Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore/Distretto di Trento I. Topografia de' paesi/Suburbio

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Suburbio

../Biblioteca e Museo Civici Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore/Distretto di Trento II. Castelli (Belvedere, Mattarello, Povo e Vigolo-Vattaro) IncludiIntestazione 17 marzo 2016 100% Da definire

Distretto di Trento I. Topografia de' paesi - Biblioteca e Museo Civici Distretto di Trento II. Castelli (Belvedere, Mattarello, Povo e Vigolo-Vattaro)

[p. 60 modifica]Suburbio.

Nel suburbio di Trento meritano speciale menzione: la Chiesa di Sant’Apollinare, al sobborgo di Piedicastello; la spianata della Stazione ferroviaria, il romantico sito detto ai Giardini ed alle Laste, il Convento di San Bernardino, l’Ospitale e il Cimitero colle sue adiacenze.


Piedicastello sta alla sponda destra del fiume, a pie’ del Dosso, la Verrum degli antichi. Vi si va per Via lunga, o dalla Piazzetta Romana per Via Torre Vanga, cogliendo la strada che porta direttamente al ponte sull’Adige. La sua Chiesa, antichissimo tempietto dedicato a Sant’Apollinare, è prima a vedersi. Gotico n’è lo stile; la sua facciata è ornata di affreschi; fuori, e nel suo interno, spiccano molti illustri ricordi dell’epoca romana; e sono di classica scuola i fregi [p. fig9 modifica]


[p. 61 modifica]incuneati ne’ suoi pilastri angolari. Vi s'ammira la pala dell’altare maggiore colorita sul legno ritenuta opera del Romanino; ed era chiesa che in origine avea il titolo di pieve (plebis) e fu tenuta dai Padri Benedettini, quando vennero i Domenicani ad occupare il loro convento a San Lorenzo. — Il Dosso (Doss' Trento) è a tergo del sobborgo, e si fa di una rupe isolata a strati nummolitici, vestita in parte da cespugli, pratosa alla sua sommità, fortificata, e nei tempi antichi munita di fortilizj che si estendevano al piano legati insieme da grossa muraglia, come ci rivelano le scoperte fatte dal signor Ranzi nella sua Pianta antica di Trento. Vi crescono parecchie specie vegetali non comuni, come l'Eruca Sativa Lam., l' Ephedra distachya Linn., la Fritillaria montana Hopp. ecc.

Dietro al Dosso (Doss Trento) vanno le strade di Vela e del Buco di Vela, la prima volta a raggiungere il paesello di Vela (513 ab.), che sorge in amena postura a pie’ del monte, che pel Buco di Vela unisce la valle dell'Adige con quella del Sarca. È rallegrato dalle colline amene di San Giorgio sparse di graziosi villini; e si sta poco lungi da Ischia Wolchnstein; frazione, com'è Vela, del Comune di Trento, la quale è in riva al fiume, difesa a settentrione dal Dosso del Ghirlo, che s’ erge, facendo di contraforte al lago di Terlago.

