Raccolta di proverbi bergamaschi/Economia domestica

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Economia domestica

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Donna, matrimonio Errore, fallacia dei disegni, fallacia dei giudizj, insufficienza dei propositi
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ECONOMIA DOMESTICA.


A quatrì a quatrì as’ fa ’l sechìA quattrino a quattrino si fa lo zecchino — e
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Granù, granèl fa muntunsèlGranone, granello fan monticello — ed anche i Toscani: A granello a granello s’empie lo stajo e si fa il monte. Dicesi anche:
Tance poc i fa ü tantMolti pochi fanno un assai (Tosc.) — e
Ü quatrì l’è ’l prensépe d’ü miliùUn quattrino è il principio di un milione.
Bisogna fa ’l pas segónd la gambaBisogna fare il passo secondo la gamba — cioè Bisogna fare la spesa secondo l’entrata, e pensare che
Bisogna mangià töć i déBisogna mangiare tutti i giorni.
Chi la misura, la düra e Chi no la misüra, va ’n maluraChi la misura, la dura e Chi non la misura va in malora — essendo che
La régola manté ’l convèntLa regola mantiene il convento — L’antica sapienza greca sentenziava pure: «Tener misura è buona cosa.» Questo è il più serio insegnamento che si possa dare agli Stati ed ai singoli uomini qualunque sia la loro condizione.
Chi no sa fa föc, no sa fa caChi non sa far fuoco, non sa far casa. Anche i Toscani sogliono dire: Chi vuol vedere un uomo, o una donna da poco, lo metta ad accendere il lume e il fuoco.
Chi nó töl fò i góte del tèć, böta zo la caChi non racconcia il tetto, rovina la casa.
Chi piò spend, meno spendV. Contrattazioni.
Grassa cüsina, magher testamèntGrassa cucina, magro testamento — I Toscani dicono anche: A grassa cucina, povertà vicina — e La cucina piccola fa la casa grande. «L’ubbriaco ed il ghiotto impoveriranno.» (Salomone).
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L’öć del padrù ingrassa ’l caàlL’occhio del padrone ingrassa il cavallo — ed i Toscani dicono ancora: Il piè del padrone ingrassa il campo; perciò lo Spagnuolo: Hacienda, tu dueño te vea.
Maladèt ol sold che pregiüdica ’l dücàtTristo a quel soldo che pregiudica il ducato — Tristo quel risparmio che poi obbliga a maggiore spesa.
No gh’è caagna róta eiie no vale a’ mò ergótaNon c’è paniera rotta che non valga ancor qualche cosa — e
Ogne stras caàgn al vé bu öna olta a l’anOgni paniere s’adopera una volta all’anno — Diciamo anche:
Töte i ròbe i vé a tai, fina i onge d’ pelà l’ aiTutte le cose vengono a taglio, perfino le unghie per pelar l’aglio — Questi tre proverbj si riassumono dicendo:
Al vé bu töt a sto mondTutto può tornarci opportuno a questo mondo — Dicono perciò saviamente i Toscani: Metti la roba in un cantone, che viene tempo ch’ella ha stagione.
Ol prim risparmiàt, l’è ’l prim guadegnàtLo sparagno è il primo guadagno.
Öna laada, öna früada (öna scarpada o öna slisada) — Si dice per denotare che i panni lavandoli, si logorano. Le lavandaje toscane: Se l’inbianco, gli è onor mio; se ti rompo, non l’ho fatto io.
Pa, vi e sòche, e se ’l völ fiocà che ’l fiòchePane, vino e ceppi, e se vuol nevicare, nevichi — Provvediamo la casa del necessario e non diamoci pensiero dell’inverno.
Per indà ’n malura al ga öl miga di misérieV. Parsimonia.
Quel che gh’ völ, a gh’ völQuel che ci va [p. 65 modifica]ci vuole — Di quel tanto che ci vuole a fare una cosa, non bisogna essere troppo avari, perchè volendo risparmiar troppo si corre il pericolo di perdere assai di più.
Scua nöa scua béGranata nuova spazza bene — ed i Toscani: Granata nuova spazza ben tre giorni, onde Chi vuol esser ben servito, muti spesso. Ma il Giusti osserva che questi proverbi «sarebbero egualmente veri nè patirebbero eccezione, se l’uomo fosse una granata non mai capace d’alcun affetto.»
Töte i pessade i porta inàc ü pasOgni calcio porta innanzi un passo — e corrisponde al toscano: Ogni prun fa siepe. Ogni cosa fa qualcosa, e si deve tener conto di tutto.