Storia della geografia e delle scoperte geografiche (parte seconda)/Capitolo I/La propagazione del Cristianesimo

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[p. 7 modifica]2. La propagazione del Cristianesimo. — Al rinascimento di cui parla l’illustre geografo or ora citato, contribuirono in sommo grado i progressi della Religione del Vangelo nei tempi posteriori all’Editto di Milano (anno 313 di C.). Di questi progressi è necessario tener qui breve parola, giacchè lo estendersi delle nozioni geografiche durante il Medio Evo è intimamente collegato collo espandersi delle missioni cristiane nei paesi più lontani dal bacino del Mediterraneo.

Nell’anno 354 i missionari Frumenzio ed Edesio introducono il Cristianesimo nelle alte regioni dell’Etiopia conosciute più tardi col nome di Abissinia, le cui popolazioni, da tempi antichissimi, professavano il giudaismo. Intorno allo stesso tempo le famiglie dell’Iberia (Transcaucasia), dell’Arabia meridionale e dell’Armenia abbracciano la nuova religione. I progressi più importanti, nell’Asia Centrale e nella Cina occidentale, sono però dovuti ai Nestoriani1. Secondo Ebedeno Sobiense i Nestoriani eressero due sedi vescovili, l’una in Samarcanda, l’altra in Sina — probabilmente Kan-ciu-fu, ove per interessi commerciali grande era la tolleranza religiosa — : e dalla famosa Tavola Nestoriana sappiamo che nell’anno 635 il [p. 8 modifica]missionario nestoriano Olopenn portò nella Cina i libri santi i quali furono poi tradotti in lingua cinese, e che alla fine del secolo VII esistevano chiese cristiane in tutte le provincie dell’Impero Celeste.

Anco prima di abbandonare le loro sedi al nord del Danubio, i Goti erano stati convertiti al Cristianesimo da Ulfila, vescovo ariano (311-381)2, il quale tiene pure un posto eminente nella Storia della scienza del linguaggio come traduttore della Bibbia in lingua gotica.

Se si vuole prestar fede alle tradizioni locali, le prime predicazioni cristiane nella Provenza risalirebbero al I secolo, e già nel III secolo si sarebbero estese alla maggior parte della Gallia: nella seconda metà del secolo IV anche gli abitanti delle campagne abbracciano il Cristianesimo, per l’opera zelante di San Martino, vescovo di Tours ed apostolo delle Gallie; presso i Franchi, invasori del Nord, il battesimo di Clodoveo, dopo la battaglia di Tolbiac (anno 496), suggella definitivamente il dominio del paganesimo nelle contrade settentrionali della regione francese.

Nell’Irlanda (Ierne dei Greci, Hibernia dei Romani), convertita, nel secolo V, al Cristianesimo da San Patrizio (Patrik), fondatore e vescovo della città di Armagh, gli stabilimenti religiosi si succedono così rapidamente e tanto numerosi, che l’isola diventa ben presto il più attivo centro dell’Europa per la propagazione della Fede, e riceve il nome di Isola dei Santi (Sanctorum Insula) che ricorda quello di Isola Sacra già datole dagli antichi, secondo la relazione del cartaginese Imilcone3. E San Colombano, nato nel 521, dopo aver fondato parecchi monasteri, istituisce sopra uno scoglio delle Ebridi a Iona una famiglia di uomini poveri e laboriosi al pari di lui, la quale in breve salì a grande celebrità; nè per trent’anni [p. 9 modifica]restò mai di valicare il mare col suo burchiello di vimini per recarsi a predicare il Vangelo agli Scoti ed ai Picti. Nei secoli VII ed VIII gli Irlandesi penetrano nell’Europa centrale fra i Germani e gli Slavi, riconquistando quanto era stato perduto dalla civiltà romana, occupano la Caledonia, le Orcadi, le Ebridi, le Shetland, le Färoer, e finalmente, nell’anno 795, la lontana Islanda4.

L’anno 420, nel quale i Romani incominciarono ad abbandonare i loro dominii nella Bretagna, segna il principio di un nuovo periodo nel governo, nelle condizioni sociali, nella lingua e nella geografia politica di quella grande isola. Le cronache monastiche riferiscono che i Sassoni ed altri popoli della Germania settentrionale, i quali facevano loro principale occupazione della pirateria, erano stati richiesti dai Britanni perchè venissero in loro difesa contro gli attacchi delle tribù semibarbare stanziate a settentrione delle opere di fortificazione costrutte sotto Adriano, Antonino Pio e Settimio Severo. Il primo arrivo dei Sassoni alla imboccatura del Tamigi risale all’anno 449, e da quel tempo sino alla fine del secolo VI quei popoli germanici, insieme cogli Angli e gli Iuti, giungono a frotte nell’isola, e riescono a fondare, dall’angolo sud-est alle parti settentrionali ed alle regioni del centro, i sette regni conosciuti nella storia col nome complessivo di Eptarchia.

