L'edera (dramma)/Atto III/Scena VI

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Scena VI

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SCENA SESTA.

Prete Virdis; Annesa.

Prete Virdis

siede, senza guardarla, e finisce di sfilare il rosario: poi si rivolge a lei che è tornata umile.

Hai fatto bene a venire....

ripone la corona in tasca.

Siedi qui, accanto a me.

Annesa

inginocchiandosi.

Paulu ed io siamo in peccato mortale.... e Dio ci punisce! [p. 139 modifica]

Prete Virdis.

Siedi ti dico, e raccontami tutto minutamente.... Perchè sei fuggita?

Annesa.

Dopo fatti i funerali, io seppi da zia Anna le voci che correvano in paese; cioè, che Paulu aveva picchiato il Vecchio finchè l’ebbe morto; e, nello stesso tempo, qualcuno venne ad avvertirmi che i carabinieri circondavano la casa per arrestarci tutti.... Allora, zia Anna, vedendo il mio turbamento, mi disse: «una volta che la Giustizia se ne immischia, qualcosa dev’essere successo... e tu devi saperlo.... Bada, dunque, di non farti arrestare, se vuoi bene a Paulu»... E io presi la via della montagna... Speravo di trovarlo lassù.... di avvertirlo....

Prete Virdis

interrompendola.

Non è questo che ti domando!... Mi spiegherò meglio.... Raccontami com’è morto il vecchio Zua.

Annesa

agitatissima.

Che cosa posso dirle?... Ero così stanca... mi pareva calmo.... mi sono addormentata.... Quando mi risvegliai.... non sentendolo più [p. 140 modifica]respirare.... m’alzai inquieta.... era già morto!... In quella, arrivò Paulu...

non osando guardarlo.

Prete Virdis

cominciando a sbuffare.

Tu ripeti quello che hai sempre detto!

Annesa.

Perchè è la verità!... La mia colpa è di non aver chiamato, appena mi accorsi che il Vecchio era spirato.

Prete Virdis

con forza.

Tu non dici la verità.... e io ti ho fatto venire per sapere soltanto la verità!

Annesa china il capo.

Ascolta.... Poche ore prima.... quando Zua mi dichiarava ad alta voce che non avrebbe mai ajutato Paulu.... tu.... che stavi in orecchio dietro quella porta.... non hai potuto trattenere un movimento di rabbia....

Annesa vorrebbe protestare.

Calmati, calmati!... Io non sono nè un giudice, nè un confessore!... Il giudice saprà strapparti di bocca il tuo segreto, come un dente cariato, senza che tu te ne accorga: è il suo mestiere.... Al confessore, ricorrerai.... quando vorrai.... Io sono semplicemente un uomo, che ama e [p. 141 modifica]vorrebbe ajutare i suoi simili.... Se tu vedi cadere un povero vecchio, tu lo ajuti a rialzarsi, non è vero?... Se tu non lo facessi, non saresti una creatura umana, ma un animale privo di ragione.... Basta.... lasciamo da parte le prediche!... Mi preme soltanto di farti sapere che io voglio ajutare i tuoi benefattori a rialzarsi dalla loro caduta.... e tu devi unirti a me.

Annesa.

Non ho altro pensiero.... Che devo fare?

con slancio.

Prete Virdis.

Dire la verità... Nient’altro!

Annesa

ritornando incerta.

Ma se l’ho detta!

Prete Virdis

abbassando la voce.

No, Annesa: tu non l’hai detta!... Eppure, io la so.... e la so, prima che tu la sapessi... da molti anni.... e l’ho veduta crescere con te, questa verità spaventosa... Essa, simile a un serpente, si è avvinghiata al tuo corpo e forma con te una sola e medesima cosa... donna e serpente... che si chiama Annesa! [p. 142 modifica]

Annesa

spalancando gli occhi spaventata.

Non parli così!... Che cos’ha da rimproverarmi?

Prete Virdis.

Lo sai!... Tu conosci la storia della vipera che morse.... e avvelenò l’uomo che la riscaldava sul proprio seno.

Annesa.

