Madonna, vostr'altèro plagimento

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Pannuccio dal Bagno Pisano

Guido Zaccagnini/Amos Parducci XIII secolo Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu Duecento Madonna, vostr’altèro plagimento Intestazione 16 luglio 2020 25% Da definire

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III

PANUCCIO DEL BAGNO

I

È contento dí servire madonna.

Madonna, vostr’altèro plagimento
e la gran conoscenza
e la valenza — che ’n voi tuttor regna,
estat’han preso altèro a compimento
5con si vera potenza
ch’ognor crescenz’ha — in altura degna,
han conceduto in me, servo di voi,
perfezione, in coi
- han messo di voler propio fiso,
IO d’ogni penser diviso,
di voi solo ’n servir la signoria
fermato, e ciò meo cor solo disia.
Del vostro signoraggio, donna, sono
con compiuto volere
15e col podere — intero in vui servire;
e mai che solo ciò nente ragiono,
né già d’altro piacere
pori’ avere, — potess’unde gioire!
Unde sovrana aver dunque gioi’ deggio,
20quasi poi certo veggio

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che non v’è solo meo piacer servire,
ma stimo, al mio sentire,
ch’amor tanto di voi in me procede,
che degno in tanto sia meo cor non crede.
25Degn’esser quanto so’ non fór amato
da voi, donna piagente,
si veramente, — com’eo credo fiso;
ma voi pur degna siete che sia dato
amor chi fermamente
30per voi servente — di voi è assiso.
E come veramente, donna, e’ degno
diven’, che ’lor che segno
vedeste per sembianza ch’io v’amava
e servir disiava,
35el meo cor conosceste si com’era
di voi per vostra conoscenza altèra.
• Poi certa, donna, vi fe’ conoscenza
del meo e vostro core,
ch’era d’amore — di voi, siccom’è, priso,
40fu ’l vostr’altèr de si nobile essenza
che mi donò sentore,
quasi colore — di ben a voi commise,
dandomi quasi ferma intenzione
eh ’è vostra oppenione
45per sembianza vi dovesse amare,
servire e onorare;
ed eo si fo, und’ho magn’alegrezza,
poi m’ha degnato a servo vostr’altezza.
Senz’alcun quasi par sono ’n gran gioia
50poi ferm’aggio voglienza
servir, fior di piagenza, — vcstr’altura;
né già mai non credo alcuna noia,
pesanza, né doglienza,
poi la mia intenza — in voi solo dimora,
55considerando che d’ogne vertude
siete, u’ si conchiude

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lontana e di saver pregi’ e orranza,
senz’alcuna fallanza,
regnando in voi per sé ciascuno bene,
60a perfezion con voi tuttor con vene.
5Donna, po’ immaginai
la piagente di voi nel cor figora,
è stata mia dimora
in chiarezza lucente in parte ’v’era;
65che, prima ciò fusse, era
10in tenebra d’errore, in parte scora,
ove già alcun’ora
di ben non mi sovenne quasi mai,
ma poi ch’a voi fermai,
70servendo, pien di gio’ so’ stato intera,
om’ tornato di fera,
da voi si so’ allumato, poi v’amai.