Memorie storiche del Santuario della B.V. della Misericordia di Castelleone/V

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V - Funzioni Sacre

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IV VI
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CAPITOLO QUINTO.



Funzioni Sacre.



§. I.

Del Prefetto, o Cappellano del Santuario.


Fu nel 1537, in cui venne assegnato per la prima volta a questo Santuario un Sacerdote Cappellano, chiamato Prefetto. Sino a quest’epoca, cioè 21 anni dopo terminata la Chiesa, non vi fu a custodirla, che un così detto Romito; ma crescendovi ognor più il concorso de’ Forestieri e de’ Pellegrini, i Signori Consiglieri e Reggenti giudicarono necessario d’inviare una Supplica alla Santità di Paolo III., acciò loro concedesse quivi un Sacerdote per l’amministrazione de’ Sacramenti; lo che venne ampiamente accordato dalla Bolla che segue:

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PAULUS III. EPISCOPUS SERVUS
SERVORUM DEI


Dilectis hominibus universitatis, et incolis Castrileonis Cremonensis Dioecesis, salutem, obedientiam, et benedictionem.


Ex parte vestra fuit propositum coram nobis, quod cum vos, extra Castrum Castrileonis, Cremonensis Dioecesis, in loco fere per unum milliare ab illo distante, Ecclesia sub invocazione B. M. della Misericordia ob insignia miracula, quae Dominus noster Jesus Christus, ejusdem Virginis Mariae Matris suae intercessione, quotidie operari dignatur, ex bonis vobis a Deo collatis construi, et aedificari feceritis, ac pro illius custodia nec non Missis, et aliis divinis Officiis celebrandis unum Praesbiterum ad natum vestrum amovibilem deputaveritis, et ad illam quam plurimi ex diversis partibus devotionis, et reddendorum votorum causa affluant, si Praesbiterum per vos in dicta Ecclesia pro tempore [p. 71 modifica]reputando peregrinorum, et Christi-fidelium, ad ipsam Ecclesiam devotionis causa pro tempore confluentium confessiones audiendi, et eis Ecclesiastica Sacramenta ministrandi licentia concederetur, ex hoc profecto peregrinorum, et aliorum Christi-fidelium qui itinere fessi ad dictum Castrum pro confessionibus audiendis, et Sacramentis ministrandis si illa recipere volunt, accedere coguntur, et qui ob ipsius castri distantiam a dicta Ecclesia Sacramenta ipsa aliter recipere non curant, tam spirituali, quam corporali consolationi et refectioni, atque etiam devotionis, et divini cultus in ipsamet supradicta Ecclesia incremento saluberrime consuleretur; quare pro parte vestra nobis fuit supplicatum quatenus pro Christi-fidelium, et peregrinorum praedictorum spirituali consolatione, et commoditate, ac ipsius Ecclesiae decore, et divini cultus in ea augmento in praemissis opportune providere de benignitate Apostolica dignaremur. Nos igitur hujusmodi supplicationibus inclinati vobis, ut Praesbiter, quem in dicta Ecclesia pro [p. 72 modifica]tempore deputaveritis omnes, et singulos Christi-fideles diligenter auditis ab omnibus excessibus, et delictis absolvere, ac pro commissis poenitentiam salutarem ìnjungere, nec non Eucharistiae Sacramentum ministrare, et decedentium inibi peregrinorum, et Christi-fidelium corpora Ecclesiasticae sepulturae tradere, Dioecesanis loci, vel cujusvis alterius licentia super hoc minime requisita, libere, et licite valeat, nec molestari, seu inquietari possit, aut debeat, auctoritate Apostolica, tenore praesentium de speciali gratia concedimus, et pariter indulgemus. Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostrae concessionis, et indulti infringere, vel ei ausu temerario contraíre; si quis autem hoc tentare praesumpserit, indignationem Omnipotentis Dei, et Beatorum Petri et Pauli Apostolorum ejus se noverit incurrisse. - Dat. Romae apud S. Marcum Anno Incarnationis Dominicae millesimo quingentesimo trigesimo septimo pridiae Calendas Septembris, Pontificatus Nostri Anno 3.

