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Autore in evidenza
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Sofocle, in greco Σοφοκλῆς - Sophoklễs, (Colono 496 a.C., Atene 406 a.C.), è considerato, insieme ad Eschilo ed Euripide, uno dei maggiori poeti tragici dell'antica Grecia.

Uomo politico e amico di Pericle, godeva presso la popolazione ateniese di una forte stima, rispetto al suo antagonista sul palcoscenico, Eschilo, che spesso sfidava in gare di bravura nelle rappresentazioni tragiche. Introdusse per primo il terzo attore e valorizzò l'impatto della scenografia; i suoi personaggi furono sempre segnati da sentimenti di genuina umanità, portando sulla scena un elemento nuovo rispetto al volto statuario della tragedia classica. Per togliere l'enfasi (onkos) dalla recitazione, inventò il monologo (in greco ρήσις, rhesis), un momento che celebrava la bravura degli attori e valorizzava in chiave drammatica i sentimenti dei protagonisti.



Invito alla lettura
Invito alla lettura
Pilade e Oreste
Oreste è una tragedia scritta da Vittorio Alfieri, appartenente con Agamennone al ciclo di Tebe.

Le parole di Elettra, presagio dell'imminente delitto...

otte! funesta, atroce, orribil notte,
    presente ognora al mio pensiero! ogni anno,
    oggi ha due lustri, ritornar ti veggio
    vestita d'atre tenebre di sangue;
    eppur quel sangue, ch'espiar ti debbe,
    finor non scorre. - Oh rimembranza! Oh vista!
    Agamennón, misero padre! in queste
    soglie svenato io ti vedea; svenato;
    e per qual mano! - O notte, almen mi scorgi
    non vista, al sacro avello. Ah! pur ch'Egisto,
    pria che raggiorni, a disturbar non venga
    il mio pianto, che al cenere paterno
    misera reco in annual tributo! [...]


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Dietro le quinte
Dietro le quinte
Jerash South Theatre Stage.jpg
L'Edificio scenico (gr. σχηνή), in origine semplice schermo tra pubblico e attori che dovevano rapidamente cambiarsi per la scena successiva, si trasformò in una facciata larga e alta con tre grandi aperture dette thyròmata. Convenzionalmente, rappresentavano tre porte: la centrale, o porta regia, era l'ingresso di un palazzo, di norma appartente al protagonista; la porta di destra era riservata al secondo attore o agli interni di un palazzo, mentre quella di sinistra, al terzo attore, o a luoghi diversi, come templi, prigioni ecc. Costruita in legno, la skenè fu sempre più elaborata ed edificata in pietra, rafforzando l'idea del palazzo del signore. Il suo piano superiore, episcenio (gr. ἐπισχήνιον, episkenion) poteva simulare un terrazzo, un'altura da cui osservare e ospitava le diverse macchine, usate per creare elaborati effetti scenici. Le tre porte potevano contenere i pìnakes, grandi pannelli di legno dipinti che posti su i periaktoi, prismi triangolari girevoli, garantivano il rapido cambio di fondale. Davanti la scena c'era il proscenio (gr. προσχήνιον, proskenion) che passò da pochi centimetri a diversi metri di altezza, sostenuto da colonne tra le quali potevano esseri fissati drappi o pannelli colorati.


Teatro del giorno
Teatro del giorno


Tindari


—IV secolo a.C.

Costruito in forme greche alla fine del IV secolo a.C., il taetro ha subito una trasformazione in anfiteatro nel periodo romano, con adattamenti, soprattutto strutturali, per i tipici giochi circensi. Ha conosciuto un lungo periodo di abbandono; oggi insieme a Taormina è sede del Festival del Teatro dei due mari.



Rilettura del mese
Rilettura del mese

Le rane di Aristofane
(trad. di B.e P. Rositini,1545)

Le rane.djvu


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