Nuova edizione aumentata e riveduta dell'unico metodo accelerato razionale per imparare a parlare, leggere e scrivere la lingua tedesca/Certificati

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Certificati

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Prefazione alla quinta edizione Alfabeto tedesco e pronunzia

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CERTIFICATI

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Torino, 22 giugno 1904.


Io ho studiato molto le lingue inglese, tedesca e spagnuola servendomi di tutte le grammatiche conosciute in Italia, ma devo confessare che imparai pochissimo !

La ragione di ciò? La mancanza di un metodo facile, piano, naturale e logico! Difatti le grammatiche sono, più o meno, il catalogo delle regole, insegnano gli elementi della lingua, ne anatomizzano, dirò così, tutte le parti, ma non dànno la sintesi organica ed armonica che si traduce nella facoltà per lo studioso di capire subito la struttura della lingua stessa.

Il prof. A. de Lysle, da quell’osservatore paziente, minuzioso ed intelligente che egli è, deve avere pensato così : Lo studio delle lingue vive straniere è fatto seguendo sistemi antiquati ed irrazionali; esse sono insegnate nello stesso modo del latino e del greco classico: è naturale quindi che i risultati siano gli stessi o quasi! Ci vuole invece un metodo che sia razionale, cioè pratico e che permetta di far superare tutte le difficoltà della lingua senza scoraggiare od affaticare enormemente lo studioso.

Insomma il fine da raggiungere, il prof. de Lysle deve essersi detto, è quello di fare in modo che lo scolaro impari a leggere, scrivere e parlare la lingua nel minor tempo possibile con la minore fatica, ed a questo risultato mira il suo « Metodo ». Ha egli ottenuto lo scopo? Io credo coscienziosamente di poterlo affermare!

Ed in vero, egli tenendo presente quali sono le peculiari proprietà delle lingue che insegna sulla traccia del suo « Metodo», rende subito famigliari allo studioso le locuzioni vere e più usate, abitua contemporaneamente a parlare, leggere e scrivere quella data lingua con una serie logica di esercizi, i quali furono scelti intelligentemente ed ordinati con matematica progressività. Questi esercizi costituiscono il cardine di tutto il « Metodo »; sono la sintesi ed anche l’analisi della lingua in cui sono scritti, perchè nel corso di essi ravveduto A. saggiamente e sobriamente dà le regole della grammatica per quanto sono indispensabili. Così anche la teoria non è trascurata, ma il superfluo fu studiatamente evitato.

Un altro pregio inestimabile del «Metodo», a qualunque lingua si riferisca, è quello di potere studiare un dato idioma anche senza l’aiuto del Maestro, poichè tutti gli esercizi hanno pure la pronunzia figurata.

A complemento del « Metodo » il prof. de Lysle studiò e compilò per ciascuna lingua un manuale di conversazione — anche questo con la pronunzia figurata, — il quale, a parer mio, fu indovinatissimo. La locuzione è genuina sempre, cioè quella che veramente si parla nel paese; questo pure è un lavoro originale pazientemente e logicamente ordinato.

In conclusione io dico che nessun sistema per imparare le lingue vive straniere può essere paragonato all’opera di questo geniale Professore ed il suo « Metodo » lo ritengo eccellente; è una persuasione radicatasi in me in seguito di recente esperienza; per la cultura dei giovani auguro che il Metodo de Lysle sia ben presto adottato in tutte le nostre scuole !

N. U. A. De Vecchi.
[p. 14 modifica]All’Egregio Prof. A. de R. Lysle,

Con stima e riconoscenza.


Compie oggi, che scrivo, la 36a lezione di tedesco che Ella, egregio Professore, mi impartisce, e mi sento veramente in dovere di rivolgere a Lei un ringraziamento sincero. Tanto più sincero in quanto posso, in coscienza, dichiarare che, per l’ottimo suo metodo, io mi trovo in condizione che, occorrendo, saprei farmi intendere e intendere io stesso quella lingua tutt’altro che facile.

Ma un merito più grande, a mio parere, ancora Le devo riconoscere, ed è che oltre a rendere più facile e più rapido lo studio, Ella sa renderlo niente affatto gravoso, sicchè lo studio del tedesco, che ho sentito da molti, faticoso e noioso, è riuscito per me niente altro che una piacevole occupazione di 4 ore al più per settimana, e mi diviene, man mano che progredisco, direi quasi, un divertimento e una vera soddisfazione.

Ponendole io dinanzi queste buone ragioni, Ella permetterà che io le rivolga con affetto i miei più vivi ringraziamenti.

Federico Cerutti.

Torino, 13 Maggio 1905.


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Bouremouth, Eng. land

Tuesday, Febr. 28th 1905.


Dear Sir,

When, nearly a year ago, I left home for this country, I hardly dreamt, that I should ever have been able to master the English language properly, so hard and difficult it seemed to me then. Instead, although during most of this time I have been employed in foreign houses, where one can learn anything, but to speak English, thanks to the excellent System, of your Anglo American Method, I am now able to talk, read and write the English idiom, if not very well, at least correctly.

Therefore I send you these few lines, so as to thank you and to testify you all my gratitude for having given me such a precious book.

I send you my best wishes, sir, hoping this letter, will find you in the best of health. Believe me

Yours respectfully


Attilio Epis.


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Palermo, 25 Aprile 1905.


Ill.mo Sig. Prof. A. de R. Lysle,

Da due mesi che studio da solo nella sua splendida grammatica, mi trovo con risultati soddisfacentissimi che mai più avrei creduto, e persone che sono Inglesi, da alcune parole scambiate, mi persuasero che la pronuncia insegnata sulla sua grammatica è somigliantissima, perciò io mi permetto proporle di riempire una grande lacuna che ancora oggi esiste per poter completare lo studio dell’inglese o da soli o per meglio conoscere la pronuncia di tutte le parole, cioè che la S. S. studiasse un Vocabolario italiano-inglese collo stesso metodo della sua grammatica e cioè colla pronuncia figurata sotto ad ogni nome o vocabolo scritto sul vocabolario.

Colla massima osservanza:

Devotissimo Debernardi Oreste

Perito Industriale, Piazza Sant'Erasmo - Palermo.

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London, 23-3-03.


Signor A. de R. Lysle,

My dear Sir,

Having used some hundreds of Manuals to teach pupils, I had long given them up in despair as hopeless waste of time, and I had to compose with the aid of my different native professors, and largely helped by prof. John Blakeslee M. A. a celebrated American Sanskrit and Hebrew scholar, separate typed sheets for each tongue as we proceeded. You will well estimate the trouble and time this took where over a dozen languages were in use.

Early last fall an Italian student learning English from me, showed me your «Unico metodo accelerato» to learn English in three months, and it did not take me long to see I had at last found what I had long sought in vain. I sent to the printers for copies and I have over 20 men and 5 ladies now using it daily, althô half are not Italians, nor know Italian, but thrô Latin, Spanish, French, etc., they can follow, with a minimum of trouble to myself or staff the meaning and being thus necessitated to «think», they very soon get a fair foundation of the beautiful Italian tongue while learning English. We ali owe you a heavy debt of gratitude and I can but lay this small tribute at the feet of a «maestro». If a copy were sent to Rugby, Eton, Harrow etc. I feel sure you would have prompt acknowledgement.

With every good wish and my fullest mead of praise, I remain, my dear Prof. Yours very gratefully


J. Harward de Rinzy M. A. L. C. E.

of the old Roman family «Rienzi».


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Egr. Sig. A. de R. Lysle,

Avendo io adoperato qualche centinaio di manuali per insegnare ai miei allievi, dovetti rinunziare a tutti con disperazione e perchè era inutile spreco di tempo. Ero obbligato con l’aiuto dei professori dei diversi paesi, e largamente appoggiato dal Prof. Giovanni Blakeslee, uno scienziato Americano in Sanscrito ed Ebraico, ad usare bozze in fogli separati, per ogni lingua.

Voi potrete comprendere l’imbarazzo che tutto ciò causava in un Istituto, dove sono insegnate una dozzina di lingue.

Nel principio dello scorso autunno, uno studente Italiano, che impara l’Inglese da me, mi presentò il vostro « Metodo Unico Accelerato, per imparare l’Inglese in tre mesi » e non ho avuto bisogno di osservarlo molto, per vedere che alfine avevo trovato quello che da tanto tempo cercavo. Mandai dall’editore per delle copie, ed ora vi sono 30 Signori e 5 Signorine, che giornalmente lo usano, benchè una metà non siano Italiani, nè conoscano l’Italiano, ma per mezzo del Latino, lo Spagnuolo ed il Francese, essi seguono il loro corso, senza il minimo imbarazzo per me, nè per gli altri insegnanti, e molto presto possono avere un fondamento della bellissima lingua italiana, mentre studiano l’inglese.