S. Grollati.


[p. 73 modifica]Nell’anno 1617, come sopra si disse, essendo poi stato affidato il Santuario, cogli annessi privilegi, ai Padri Agostiniani; si prestarono questi al servigio della Chiesa, e al decoro delle Sacre Funzioni sino al 1781; ma soppressi in tal anno, vi fu di nuovo assegnato il Sacerdote Cappellano, o Prefetto, secondo la Convenzione 19 Agosto 1780, seguíta tra Monsignor Vescovo di Cremona Freganeschi, e la Comunità di Castelleone; Convenzione approvata dall’I. R. Governo, e segnata a nome Sovrano dal Ministro Plenipotenziario Sig. Conte di Firmian, ed inserita nel citato Istromento Silvola.

Due soli Prefetti furono al Santuario dal 1781 sino a noi; cioè:

1.° Rev. D. Agostino Noci di Castelleone, eletto li 9 Giugno 1781, e morto li 9 Aprile 1811.

2.° Rev. D. Andrea Cattaneo di Castelleone, tuttora vivente, eletto li 22 Giugno 1811.


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§. II.

Attributi del Prefetto.


Gli attributi del Signor Cappellano o Prefetto, dipendono dalla testè citata Convenzione, della quale qui trascrivo il relativo articolo. “In conseguenza dei diritti, che l’illustrissimo e Reverendissimo Monsignor Vescovo ha riconosciuti competenti alla Comunità per l’elezione del Cappellano in servigio del Santuario, si ammette, che questo debba essere mercenario ed amovibile a dettame della suddetta Comunità e suoi Deputati; ma perchè questi deve non solamente aver il carico di celebrar la Messa quotidiana, e di fare le Funzioni occorrenti in detta Chiesa, ma altresì di prestarsi agli atti di cura d’anime in detta Chiesa nel modo praticato dai Padri Agostiniani; rimane quindi accordato, che la Comunità, in qualunque caso di elezione di un tal Cappellano, debba proporre tre Soggetti di suo piacimento a [p. 75 modifica]Monsignor Vescovo, e questo debba eleggerne uno d’essi, riportandone la Patente dalla Curia; e che negli atti di cura d’anime debba essere subordinato ai diritti competenti al Prevosto di Castelleone; e quindi nell’amministrazione de’ Sacramenti, ed altre ragioni di Stola, ritenersi dipendente dal medesimo“; fin qui la citata Convenzione; per cui, colla Patente 9 Giugno 1781, rilasciata dalla Curia di Cremona al Reverendo Don Agostino Noci primo Prefetto del Santuario dopo la soppressione degli Agostiniani, ed eletto da Monsignor Freganeschi a norma della Convenzione medesima, fu egli abilitato da Monsignor Vescovo: „Etiam in ipsamet Ecclesia se exercendi in officio curae animarum juxta morem ab iisdem R. R. Fratribus ante dicti eorum Conventus suppressionem servatum; sub lege tamen, quod in exercitio curae animarum idem Cappellanus subjectus sit juribus competentibus Praeposito per tempora dicti Oppidi Castrileonis, proindeque in administratione [p. 76 modifica]Sacramentorum, aliorumque jurium Stolae, ab eodem omnino dependeat, et ut fusius ex statutis Conventionibus sub die 19 Augusti 1780.“ quibus etc.


§. III.

Funzione nell’Anniversario dell’Apparizione.


Il giorno 11 Maggio, in cui seguì la prima Apparizione della Beata Vergine, si solennizzò mai sempre, e con divoto concorso, e con distinte funzioni in questa Chiesa, e fu sempre festivo presso il popolo di Castelleone. Sembra però, che il concorso al Santuario si fosse alquanto scemato all’epoca de’ Padri Agostiniani; perchè, negli Atti della Visita Pastorale 1721, trovansi precisamente queste parole: haec Ecclesia erat olim magni concursus; ma nullameno quei Religiosi ne celebravano ogni anno la festa, leggendosi negli Atti stessi: Apparitionis festum celebratur quotannis die 11. Maj, expensis dictorum R. R. Patrum. Appena tornò all’Amministrazione del Santuario, come di sopra [p. 77 modifica]si è detto, la Comunità patrona d’essa, ricordando e lo zelo de’ Maggiori, e la tutela della celeste Protettrice, e il dover religioso di riconoscenza a tante grazie per mezzo della lor Madre di Misericordia ricevute, si studiò con ogni mezzo di richiamare all’antico lustro il culto a Maria Vergine in questo Santuario; e a dì nostri ne è tanto cresciuta la venerazione, che il Popolo considera il giorno 11 Maggio, come festivo di Precetto. E questo preceduto da una Novena, colla recita delle Nove Petizioni, che si leggono nel presente Libro, e col canto delle Litaníe, e colla Benedizione del Sacramento alla sera.