Ebbene, se Paulu e io ci siamo amati... non mi sono sempre tenuta al mio posto di serva?

Prete Virdis.

Ecco che parla il serpente!... Dio ti aveva dato un’anima pura.... e tu l’hai insozzata: essa si è putrefatta in te.... come il cadavere nella tomba.... e ti ha corrotta.... Tu sei simile a un sepolcro imbiancato, che sembra bello di fuori, ma non rinchiude che putredine... Tu ti sei trattata come la tua peggiore nemica!

Annesa

coprendosi il volto con le mani.

È vero!... è vero!

Prete Virdis

con voce triste e pietosa.

Io ti parlo così, perchè so che sei intelligente, e mi comprendi. [p. 143 modifica]

dopo una breve pausa.

Spesso ti ho sgridata, perchè non venivi mai in chiesa!... Sono anni e anni che hai deviato dalla retta via... ma non credevo che saresti caduta così cecamente nell’abisso!... Chi potrà salvarti ora?

pausa: — Annesa singhiozza. — Prete Virdis abbassa di più la voce.

Dio solo può salvarti... perchè soltanto i morti non possono rialzarsi... ma i malati possono guarire... e la tua anima è ammalata di un morbo pestilenziale... Cerchiamo di guarirla... Adesso, io sono il tuo medico... Annesa, credi tu ancora in Dio?

Annesa.

Non so: da molti anni non ci credevo più... Paulu m’aveva detto che dopo la nostra morte nulla più sussisteva di noi... e troppe disgrazie sono piombate sui miei benefattori... che temono Dio!... Perchè il Signore, se esisteva, avrebbe permesso il martirio di questa gente dabbene?... Io non sono però cattiva come lei crede... Sono pronta a ubbidirla... Che cosa devo fare per salvare i miei benefattori... e Paulu... Paulu che amo tanto!

Prete Virdis

con rimpianto.

Perchè... perchè ti sei data a lui? [p. 144 modifica]

Annesa.

Non ho saputo resistere!.. L’ho sempre amato... senza saperlo!... Amavo persino Gantine, perchè gli rassomigliava... e anche Paulu mi voleva bene... Quando rimase vedovo... un giorno, zio Castigu invitò i suoi amici, e la famiglia dei suoi antichi padroni, a visitare il suo ovile sul monte San Giovanni, presso la tomba del Gigante, di dove si scorge gran tratto del paese... Paulu volle arrampicarsi fin lassù... e io lo seguii... perchè desideravo di veder da lontano il nostro villaggio... A un tratto, posando il piede sopra due pietre vacillanti, ebbi paura e gridai.... Paulu si voltò.... mi stese la mano... e mi fissò stranamente... Quello sguardo insolito m’avviluppò come una fiamma... e mi sembrò che le rocce crollassero sotto i miei piedi; ma Paulu m’aveva afferrato fra le sue braccia... e teneva le sue labbra attaccate alle mie... come non dovessero più separarsene.

Prete Virdis

sbuffa commosso, e scuote il fazzoletto, pcrchè essa non prosegua.

Annesa.

Mi dica, dunque, che cosa devo fare?... Devo accusarmi d’aver ucciso zio Zua?... Lo farò.... Dirò che l’odiavo, e l’ho ucciso.... Ma mi crederanno? [p. 145 modifica]

Prete Virdis.

Non ti crederanno.... perchè questa non è la verità!

Annesa

con voce aspra.

E qual è la verità?... Me la dica lei!

Prete Virdis.

Te la dico subito... Se occorrerà che tu debba accusarti, dirai: «Io non ho ucciso zio Zua per odio... ma per amore, e per interesse... per impossessarmi della sostanza del Vecchio, che credevo avesse ancora presso di sè... e tenere Paulu legato a me, per sempre».

Annesa

smarrita.

Io non capisco... non capisco

Prete Virdis

Tu dirai: «Io ho commesso questo delitto, per farmene una catena di riconoscenza, che tenesse Paulu avvinto a me per la vita, se non veniva scoperto... o un’arme difensiva nel caso opposto, facendo comparire Paulu il vero colpevole.... e io la sua complice soltanto»... Questo lo crederanno, perchè è la verità! [p. 146 modifica]

Annesa

raddirizzandosi livida, con i pugni stretti, e fissando il Prete con occhio dilatato.