Noi abbiamo con voi un gran debito di gratitudine, ed io non posso far altro che di mettere questo tributo ai piedi di un Maestro.

Se fosse mandata una copia all’Università di Rugby, Eton e Harrow, io credo che sarebbe prestamente conosciuta.

Con ogni buon augurio e coi miei migliori complimenti, io sono, Sig. Professore, il

vostro sempre grato

J. Harward de Rinzy.

dell'antica famiglia romana «Rienzi».

[p. 16 modifica]Ill.mo sig. Prof. Lysle,

Compiuto or ora il mio brevissimo corso d’Inglese sento il dovere di ringraziarla vivissimamente dell’opera sua, alla quale, molto più che al mio studio, debbo le conoscenze sufficienti acquistate in questa lingua.

Io ricorderò sempre con gratitudine quei convegni serali amichevoli ed operosi, nei quali il suo metodo semplice e razionale veniva formando in me l’abitudine del parlare e dello scrivere inglese. E con piacere le attesto che tra i vari metodi sperimentati non ne trovai alcuno che per rapidità e genialità fosse paragonabile al suo.

Mi conservi la sua amicizia carissima e mi creda

Devot.mo obbl.mo

Prof. Francesco Corninelli.


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Torino, 18 giugno 1904.


Al sig. Prof. Lysle,

Siamo ben felici di poter testimoniare dei notevoli risultati ottenuti nello studio delle lingue col metodo pratico Anglo-Americano del prof. Lysle. Con meno di un mese e mezzo di lezioni di Spagnuolo ci troviamo in grado di capire tale lingua, corrispondere e parlare con sufficiente esattezza.

Notevolissimi poi i risultati ottenuti nello studio della lingua inglese; i pochi mesi di lezione ci misero in grado di comprendere, parlare e corrispondere senza difficoltà. Conoscendo per prova quali difficoltà presentino i vecchi metodi di studio delle lingue, paragonandoli col nuovo metodo del professor Lysle, siamo in grado di comprendere tutto il valore di questo, che rappresenta un reale progresso in questo ramo d’insegnamento.

I nostri più sentiti ringraziamenti al prof. Lysle, del quale ricordiamo con rispettoso affetto la squisita cortesia e compitezza di insegnante.

Tenente d'artiglieria: Umberto Sesia.

» » Carlo Gloria.


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Torino, 20 giugno 1904.


Gentilissimo e carissimo Professore,

Ella sta per partire; ed è con vero rimpianto ch’io abbandono, dopo circa quattro mesi, le mie lezioni d’Inglese. Ella aveva saputo in questo poco tempo rendermi facile e gradito l’uso di quella lingua, in modo ch’io ora mi trovo in grado, quantunque avessi pochissimo tempo disponibile per occuparmi, di discorrere con persone parlanti correntemente l‘Inglese, e di scrivere qualche lettera.

Ed Ella, carissimo Professore, dev’essere ben contento di questo risultato, pensando ch’esso è in minima parte merito mio, ed in gran parte merito suo, che seppe rendermi col suo vivo ingegno, e col suo spirito acuto, accompagnati sempre dalla cortesia del perfetto gentiluomo, le sue lezioni veramente dilettevoli, ch’io rimpiango vivamente.

Questo ch’io compio è non soltanto un dovere, ma soddisfo ad un sentimento di riconoscenza sincera ch’io ho verso di Lei, che seppe rendermi amabile quella lingua dolce e melodiosa. Ed è appunto con questo sentimento ch’io mi allontano da Lei, sperando però di poter nel prossimo autunno ricominciare con un altro corso di lezioni per un’altra lingua.

Augurandole ora, carissimo Professore, buon viaggio nelle nordiche regioni, mi permetto di presentarle i miei più rispettosi ossequi.

Suo dev.mo allievo

Roberto Foà.

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Torino, 20 giugno 1904.


            Chiarissimo signor Prof. A. de R. Lysle,

I coniugi Bonelli si sentono in dovere di esternare alla S. V. chiarissima tutta la loro ammirazione e riconoscenza, perchè in un solo mese di insegnamento, la S. V. li mise in grado di comprendere e quasi parlare la bella lingua inglese, mercè il suo metodo accelerato razionale che ben a ragione si può proclamare: celebre ed insuperabile metodo Lysle.

Rinnovando i loro sentiti ringraziamenti, sono lieti potersi dire

Della S. V. chiarissima

obbligatissimi allievi
Luigi Giorgio Bonelli - Lina Bonelli.





Torino, 21 giugno 1904,


            Sig. Prof. A. de R. Lysle. — Torino.

      Egregio sig. Professore,

Nel forzato abbandono delle lezioni di lingua inglese, dalla S. V. impartitemi con tanto amore e sollecitudine durante tre mesi, mi è sommamente grato e doveroso ad un tempo, ringraziamela sentitamente, esternandole la mia più alta ammirazione pel metodo suo d’insegnamento, l‘unico, che nei miei studi delle lingue viventi, io abbia trovato veramente razionale e di pronto risultato.

Senza tema d’esserne smentito, oso affermare che niun altro mai potrà competere vittoriosamente col suo, riassumendo esso quanto v’ha di più pratico e di dilettevole nello studio delle lingue. Persuaso di far cosa onesta e giusta, lo raccomanderò a quanti saranno desiderosi di studiare le lingue, sia in Europa, come nelle Americhe, dove già è ampiamente diffuso, imponendosi esso ad ogni altro metodo fin qui escogitato.

Rinnovandole i miei più vivi e sentiti ringraziamenti, distintamente la saluto professandomi

suo devot.mo ed obbl.mo
Avv. A. Cussino.





Torino, 24 giugno 1904.


Preg. mo sig. Prof. A. de R. Lysle,

Per i progressi rapidamente fatti sotto la intelligente sua guida, in sì breve tempo ad onta della poca applicazione a cui mi costringeva l’indebolita mia vista, sento imperioso il desiderio di ringraziarla vivamente, manifestandole il mio entusiasmo e la mia ammirazione.

Io mi compiaccio, e mi meraviglio insieme, di aver potuto superare, senza accorgermene, le gravi difficoltà della lingua inglese, ritenuta così ardua alla maggior parte degli studiosi, di cui ho visto alcuni costretti a rinunziarvi, ed altri ad apprenderla dopo diversi anni di costante fatica mentale. Devo dunque la mia soddisfazione all‘eccellenza del suo «Metodo accelerato» veramente pratico, facile e dilettevole. Assai fortunata mi sentirò dunque sempre di averlo potuto anch’io seguire, avendo nello stesso tempo avuto l’onore di esserle stata allieva. Possa l’ottima semenza, che le opere del suo ingegno diffusero in così gran parte del mondo, nell’interesse delle nazioni e dei popoli, esserle feconda di alte gioie e di gloria imperitura.

Tale è l’augurio che le indirizza, con sincero cuore

l'obbl. ma sua allieva
Emilia Galateo.


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Torino, 16 febbraio 1903.


Egregio Prof. A. de R. Lysle,

Sul punto di terminare il corso di Lingua Tedesca, intrapreso sotto la sua sapiente direzione, mi sento in dovere di esternarle la mia piena soddisfazione e dirò anche la mia ammirazione per la bontà e semplicità del suo Metodo, che mi ha reso abbastanza facile lo studio di una lingua sotto ogni aspetto molto dissimile dalla Italiana e piena di difficoltà, quando la si voglia apprendere coi metodi soliti.

Ella nell’assicurarmi in principio del corso che in tre o quattro mesi, seguendo con un po’ di buona volontà e diligenza nello studio il suo Metodo, io avrei potuto comprendere, parlare e scrivere abbastanza bene in Tedesco, non ha esagerato affatto, ed ora lo riconosco col massimo piacere e pieno di riconoscenza per l’ottimo Maestro e per l’amico carissimo.

Aggradisca, egregio Professore, i miei più sentiti ringraziamenti ed una cordiale stretta di mano dal suo

Dev.mo

Dott. E. Jorio.


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Torino, 18 febbraio 1903.


Egregio sig. Professore,

Pur sapendo che questa mia ormai sarà per Lei, avvezza a continue dimostrazioni di ammirazione e di stima, come gocciola in mare, nullameno non posso non unirmi, sia pure con forze modeste, alla voce di plauso e di gratitudine che gl’innumeri suoi allievi hanno innalzato e continuamente innalzano.

