Scola della Patienza/Parte terza/Capitolo III

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
PARTE TERZA CAPITOLO III

../Capitolo II ../Capitolo IV IncludiIntestazione 3 aprile 2009 50% Da definire

Parte terza - Capitolo II Parte terza - Capitolo IV

Come le afflizioni s’hanno da sopportare costantemente

Il giuoco del Pirlo è un giuoco di fanciulli; (e Pirlo è quello che in latino si dice Trocus, ovvero, Turbo). E si fa in questo modo. Quando il Pirlo è quasi al fine del suo girare e sta quasi per cadere, quel che gioca gli dà subito una staffilata e gli rinnova il giro, e quando sta di nuovo per fermarsi, di nuovo ancora lo staffila, acciocchè di nuovo egli rinforzi il giro e lo fa durare quanto egli vuole. E questo è il giuoco che fa Dio nel mondo. Iddio ci tratta come tante palle, hor di quà hor di là sbalzandoci. Vi sono moltissimi che molte volte pare che stiano per cadere, quando ecco Dio, che viene con lo staffile, e fa subito risorgere quel che stava per cadere. Lo batte per ristabilirlo, lo ferisce per sanarlo, lo carica di mali per dargli poi in eterno tutti i beni. Noi altri siamo le palle, noi altri siamo i pirli. Quel che batte la palla e fa girare il pirlo è Dio, il quale con tante botte e con tante sferzate fa che noi altri nel portar la Croce, non solamente siamo pazienti e allegri ma costanti ancora. E questo è il terzo modo di portare la Croce: costantemente. Ma che costanza sia necessaria nel sopportare le cose hor hora lo insegneremo.

§ Paragrafi