La Spianata della Stazione è subito fuori di Piazzetta Romana, e si estende sul suolo occupato [p. 62 modifica]prima dell’anno 1858 dall’alveo dell’Adige e dai campi di Centa. — Quel fiume ravviava le sue acque dalla Torre Verde lungo le case che da questa torre, facendo un semicerchio al Vò, si dirigono alla Torre Vanga; mentre i secondi, i campi di Centa formavano la sponda destra dell’Adige, la quale non si poteva raggiungere che per il porto di San Martino, o per un ponte di legno, che prendeva dall’ultima torre, dall’abbattuta Porta Bresciana, e terminava presso il cessato Convento di San Lorenzo. — Ora vi è tutto trasformato: una grande spianata messa ad aiuole ed a boschetti, compresa tra la Stazione, la Caserma di San Lorenzo, e i due maestosi fabbricati dell’Hôtel Trento e di Casa Canepele, attualmente occupata dall’Hôtel de la Ville e dalla Birraria all’Isola, tiene la parte inferiore di Centa. Nella superiore s’ergono i grandiosi Laboratori dell’intraprendente Scarpellino Cesare Scottoni con casa e giardino annessi, non meno che lo Stabilimento enologico, il quale è diviso dalla strada che mette in comunicazione la Piazza del Castello (Piazza della Mostra) colla Dogana della ferrovia. — Più sotto, al luogo dell’alveo vecchio dell’Adige, a destra di chi va dalla città alla Stazione s’ergono: l’elegante Stabilimento fotografico di Giambattista Unterweger, la Palestra ginnastica, e lo Stabilimento fotografico del pittore Giovanni Altadonna. — Due nuove Vie si sono aperte allo sbocco di Piazzetta romana: una in direzione del Castello e l’altra della Torre Vanga; — e un’altra Via toglie dal Vicolo Borzati, che mette in Via lunga e in quella di Santa Maria Maggiore, ci reca, [p. 63 modifica]costeggiando la Spianata, alla Caserma di San Lorenzo ed alla Stazione; ma con ciò non si può dire che tutto sia fatto: i tempi reclamano sempre cose nuove, e gli uomini respingono per istinto la stazionarietà.

La Caserma di San Lorenzo è nel cessato convento, dove spicca un piccolo campanile di vaga struttura, a stile lombardo. Vi dimorarono da prima i frati dell’Ordine di San Benedetto, e poi i Domenicani; i quali ebbero a dare alloggio a molti Padri intervenuti al Concilio, e di questi a Pietro Soto, che vi morì nell’anno 1565, e fu sepolto nella chiesa dello stesso convento.


Fuori di Porta Aquileja la base del monte Calisio presenta la scogliera delle Laste fiancheggiata da pendici e collinette coltivate a viti, a gelsi, a ogni sorta di verzura, sparse di eleganti villini, che si vedono da lungi e formano una delle più belle prospettive dei contorni di Trento. — La parte che guarda su Piazza D’Armi è detta ai Giardini; la nuda scogliera fa la strada per ascendere più in alto, dove s’erge un edificio, un convento che primitivamente fu tenuto dai frati Carmelitani; convento fabbricato a spese del guerriero Mattia Galasso, poi ridotto ad uso degli Esposti e delle Partorienti, e in fine a Stazione bacologica pel Consorzio agrario di Trento. — Alle Laste nelle loro adiacenze il botanico può raccogliere: la Farsetia clypeata R. Brown, l’Alsine fasciculata M. K., l’Ononis Columnae All., il Polycarpom tetraphyllum L., [p. 64 modifica]il Bupleurum aristatum Bart., il Geranium pyrenaicum L., la Vicia peregrina L., ecc.

La Piazza d’Armi occupa la distesa che è fuori di città alla Via del suo nome, tra la strada di Valsugana e la Via ai Molini. Serve agli esercizj della milizia, e ad ogni maniera di feste popolari. Ha di fianco il Convento delle Suore della Carità e il Mulino Corvi; elegante edificio; i quali additano la via al Convento di San Bernardino tenuto dai Padri dell’Ordine dei Minori Riformati di San Francesco. — Questo convento sorge su amenissimo poggio, dove e per finire la Via suddetta. Vi si accede per comoda gradinata all'ombra dei Bagetti intersecati dai tabernacoli della Via Crucis dipinti da Antonio Gresta di Ala. Superata la salita, l’occhio spazia comodamente su tutta la città e sui contorni, e quel convento è sede del Provinciale. Ha una bella chiesa con due dipinti nel coro di Martino Teofilo, una copiosa biblioteca, un archivio ricco dei preziosi manoscritti che vi lasciarono i Padri Bonelli e Tovazzi, ed altri dipinti di buon pennello, tra cui un Cenacolo, nel refettorio, che si ritiene di Giacomo da Ponte di Bassano.