Ed invero Ella, coll’abolire il lungo studio delle noiose regole grammaticali, proprie di tutti gli altri sistemi, e coll’insegnamento al sommo grado pratico e razionale delle lingue, ha meritato a buon diritto la riconoscenza della gioventù, poichè questa, con moderato e dilettevole lavoro, si vede in breve tempo portata a mirabili risultati ed è spinta da questi sulla via dello studio.

Ed io stesso, dopo poco più di trenta lezioni e pur essendo distratto da maggiore assiduità alle mie quotidiane occupazioni, mi trovo in grado di parlare e comprendere bene l’inglese, e di non trovarmi imbarazzato dinanzi a qualsiasi scritto.

Di questi insperati successi, io qui novellamente la ringrazio, pregandola di tenermi sempre nel novero dei suoi riconoscenti amici.

Suo obbligatissimo allievo

Serafino Maggia.


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Torino, 16 febbraio 1903.


Distint.mo ed Egregio sig. A. de R. Lysle,

Dichiaro col sentimento il più grato d’averla avuta per professore e di avere apprezzato i suoi ottimi e dotti insegnamenti.

La ringrazio vivamente per le benevoli e diligenti cure avute nell’insegnarmi la Lingua Tedesca ed Inglese col suo speciale e pratico Metodo, per cui non trovo quasi più difficoltà a comprenderle ed a parlarle.

Ad onor suo ottenni in tre mesi assai utili cognizioni delle due lingue, per cui la prego volermi annoverare fra le più riconoscenti allieve.

Di Lei obbligatissima

Orsolina Minola.

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Torino, 18 febbraio 1903.


Egregio sig. Professore,

Mi sento in dovere di esprimerle la mia profonda e sincera riconoscenza per le continue prove di attenzione che Ella mi prodiga continuamente durante le mie lezioni. Io sono felice di esser giunta in pochi mesi ad imparare la lingua tedesca, tanto più che le mie occupazioni numerose non mi permettono di studiare e di applicarmi come lo desidererei. Valgano queste poche parole ad incoraggiare molte altre Signorine allo studio delle lingue straniere sotto il di Lei paziente insegnamento, ed io sarò felice se in questo modo potrò attestarle la mia riconoscenza ed amicizia.

Mi creda, caro sig. Professore, di Lei

Dev.ma ed aff.ma allieva

Maria Sola.


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Torino, 20 febbraio 1903.


Stimat.mo Sig. Professore A. de R. Lysle,

Mi dichiaro completamente soddisfatto dell’esito che ottenni applicando allo studio della lingua inglese il metodo razionale escogitato dalla S. V. e, posso con conoscenza di causa dichiarare che nell’insegnamento delle lingue tale sistema è il migliore, come quello che è fondato su criteri dedotti dall’osservazione della natura umana, ed informato a principi essenzialmente pratici e veramente scientifici.

Mi preme ancora dichiarare che lo studio della lingua inglese mi fu reso piacevole ed interessante dalle qualità personali della S. V., epperò alla bontà e praticità del metodo non solo, ma anche alla leale e cortese affabilità del gentiluomo unita all’intelligenza ed alla lunga esperienza del benemerito insegnante, io debbo, se dopo un corso completo di lezioni, posso leggere, scrivere e parlare con sufficiente correttezza la lingua inglese.

Se questa mia dichiarazione potrà indurre qualche studioso a seguire il «metodo razionale» di V. S., sarò ben lieto d’aver contribuito alla diffusione di un sistema d’insegnamento che è, a parer mio, il migliore fra quanti si conoscano, e sarà pure quella per me la migliore ricompensa che avrò potuto procurare alle intelligenti cure della S. V. Ill. ma.

Voglia pertanto accogliere i più sinceri ringraziamenti, e conservare sempre la propria stima al

Suo dev.mo allievo

Avv. Edoardo Sesia.


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Torino, 21 febbraio 1903.


Egregio Sig. Professore,

È con vera soddisfazione che colgo l’occasione che favorevolmente mi si presenta per porgerle i più vivi ringraziamenti per la cura e l’interessamento col quale Ella mi impartisce le sue lezioni di lingua francese.

Il progresso che ne ritraggo è evidentissimo e dovuto in massima parte al di Lei insuperabile Metodo che risparmia all’allieva una gran parte di fatica, rendendo utile e proficuo tutto il lavoro.

In un tempo sì breve, che mai l’osai sperare, riuscii a rendermi padrona di una lingua che sempre mi era parsa irta di difficoltà insuperabili, e per ciò mi trovo in dovere di tributanele i più sentiti ringraziamenti essendo questo merito speciale Suo e del di Lei pregiato Metodo.

Mi creda di Lei

Dev.ma allieva

Ada Angela Dusnasi.

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Torino, 19 giugno 1903.


Egregio Sig. Professore,

Sono ben lieto di poterle testificare tutta la mia soddisfazione per l’esito davvero insperato, da me ottenuto nello studio della lingua Tedesca, studio fatto sotto la sua amorevole e sapiente direzione per soli tre mesi.

Io posso in tutta coscienza esclamare: «il maestro è buono, buonissimo il metodo ed ottimo il profitto!»

Ed invero in così breve tempo io, che non conoscevo neanche una parola di tale lingua, ho imparato tanto da poter comprendere a sufficienza quello che mi dicono i Tedeschi e da farmi egualmente bene comprendere da loro: e ciò senza bisogno di alcuna grammatica, solo seguendo ciecamente il suo metodo eminentemente razionale.

Talchè od onorevole professore, io mi stimo molto fortunato di aver fatta la sua preziosa conoscenza, che auguro a tutti quelli che, ignari degli idiomi stranieri, ne volessero intraprendere lo studio.

Accolga, egregio Professore, i sensi della mia gratitudine ed aggradisca il mio desiderio di averla di nuovo a Maestro questo prossimo inverno nello studio che io intraprenderò delle lingue Inglese e Francese.

Devotissimo ed affezionatissimo

Dott. L. Sabbione.


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Torino, 15 novembre 1903.


Dichiaro d’esser riuscito col «Metodo» del prof. A. de R. Lysle a parlare ed a intendere benissimo la lingua tedesca in meno di tre mesi, mentre avendola studiata prima circa due anni non ero ancora in grado di comprendere e di esprimermi in detta lingua, anche riguardo alla fraseologia più comune. Avendo perciò riconosciuto per esperienza l’eccellenza di questo «Metodo», mi dedico ora sotto la guida del prof, de Lysle allo studio dell’Inglese e dello Spagnuolo.

Per debito di riconoscenza e di gratitudine debbo inoltre far noto l’amore e le cure assidue colle quali il prof, de Lysle mi impartì sempre le sue lezioni, e come egli mi abbia consigliato ed aiutato come un padre in momenti dolorosi e tristi della mìa vita.

Carlo Perotti.


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Torino, 1 febbraio 1902.


Egregio sig. Prof. A. de R. Lysle,

Rileggendo i numerosi certificati, che degnamente occupano le prime pagine del di Lei eccellentissimo «Metodo Accelerato», non posso a meno di rivolgermi un rimprovero; io che, quando in ottobre per la prima volta esaminavo il suddetto volume, ne mettevo in dubbio la loro veracità. Non ostante però, desideroso di imparare la lingua tedesca, mi accinsi all’opera sotto la di Lei direzione, e subito dopo le prime lezioni mi accorsi che ero caduto in ben grande errore, sì che oggi mi sento in dovere di esternarle tutta la mia ammirazione per detto Metodo, il quale racchiude in sè i pregi della massima semplicità e facilità di studio, uniti a quello non indifferente, del breve tempo in cui si raggiunge lo scopo. Infatti, sebbene settimanalmente possa dedicare allo studio ben poche ore, dopo quattro mesi mi sento in grado di poter leggere, scrivere e tradurre assai facilmente e più ancora, presentato ad alcuni signori tedeschi, ebbi l’alta soddisfazione di poter seco conversare nel loro idioma, meravigliando essi pure [p. 21 modifica]della facilità da me acquistata in sì breve tempo; facilità che, non v’ha dubbio, devesi unicamente attribuire all’eccellente «Metodo», unito alla dotta, affabile, paziente ed utilissima di Lei direzione.

Fiducioso di poter ultimare sotto le sue affettuose cure lo studio del Tedesco, per intraprendere nella ventura stagione invernale quello dell’Inglese e dello Spagnuolo, mi permetta, egregio Professore, di esternarle tutta la mia riconoscenza, orgoglioso di potermi annoverare fra i di Lei numerosissimi allievi.

Di Lei affezionatissimo allievo

Marchetti Vittorio

Via San Quintino, n. 20.


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Torino, 5 febbraio 1902.


