Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2452

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Sebben l’italiana e la spagnuola son figlie vere e immediate della latina, pure è molto ma molto piú facile di tradurre naturalmente e spontaneamente in italiano o in ispagnuolo gli ottimi autori greci [p. 249 modifica]che gli ottimi latini. E tanto è piú facile quanto i detti autori greci son piú buoni, cioè piú veramente e puramente greci. Siccome per lo contrario, quanto ai latini, è tanto meno difficile, quanto meno son buoni, cioè meno latini, come, per esempio, Boezio tradotto con molta naturalezza dal Varchi, e le Vite de’ S.S. Padri, che non hanno quasi piú nulla del latino, tradotte egregiamente dal Cavalca, e gli Ammaestramenti degli antichi da F. Bartolomeo da S. Concordio ec. ec. Cicerone, Sallustio, Tito Livio difficilissimamente pigliano un sapore italiano, se non lasciano affatto l’indole e l’andamento proprio. Al contrario di Erodoto, Senofonte, Demostene, Isocrate ec. Ora, essendo l’andamento delle lingue moderne generalmente assai piú piano e meno figurato ec. delle antiche, questo è un segno che la lingua greca, adattandosi alle moderne molto piú della latina, doveva esser molto piú semplice e naturale nella sua costruzione e forma (30 maggio 1822).