L’Ospitale è dove finisce il Sobborgo di Santa Croce e incomincia l’ameno Passeggio al Fersina. È un vasto edificio con elegante giardinetto al suo ingresso, con Chiesa dedicata a Santa Chiara, e Casa di ricovero pei poveri vecchi e gl’impotenti. Vi curano gl’infermi un Medico primario ed un Chirurgo primario [p. fig10 modifica] [p. 65 modifica]operatore con relativi assistenti. Le suore della Carità vi tengono l’orgine interno e il servizio d’infermeria di vittuario e guardaroba, mentre l’assistenza religiosa vi si presta da un apposito Cappellano.

Il Passeggio al Fersina si fa di viali fiancheggiati da ippocastani e da pioppi, che vanno al torrente Fersina e sul muraglione di destra, lungo il corso dell’ acqua, sino alla traversata che mette al Convento di San Bernardino e sulla strada di Valsugana.

Il Cimitero è in Via Madruzza, la quale prende dal sobborgo di Santa Croce e mette al Palazzo delle Albere. È opera recente suggerita da quella pietà che muove a mantenere viva la memoria dei cari estinti. Un elegante tempietto, eretto sul disegno di Pietro Dal Bosco, lega insieme i maestosi porticati, che cingono all’intorno quel campo di mestizia, e distinguono coi loro scompartimenti i luoghi destinati alle sepolture dei proprietari di una o più edicole. Vi si ammira sulla fronte del tempietto la statua del Redentore eseguita in marmo dal nostro distinto scultore Andrea Malfatti. — Le edicole si adornano di decorazioni, di lapidi, di ricordi e di monumenti, de’ quali notiamo: la statua di Felice Mazzurana e quella della Carità applicata all'Esimia Donna, che fu la Contessa Margherita dei Conti Cloz, eseguite dal prelodato Malfatti; la lapide della famiglia dei Baroni Bertolini, e quella monumentale ai benefattori della Congregazione di Carità eseguita sul disegno di Pietro Selvatico dallo scultore Varner di Trento. — Nel mezzo la terra scompartita in bell'ordine riceve le spoglie mortali del maggior numero de’suoi figli, e il [p. 66 modifica]ricorda nelle croci e nei pilastrini che vi si scorgono distribuiti.

La stessa Via che mena al Cimitero conduce al Palazzo delle Albere e al Collegio Convitto Vescovile, il quale sorge maestoso a mezza via, ha un ginnasio condotto da appositi Professori, un teatrino per uso degli alunni, una biblioteca a lume del corpo insegnante, non meno che un giardino e adiacenze amenissime. — Il Palazzo delle Albere è in fondo alla via; ma nulla offre della sua antica grandezza. Non Vi si vedono che quattro mura abitate da contadini, sulle quali appena si discernono gli scarsi avanzi di qualche dipinto, di stemmi e di effigie principesche. L’avea fatto costruire Giovanni Gaudenzio Madruzzo, padre del Cardinale di Trento, ed era sì vasto e ricco per profusione lusso, che servì ad ospitare principi ed a festeggiarli con trattenimenti e spettacoli grandiosissimi. Al tempo del Concilio ebbe ad alloggiarvi Marco Girolamo Vida Cremonese, Vescovo di Alba, poeta illustre, che Vi teneva le sue conversazioni di amena letteratura insieme col Flaminio, e i Cardinali Polo, Del Monte e Madruzzo.




Distanze


da Trento in ore di cammino ai paesi situati nel perimetro del Distretto.


  Da Trento a Gardolo  ore — min. 45 
  " a Monte Vaccino  ore 2 min. 30 
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  Da Trento a Villamontagna  Ore 1 min. 20 
  Da Trento a Cognola  Ore — min. 30 
  Da Trento a Povo (Pantè)  Ore 1 min. — 
  Da Trento a Villazzano  Ore 1 min. — 
  Da Trento a Mattarello  Ore 1 min. 30 
  Da Trento a Vigolo-Vattaro  Ore 3 min. — 
  Da Trento a Sardagna  Ore 1 min. — 
  Da Trento a Ravina  Ore 1 min. — 
  Da Trento a Romagnano  Ore 1 min. 45 