Stimatissimo Sig. Professore,

Impossibilitato dalla grande occupazione, che non mi lascia più alcun tempo, sono spiacentissimo di non poter continuare i corsi di studio, che con tanto piacere avevo intrapreso presso la S. V. Ill.ma.

Nei pochi mesi ch’io ebbi l’onore di essere di Lei allievo, malgrado le numerose forzate assenze, ho potuto apprezzare tutto il valore e la bontà del di Lei metodo d’insegnamento e trarne un notevole profitto.

Soddisfattissimo quindi dell’esito ottenuto, continuerò, per quanto me lo concederà il tempo, lo studio intrapreso, sicuro in una buona riuscita e non mancherò, in ogni caso, di essere nella ventura stagione nuovamente da Lei, per nuovi corsi di Lingue o di perfezionamento.

Le presento intanto, stimatissimo Signor Professore, i miei più vivissimi ringraziamenti per la squisita cortesia sempre addimostratami e per la quale glie ne sono ben riconoscente.

Riservandomi di passare un momento da Lei, per salutarla, colla massima stima la riverisco.

Di Lei Dev.mo

Assandri.


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Torino, 30 aprile 1902.


Ill.mo Sig. Professore A. de R. Lysle,

Al termine delle preziose lezioni di lingua Inglese ch’Ella da quattro mesi con tanto amore e senno mi ha impartite, Le rivolgo, con vero sentimento di riconoscenza, i miei sentiti ringraziamenti, attestandole che il frutto ricavato in sì breve periodo di tempo ha di molto superato la mia aspettazione.

Con orgoglio io posso coscienziosamente affermare che mi trovo in grado, grazie al di Lei incomparabile metodo, di potermi fare intendere non solo nella conversazione inglese ma bensì nello scrivere. Tale risultato io ottenni, sebbene le mie ordinarie occupazioni di impiegato non mi abbiano permesso di dedicare allo studio dell’inglese che un piccolissimo tempo.

Tanto ho l’onore di asserirle in omaggio alla verità.

Si abbia intanto, illustre Signor Professore, i miei rispettosi saluti e voglia credermi, per sempre,

di Lei aff.mo e riconoscente allievo

Geom. Pellissier

Via Consolata, n. 12.

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Torino, 9 maggio 1902.


Nella necessità, per quasi improvvisa partenza, di imparare in breve tempo quanto mi era possibile della lingua inglese, ricorsi all’ill.mo Sig. Prof. A. de R. Lysle, e ad onor del vero tengo a dichiarare che con 25 lezioni da quegli con immensa cura impartitemi secondo il suo metodo pratico, mi sento in grado di comprendere in inglese e farmi comprendere nelle questioni che più usualmente occorrono.

Costretto ora per partenza di troncare il corso che, certo di trarne maggiori vantaggi, tanto volentieri avrei seguitato, presento al chiarissimo Prof. A. de R. Lysle i miei più sentiti ringraziamenti uniti ai sensi di profonda riconoscenza.

Ing. S. Girelli.


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Torino, 24 ottobre 1902.


Egregio Sig. Professore,

Mancherei ad un atto di gratitudine e riconoscenza se non attestassi gli innumerevoli pregi del suo Metodo accelerato razionale per apprendere le lingue straniere. Infatti in sole 12 lezioni prese da lei e studiando a casa, mi son messo in grado di parlare e scrivere correttamente il francese, mentre prima non ne sapeva una parola.

Ringraziandola vivamente della premura e pazienza usatami, riceva i miei ossequiosi saluti.

Obbl.mo

Epis Attilio

Ristorante Dilej (Torino, Portici di Po).


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Torino, 7 novembre 1902.


Pregiatissimo Signore,

Con mio sommo rammarico sono costretto per ora a rinviare la continuazione delle lezioni di inglese.

Ringraziandola intanto delle proficue lezioni da lei impartitemi che mi hanno fatto fare in un solo mese progressi inaspettati, la saluto distintamente.

Di Lei Dev.mo

Ing. Carlo Caprilia.


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Torino, 21 marzo 1904.


Egregio sig. Prof. A. de R. Lysle,

Quando io lessi nelle sua grammatica i certificati che seguono la prefazione, non ero in grado di comprendere da quali sentimenti fossero mossi tutti quei signori che si indirizzavano a Lei. Ora che ho avuto la fortuna di conoscerla, capisco facilmente perchè i suoi allievi si rivolgono a Lei con tanto affetto e con tanta riconoscenza. Io incominciai a studiare l’inglese affidandomi alla sua direzione, pienamente fiducioso nella bontà del suo Metodo, ma incerto insieme sulla possibilità di giungere a risultati sufficientemente buoni in meno di sei mesi. Ella seppe provare luminosamente il mio errore. Prima di conoscerla io non conoscevo una parola d’inglese. Or fan quattro mesi dacchè io lo studio; già un mese fa io ero in grado di leggere abbastanza correntemente, di comprendere [p. 23 modifica]gli altri e di farmi comprendere; ora studio ancora e con piacere infinito per addestrarmi a gustare i classici. Presentato ad alcuni signori Inglesi ed Americani ho avuto la dolce soddisfazione di poter conversare con essi; e questo è, io credo, il miglior elogio del mio maestro. So ch’Ella, umile quanto intelligente, modesto quanto laborioso, rifugge dagli elogi, ama la franchezza, è orgoglioso dei suoi allievi, ed aspira soltanto ad un poco d’affetto. Questo suo desiderio sarà, per me soddisfatto, perchè attraverso le vicissitudini dell’esistenza, io serberò sempre un ricordo gradito, un desiderio affettuoso di Lei, egregio signore, che apri alla mente mia desiosa un campo nuovo e fecondo di studi e di lavoro.

Gradisca mio signore, i sensi della mia alta stima e della mia più viva e più sincera riconoscenza.

Di Lei, Egregio Signore, devotissimo

Levi Guido, via Po, 10.


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Torino, li 13 Aprile 1901.


Stimatissimo sig. Prof. A. de R. Lysle,

Mi trovo in dovere d’avvertirla che, dovendo io mettermi a studiare la contabilità commerciale, sono nell’impossibilità di continuare a studiare il tedesco.

Mi spiace di dover lasciare tale studio essendo già a buon punto e, avendo avuto un buonissimo esito nello studiare la lingua francese col di Lei Metodo unico e pratico, che in quattro mesi dì studio, e con ben pochi momenti al giorno di applicazione mia privata, mi portò al grado di poter parlare, leggere e scrivere in modo abbastanza corretto.

Con tutta stima la riverisco e mi creda il suo affezionatissimo allievo

Gervino Lorenzo.


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Torino, 19 Aprile 1901.


Egregio sig. Prof. A. de R. Lysle,

Il meno che io possa dire del suo «Metodo Razionale» è che ne sono entusiasta, sia pei risultati ottenutine studiando l’inglese ed il tedesco, sia per le lusinghiere soddisfazioni ricavatene studiando il francese.

Questo «Metodo» non sarà mai raccomandato abbastanza agli studiosi di lingue straniere.

Abbia, egregio professore, l’attestazione della perfetta stima del di Lei allievo

Ferdinando Cattò.


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Torino, 23 Aprile 1901.


Sig. A. de R. Lysle,

Voglio attestare colla presente, che dopo sei mesi di studio con il suo Metodo Accelerato mi è riuscito d’imparare a leggere, scrivere e conversare in tedesco e in francese, ed a sapere un po’ d’ inglese; e le sono molto riconoscente per la buona volontà che Ella ha adoperata nell’insegnarmi dette lingue.

Non mancherò di venire, sino alla mia partenza per la Germania, da Lei, per poter così far buona figura all’estero.

Tanti saluti dal di Lei obbligatissimo scolaro

Pietro Tromben.

[p. 24 modifica]

Torino, 29 Aprile 1901.


Egregio Sig. Prof. A. de R. Lysle,

Mi sento in dovere di far ammenda onorevole, e la faccio col massimo piacere.

Ella ricorderà certo che io accolsi con molta incredulità la sua assicurazione che era possibile imparare una lingua in ispazio relativamente breve di tempo. Ciò mi pareva proprio impossibile, specialmente per la lingua tedesca, per lo studio della quale molti miei amici dedicarono anni ed anni.

Ebbene, sono lieto di dichiararle che col suo eccellente Metodo, che Ella, Sig. Professore, applica con intelligenza ed amore non comune, io giunsi in pochi mesi ad un risultato superiore alla mia aspettativa, cioè a tradurre bene una lettera tedesca ed a farmi capire discretamente. E ciò malgrado che, per cause diverse, io fossi distolto da quella diligenza ed assiduità che mi ero proposto quando intrapresi sotto la sua amorevole direzione lo studio della lingua tedesca.

