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modTesto in evidenza
De' matematici italiani - i.jpg
De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa è sicuramente l'opera più importante di Bartolomeo Veratti. Uscì in un primo momento suddivisa in varie parti, per poi essere ricomposta in un unico volume, dedicato al Principe Baldassarre Boncompagni, figura di primissimo piano fra gli storici italiani delle matematiche.

Si presenta come un agile libretto, di facile lettura e di carattere quasi divulgativo. Il trattato parte da Boezio (VI secolo) per arrivare a Luca Pacioli, la cui opera principale fu stampata (Summa de Arithmetica) nel 1494. Nei primi secoli i matematici furono prevalentemente fra gli astronomi, gli astrologi ed i monaci: Veratti cita anche Platone da Tivoli, traduttore dall'arabo e dall'ebraico del XII secolo, e Gherardo da Cremona, del XII secolo.


modImmagine in evidenza
Cacciata aveva il sole del cielo già ogni stella e della terra l'umida ombra della notte, quando Filostrato, levatosi, tutta la sua brigata fece levare; e nel bel giardino andatisene, quivi s'incominciarono a diportare; e l'ora del mangiar venuta, quivi desinarono dove la passata sera cenato aveano. E da dormire, essendo il sole nella sua maggior sommità, levati, nella maniera usata vicini alla bella fonte si posero a sedere. Là dove Filostrato alla Fiammetta comandò che principio desse alle novelle; la quale, senza più aspettare che detto le fosse, donnescamente così cominciò:



Il racconto di Fiammetta...

mod Chi ben comincia...

Ci sono libri che iniziano così:


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Popepiusix.jpg

Con quanta cura e pastorale vigilanza i Romani Pontefici Predecessori Nostri, eseguendo l’ufficio loro commesso dal medesimo Cristo Signore nella persona del Beatissimo Pietro Principe degli Apostoli e il carico di pascere gli agnelli e le pecore, non mai abbiano intralasciato di nutrire diligentemente l'universal gregge del Signore con le parole della fede e di imbeverlo della salutare dottrina, e di rimuoverlo dai pascoli attossicati, a tutti ed a Voi in ispecialità, o Venerabili Fratelli, è chiaro e manifesto. Ed in vero i predetti Nostri Predecessori dell'augusta Religione cattolica, della verità e della giustizia difenditori e vindici, della salute delle anime sommamente solleciti, niente mai ebbero più a cuore quanto con le loro sapientissime Lettere e Costituzioni scoprire e condannare tutte le eresie e gli errori, i quali contrariando la divina nostra fede, la dottrina della cattolica Chiesa, la onestà dei costumi e la eterna salute degli uomini, spesso eccitarono gravi tempeste, e funestarono in miserabil modo la cristiana e la civile repubblica. Per lo che i suddetti Predecessori Nostri con apostolica fortezza continuamente resistettero alle nefande macchinazioni di uomini iniqui, che schizzando come i flutti di procelloso mare la spuma delle loro fallacie, e promettendo libertà mentre che sono schiavi della corruzione, con le loro opinioni ingannevoli e co' loro scritti perniciosissimi, si sono sforzati di sconquassare le fondamenta della cattolica religione e della civile società, di levare di mezzo ogni virtù e giustizia, di depravare gli animi e le menti di tutti, di sviare dalla retta disciplina dei costumi gl'incauti, e massimamente la imperita gioventù, e di guastarla miseramente, di arreticarla nei lacci degli errori e per ultimo di strapparla dal seno della Chiesa cattolica.


come prosegue?


modTesti a fronte

Al termine del romanzo intitolato Candido l'autore dichiara un principio morale che permeò di sé tutto l'Illuminismo: l'inutilità della ricerca relativa alla res cogitans incarnata da Pangloss, filosofo e intellettuale di matrice Leibniziana, rispetto alla res extensa rappresentata da Candido.