Gardolo (198 m. — 1094 ab.) paesello situato tra Trento e Lavis, discosto dal primo 5 kilm. Nulla ha di particolare, ad eccezione della sua Chiesa di stile lombardo fabbricata sui disegni del Milanese Antonio l’ages. — Comprende nel suo Comune i Casali di Roncafort, Spini e Vodi; quest’ultimo noto pe’ suoi stabilimenti di seghe e pel viadotto che attraversa la zona ghiajosa dell’Avisio, lungo 922 metri, e va sino al luogo dove quel torrente si scarica nell’Adige.

Monte Vaccino (127 ab.) si sta sopra Gardolo, sul declivio settentrionale del Monte Calisio. È un villaggio discosto da Trento 11.4 kilm., cinto da campi messi a viti ed a gelsi. — Villamontagna (502 m. — 294 ab.) si tiene invece sul fianco meridionale dello stesso monte; ed è villaggio con uno svelto tempietto che si vede da lungi. Dista da Trento 5.7 kilm., e nel suo nome ricorda quello che vi ha messo la natura di ameno per renderlo piacevole soggiorno, quando i calori estivi molestano gli abitanti della città. — [p. 68 modifica]Cognola (359 m. — 1486 ab.) è un ameno paesello posto sulla vecchia strada tra Trento e Civezzano, discosto dalla città 3.3 kilm. Al suo Comune appartengono le belle villette di Tavernaro, Martignano, Maderno, Zell, Moja, e la deliziosa villa di piacere de’ Conti Consolati situata a Fontana Santa.

Povo (1981 ab.): Comune che comprende i paeselli di Pantè, Gabiolo, Oltrecastello, Sprè e Salè, posti sugli ameni colli che sporgono ad oriente di Trento, formando le ultime falde della Maranza. — Pantè (529 ab.) n’è la sede, ed ha una Chiesa parrocchiale adorna di qualche buon dipinto, una piazza, e caseggiati puliti, messi con buon gusto, con giardinetti, e contorni seminati da bei villini, che spiccano ad ogni passo su tutta l’estensione di quel territorio comunale. Si discosta dalla città 4 kilm. — Due ponti, che s’inarcano sul Fersina, uniscono i colli di Povo colla strada nuova di Trento per Valsugana; il primo mette a Pantè ed ai deliziosi vignetti di Mesiano, Salè, Sprè e Gabiolo; ed il secondo, ad Oltrecastello (401 ab), che sorge a pie’ del Dosso di Sant’Agata. È detto Pont'alto (346 m.), perchè s’eleva sopra la profonda ribollente voragine dell’acqua del Fersina, che infuriata e rumorosa vi precipita. È un orrore degno di contemplazione, che al presente si può vedere nella sua estensione, facendo la lunga gradinata che vi ha fatto costruire il proprietario dell’attigua Birraria. — Di rimpetto a quel luogo è l’antica villa Madruzzo, che, ruinata dalle inclemenze del tempo, fu ridonata a novella vita dal suo proprietario signore Paolo Oss [p. 69 modifica]Mazzurana, facendovela ricostruire sopra un bel disegno moderno.

Villazzano (337 m. — 744 ab): ameno paesello distante da Trento 3.5 kilm., posto sui colli più meridionali della linea di Povo, rallegrato da parecchie ville di piacere e da un piccolo Santuario detto la Madonna della Grotta. sede del Comune, il quale consta di 1185 abitanti sparsi per gruppi su tutto quel tratto di suolo che prende da San Bartolammeo, Negranoe Gocciadoro, subito sotto Gabiolo, e va sino a Mattarello. Su questa costa le case rustiche s’uniscono a case molto comode ed eleganti destinate a villeggiare nella state e in autunno. — E su questa plaga sono memorabili alcuni luoghi di storiche memorie, quali sono Man e Casteller; il primo noto per le rinvenute vestigia di un tempietto romano, forse dedicato al culto dei Mani, ed il secondo, sede di un antico Castello romano, che più non si vede. — Il Dosso di San Rocco spicca tra queste due località, e forma con quello di Sant'Agata e il Doss’Trento, il triangolo entro il quale sta la città. — Crescono su questo Dosso e nei contorni dei luoghi sopraccitati: l’ Epimedium alpinum L., la Caphalanthera pallens Rich., l’ Anemone trifolia Linn., il Lathyrus setifolius Linn., la Quercus pubescens W. ecc.