Sono perciò lieto di professarle la mia viva ammirazione ed i tmiei ringraziamenti, e di additare il suo Metodo come il migliore a quegli studiosi che vogliono, senza spreco di tempo, intraprendere lo studio delle lingue estere.

Mi creda, Egregio sig. Professore, suo riconoscente ed affezionatissimo

G. Savoretti.


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Torino, 31 Maggio 1901.


Egregio Sig. Professore,

. . . . . . . Nella speranza di poter riprendere le lezioni nel prossimo autunno, le porgo, egregio sig. Professore, i più sentiti ringraziamenti per quanto ho imparato negli scorsi mesi coll’eccellente suo Metodo.

Accolga, sig. Professore, i migliori saluti dal suo devotissimo allievo

Tenente Musso.


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Torino, 6 Luglio 1901.


Egregio Prof. A. de R. Lysle,

Ho incominciato a frequentare la sua scuola per semplice curiosità, desideroso di conoscere il suo sistema per imparare lingue straniere, ed ho continuato, perchè convinto dell’eccellenza e praticità del suo metodo.

Avevo bisogno di studiare lo Spagnuolo, ed in tre soli mesi di studio l’esito ha sorpassato le mie speranze; ora mi trovo in grado di parlare e corrispondere in detta lingua correttamente.

Voglia gradire, Egregio Professore, i miei più rispettosi saluti.

Camillo Imoda.


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Torino, 5 Ottobre 1901.


Egregio Signore ed Amico,

. . . . . . . Coll’occasione mi è assai gradito ripeterle l’espressione dei sentimenti di soddisfazione pei risultati positivi e rapidi che ottenni nei tre mesi ch’ebbi il piacere di frequentare il di Lei corso.

Accetti coi miei ringraziamenti l’assicurazione della più distinta stima e di cordiale amicizia.

Suo Devotissimo

D. Meregaglia.

[p. 25 modifica]

Torino, 19 Novembre 1900.


Egregio Sig. Professore,

Per quanto Ella sia abituata a ricevere dai suoi allievi, in fine del corso, lusinghieri certificati per gli ottimi successi che ottengono gli studiosi delle lingue mercè il suo pregiato metodo, pur tuttavia mi faccio lecito d’indirizzarle queste poche linee, perchè ho provato un vero bisogno di espansività e riconoscenza, direi, nello stesso tempo.

Difatti io non conoscevo l’inglese, prima d’intraprenderne il suo studio, se non che per una difficoltà insopportabile di pronuncia, uno scoglio pericoloso per la fragile nave della volontà, un affaraccio da tenersi lontano, quasi fosse temibile epidemia. Ecco i foschi colori che adoperavamo noi tutti amici la sera stando in caffè, per intonare una tavolozza che dipingeva l’inglese Dio sa come!

Fui però fortunato d’incontrare Lei che ha sfatato questo ingiusto apprezzamento, ed in qual maniera!

Ella è amorevole insegnante, è persuaso della razionalità del suo metodo che insegna colla pratica, e sotto le di Lei cure bisogna riuscire.

E’ vero, io ho studiato, ma Ella mi ha incoraggiato, mi ha fatto progredire di maniera che non me ne sono accorto, e che dovrei esserle riconoscente se ora, dopo appena quasi tre mesi di applicazione, comprendo quasi tutto quanto mi si dice e mi spiego benino!

Cortesemente Ella mi mise in rapporto con chi rimpatriava dal Transwal: questi io compresi, e da questi mi feci comprendere discretamente; quale dunque migliore riuscita potevo aspettarmi?

Egregio Sig. Professore, ritenga per sincerissimi i miei vivi ringraziamenti e gli auguri di buona fortuna, la quale non Le mancherà, essendo il suo metodo eccellentissimo, e mi creda ormai ben persuaso che ritengo cosa ridicola per un Italiano, raccomandato alle sue cure, di aver paura della mondiale ed utilissima lingua Inglese.

Con perfetta osservanza mi sottoscrivo

D.mo allievo

Temistocle Chiriotti.


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Egregio Sig. Prof. Lysle,

I miei interessi privati m’impediscono, per l’assoluta mancanza di tempo, di frequentare la scuola dalla quale ritrassi in brevissimo tempo un profitto insperato, che attribuisco unicamente al suo metodo razionale e pratico ed alla diligente e paziente sua opera.

Non appena i miei interessi privati me lo permetteranno, non mancherò di rifrequentare la sua scuola, che credo unica nel genere.

Intanto ringrazio di tutto cuore Lei ed il suo gentile assistente per quanto hanno fatto per me.

Coll’occasione auguro ad entrambi buone feste natalizie.

Rispettosi saluti.

Suo Dev.mo

Raimondo Murgia

Ufficiale di scrittura nella Brig. Ferrov. del Genio.


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Ill.mo Sig. Professore,

I sottoscritti trovandosi, sotto ogni rapporto, pienamente soddisfatti del grande profitto ottenuto dopo pochissimo tempo di studio delle diverse lingue, desiderano rendere pubblica testimonianza di riconoscenza alle di Lei squisite premure ed attenzioni. [p. 26 modifica]Infatti, dopo le poche lezioni che ha impartito col suo specialissimo e sopratutto pratico metodo, che elimina ogni confusione portata dalle numerose regole grammaticali, ci siamo perfettamente persuasi che nel tempo prefisso di tre mesi saremo perfettamente in grado di capire e parlare la lingua che desideriamo imparare, risultato questo che mai più si credea di conseguire, viste le prove negative che dànno i vecchi ed errati metodi d’insegnamento.

Nessuno perciò deve lasciarsi intimorire da esagerate paure di difficoltà insuperabili, poichè tutto viene facilitato grazie alle sue preziose e diligenti cure, e vista la grande utilità che porta la conoscenza delle lingue inglese, tedesca e francese, è una vera fortuna, lo diciamo francamente, l’incontrare un professore che, come Lei, sa in breve tempo portare l’allievo alla perfetta conoscenza di una lingua, esercitandolo nello stesso tempo ad una perfetta pronuncia, cosa questa ben difficile ad ottenersi con qualsiasi altro metodo.

Ringraziandola ancora vivamente, ci creda, Egregio Sig. Professore, colla massima stima e riconoscenza, suoi


Obbligatissimi allievi:
Chiriotti Temistocle, via Saluzzo, 59.
Giovanni Mezzacasa, Via Massena, 50.
Victor Basso, Biella, Camandona, 19.
Goffi Eugenio, Via Genova, 21
Rag. Arturo Dusnasi, Via Barbaroux, 38.
Oreste Squillarlo, Via Orfane, 28.
Gervino Lorenzo, Via S. Massimo, 1.
Deagostini Agostino, Via Bellezia, 5.
Dott. Rivalta Pompeo, Via Madama Cristina, 64, p. I.
Barbero Lorenzo, Caporale Ia Comp. Sanità Militare.


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Nota bibliografica inserita nella «Gazzetta del Popolo » di Torino.


Un metodo rapido per imparare le lingue straniere. — Infinito è il numero delle grammatiche per imparare le lingue straniere, ma quasi tutte non raggiungono lo scopo che ordinariamente si prefigge chi studia una lingua estera, quello cioè di poterla parlare e di capire ciò che dice uno straniero.

Per qual motivo? Perchè dopo aver studiato per diversi anni e imparato a memoria le regole grammaticali d’una lingua, non si è capaci di scrivere una lettera, nè d’intavolare una conversazione con uno straniero senza inciampare ad ogni frase in uno sproposito? E’ semplicemente sbagliato il metodo.

Il prof. Lysle ha capito tutto questo, ed il suo Metodo rapido razionale per imparare l’inglese, di cui si è ora pubblicata la decima edizione in un bel volume dagli editori Renzo Streglio e C.,è veramente il metodo che chiameremo classico, se per classico intendiamo un metodo che raggiunge lo scopo.

Il metodo rapido Lysle mette in brevissimo tempo l’allievo in possesso di una grande quantità di vocaboli e di frasi, e come il fanciullo impara a parlare prima di conoscere cosa sia grammatica, l’allievo rapidamente e gradatamente coordina quei vocaboli e quelle frasi secondo certe regole, ne impara il senso e l’uso.

La bontà del metodo Lysle è provata dalle numerose edizioni che ebbero le sue grammatiche e dal fatto che per questa inglese siamo già alla decima.

Quest’ultima edizione è stata diligentemente riveduta ed ampliata del doppio. Aggiungiamo anche che col metodo Lysle chiunque può imparare l’inglese senza la guida del professore.