In tal giorno si va al Santuario con general Processione, che parte dalla Parrocchiale, e che si accompagna dalle Autorità Civili, e da tutto il Clero, e dal Reverendo Signor Prevosto, a ciò invitato dalla Fabbricería, a nome ancora della Comune.

Cammin facendo, alternativamente si cantano, e dal Clero, e dal Popolo le Litaníe della Beata Vergine; e il Nome di [p. 78 modifica]Lei risuona da lunge per la solitudine della campagna. Ma siccome per lo più addiviene, che giunga la Processione al Santuario prima che sia tutta uscita dalla Parrocchiale, sebbene la strada sia all’incirca d’un miglio; e dovendo perciò in varj punti della Processione alternar questo canto, e per lo più con variate modulazioni; così, per ciò tutto, sono i divoti astanti compresi da un sentimento il più vivo di commozione religiosa. Giunto il Clero presso al Santuario, intuona l’Inno Ave Maris Stella, che si termina all’Altare, con apposita Orazione.

Il Reverendo Sig. Prevosto canta ivi la Messa Votiva della Beata Vergine, col Prefazio, usato anche nelle Messe di tutti tre i giorni, quando il rito lo permetta: Et te in Apparitione etc; e scielta ne è d’ordinario la Musica, e distinto l’Oratore invitato a recitarvi il Panegirico. Terminata la Messa solenne, ritorna processionalmente il Popolo collo stesso ordine di prima alla Parrocchiale, e vi si accompagna da un Coadiutore in cotta e stola, delegato [p. 79 modifica]dal Parroco. Ne’ Vesperi poi, che si cantano egualmente solenni, favorisce di nuovo il Signor Prevosto; e colla Benedizione del Santissimo Sacramento si chiude la Funzione di questo primo giorno.

Nei due giorni successivi poi, essendo egualmente grande il concorso del Popolo anche dai vicini Paesi, suol esservi al Santuario Messa Cantata, e talvolta se ne canta più d’una, come si dirà in appresso. La Fabbricería però in questa Chiesa nel giorno 12 ne fa celebrare una Votiva dello Spirito Santo, detta ora Messa della Comunità, ad impetrare particolarmente dal Cielo la protezione sul Popolo e sul Paese di Castelleone, benchè non vi sia per ciò nè obbligo, nè legato alcuno. Quest’obbligo incombeva soltanto ai Padri Agostiniani, trovandosi appiedi della Riduzione dei legati fatti nel 1727 aggiunto quanto segue: „Una Missa solemnis de Spiritu Sancto celebranda gratis pro memoria multum Magnificae Communitatis Castrileonis, et pro salute pii Populi, nec non Illustrissimi Domini Senatoris [p. 80 modifica]Trussi, qui hanc Ecclesiam Congregationi nostrae, ab eadem Communitate suis officiis impetravit“. Questa Messa, come quella del giorno terzo, se vi ha, è cantata dal Prefetto, o da altro Sacerdote da lui invitato; a meno che in alcuni di questi giorni non vi sia nuovamente Musica e Panegirico a spese del Santuario, come avviene più volte, se alcuno di questi giorni cade in Domenica, o in altra Festa; che in tal caso suol essere di nuovo pregato il Reverendo Sig. Prevosto, il quale favorisce per la Funzione.

Nel giorno 14 di Maggio non si fa nel Santuario funzione alcuna, benchè sia l’Anniversario della quarta Apparizione; e ciò forse perchè invalse l’errore di dire tre, e non quattro, le Apparizioni.