Nel 597, undici anni dopo l’ultima invasione degli Angli, sotto il pontificato di S. Gregorio Magno, giungono nella Bretagna i primi missionari sotto la direzione del monaco Sant’Agostino. Il re anglo-sassone Etelberto si converte alla Fede, l’antico tempio pagano di Canterbury è ridotto a chiesa cristiana, ed in breve tempo tutti gli abitanti dell’isola, dalla Manica al Northumberland, abbracciano la nuova religione, il Cristianesimo. Una nuova luce si diffonde sulla geografia dell’Inghilterra, della Scozia e dell’Irlanda, quantunque, come nota il Ritter5, questa geografia si limiti, quasi unicamente, ad [p. 10 modifica]enumerazione di diocesi, di stabilimenti religiosi, di chiese, di abbazie, ecc. Nella Storia Ecclesiastica del venerabile Beda (morto nell’anno 735) si ha la prima geografia, alquanto particolareggiata, della Bretagna.

L’irlandese San Colombano6 fonda le abbazie francesi di Luxeuil e di Fontaine, distrugge i rimasugli del paganesimo nei paesi dei Vosgi e del Giura, e converte i Sassoni e gli Alemanni stabiliti nei dintorni del lago di Costanza7. Il più celebre dei suoi discepoli, San Gallo, si conduce a vita romita in una foresta sulle rive della Steinach8, ed in questo umile luogo sorge, circa cinquant’anni dopo la morte del pio monaco (anno 640), e sotto gli auspicii di Pipino di Heristal, il monastero di San Gallo, primo fra tutti i centri scientifici e letterari dell’Europa nei secoli VII, VIII e IX.

Le prime predicazioni cristiane nei paesi del medio Danubio risalgono alla seconda metà del secolo V. In esse va specialmente ricordato San Severino (morto nel 482), fondatore di molte chiese e conventi nell’Austria propriamente detta, e raccoglitore delle prime notizie geografiche sopra questo paese.

Gli abitanti della Baviera (Boiari, Bavarii) sono convertiti al Cristianesimo da missionari franchi, tra cui Sant’Emmerano (m. nel 654) e San Ruperto (m. nel 718). L’anglosassone Villibaldo, nel suo ritorno dal pellegrinaggio a Gerusalemme (nell’anno 730?), del quale egli stesso lasciò una minuta relazione, inizia le prime missioni cristiane nella valle dell’Altmühl, coadiuvato nel suo ministero da alcuni monaci Benedettini dell’abbazia di Monte Cassino9, e fonda la chiesa di Eichstadt, che fu per molto tempo uno dei principali centri della cultura tedesca nell’Alemagna meridionale. [p. 11 modifica]

Furono pure missionari cristiani quelli che fecero meglio conoscere le contrade marittime della Frisia, già note agli antichi col nome di Insula Batavorum10. San Villebrod, nato nel Northumberland verso la metà del secolo VII, fonda la prima chiesa olandese nel luogo detto dai Romani Traiectum (moderna Utrecht): a lui debbonsi anche i primi tentativi per introdurre il Cristianesimo in Danimarca. Ma sopra tutti i missionari della Germania va distinto l’anglosassone Vinfredo, comunemente conosciuto col nome di Bonifazio (680-755), le cui predicazioni si estesero, a cominciare dall’anno 719, nella Turingia, nella Frisia, nella Sassonia, nell’Assia ed in Baviera. A lui ed a Sturmo, uno de’ suoi più fedeli discepoli, è dovuta la fondazione del monastero di Fulda, centro principale delle lettere e delle scienze in tutta la Germania centrale durante i tempi di mezzo.

Sottomessi dalle armi franche i popoli Sassoni dei bacini inferiori del Weser e dell’Elba, e condotti dall’esempio del duca Vitikindo e degli altri loro capi ad abbracciare il Cristianesimo, sorsero in quei paesi i vescovadi di Bremen, Halberstadt, Hildesheim, Minden, Münster, Osnabrück, Paderborn, Verden e la famosa scuola di Corbia (Corvey), così detta dalla Corbeja Vetus della Gallia, illustrata dalle prime missioni di Ansgario, l’apostolo del Nord (826-872). Questo grande missionario può essere considerato come lo scopritore della Scandinavia, appena menzionata dagli scrittori del periodo romano; per suo mezzo furono eziandio meglio conosciuti i paesi dell’Holstein, dello Schleswig e la penisola del Jütland (antica Chersonesus Cimbrica).

Col regno di Ottone I imperatore (937-973) incominciarono i grandi progressi della geografia nelle contrade ad oriente dell’Elba, grandemente favoriti dalle vittorie di Ottone sulle popolazioni slave dei Sorbi e dei Vendi, dalla fondazione di vescovadi che diventarono altrettanti focolari di propaganda [p. 12 modifica]religiosa attraverso paesi e popoli dianzi affatto sconosciuti nell’Occidente, e, per ultimo, dallo stabilimento, nelle contrade assoggettate, delle così dette Marche11, poste sotto la giurisdizione di Margravi.

