Rime (Veronica Franco)
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II
VERONICA FRANCO
Indice
- Terze rime
- I. Del magnifico m. Marco Veniero alla signora Veronica Franca. Loda la bellezza e l’ingegno di Veronica e la prega di essergli benigna e amorosa

- II. Risposta della signora Veronica Franca. Essa lo riama, e vuole ch’egli compia, per amor di lei, opere ed azioni conformi alla virtú dell’animo: solo allora gli concederá le gioie apprese da Venere

- III. Della signora Veronica Franca. Lontana dall’amante, soffre e piange, e sospira Venezia. Dove appena sará tornata, a lui che l’attende dará, in amorosa lotta, dolce ristoro delle noie passate

- IV. D’incerto autore alla signora Veronica Franca. Rispondendo all’epistola precedente, l’amante, pur dolendosi ch’ella abbia voluto allontanarsi, spera che per la pietá di lui s’induca a tornar presto

- V. Della signora Veronica Franca. Non ama piú colui, che la prese con la beltá sua caduca; ora la ragione, vinto il senso, la fa desiderosa di riavvicinarsi all’uomo virtuoso, da lei trascurato per quello

- VI. Risposta d’incerto autore per le rime. L’uomo è lusingato e lieto del pentimento di lei, e spera di provarle la sua fede

- VII. D’incerto autore. Un amante, non corrisposto da Veronica, si lamenta della crudeltá di lei, e la supplica umilmente di riamarlo, invocando l’aiuto d’Amore

- VIII. Risposta della signora Veronica Franca. Veronica risponde dicendosi ancor soggetta ad uomo indegno, che le fa trascurare ogni altro amante. Forse un giorno, libera dal giogo, verrá a chi ora la supplica invano

- IX. D’incerto autore. Altro lamento d’un amante di Veronica, durante un’assenza di lei

- X. Risposta della signora Veronica Franca per l’istesse rime. Non potendo ella, invaghita d’un uomo a lei caro su tutti, corrispondere ad altro affetto, s’è allontanata da Venezia, perchè nella sua assenza si mitighi l’ardore di chi l’ama senza speranza

- XI. D’incerto autore. Mentr’ella è a Verona con un suo amante, un altro, rimasto a Venezia, si duole ch’ella tardi a ritornare, ed a ciò la sollecita

- XII. Risposta della signora Veronica Franca. Ella risponde invitando l’innamorato, che non può riamare, a celebrar Venezia; dove, perché egli possa dimenticar lei per altra donna, non tornerá cosí presto

- XIII. Della signora Veronica Franca. La donna disfida a morte l’amante, che è con lei corrucciato; tuttavia, s’egli cercherá pace, s’azzufferá sí con lui, ma nelle voluttuose risse d’amore

- XIV. Risposta d’incerto autore. L’amante sfidato si dichiara vinto senza contrastar con arme; e s’arrende alla bella inimica, al cui dominio offre volentieri il cuore

- XV. Della signora Veronica Franca. Si scusa con un amico per non essere andata a trovarlo: la partenza dell’amante cosí l’ha turbata e sconvolta, che non se n’è sentita la forza, benché n’avesse desiderio; ma, s’egli insiste, andrá da lui, che stima, pur non essendone innamorata

- XVI. Della signora Veronica Franca. Ad un malèdico, che l’ha con suoi versi oltraggiata, risponde a lungo, e ribatte le ingiurie, che colpivano la condizione di lei

- XVII. Della signora Veronica Franca. Sfogo di gelosia contro un suo amante, che ha lodato un’altra donna; ma, poiché ancor gli vuol bene, lo invita a venir presto da lei e gli perdona

- XVIII. Della signora Veronica Franca. Prega un amico cortese di correggerle i versi d’un’epistola da lei scritta per far la pace con l’amante

- XIX. Della signora Veronica Franca. Ad un uomo di religione, pel quale provò in gioventú un amore non dichiarato, Veronica manifesta, ora ch’egli è giunto all’etá matura, i suoi sentimenti, mutati in fervida amicizia, e lo prega di benevola e cordiale corrispondenza

- XX. Della signora Veronica Franca. Lamenta la durezza d’un uomo, che non la riama e che, mentr’ella di notte va a casa sua per trovarlo, è assente, forse presso un’amica piú fortunata di lei. Spera tuttavia corrispondenza dall’animo gentile di lui; altrimenti ne morrá

- XXI. Della signora Veronica Franca. Scrive all’amante, da cui s’è allontanata: incauta, ché senza di lui non ha un momento di pace

- XXII. Della signora Veronica Franca. La crudeltá dell’amante l’ha spinta a rifugiarsi in campagna: quivi ogni spettacolo naturale, rivelandole la potenza d’Amore, la richiama alla sua trista sorte e a Venezia, miracolo unico di bellezza; onde sospira il ritorno

- XXIII. Della signora Veronica Franca. Oltraggiata da un vile, in sua assenza, chiede consiglio ad un uomo d’arme, esperto delle questioni d’onore, per vendicarsi, com’è suo diritto

- XXIV. Della signora Veronica Franca. Rimprovero cortese ad uno, che per ira ha offeso una donna, e per poco non l’ha percossa

- XXV. Della signora Veronica Franca. In lode di Fumane, luogo dell’illustrissimo signor conte Marcantonio della Torre, preposto di Verona

- I. Del magnifico m. Marco Veniero alla signora Veronica Franca. Loda la bellezza e l’ingegno di Veronica e la prega di essergli benigna e amorosa
- Sonetti
- I. Ad Enrico terzo di Francia, che, partendo da lei, ha gradito un suo ritratto, in ricordo

- II. Sullo stesso argomento

- III. Nel dottorato del signor Gioseppe Spinelli, rettore de’ legisti a Padova

- IV. Al colonnello Francesco Martinengo, conte di Malpaga, in morte di Estor, suo fratello

- V. Allo stesso

- VI. Allo stesso

- VII. Allo stesso

- VIII. Allo stesso

- IX. Allo stesso

- X. Allo stesso

- XI. Allo stesso

- XII. Allo stesso

- XIII. A Bartolomeo Zacco. In memoria di Daria, figlia di lui

- XIV. Allo stesso. Convertita, lo ringrazia d’averla lodata

- XV. Elevazione e conversione

- XVI. In lode della Semiramis di Muzio Manfredi

- I. Ad Enrico terzo di Francia, che, partendo da lei, ha gradito un suo ritratto, in ricordo