e di cavalli che coprono il suolo.

A misura che il corpo del maresciallo Mac-Mahon si avanzava, la divisione Vinoy si aggirava sulla Casa Nuova, seguendo il movimento sull’ala sinistra. Ma le forze nemiche che indietreggiavano nella pianura concentravano i loro sforzi sulla Casa Nuova e sulle prime case di Rebecco ove si effettuavano accaniti combattimenti. Quando la divisione Failly potè entrare in linea, diedi per direzione alla sua testa di colonna il borghetto di Baete; situato fra Rebecco e il podere di Casa Nuova. Il generale di Failly vi si portò con la brigata O’Farrel, ed io mi ritenni sotto mano, come riserva, la brigata Saurin.

In questo momento le mie truppe erano disposte come segue dalla destra alla sinistra: al villaggio di Rebecco, la divisione de Luzy; [p. 99 modifica]a Baete la 1ª brigata della divisione Failly; a sinistra spingendosi nella direzione del maresciallo Mac-Mahon, la divisione Vinoy spiegata, sette batterie d’artiglieria e due divisioni di cavalleria.

Lo scopo che perseguiva, o che avrebbe dato magnifici resultati se avessi potuto raggiungerlo, si era che, quando Cavriana sarebbe in potere del 2° corpo, il maresciallo Canrobert, giunto a Medole volesse mandarmi una o due delle sue divisioni per occupare Rebecco. Allora con le due divisioni Luzy e de Failly mi sarei impadronito di Guidizzolo, e, padrone della incrociatura delle strade avrei tagliata la ritirata su Goito e su Volta alle masse nemiche che occupavano la pianura. Sventuratamente il maresciallo Canrobert minacciato sulla sua destra non giudicò prudente di prestarmi il suo appoggio che sulla fine della giornata.

Il nemico, che comprendeva tutto il pericolo a cui lo esponeva la mia marcia su Guidizzolo riunì tutti i suoi sforzi per arrestarla. Una lotta disperata s’impegnò per più di 6 ore attorno al podere di Casa Nuova al borghetto di Baete e al villaggio di Rebecco. Quando il combattimento aveva luogo col fuoco della infanteria, il nemico essendo superiore in numero, io perdeva terreno. Allora formava una colonna d’attacco [p. 100 modifica]con uno dei battaglioni della mia riserva e la baionetta ci dava più di quello che il fuoco della moschetteria non ci aveva fatto perdere.

In questi combattimenti incessanti ho avuto il dolore di veder cadere prodi soldati e capi degnissimi di comandarli. Il colonnello Lacroix del 30° di linea; il colonnello Capin del 53°; il colonnello Broutta dei 43° (divisione Trochu); i tenenti colonnelli de Neuchéze dell’8° di linea; di Campagnon del 2° di linea; Des Ondes del 5° usseri; i capi di battaglione Nicolas, Tiersonnier ed Hebert si sono fatti uccidere alla testa delle loro truppe. Il generale Douay, che si è particolarmente distinto in questa giornata, e un gran numero d’ufficiali superiori hanno ricevuto ferite che priveranno momentaneamente l’imperatore dei loro servigj. A tutte queste perdite devo aggiungerne una che mi è particolarmente dolorosa, quella del colonnello del genio Jourjon, ufficiale ferito, notevole per la sua scienza e per le sue qualità militari.

La cavalleria ci è stata un potente soccorso per allontanare dalla Casa Nuova l’infanteria nemica, che rinnuovava senza posa i suoi sforzi per toglierci questo importante punto d’appoggio. Le due divisioni Partouneaux e Desvaux hanno più volte [p. 101 modifica]caricato l’infanteria austriaca con grande ardore.

Verso le 3 il maresciallo Canrobert, essendo venuto da se stesso sul campo di battaglia per giudicare la mia posizione, spedì ordine alla divisione Renault del 3° corpo che osservava la strada da Medole a Ceresara d’appoggiare su Rebecco; e ordinò nello stesso tempo al generale Trochu di condurre la sua brigata sul luogo stesso in cui si trovava la mia riserva, fra Casa Nuova e Baete, perchè era sempre qui che si dirigevano i più grandi sforzi del nemico.

Vedendo di potere essere sostituito da truppe fresche, formai subito in colonna d’attacco 4 battaglioni della divisione Luzy; vi aggiunsi due battaglioni della divisione Failly che formavano in questo momento la mia unica riserva e il generale di Luzy condusse queste truppe nella direzione di Guidizzolo. La testa della colonna formata da un battaglione del 30° di linea arrivò fino alle prime case del villaggio; ma trovando innanzi a se forze superiori dovè retrocedere; i nostri soldati d’altronde erano prostrati dalla fatica: marciavano e combattevano da 12 ore sopra un terreno affatto sprovvisto d’acqua e per tutto il tempo di questa lotta incessante non avevano avuto il tempo di mangiare.

Nulla di meno il maresciallo Canrobert [p. 102 modifica]avendomi promesso l’arrivo avanti la notte della divisione Bourbaki; volli tentare un ultimo sforzo su Guidizzolo con la brigata Battaille della divisione Trochu che aveva preso il posto della mia riserva. Il generale Trochu avendo formato i suoi battaglioni in colonne serrate gli condusse al nemico in scacchiere, l’ala destra in avanti, con tanto ordine e sangue freddo come sopra un campo di manovre. Egli tolse al nemico una compagnia d’infanteria e due cannoni e giunse a mezza distanza dalla Casa Nuova a Guidizzolo. Una violenta procella preceduta da nubi di polvere che ci immersero nell’oscurità, pose fine a questa terribile lotta, e il 4° corpo bivaccò sul campo di battaglia gloriosamente conquistato. Ha preso al nemico una bandiera presa dai soldati del 76° di linea e 7 pezzi di cannone. Ha fatto circa 2,000 prigionieri: e un campo di battaglia che ha quasi due leghe di lunghezza è coperto di cadaveri nemici. La lotta è stata lunga e ostinata, nè vi è un battaglione del corpo che non vi abbia preso parte.

Non posso citare alla M. V. i numerosi atti d’eroismo dei quali sono stato testimone o che mi sono stati riferiti, ma devo dire che ciascuno ha nobilmente adempiuto al suo dovere, e che volendo dare testimonianza di sodisfazione devo naturalmente parlare alla [p. 103 modifica]M. V. della splendida condotta dei generali di divisione; dopo dei generali di brigata e poi di tutti i capi di corpo che in sì gran numero sono rimasti uccisi e feriti.

Il maresciallo comandante il 3° corpo