Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/409

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nota 403


C si distingue da AB soprattutto per le amplissime aggiunte, tra le quali tengono il primo posto le quattro grandi nuove invenzioni. Il fulgido episodio d’Olimpia, che si spezza fra i cc. IX-X-XI, e comprende la famosa invettiva contro le armi da fuoco, e dá luogo, per la diversa disposizione della vecchia materia, al mirabile nuovo inizio del c. III (Cerere, poi che da la madre Idea...).

La seconda innovazione è nei cc. XXXII-XXXIII: Bradamante e i tre re nordici alla ròcca di Tristano; racconto nel quale s’inscrive, importante pagina storica e politica, la descrizione delle pitture di Merlino, raffiguranti i guai che dovevano colpire, nel volgere dei secoli, i Francesi invasori del nostro paese. Il c. XXXVII, nuovo, e preannunciato dall’ultima stanza, nuova pur essa, del canto precedente, racconta la tragedia di Drusilla e Marganorre. Finalmente nei tre ultimi canti (di cui il XLV è interamente nuovo), ove tanta parte occupa un nuovo personaggio, Leone, s’inserisce il lungo e complesso racconto delle sopravvenute difficoltá e avventure che vanno indugiando le nozze di Ruggiero e Bradamante. E questa, se mai, è la parte nella quale par di sentire un certo rallentarsi e appesantirsi della fantasia dell’Ariosto.

Frequenti le aggiunte d’ottave dedicate a personaggi e fatti contemporanei (XIII 71-72, XV 18-36, XXVI 50-2, XLIII 56-9, XLVI 5-6, 8-9, 11-12 ecc.); in una è un velato omaggio ad Alessandra (XXVII 124); due, nella gran scena finale, annunziano Rodomonte (XLVI 102-3), togliendole quel vago inaspettato, che rendeva di tanto piú bello il sopraggiungere del guerriero nemico nell’ora del solenne convito nuziale.

Concludendo, si può dire che sostanzialmente i Furiosi si riducono a due: l’uno rappresentato da A e B, che hanno suppergiú la stessa fisionomia; l’altro da C, che pur lasciando immutata nelle sue linee generali la pianta del poema, coi suoi infiniti ritocchi e le aggiunte e il coronamento, viene a costituire una nuova redazione.

Per ciò che riguarda la lingua, il Poeta continua, forte dell’autoritá delle Prose e dei consigli del Bembo (che ad ogni modo rispetta solo quando gli talenta), quel lavoro di ripulitura e toscaneggiamento che giá aveva portato innanzi in B. Ma ancor qui, se ne togli alcune parole e forme per sempre bandite (che si riducono a poco), vedi continue varietá d’uso, e che nessuna norma è adottata con assoluto rigore. Se per es. nell’errata di B condanna nemico, te lo ritrovi poi, I 39, 1, V 6, 1 e ad ogni passo; distin