Mattarello (197 m. — 1837 ab.): villaggio discosto da Trento 7.6 kilm., situato sulla vecchia strada per Calliano e Rovereto, con qualche buon fabbricato [p. 70 modifica]ed una Chiesa curaziale. Si distende dal piano al colle, e la parte sua più elevata va detta Mattarello di sopra. Forma un solo Comune col piccolo villaggio di Valsorda (258 ab.), e i casali di Acquaviva e San Vincenzo; e tra le aiuole della sua flora si rinvengono; la Chrysocoma Linosyris Linn., il Hieracium buplerioides Gm., la Scutellaria galericulata L., la Passerina annua Wichstr., il Cyperus glomeratus Linn. ecc. — Vigolo-Vattaro (721 m. — 1732 ab.): paese montano posto sulla strada che da Valsorda, tra i monti Maranza e Sconuppia, conduce per Bosentino e Vattaro a Calceranica e Caldonazzo. Dista da Trento 12.3 kilm.; ha qualche buon fabbricato, una Chiesa parrocchiale e un bell’edificio per la filatura de’ bozzoli da seta.

I paeselli sunnominati si tengono alla sinistra dell’Adige; mentre Sardagna, Ravina e Romagnano sorgono alla destra poggiati alle falde del M. Bondone.

Sardagna (569 m. — 755 ab.): piccolo villaggio situato sulla costa orientale del Bondone a ponente della città, dalla quale si discosta 5.7 kilm. Giace in bacino nascosto a chi guarda dal piano sottoposto, e non è indicato che dalla Chiesetta posta al ciglio della roccia tagliata a picco, la primitiva chiesa scelta da quelli abitanti per soddisfare agli atti del culto religioso. — Il Rivo del suo nome scende dai prati del Vasone, e presso questa chiesetta esce dal proprio letto per precipitarsi in basso, formando la bella cascata che si vede da Trento. — La via di Sardagna [p. 71 modifica]prende da quella di Piedicastello pel Buco di Vela al luogo dove si distendono le colline di San Giorgio. Vi crescono l’Orebus variegatus Ten, la Scandix Pecten L., la Lonicera Caprifolium L., il Dipsacus pilosus L., la Gagea lutea L. ecc.

Ravina (250 m. — 992 ab): paesello discosto da Trento 43 kilm., che sorge a pie’ del Bondone di fianco al rivo chiamato la Roggia di Ravina, il quale trae la sua origine nella valletta di Gola sotto la cima del Vasone. Forma un solo Comune col villaggio di Belvedere o Pissavacca, e colla villa deliziosissima di Margone ora posseduta dal Barone Valentino Salvadori di Trento. Questa villa è posta in un cono romantico di monte, ed ha palazzo fattovi fabbricare dalla famiglia Bassa, e ridotto a forma dal Fuger di Augusta, da quello stesso che fece erigere in Trento il rinomato Palazzo Galasso. Vi s’ammirano molti affreschi pennelleggiati da mano maestra; ed è detto, che ne’ suoi sotterranei anticamente avessero avute le loro officine gli Alchimisti. — Romagnano (733 ab): altro paesello, il quale posto al colle che sorge tra Ravina e Aldeno. S’allontana da Trento 8.1 kilm., si circonda di fertili vigneti, ed ha qualche buon fabbricato con una Chiesa curaziale dipendente dalla parocchia di Piedicastello. Vi si rinvengono tra le piante: l’Hyppuris vulgaris Linn., il Myriophyllum verticillatum Linn., il Potamogeton pectinatum Linn. ecc.