Guido Zaccagnini/Amos Parducci
1915
Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu
Duecento
Pensávati non fare indivinero
Intestazione
17 luglio 2020
25%
Da definire
<dc:title> Pensávati non fare indivinero </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Gonnella degli Antelminelli</dc:creator><dc:date>1915</dc:date><dc:subject></dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pens%C3%A1vati_non_fare_indivinero&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20200718143948</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pens%C3%A1vati_non_fare_indivinero&oldid=-20200718143948
Pensávati non fare indivinero Gonnella degli Antelminelli1915Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu
Risposta di Gonnella a Bonagiunta Perchè vera arte non si può imparare?
Pensávati non fare indivinero,
si com’tu fame, che vói che si sprima
per aventura e non per maestero
lo tuo risposo e t’ange ch’io ’l riprima.
Poich’eo sperava non esser fallerò
tal senno, che si dice che sublima:
chi bene intende pò dar di legero
risposa, che per lui si diprima.
Ingegno aiuta l’arte, e ciò dicido,
unde natura apprende affinamento:
folle fora chi cher rasone e salla!
Ma sai che chero e sovente mi strido:
ver ’arte und’è che non ha prendimento?
Acel di monte pelle equo di stalla.