In una parola, il prof. Lysle ha cercato di vincere in questa nuova edizione tutte le difficoltà che può presentare lo studio dell’inglese, e non siamo lontani dall’affermare che, sia dal lato della forma come della sostanza, il lavoro è riuscito perfetto. [p. 27 modifica]Per imparare le lingue straniere. — (I metodi Lysle). — Da qualche tempo io leggevo nella piccola posta di un diffusissimo giornale settimanale milanese — La Domenica del Corriere — un ripetuto consiglio che richiamava sempre più la mia attenzione. Ai molti lettori che si rivolgevano alla Redazione per chiedere l’indicazione di un buon metodo per lo studio delle lingue straniere, il suddetto giornale rispondeva instancabilmente col suggerire come ottimo il metodo introdotto dal prof. A. de R. Lysle.

Per ottenere il costante favore di un giornale serio ed autorevole, come la simpatica Domenica, occorreva in vero che i libri del lodato professore dovessero possedere effettivamente qualità preziose di didattica e sovratutto di pratica. Questa doveva essere anzi la qualità eminente del metodo, se esso intendeva rispondere degnamente alle promesse del titolo «Metodo Razionale Accelerato per imparare a leggere, parlare e scrivere qualsiasi lingua nel breve periodo di tre mesi».

In lingua italiana esistono, a dir vero, soltanto i libri pel tedesco, il francese, l’inglese e lo spagnuolo; ma va notato che il prof. Lysle, inglese, ne ha pubblicati altri per le altre lingue, avendo iniziato egli stesso, di persona, la presentazione del metodo, insegnando a Parigi, Londra, Madrid, Nuova York e a Messico. Attualmente egli si trova a Torino, città che egli predilige, e nella quale trova ogni anno una numerosissima scolaresca formata da tutti i ceti della cittadinanza.

Stimolato da questa speciale circostanza — di poter cioè seguire il metodo sotto la direzione personale del valente professore — io risolsi di sperimentare la reale bontà dello speciale insegnamento, scegliendo quella fra le lingue straniere che presenta per gli italiani le maggiori difficoltà: la tedesca.

Ora è passato un tempo sufficiente a darmi ragion di discorrerne, senza che qualcuno mi possa accusare di prevenzione o di poca conoscenza del metodo suddetto. Io non esito affermare ch’esso è eccellente e, consigliandolo a quei lettori che speciali circostanze spingessero allo studio di qualche lingua straniera, io non dubito di assicurar loro un esito soddisfacentissimo, e in breve periodo di tempo. Nè creda taluno, a questo proposito, che i tre mesi annunciati sulle copertine del libro siano astuzia d’insegnante, che ami invogliare i lettori allo studio del suo metodo. No, il periodo fissato corrisponde realmente alla verità e, attestazioni numerose di allievi riconoscenti dànno certo affidamento che qualsiasi persona, anche mediocremente istruita, purchè si dedichi attivamente ed esclusivamente, per poche ore al giorno, riesce, anche senza il sussidio del maestro, ad apprendere una lingua in tre mesi. E molti di coloro, che urgenza di occupazioni o necessità di commerci chiamava all’estero, hanno potuto in quel breve tempo mettersi al corrente della lingua straniera, tanto da poterla parlare e scrivere più che discretamente.

Or quale è il secreto di questo metodo che, meritatamente trova gran favore fra il pubblico italiano e quello delle altre nazioni, sì da aver raggiunto in breve tempo numerose edizioni?

Lo spiega assai bene l’autore medesimo nella sua prefazione del 1894. Avvertito che uno dei maggior ostacoli, che si frappongono allo studio attraente delle lingue, è la necessità scolastica della grammatica, — necessità lunga e noiosa che dissuade specialmente chi d’una lingua vorrebbe sperimentar subito l’efficacia pratica — egli fa acutamente notare l’errore diffusissimo che «sia impossibile parlare o scrivere senza saperne prima a memoria tutte le regole grammaticali».

Una prova a questo proposito vien subito alla mente. Quale dei nostri licenziati liceali sarebbe capace, dopo lo studio quinquennale della lingua greca, di esprimersi, anche nelle frasi più semplici, col classico idioma di Omero? E l’esempio si potrebbe anche portar più in alto, facendolo risalire ai laureati in lettere. Che, se taluno volesse obiettarmi la caratteristica di lingua morta per il greco e pel latino, io gli ricorderei ancora la prova disgraziata che dànno gli [p. 28 modifica]allievi dei nostri Ginnasii e delle nostre Scuole Tecniche quando vogliono esprimersi nella vivace lingua della nazione sorella. E allora dove si va a cacciare la pratica? Il Lysle rivela molto bene due fatti della vita comune, che provano la necessità di subordinare lo studio della grammatica a quello che chiamerò della conoscenza elementare della lingua. «Il bambino — sono sue parole — prima ancora di saper leggere e scrivere, sa benissimo intendere e farsi intendere nella lingua materna, e anche in altra lingua, qualora abbia la ventura di trovarsi in paese straniero. Così pure — continua Lysle — gli emigranti che si recano all’estero in cerca di lavoro, se ne ritornano talora, dopo breve tempo, parlando correntemente la lingua della nazione dove hanno soggiornato».

Da queste constatazioni elementari trae origine il suo metodo profondamente logico, e nel medesimo tempo facilissimo. Per questo egli premette allo studio della grammatica un esercizio mnemonico-dialogico, atto a far apprendere contemporaneamente un gran numero di frasi della vita comune. Passando allo studio della grammatica l’allievo trova gradatamente spianata la via, ricorrendogli alla mente continui esempi pratici e penetrando con molta facilità nell’intima struttura della sintassi.

Questo in succinto è il principio cardinale che informa il metodo del Lysle, ed io sono profondamente convinto della grande utilità che può derivare a tutti gli studiosi delle lingue straniere. Questi, — siano essi aspiranti ad una pronta sperimentazione pratica o desiderosi di una cultura puramente letteraria — troveranno entrambi la massima utilità, dei primi è superfluo il dimostrarla, dopo quanto si è detto; ai secondi questo metodo spianerà e agevolerà notevolmente lo studio letterario, ponendoli in grado di valersi delle grammatiche tedesche — chè le italiane, senza far torto ad alcuno, sono manchevoli a questo riguardo — non dimenticando l’utilità pratica che sarà sempre di grande sussidio all’ammiratore delle letterature straniere.


Un allievo Torinese.


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Turin, Oct 30th 1902.


My dear Mr. Lysle.

Excuse me if I did not answer you sooner; I was obliged to keep to my bed on account of a cold, I caught. I will reccomand all my friends to go and see you, if they intend to learn English or German in a very short time, for your method is the very rational one, as I can assure to them after my experience in the last years.

Hoping to call on you very soon, I remain


Yours affectionately

Cap. Maccaferri.


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Torino, 18 Maggio 1905.


Eg. Sig. Prof. A. de R. Lysle,

Non Le nascondo che, allorquando dovevo accingermi allo studio della lingua tedesca, credevo impossibile di poter in breve raccogliere buoni risultati, come attestati di tanti altri allievi lo confermano: ora invece, dopo pochi mesi mi trovo, con mia sorpresa, in grado di comprendere abbastanza questa lingua, e di poterla scrivere e parlare, e ciò in grazia del Suo buonissimo metodo pratico-accelerato e delle Sue preziose cure nell’insegnamento. Io la ringrazio calorosamente, e mentre le affermo che non mancherò di suggerire sempre il suo metodo. La prego accogliere tutta la mia riconoscenza e devozione.


Dev.ma

Lidia Capietti.

[p. 29 modifica]Monsieur A. de R. Lysle,

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Mes fils iront un de ces jours vous bien remercier pour tous vos bons soins et moi-même, je tiens à vous exprimer ma reconnaissance pour les peines que vous vous êtes donné et pour l’exellent resultai obtenu.

Agréez mes meilleurs salutations.


M.me la Baronne de B.

Turin, Septembre 1903.


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Ghemme (Novara), li 18 novembre 1903.


Sig. Prof. A. de R. Lysle,

È con sommo mio piacere che le indirizzo la presente. È da 15 giorni che studio la lingua Inglese servendomi del di Lei Metodo, e lo trovo fra i migliori che insegnano le lingue. Non è la sola lingua che conosco, parlo e scrivo il Tedesco ed il Francese, ma dette lingue mi costarono più fatica e tempo per impararle perchè in quei metodi antichi l’insegnamento era troppo confuso.

Le asssicuro, egregio signor Professore, che per fine d’anno saprò ben trarne profitto dal sullodato di Lei Metodo accelerato.

