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modAutore in evidenza
Portrait de Dante.jpg
Dante Alighieri (Firenze, 1265 – Ravenna, 13 settembre 1321) è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il primo e più grande poeta della lingua italiana e per questo definito "il sommo poeta", o "il vate" (ovvero "il profeta").

Per aver tenuto a battesimo l'utilizzo letterario della lingua volgare viene anche considerato "Il Padre" della lingua italiana. La sua opera principale, la Divina Commedia, è il maggior poema della letteratura italiana ed è considerata uno dei capolavori della letteratura mondiale.


modDa autore ad autore

Bartolommeo Gamba dedicò uno de suoi ritratti di donne illustri delle province veneziane alla poetessa rinascimentale Gaspara Stampa e alla sua tragica storia d'amore.

IL suo ritratto, dipinto già dal famoso Guercino, ci mostra una delle più avvenenti e leggiadre donzelle che nate sieno sott'al cielo di Padova. Da genitori agiati e nobili venne a luce l'anno 1523, e passò con essi a fermar sua dimora in Venezia. Qui sino da giovanetta comparve maestra nel suono del liuto e della vivuola, e crebbe poi nell'amor degli studi, e soprattutto di quelli della lingua natia e della greca e della latina...

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modSapevi che...

...Cecco Angiolieri era ingombrante amico di Dante Alighieri a cui dedicò un paio di beffardi sonetti (il 101 e il 102)?

Dante Alighier, i’ t’averò a stancare;
ch’eo so lo pungiglion, e tu se’ 'l bue.

modImmagine in evidenza
Non esce dal probabile ch’ella s’impacciasse nelle gare civili con Alceo, riottoso spirito, nel quale parve rivivere il mordace e peggiore Archiloco; al quale Alceo s’era dapprima, per amore dell’arte, accostata e divenutagli amica. Ma quell’Alceo, che n’ottenne amicizia, la richiese anco d’amore: ella rifiutò.

Giuseppe Bustelli, Vita di Saffo da Mitilene, Cap. VIII.

Saffo ed Alceo, olio su tela di Lawrence Alma-Tadema (1881).
Nè mancò tuttavia chi credesse nato da momentaneo sdegno quel rifiuto amaro: perciocchè, secondo Ermesianatte citato da Ateneo (XIII), Alceo soleva cantar sulla cetra questo amore. E d’Alceo ci pervenne un saluto a Saffo (nell’Arte di Attilio Fortunaziano): «Saffo, dalle chiome di viola, casta, dal dolce sorriso.»...

Giuseppe Bustelli, Vita di Saffo da Mitilene, Cap. VIII.

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