In tutti gli accennati tre giorni, 11, 12, 13 Maggio, sulla Piazza del Santuario, evvi una specie di Fiera; e a comodo de’ Forestieri vi si trovano delle provvisorie Osteríe; ma è dello zelo della Rappresentanza Comunale, e della Fabbricería, di non permettervi Saltimbanchi, Cerretani, [p. 81 modifica]o altre cose di strepiti, che possano disturbare la divozione di quelli che concorrono alla visita del Santuario, e che riguardano que’ giorni come consagrati all’onore di Maria Santissima.


§. IV.

Funzione della Centenaria.


Giova qui ricordare, ad esempio de’ Posteri, la Funzione solenne che vi fu in questo Santuario nell’anno 1811, ricorrendo la terza Centenaria delle Apparizioni. Sebbene non risultasse dagli Atti cronologici, che fosse stata celebrata Funzione distinta nel 1611, e molto meno nel 11 oltre il 1700, cioè all’epoca dei R. R. Agostiniani; i devoti Castelleonesi non pertanto, memori e testimonj della predilezione di Maria Vergine, a loro spirituale e temporale vantaggio, animarono i Fabbricieri del Santuario a celebrarne solennemente la terza Centenaria nel 1811.

Troppo recente era ancor la memoria del flagello del Terremoto avvenuto alle [p. 82 modifica]ore 11 del mattino 12 Maggio 1802, cioè nell’ora appunto in cui la maggior parte de’ Castelleonesi trovavasi nella Chiesa del Santuario ad assistere alla Messa Cantata, che dicesi della Comune, come si è poc’anzi riferito. Tale terremoto, che rovinò Soncino, e varj Paesi a quel Borgo limitrofi, sentissi fortemente anche in Castelleone, cosicchè e la Chiesa Parrocchiale abbisognò dopo di vistose riparazioni nella volta; e quella pure del Santuario ne soffrì in quella parte, ma senza danno o offesa di veruno; come in Paese, ove non lasciò seguo rimarchevole di rovina. Si ricordavano i Castelleonesi, come, al dopo pranzo del giorno stesso del flagello, furono di nuovo guidati dal piissimo loro Pastore, Sig. Prevosto Pagani, al Santuario in generale Processione, a cercare asilo sotto il manto della Misericordia di Maria Santissima; e fresca ne era la rimembranza del Triduo di ringraziamento che si fece perciò nell’anno appresso al Santuario, cioè nel 1803, appunto nei giorni 11, 12, 13 Maggio, ne’ quali funzionò il [p. 83 modifica] sullodato Sig. Prevosto; e sempre assistette anche ai Discorsi di ringraziamento, che, per ciò stesso, nelle tre sere si recitarono alla presenza di un numeroso Popolo.

Fu quindi nel Maggio 1811, che, non essendo ancora del tutto rappacificate le cose civili; e in tante pericolose vicende del giorno, avendo i Castelleonesi evidentemente provata la protezione di Maria Vergine, vennero essi da santo entusiasmo animati ad una straordinaria pubblica dimostrazione di riconoscenza alla loro Avvocata Maria Santissima.

Tutto fu grande e dignitoso quanto si fece a decorare con un Triduo tale Funzione Centenaria. Non eravi allora un’ampia nuova strada, come al presente, che conducesse al Santuario; ma si studiò, e con non poco dispendio, d’ingrandire, rettificare, e riattare la vecchia. Archi trionfali su questa strada medesima; Tende distese per lungo tratto prima di giugnere alla Porta maggiore del Santuario; l’interno del Santuario riccamente addobbato; quantità copiosa di cere, che ardevano; [p. 84 modifica] scelta Musica, e straniera, per la Messa, e pei Vesperi, che venne cambiata in ogni dì. Tre distinti Oratori, che gareggiarono in recitarvi il Panegirico; e tutto in fine, quanto far si potè pel lusso religioso d’una tal Funzione, nulla fu ommesso. In tutte e tre le giornate, innumerabile fu il concorso, anche de’ Forestieri; essendo stato, per divozione a Maria Vergine, sospeso in que’ giorni spontaneamente ogni lavoro sì nel Territorio di Castelleone, che ne’ Paesi vicini. Il Reverendo Signor Prevosto Pagani, che prendeva sempre interesse pel maggiore decoro del Santuario, a cui era affezionatissimo, aprì, colla general Processione del giorno 11 alla mattina, il solenne Triduo; e considerandolo come Funzione continuata, o Stazione di tre giorni, fece che non ritornasse la Processione, che alla sera del giorno 13 dopo la Benedizione, e l’accompagnò Egli stesso anche nel ritorno. -Sia permesso all’Estensore del presente Ragguaglio Storico di pubblicare l’Iscrizione, ch’egli fece, d’ordine Superiore, in [p. 85 modifica]tale circostanza, per esporsi sulla Porta maggiore del Santuario, e che si volle Italiana ad intelligenza di tutti:


II Popolo Castelleonese
da Maria
Prescelto, Favorito, Distinto,
Alla Cara sua Madre di Misericordia
La promessa Tutela
Divoto ricorda
e
Grato ai Benefizj perenni
L’anno trecentesimo
Dal di Lei Apparire
Solennemente festeggia.




§. V.

Processioni varie fra l’anno per pubblici bisogni.


In occasione di siccità, di piogge ostinate, di mortalità di bestiami, di malattie epidemiche, o d’altre simili pubbliche calamità, ricorrono i Castelleonesi alla lor [p. 86 modifica]Madre di Misericordia, Maria Santissima, e vanno processionalmente al Santuario, cantando le Litaníe de’ Santi, colle preci relative alla Funzione, come nel Rituale; se non che, in vicinanza del Tempio, s’intuona l’Ave Maris Stella, cantando il qual Inno si entra in Chiesa. Ivi si celebra solenne Messa Votiva della Beata Vergine; e dopo il Vangelo, il Parroco dall’Altare tiene al Popolo un Discorso Morale di massima, analogo alla circostanza. Terminata la Messa si espone il Venerabile, e data la Benedizione, processionalmente ancora si ritorna alla Parrocchiale cantando le Litaníe della Beata Vergine, le quali si interrompono dirimpetto al Cimitero per far l’assoluzione ai Defunti col Responsorio Libera, ecc. Al rientrare della Processione nella Parrocchiale s’intuona dal Clero la Salve, od il Regina Coeli, secondo il rito del tempo; e, detta avanti all’Altare l’Orazione, si benedice il popolo coll’Aspersorio.

Le spese di simili Funzioni erano supplite una volta dalla Rappresentanza [p. 87 modifica]Comunale i che le promoveva; e che formalmente vi interveniva, facendo recare al Santuario dall’Usciere, o Censore una ricca obblazione di cera, che si deponeva sull’Altare di Maria Santissima. - Dopo che le Comuni furono dispensate, per ordine Regio, dal sostenere spese di Culto, e dall’intervenire in forma pubblica a Funzioni Sacre, eccettuate quelle, che vengono ordinate dal Governo; s’introdusse il ragionevol costume, che la Fabbricería del Santuario, come tuttora si pratica, ne sostenesse le spese; col prodotto eziandio della questua che si fa in detta Chiesa in tali Funzioni, e che Ella medesima ne invitasse il Parroco, previa intelligenza colla Deputazione; quando la Deputazione non lo inviti, previo avviso a questa Fabbricería.


§. VI.

Processioni di Divozione delle vicine Parrocchie.


In qualche festa precedente il giorno 11 Maggio, o nei giorni 12 e 13 o in altra [p. 88 modifica] festa successiva, sogliono le vicine Parrocchie, quasi ad ogni anno, venir processionalmente a visitare il Santuario. Fiesco, Trigolo, Corte-Madama, Gombito, Cornaleto, San Bassano, Casal Morano (distante sei miglia), ed altre, hanno questo religioso costume. Il Parroco rispettivo ne chiede il dovuto permesso al Signor Prevosto di Castelleone, e previene insieme questa Fabbricería per le opportune intelligenze. Si canta da lui al Santuario la Messa Votiva; nella quale tiene talvolta un breve Discorso, e in fine dà la Benedizione col Venerabile al suo Popolo. - È a carico della Parrocchia straniera ogni spesa degli inservienti alla Funzione, non che il compenso a quelli che suonano a festa le campane sì del Santuario, che della nostra Parrocchiale, o delle altre Chiese presso le quali passa la Processione tanto nella venuta, quanto nel ritorno. Per l’incomodo poi, che soffre in questa circostanza il Santuario, si fa da ogni Parrocchia un’offerta di cera all’Altare di Maria Vergine Santissima.