Gradisca, ecc.

Devotissimo

Giuseppe Roncati

Inventore e Costruttore, ecc.


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Cavour, 18 novembre 1903.


Egregio Professore,

Trovandomi nella necessità d’imparare in breve tempo quanto più potrò della lingua Inglese, ed essendomi stato vantato il suo Metodo prego a volermi inviare il trattato «Metodo Unico Accelerato per imparare l’Inglese in tre mesi», od indicarmi l’editore presso cui potrò commissionarlo.

Con stima


Devotissimo

Dott. Montrucchio Giovanni.


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Asti, 2 Febbraio 1903.


Egregio Professore,

Presto tornerò a ripigliare lo studio del Tedesco che mi piace sinceramente, specie sotto la sua eccellente e simpatica direzione, e voglio che i miei progressi siano prova dell’utilità del suo magnifico metodo che anche qui fu ammirato da tutti gli intenditori a cui l’ho decantato.

Arrivederci dunque presto, egregio Professore: si abbia i miei affettuosi saluti uniti all’assicurazione della mia profonda stima.


Niccolò Gallo.

[p. 30 modifica]

Collegno, 27 Aprile 1902.


Stimatissimo Sig. Professore,

Oggi, ritornando a casa, trovai la lettera che fissa per domani la mia partenza per la Germania; mi faccio quindi un dovere di darne a Lei l’annunzio onde possa usufruire dell’ora destinata per la mia solita lezione.

Colgo inoltre l’occasione per ringraziarla profondamente delle cure prodigatemi durante il breve tempo in cui potei pregiarmi delle di Lei dotte lezioni, che spero presto di poter rispondere.

Aggradisca, stimato Professore, i miei rispettosi e sinceri ringraziamenti ed un saluto di vero cuore.

Di Lei dev.mo

Ing. G. Andreani


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Milano, 25 Marzo 1891.


Sono quasi tre mesi che prendo lezioni di lingua inglese dal Sig. prof. A. de R. Lysle, regolarmente tre volte alla settimana, dedicando, extra lezione, per studiare, poco più di un’ora al giorno.

Malgrado la mia poca applicazione, in questo brevissimo tempo ho fatto rapidissimi progressi e già mi trovo in grado di dir qualche frase, di scrivere qualche biglietto, e quel che più mi soddisfa, di cominciare a comprendere il discorso altrui, la cosa più difficile e nello stesso tempo più importante.

Tali risultati, che d’altra parte mi aveva già assicurati l’egregio sig. Professore, son dovuti indubitatamente al metodo razionale americano dal medesimo adottato nonchè dal suo affabile e paziente modo d’insegnare.

Ciò posso attestare a termine di verità, e convinto ora che nessun altro sistema d’insegnamento sia più celere e meno faticoso e noioso di questo.

In fede

Cap. I. E. Lodetti.


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Milano, 25 Marzo 1891.


Ho incominciato sei settimane fa a prendere lezioni di Lingua Inglese dal Sig. A. de R. Lysle e mi dichiaro soddisfatissimo dell’esito avuto.

Sia per la cura veramente amorevole colla quale il professore insegna, sia per il facile metodo razionale pazientemente seguito, io ho potuto conseguire in poco tempo ciò che alcuni dicono impossibile. Voglio dire che capisco quasi tutto quello che dice il professore; che traduco, se non bene, più che mediocremente e che mi arrischio a far domande, delle quali una gran parte sono fortunate.

Mosca Raimondo.


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Milano, 11 Maggio, 1891.


Ho incominciato nella seconda quindicina di Febbraio a prendere lezioni di lingua Inglese dal Sig. A. de R. Lysle e mi dichiaro più che soddisfatto dell’esito ottenuto.

Con quattro lezioni la settimana e con lo studiare un’ora al più ogni giorno, ho imparato tanto da poter leggere, scrivere e conversare non soltanto col professore, ma anche con altre persone. Questo risultato lo devo al sistema razionale introdotto pel primo in Italia dal Sig. Roever-Lysle ed alla cura amorevole [p. 31 modifica]colla quale egli insegna. Non tralascierò dal dire che, per avere tanto imparato ho dovuto fare ciò che il professore mi consigliava. Ma il fine giustifica i mezzi e adesso sono pienamente persuaso dell’utilità di tal metodo.

Alcuni miei amici, ai quali ne avevo tenuto parola e che dubitavano della rapidità dei progressi che si possono fare, ora, che le prove sono palpabili, hanno dovuto affermare essere questo sistema una importantissima invenzione.

Raimondo Mosca.


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Licata, 24 ottobre 1902.


Ill.mo Sig. Prof, de R. Lysle,

Un senso di verace affetto e di gratitudine, m’invoglia a manifestarle quello che io sento per lei, per la grande gioia e soddisfazione che prova il mio cuore nell’avere imparato in pochi mesi, studiando nel suo eccellente ed unico metodo, tanto d’inglese bastante per scriverlo e parlarlo bene. A lei debbo questo tributo d’affetto e di riconoscenza, poichè lei m’ha infuso nella mente pensieri arditi e forti e mi ha fornito d’una dose di straordinario coraggio per intraprendere una buona e lunga emigrazione.

Ora, siccome son franco della materia, son deciso di andare in America onde preparare terreni a vigneti e a frutteti stante un buono studio fatto nelle diverse scuole d’agraria.

Della S. S. Ill.ma umil.mo alunno

Demarco Gaspare di Angelo.


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Roma, 22 Gennaio 1894.


Pregiatissimo Signore A. de R. Lysle — Roma.

È con vera soddisfazione che con la presente posso dichiararle che, mercè il metodo pratico da lei adottato nell’insegnamento delle lingue straniere, io dopo soli due mesi di studio mi trovo già in grado d’intendere l’inglese quando viene da altri parlato, e di potermi all’occorrenza anche esprimere in tale idioma. E tuttociò senza che da mia parte si fosse in antecedenza mai pensato a studiarlo.

Ad onor del vero debbo altresì constatare, con la mia personale esperienza, che lo studioso abbracciando il suo programma didattico non trovasi dapprincipio spaventato dalle noiose regole grammaticali.

Ad onta che nei primi giorni di tale studio io temessi della buona riuscita di esso, pure io fui sommamente lieto di ravvisare in seguito essere erroneo quel primitivo apprezzamento e privo di pratico criterio. Debbo inoltre aggiungere che, riportandomi ora a qualche trattato di grammatica, senza saperlo nè pensarlo ho col suo metodo implicitamente imparato le regole grammaticali.

Tutto ciò, mentre torna lode di V. S., incoraggia sempre più lo scolaro a continuare, stante gl’immensi vantaggi che si ottengono col suo metodo razionale Inglese-Americano, mediante il quale — a differenza dell’antico metodo che richiedeva anni ed anni di studio — con soli pochi mesi di assidua applicazione, si può intendere e parlare fluentemente una lingua estera.

Gradisca, caro signor Professore, i sensi della mia alta stima e della più viva riconoscenza, mentre mi è caro professarmele suo

Devotissimo scolaro

Lorenzo Mannelli, figlio.

[p. 32 modifica]

Roma, 2 Marzo 1894.


Preg.mo prof. A. de R. Lysle,

Ci è sommamente grato di dichiararle con la presente la nostra profonda riconoscenza per le premurose cure con cui Ella si dedica all’insegnamento dei suoi allievi: e noi che a varie riprese abbiamo avuto la fortuna di essere compresi in questa categoria, abbiamo avuto largo campo di apprezzare le sue speciali qualità didattiche. Siamo altresì grati al nuovo metodo da Lei adottato per impartire lezioni di lingua Inglese, mercè il quale siamo stati posti in brevissimo tempo in grado d’intendere le comuni conversazioni fatte da inglesi, e parlare da noi stessi fluentemente nel detto idioma. E la sua specialità didattica consistendo nella pratica continua del conversare, ciò ci ha facilitato moltissimo nel nostro cômpito, giacchè ci ha risparmiato lo studio lungo, monotono e spoetizzante della grammatica e delle conseguenti regole grammaticali.

Aggradisca, caro signor professore, i nostri più riconoscenti e cordiali sentimenti e ci creda con tutta stima

Suoi devotissimi discepoli:
Cesare Prestini — Piazza S. Pantaleo, N. 3.
Emilio Bozsek — Hôtel de Rome.
Lorenzo Mannelli — Via Aureliana, N. 73.
Don Giacomo Mazzolarti — Chiesa delle SS. Stimmate.
Eugenio Baseggio — Lungo Tevere Mellini, 35, p. 2.


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Roma, Palazzo Spinola a Campitelli

li 20, V. 94.