Candide en retournant dans sa métairie fit de profondes réflexions sur le discours du Turc. Il dit à Pangloss et à Martin : « Ce bon vieillard me paraît s’être fait un sort bien préférable à celui des six rois avec qui nous avons eu l’honneur de souper. Les grandeurs, dit Pangloss, sont fort dangereuses, selon le rapport de tous les philosophes ; car enfin Églon, roi des Moabites, fut assassiné par Aod ; Absalon fut pendu par les cheveux et percé de trois dards ; le roi Nadab, fils de Jéroboam, fut tué par Baasa ; le roi Éla, par Zambri ; Ochosias, par Jéhu ; Athalie, par Joïada ; les rois Joachim, Jéchonias, Sédécias, furent esclaves. Vous savez comment périrent Crésus, Astyage, Darius, Denys de Syracuse, Pyrrhus, Persée, Annibal, Jugurtha, Arioviste, César, Pompée, Néron, Othon, Vitellius, Domitien, Richard II d’Angleterre, Édouard II, Henri VI, Richard III, Marie Stuart, Charles Ier, les trois Henri de France, l’empereur Henri IV ? Vous savez… — Je sais aussi, dit Candide, qu’il faut cultiver notre jardin. — Vous avez raison, dit Pangloss ; car, quand l’homme fut mis dans le jardin d’Éden, il y fut mis ut operaretur eum, pour qu’il travaillât ; ce qui prouve que l’homme n’est pas né pour le repos. — Travaillons sans raisonner, dit Martin, c’est le seul moyen de rendre la vie supportable. »

Candido ritornando alla sua villetta fece delle profonde riflessioni sul discorso del turco, e disse a Pangloss ed a Martino: — Quel buon vecchio sembra che siasi fatta una sorte ben preferibile a quella de' sei re, co' quali avemmo l'onore di cenare. — Le grandezze, disse Pangloss, sono molto pericolose, secondo ciò che ne dicono tutti i filosofi; perchè finalmente Eglon, re de' Moabiti, fu assassinato da Aod; Assalonne restò appiccato per i capelli e ferito da tre lancie; il re Nadab figlio di Geroboamo, fu ucciso da Zambri; Giosia dal Jehu; Atalia da Jojada; il re Gioachimo, Jeconia, Sedecia andarono schiavi. Voi sapete come perirono Creso, Dario, Dionigi di Siracusa, Pirro, Perseo di Macedonia, Annibale, Giugurta, Ariovisto, Cesare, Pompeo, Nerone, Ottone, Vitellio, Domiziano, Riccardo II d'Inghilterra, Odoardo II, Enrico VI, Riccardo III, Maria Stuarda, Carlo I, i tre Enrichi di Francia. l'imperatore Enrico IV? Voi sapete... — Io so ancora, disse Candido, che bisogna coltivare il nostro giardino. — Voi avete ragione, ripetè Pangloss, poichè quando l'uomo fu messo nel giardino d'Eden vi fu messo ut operaretur eum, perchè lavorasse; ciò che prova che l'uomo non è nato per il riposo. — Lavoriamo senza ragionare, disse Martino; questo, è il solo mezzo di render la vita sopportabile.

Toute la petite société entra dans ce louable dessein ; chacun se mit à exercer ses talents. La petite terre rapporta beaucoup. Cunégonde était, à la vérité, bien laide ; mais elle devint une excellente pâtissière ; Paquette broda ; la vieille eut soin du linge. Il n’y eut pas jusqu’à frère Giroflée qui ne rendît service ; il fut un très-bon menuisier, et même devint honnête homme ; et Pangloss disait quelquefois à Candide : « Tous les événements sont enchaînés dans le meilleur des mondes possibles : car enfin si vous n’aviez pas été chassé d’un beau château à grands coups de pied dans le derrière pour l'amour de Mlle Cunégonde, si vous n'aviez pas été mis à l'Inquisition, si vous n'aviez pas couru l'Amérique à pied, si vous n'aviez pas donné un bon coup d'épée au baron, si vous n'aviez pas perdu tous vos moutons du bon pays d'Eldorado, vous ne mangeriez pas ici des cédrats confits et des pistaches. — Cela est bien dit, répondit Candide, mais il faut cultiver notre jardin. »

Tutta la piccola società prese parte in quel lodabile disegno; ciascuno si mise ad esercitare i suoi talenti. La piccola terra fruttò molto. Cunegonda era invero ben deforme, ma ella divenne un'eccellente pasticciera; la vecchia ebbe cura della biancheria; Pangloss diceva qualche volta a Candido. — Tutti gli avvenimenti sono concatenati nel miglior de' mondi possibili, perchè finalmente se voi non foste stato scacciato a pedate da un bel castello per amor di Cunegonda, se voi non foste stato messo all'Inquisizione, se non aveste scorso l'America a piedi, se non aveste dato una stoccata al barone, se non aveste perduto tutti i vostri montoni del buon paese d'Eldorado, voi non mangereste qui dei cedri canditi e de' pistacchi. — Benissimo detto, rispondea Candido, ma intanto bisogna coltivare il giardino.

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