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§. VII.

Messe cantate, Tridui, Benedizioni fra l’Anno.


In ogni Festività di Maria Vergine, vi è al Santuario Messa Corale solenne; e se non è a spese di qualche Divoto, è a spese del Santuario stesso; sempre però di buon’ora, per non disturbare le Funzioni della Parrocchiale. Per antica consuetudine poi evvi Benedizione in tutte le sere dei Giovedì di Quaresima; e da varj anni, dopo le Funzioni della Parrocchiale, in tutte le feste dalla Domenica dopo l’Anniversario delle Apparizioni, sino al termine di Settembre.

Essendo poi quivi assai grande la fiducia in Maria Santissima sì degli indigeni, che degli stranieri, ne viene per conseguenza, che vi sieno frequenti le Messe Cantate, i Tridui e le Benedizioni, a spese e ad istanza dei divoti e degli infermi, tanto per grazie implorate e desiderate, come per grazie ricevute. Ciò che si tributa per queste Funzioni, è tutto a vantaggio [p. 90 modifica]del Santuario; ed il Prefetto o Cappellano, come il Sagrista, sono obbligati a prestarvisi gratuitamente.

Nei Tridui, si recitano all’Altare di Maria Vergine le Nove Petizioni, come si è detto all’Articolo III.; indi si cantano le Litaníe; poi si espone il Venerabile, e si termina colla Benedizione. - Perchè sappia il Popolo, che queste Funzioni si fanno al Santuario, e quindi possa intervenirvi; anzi che affiggerne l’Invito a stampa ai luoghi più frequentati del Paese, si prega il Parroco, perchè graziosamente favorisca di avvisarne il Pubblico in occasione della Dottrina, o del Vangelo, nella Festa precedente.


§. VIII.

Indulgenze concesse dai Sommi Pontefici a questo Santuario.


La Santità di Pio VI. con Rescritto 9 Agosto 1782 concesse in perpetuo l’Indulgenza di 200 giorni, applicabile, per modo di suffragio, anche all’Anime Purganti, [p. 91 modifica]forme alle precedenti Concessioni temporarie dei Papi Sisto V., Benedetto XIII., e Clemente XIII., a qualunque fedel Cristiano, ogni volta che divotamente, e contrito nel cuore, reciterà nel Santuario le Litaníe della Beata Vergine.

Lo stesso Pontefice Pio VI., con Breve del giorno 16 Settembre 1791, accordò in perpetuo, che ogni Messa de’ Morti, celebrata all’Altare Maggiore (che fu l’assegnato dall’Ordinario), da qualunque Sacerdote Secolare, o Regolare, fosse privilegiata.

Altre Indulgenze furono accordate in questa Chiesa dallo stesso Papa Pio VI. pei giorni 11, 12 e i3 Maggio, e per le Sette Festività della Beata Vergine; ed evvi poi l’Indulgenza Plenaria concessa in perpetuo dal Regnante Sommo Pontefice Pio VII., applicabile in modo di suffragio ai Defunti, per una sola volta però all’anno a tutti i fedeli, che contriti, confessati, e comunicati, visiteranno questa Chiesa, e vi pregheranno in qualunque giorno loro beneviso.


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§. IX.

Canto delle Litanie.


Come negli altri Santuarj, in questo ancora, non solo nei giorni 11 12 e 13 Maggio, ma in ogni occasione nella quale si trovi un discreto numero di persone unite in Chiesa, è introdotto il piissimo costume, avvalorato ancora dalla sopra citata Indulgenza dei 200 giorni, di cantare le Litanie della Beata Vergine, l’Inno Italiano: Salve o gran Vergine, che leggesi in fine del presente Libro, senza che alcun Sacerdote vi assista; ma ad arbitrio de’ concorrenti, l’un de’ quali incomincia, e gli altri lo seguono. Succede perciò, che tal Canto si rinnovi anche più volte nei giorno stesso, essendo frequentissime le visite che fanno i Divoti, anche de’ più lontani Paesi, al Santuario, per impetrare il Patrocinio di Maria Santissima.