Le predicazioni di Adalberto (997-1000), vescovo di Praga, procacciano le prime notizie positive sulla geografia dei paesi appartenenti ai bacini dell’Oder, della Varta e della Vistola; la scuola di Griesen diventa, a guisa di quelle occidentali di Fulda e di Corvei, il principale nucleo degli studi religiosi e scientifici nei paesi più orientali dell’Europa allora conosciuta.

Ampie notizie geografiche sulle contrade degli Slavi trovansi nell’opera Chronicon Slavorum composta dal sacerdote Hemold di Lubecca (secolo XII) compagno al vescovo Gerold nei suoi viaggi in quelle contrade.

Ottone, vescovo di Bamberg (prima metà del secolo XII) è considerato, a buon diritto, come l’apostolo della Pomerania. Nelle sue numerose missioni egli percorse la massima parte dei paesi tra la Vistola e l’Elba, la regione corrispondente al moderno Meklenburgo, la Pomerania e l’isola di Rügen. Pare che prima di intraprendere il suo viaggio nella Pomerania egli non avesse notizia del mar Baltico, poichè si manifesta sommamente sorpreso dalla estensione di questo bacino marittimo, tanto grande che «dal mezzo di esso le rive opposte sembrano quali nuvole all’orizzonte». Al medesimo Ottone debbesi la introduzione della coltura della vite nelle campagne di Stettino, di Cammin e di Colberg, luoghi della Pomerania.

Cinquantatre anni, dal 1230 al 1283, durò la conquista e, con essa, la scoperta della Prussia propria, cioè della regione tra la Vistola inferiore ed il Memel. Nel 1239 cade la fondazione del primo stabilimento cristiano in Elbing; nel 1250 quella di Königsberg. Anco più lenta fu la propagazione del [p. 13 modifica]Cristianesimo nella Lapponia e nella Lituania; le prime missioni cristiane penetrarono in Lapponia nell’anno 1330, e la conversione dei Lituani non è anteriore all’anno 1386.

Nei paesi al sud del Danubio inferiore, cioè nel regno di Bulgaria fondato nella seconda metà del secolo VIII, molte famiglie sono già convertite alla nuova religione nell’anno 860; lo stesso è, pochi anni dopo, dei Russi stabiliti nel bacino medio del Dnjepr (Ucrania) per opera di missionari Greci. E la prima geografia della Russia meridionale adiacente al mar Nero si fonda per l’appunto sopra notizie radunate da scrittori greco-bizantini, e particolarmente sull’opera De Thematibus scritta dall’imperatore Costantino Porfirogenito (secolo X), nella quale è una completa descrizione delle provincie e delle prefetture dell’Impero Bizantino.

Cirillo e Metodio, della scuola di Cherson, introducono il Cristianesimo nella Boemia (anno 895), e quando gli Ungheri o Magiari, sconfitti da Ottone il Grande nella sanguinosa battaglia di Lechfeld presso Augusta (anno 955), si ridussero definitivamente a stabile dimora nelle pianure del Danubio e della Theiss, la fede cristiana trovò anche presso quelle popolazioni, dianzi barbare e feroci, facile accesso, specialmente sotto il regno di Stefano il Santo, apostolo e legislatore dell’Ungheria.

Note

  1. Così detti dal monaco Nestorio, il quale, nominato nell’anno 428 patriarca di Costantinopoli, cominciò a negare alla Vergine Maria il titolo di Madre di Dio, e in Gesù Cristo volle distinte non solo due nature, ma due persone eziandio. La nuova eresìa fu condannata dal Concilio di Efeso (anno 431), ma a Nestorio sopravvissero le sue dottrine: le quali, insegnate nella scuola di Edessa, e favorite dalla politica dei re Sassanidi, furono le sole che da Peroze fossero ammesse nel dominio persiano.
  2. Già alcun tempo prima di Ulfila il Cristianesimo era penetrato nei paesi al nord del Danubio per mezzo dei Cristiani della Galizia e della Cappadocia.
  3. V. Parte prima, pag. 9.
  4. Marinelli, La Geografia e i Padri della Chiesa, pag. 11.
  5. Geschichte der Erdkunde und der Entdeckungen, pag. 141 e seg.
  6. Da non confondersi con il missionario dallo stesso nome, fondatore di Iona.
  7. San Colombano morì, nell’anno 615, nel monastero di Bobbio da lui fondato.
  8. Piccolo fiume tributario del lago di Costanza.
  9. Fondata da San Benedetto da Norcia (480-453).
  10. V. Parte prima, pag. 50.
  11. Veggasi, per i nomi e le posizioni delle principali di queste Marche, la Tavola 4 dell’Atlante storico-geografico dello Spruner. V. pure Ritter, op. cit.,pag. 158.