È stato Paulu che le ha detto questo?... Mi assicuri che non è stato lui... se no... io...

inferocita, movendo verso Prete Virdis.

Prete Virdis

immobile, senza guardarla; ma con voce triste e lenta, non più pietosa.

Se no?... Mi farai, forse, quello che hai fatto a Zua Decherchi?

Annesa

atterrita, con voce rauca e affannosa.

Mi guardi negli occhi, in nome di Dio!... E mi ripeta, in coscienza, se crede a quello che mi ha detto... Se lo crede lei... lo crederò anch’io... e mi stimerò una bestia feroce... e correrò a inginocchiarmi davanti alla porta del carcere, supplicando me la spalanchino... come la porta di una chiesa!

Prete Virdis

guardandola impietosito.

Calmati, figliuola!... Può darsi che io mi sia ingannato... Ma se i medici dichiarano che Zua Decherchi è morto assassinato... [p. 147 modifica]

Annesa

con un brivido di terrore, coprendosi gli occhi con le mani.

No... non si è ingannato... ma mi giudicò peggiore di quello che sono!

scoprendo gli occhi, con voce ferma.

Il Vecchio era già morto quando Paulu è entrato... e io lo avevo soffocato... perchè credevo di salvar Paulu col suo danaro... Non per altro scopo... lo giuro!... Quel destino, che mi portò come una piuma in questo paese maledetto, mi costrinse anche a diventare quella che sono... Perchè il Signore, se esiste, lo ha permesso?

Prete Virdis

sbuffando, irritato.

Tu non puoi giudicare i suoi decreti!

dopo una breve pausa.

Adesso, una sola cosa importa: che tu comparisca davanti al Signore con l’anima guarita.

Annesa

con fervore.

Io sono pronta ad accusarmi... a dire tutto quello che lei vuole. [p. 148 modifica]

Prete Virdis

con dolcezza.

Annesa, il Signore dice a chi è caduto: «Rialzati e bada di non ricadere!»... Egli dice a te: «Sollevati, e non peccare mai più!»

Annesa

giungendo le mani.

Mai più!... Mai più!...

cade in ginocchio e piange.

Prete Virdis.

Brava!... Brava!

La rialza.

Annesa.

Se sarò condannata....

Prete Virdis.

Per ora, pensa all’anima tua.... e taci!... Può darsi che l’omicidio non abbia lasciato traccia... e allora i Decherchi sarebbero assolti... e tu, forse, condannata.... soltanto per negligenza.... a una pena non grave.

Annesa.

Qualunque pena, mio Dio!, purchè essi siano salvi! [p. 149 modifica]

Prete Virdis.

E se Dio, in riguardo al tuo pentimento, permetterà che così avvenga, per toglierti dall’occasione di peccar novamente, tu non dovrai rientrare in questa casa.

Annesa.

No, no!... Andrò a Nuoro... mi farò serva...

Prete Virdis.

E Paulu, credendoti innocente, verrà a cercarti... e tu ricadrai nel peccato!

Annesa

supplice.

No... noi... Lei dirà a Paulu...

Prete Virdis.

Io?!... Oh!... Le mie labbra sacerdotali sì disseccheranno prima di rivelare il tuo segreto... Se mai, toccherà a te di parlare.

Annesa

con spavento.

A me?!

Prete Virdis

che, passeggiando inquieto, si trova presso la comune, origliando.

Per ora, intanto, devi tacere... Mi par [p. 150 modifica]d’udire le voci dei Decherchi che salgono la rampa... Ritirati in cucina... riprendi le tue faccende, come niente fosse... e non fiatare... Sopporta rassegnata anche le sgarberie di don Simone... Va... prega... e spera!

le manda, con la mano, un saluto, che è quasi una benedizione: — Annesa, assentendo, entra in cucina. — Prete Virdis allarga le braccia e si raccomanda al cielo. — Si odono le voci dei Decherchi, animate: — quella di Don Simone le supera tutte.