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modAutore in evidenza
Antonio Fogazzaro2.jpg
Antonio Fogazzaro (Vicenza, 25 marzo 1842 – Vicenza, 7 marzo 1911) è stato uno scrittore e poeta italiano.

Pupillo del poeta abate Giacomo Zanella, studiò legge alla facolta di Padova e Torino. Fu a Milano, dove frequentò Arrigo Boito e la scapigliatura, a cui farà seguito una profonda crisi religiosa. Stabilitosi a Vicenza, si dedicherà completamente alla letteratura portando avanti una profonda riflessione morale e ideologica. Inviso alla Chiesa cattolica per la sua adesione al Positivismo, ben documentata dalla sua produzione saggistica, è ricordato per un sentimentalismo tendente al fantastico e al soprannaturale, in perenne conflitto con l'impegno civile.


modDa autore ad autore
Mario Rapisardi.jpg
Mario Rapisardi fu poeta dalla penna raffinata e mordace, che non risparmiò frecciate e sarcasmo nemmeno al Vate della neonata Italia, Giosuè Carducci. La profonda conoscenza delle letterature classiche gli pose in punta di penna un linguaggio modernissimo che riecheggia il peggior Aristofane e il miglior Gozzano.


Testa irsuta, ampie spalle, ibrida e tozza
Persona, in canin ceffo occhio porcino,
Bocca che sente di fiele e di vino,
e morde, onora, se blandisce, insozza.
 
Mevio da un soldo, Orazio da un quattrino
Che ad arte di musaico i versi accozza ;
Or Cerbero che i re squarta ed ingozza,
Or di gonne regali umil lecchino.

Tale è costui che la musa baldracca
Sbuffando inchioda, ed inquinando ammazza
Sopra a latina prosodia bislacca.

La fama, che con lui fornica in piazza,
Posto il trombon fra l'una e l'altra lacca,
A' quattro venti il nome suo strombazza.


leggi le altre frecciate...


modSapevi che...
...Aristofane, in polemica con gli autori che si conquistavano il favore del pubblico regalando leccornie prima delle rappresentazione, arrivò a distribuire agli spettatori presenti alla prima de La pace un chicco di grano?
modImmagine in evidenza
La forma latina di scrivere, sposata nel Boccaccio e nell'Alberti alla grazia e al brio del dialetto, così nuda e astratta ha la sua espressione pedantesca negli Asolani del Bembo, e giunge a tutto quel grado di perfezione di cui è capace nel Galateo del Casa e nel Cortigiano del Castiglione.

Francesco De Sanctis, Storia della letteratura italiana, cap. XII.

Pietro Bembo nella Scuola di Atene di Raffaello, ritratto nei panni di Zoroastro; poco a lato l'autoritratto dell'artista.

Havvi poi d'Adria ancor canoro mostro,
purpureo cigno e nobile e gentile,
che la lingua ha di latte e'l manto d'ostro,
rossa la piuma e candido lo stile.


—Allegoria del Bembo
di Giovan Battista Marino, Adone, IX,179

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