Prometeo legato/Prologo

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Prologo

../Personaggi ../Prometeo IncludiIntestazione 31 ottobre 2019 100% Teatro

Personaggi Prometeo
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Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I-79.png



PROLOGO

Si avanzano Potere e Forza, tenendo stretto Prometeo. Li segue Efesto.
Sostano dinanzi ad una scabra erta rupe.


potere
Agli estremi confini eccoci giunti
già della terra, in un deserto impervio
tramite de la Scizia. Ed ora, Efesto,
compier tu devi gli ordini che il padre
a te commise: a queste rupi eccelse
entro catene adamantine stringere
quest’empio, in ceppi che non mai si frangano:
ch’esso il tuo fiore, il folgorio del fuoco
padre d’ogni arte, t’involò, lo diede
ai mortali. Ai Celesti ora la pena
paghi di questa frodolenza, e apprenda
a rispettar la signoria di Giove,
a desister dal troppo amor degli uomini.

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efesto
Forza, Potere, gli ordini di Giove
già compiuti per voi furono; e nulla
piú vi trattiene. Ma legare a forza
su questo abisso procelloso un Nume
ch’è del mio sangue, non mi regge il cuore.
E forza è pure che mi regga. Gli ordini
trasandare del padre, è dura prova.
Oh di Tèmide giusta audace figlio,
malgrado tuo, malgrado mio, con bronzei
ceppi, che niuno a scioglier valga, a queste
cime deserte io ti configgerò,
dove né voce udrai, né forma d’uomo
vedrai: del sole arso a la fiamma rutila,
tramuterai de la tua cute il fiore:
a tuo sollievo asconderà la notte
con lo stellato suo manto la luce,
ed ecco il sole dissipa di nuovo
la mattutina brina. E col suo peso
il mal presente ognor ti crucierà:
ché non ancor chi ti soccorra è nato.
Dell’amor pei mortali è questo il frutto.
Poiché senza temer l’ira dei Numi,
Nume tu stesso, indebiti favori
agli umani largisti. Ora, in compenso,
vegliar dovrai questa dogliosa rupe,
senza mai sonno, in piè, senza mai flettere
le tue ginocchia, e cento ululi e gemiti
invano leverai: ché il cuor di Giove

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nessuna prece lo commuove; ed aspro
è ciascun che di fresco ebbe il potere.
potere
Ehi, nel compianto indugi? E’ vano! Il Nume
infestissimo ai Numi non aborri
che il privilegio tuo concesse agli uomini?
efesto
Parentela, amicizia, han gran potere!
potere
Certo. Ma trasgredir del padre gli ordini
si può? Non hai maggior tema di questo?
efesto
Spietato sempre e tracotante sei!
potere
Che medela è il compianto? Or vana pena
non ti dare per ciò che nulla giova!
efesto
Oh magisterio mio troppo odïoso!
potere
Tu l’odî? E perché mai?... Di queste pene,
in verità, nessuna colpa ha l’arte.

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efesto
Pur, quest’arte l’avesse altri in retaggio!
potere
Gravoso è tutto, tranne aver dei Superi
l’impero; e niuno, tranne Giove, è libero.
efesto
Ne ho qui le prove. E nulla ho da ribattere.
potere
Spàcciati, dunque, avvolgilo di ceppi,
ché nell’indugio non ti scorga il padre.
efesto
Scorger gli anelli puoi nelle mie mani.
potere
Con vigore e con forza ai polsi strettolo,
picchia il martello, ed alla rupe inchiodalo.
efesto
Compiuta è l’opra, e non caduta in fallo.

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potere
Batti di piú, non allentare, stringi:
anche d’impervie strade il passo ei trova.
efesto
Questo braccio è saldato, e niun lo scioglie.
potere
Saldo configgi l’altro, ora: ed apprenda
quanto egli a Giove di scaltrezza cede.
efesto
Niuno, tranne costui, potria riprendermi.
potere
Da parte a parte, in sen, di ferreo cuneo
la fiera punta forte ora conficcagli.
efesto
Ahimè! Dei mali tuoi gemo, Promèteo!
potere
Indugi ancora? Sui nemici piangi
di Giove? Oh!, che su te non debba piangere!

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efesto
Guarda, orrendo a mirare uno spettacolo!
potere
Veggo costui patir ciò ch’egli merita.
Gittagli intorno ai fianchi ora i legami.
efesto
Lo debbo far. Ma tu non dar troppi ordini!
potere
Ordinerò, t’incalzerò per giunta:
scendi giú, forte ora le gambe accerchiagli.
efesto
Fatto è ancor questo. E fu travaglio breve.
potere
Dei ceppi i chiodi saldo ora ribatti:
severo è quegli che la pena infligge.
efesto
Simile al viso tuo suona la voce.

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potere
Sii pur tenero, tu. Ma la protervia,
l’ira, l’asprezza mia, non rampognarmi.
efesto
Andiam: ché tutto di catene è cinto.
potereSi volge a Promèteo.
Superbisci ora qui. Trafuga ai Numi
i loro doni, ed offrili agli efimeri.
Allevïare in che ti posson gli uomini
or dalle pene? I Dèmoni, Promèteo
ti chiamarono a torto: hai tu bisogno
d’un preveggente a uscir da questo intrico.


Efesto, Potere e Forza ti allontanano.




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