Professore Stimatissimo,

Prima di partire per la campagna, sento il dovere di ringraziarla per le lezioni d’inglese impartitemi con intelligenza ed alacrità veramente rare.

Nei tre mesi circa di scuola ha fatto progressi quali non si hanno ordinariamente dopo due anni d’Istituto Tecnico.

In ciò ha grandissimo merito la praticità del suo Metodo Anglo-Americano; praticità, della quale diffidavo io, cresciuto coi metodi didattici, importati dalla Germania e che, almeno nelle nostre scuole, come deplorava recentemente il Baccelli, Ministro della Pubblica Istruzione, pare, mirino più a formare i pazienti filologi, che i facili parlatori e gli scrittori spediti.

Di mano in mano però che progredivo nello studio del suo testo, la diffidenza s’è cambiata in fiducia, sempre meglio confortata dal vedere i bei risultati da lei ottenuti con i miei compagni.

Gradisca dunque cordialissimi ringraziamenti.

Suo

Giuseppe Clementi.


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Roma, 29 Maggio 1894.


Gentilissimo Sig. Professore,

Vicino a terminare, con mio rincrescimento, per ravvicinarsi della stagione calda che mi obbliga ad assentarmi da Roma, il piccolo corso d’inglese ch’Ella mi ha impartito durante questi due ultimi mesi, sento il dovere di scriverle queste poche righe per esternarle in qualche modo la mia riconoscenza.

Dopo parecchio tempo ch’io studiavo la lingua inglese, senza poter conseguire ciò che è lo scopo più ambito e più necessario di chi apprende una lingua straniera, cioè parlarla, sia pure stentatamente, e comprenderla quando altri la parlino, scoraggiato di tanti metodi, per nulla pratici, mi rivolsi a lei, attirato da [p. 33 modifica]un avviso letto su di un giornale. Con tepida speranza di ottenere il mio intento in così breve tempo quanto me lo concedeva l’inoltrata stagione, fui subito conquistato dalla sua persuasiva e convinta parola, e mi accinsi all’esperimento.

Ad onor del vero devo qui dichiarare che mai risultato fu più soddisfacente, che mai promessa fu più splendidamente mantenuta. Sono appena due mesi da che ebbi l’onore di conoscerla e ricordo che alle sue prime interrogazioni rivoltemi in Inglese io rimasi assai confuso e dovetti confessarle di non averne capito gran cosa. Adesso invece dopo 25 o 26 lezioni, non solo io comprendo perfettamente tutto ciò che Ella mi dice, ma quanto sono in grado di parlare abbastanza facilmente e speditamente il dolce idioma, immortalato da Shakspeare e da Byron. E tutto ciò non affaticandomi oltre misura e non studiando più di un’ora o due al giorno. Davvero io non so se mai altro metodo semplicissimo e chiaro come il suo permette di raccogliere in tanto breve tempo una così ricca messe di frutti.

Non voglio poi dir nulla della squisita amabilità che la distingue, della bontà, della pazienza di cui fa prova nell’iniziare i suoi scolari allo studio delle lingue e che rendono di Lei non solo un insegnante coscienzioso ed intelligente quanto un gentiluomo amabile e cortese che fa immenso piacere aver conosciuto e che è impossibile dimenticare.

Nè, creda, vorrà dimenticarlo, caro Professore, chi con gli attestati della sua più alta stima e gratitudine, ha l’onore di firmarsi

Suo devotissimo scolaro ed amico

Francesco Paolo Del Re.


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Roma, 2 Giugno 1894.


Stimatissimo Sig. Prof. A. de R. Lysle,

Anch’io, coi miei cinquant’anni sulle spalle, ho voluto mettermi a studiare l’inglese secondo il suo metodo razionale anglo-americano, e con mia soddisfazione debbo dichiararle che ho imparato più in questi tre mesi, di quello che non avessi appreso, da giovane, dopo circa un anno e mezzo di studio, fatto con altri metodi. Ora parlo e comprendo quelli che mi parlano l’idioma di Byron; prima invece ero appena in grado di tradurre ciò che leggevo stampato sui libri.

Si abbia quindi i miei più sinceri ringraziamenti, e mi creda

Suo obbligatissimo

Luigi Cippitelli.


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Roma, 19 Luglio 1894.


Stimatissimo Sig. Professore,

Non è per adulazione, ma per intimo sentimento di dovere che io mi permetto indirizzarle questa mia per dichiararle la mia massima soddisfazione pei risultati ottenuti nello studio della lingua francese col di Lei metodo Accelerato Razionale. Compiono ora i tre mesi dacchè io cominciai tale studio, e seguendo man mano i dettati del suo sistema, ed assistito dalle di Lei amichevoli e disinteressate attenzioni, con sole tre lezioni per settimana, e con ben pochi momenti al giorno di applicazione mia privata, potei portarmi al punto non solo di comprendere perfettamente tutto ciò che mi vien parlato in tale linguaggio, ma ben anco di parlarlo in modo abbastanza corretto e di farmi alla mia volta completamente intendere da chi mi ascolta, nonchè di tenere alcun poco di corrispondenza.

Il di Lei metodo a parer mio, è il più consigliabile a chiunque voglia accingersi allo studio delle lingue, giacchè, senza accorgersene, mentre lo studioso [p. 34 modifica]impara in brevissimo tempo a favellare in lina lingua per lui nuovissima, apprende pure contemporaneamente l’uso delle regole grammaticali, evitando il lungo e noioso studio delle grammatiche.

E ad addimostrarle la mia piena soddisfazione pel di Lei utilissimo metodo, mentre sono al termine del mio corso di lingua francese, mi permetto di pregare la S. V. perchè voglia compiacersi di iniziarmi pure allo studio delle lingue inglese e tedesca che desidero intraprendere, sicuro che se Ella, come non oso dubitare, attese le squisite gentilezze da Lei ricevute, vorrà anche in tali lingue farmi da maestro, io potrò fra gli altri sei mesi intendere, parlare e scrivere le tre principali lingue moderne.

Rinnovandole i più vivi sensi della mia gratitudine, mi creda

Devotissimo

Dr. Luigi Baldini.


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Roma, 22 Dicembre 1893.


Ill.mo Sig. Professore,

Il latore della presente è il Sig. Antonio Ruggeri, giovane rispettabilissimo, e mio buon amico. Avendo inteso come io, ignaro affatto della lingua inglese, in sole 23 lezioni da Lei sapientemente impartitemi col bellissimo Metodo Razionale, sia giunto al punto di scrivere, leggere e parlare discretamente il suddetto idioma, si è fortemente meravigliato, e desiderando anch’egli d’apprenderlo, mi permetto di presentarlo ora a Lei e vivamente raccomandarlo. L’accolga dunque di buon animo e faccia tutto il possibile per favorirlo, poichè così facendo, Ella mi darà una prova sempre maggiore della benevolenza che nutre verso di me. Scusi della libertà che mi sono preso, e porgendole i miei più sentiti anticipati ringraziamenti, ho il piacere di cogliere quest’occassione per professarmi della S. V. Ill. ma obbligatissimo

Dott. Don Giacomo Mazzolani.

Rettore della Chiesa delle SS. Stimmate.


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Ringraziamento pubblicato nella «Tribuna» del 7 Aprile 1894.

Per la verità e a tenue attestato della grande obbligazione che è della mia famiglia, desidero far noto che mio figlio Lorenzo, partito ieri per New-York, in soli tre mesi, cioè dal giorno 23 novembre al 23 febbraio, sotto la premurosa ed abile direzione del prof. Alessandro de R. Lysle, ha imparato così correttamente l’inglese da aver potuto quest’ultimo mese conversare continuamente parecchie ore con signori americani e inglesi, che non conoscono l’italiano e che si rallegrarono col mio figlio per la facilità della parola, per la correttezza della frase e quel che è più per chi conosca la difficoltà enorme, l’esattezza della pronuncia.

Questa è la più bella prova dell’eccellenza del metodo anglo-americano per imparare l’inglese in tre mesi, tenuto dal detto signor professore. Così mio figliò l’avesse potuto conoscere prima e avesse potuto avere alle mani il prezioso libro dello stesso signore! Avrebbe qualche anno prima potuto soddisfare al suo desiderio di entrare in una casa di commercio americana.

I giovani che si trovassero nelle stesse condizioni di mio figlio lo imitino nello studio di tal metodo e se ne troveranno contentissimi, come godo io nel mio affetto paterno che ho visto così aperta in mio figlio in brevissimo tempo e contro l’aspettazione generale una via onorata e proficua insieme.

Natale Mannelli, padre.

Piazza dell’Indipendenza, N. 7.