Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/391

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indice delle materie 375


Fama buona o cattiva quanto importi, 25. — Quanto giovi mandar innanai la buona, prima d’entrar nelle corti, 108. — Quanto si debba procurare di conservarla, 25.

Fanciulle cinque bellissime di Crotone. (Vedi Zousi.)

Fanciulletti a cui spuntano i primi denti, con quali amanti dall’autore comparati, 298.

Fanciulli, perché cantino di notte, 90.

Fatiche, lor fine qual sia, 262, 263. — Utilissimo ad ognuno il tolerarne, 264.

Favori de’ principi, sodi e veri quai sieno, 94. — Non si debbono uccellare, 293. — Come in essi debba diportarsi il Cortegiano, 94.

Favorire, i principi favoriscono talvolta chi non lo merita, 25.

Federico duca d’Urbino, lodato, 9, 271. — Gustava che gli fossero fatte delle burle, 152. — Sua sentenza, 262.

Federico Marchese di Mantova; sua gentil riprensione, 142. — E faceta risposta, 144, 145.

Federico. (Vedi Gonzaga.)

Felicità de’ sudditi dee procurarsi dal principe, 259, 260.

Femina e maschio intende di produr la natura, 181.

Fenice, perfetto Cortegiano presso Omero, 281.

Ferdinando. (Vedi Ferrando.)

Fermezza della donna in amare il primo compagno del suo letto, donde nasca, 182.

Ferrando re di Spagna, marito d’isabella, lodato, 199. — Soggioga il regno di Granata, e toglie parecchie città ai Mori in Affrica, ivi, 310.

Ferrando minore d’Aragona, re di Napoli, eccellente negli esercizii cavallereschi, 138. — Sua avvertenza, 116. — Scioccamente imitato da un mal avveduto in un suo difetto, 35.

Ferro non esercitato, comparato con alcuni principi, 263.

Festività, che cosa sia, 118.

Fetide cose. (Vedi Mangiar.)

Fico, novelletta di certa donna impiccata ad un fico, 146.

Filippo di Demetrio assedia Chio; e suo iniquo bando, 197.

Filippo Duca. (Vedi Cortegiani.)

Filippo il Macedone, sua cura di trovare un ottimo maestro ad Alessandro, 34. (Vedi Alessandro.)

Filosofie celebri, 181.

Filosofia più nobile qual sia, 281.

Filosofi antichi, come definiscano l’amore, 285. — Filosofi paiono e non sono alcuni poeti, 214. — Filosofi severi intervenivano a’ pubblici spettacoli ed a’ conviti, e perchè, 121. — Filosofo morale qual sia, 55.

Fine nobilissimo della Cortegiania descritto, 243, 244.

Fiore della Cortegiania qual sia, 244.

Fiorentini guerreggiano contra Pisani, 127. — Usavano il cappuccio, 102.

Fiorentino commessario, sua sciocca minaccia al duca di Calavria, 127. Due ridicole proposte d’un Fiorentino per far danari, 128. — Oscena facezia d’un altro, 140.

Fiorenza ha XI porlte, 128.

Fisionomi, lor dottrina accennata, 290.

Foglietta (Messer Agostino), sua gentil dissimulazione, 142.

Folli chiama l’Autore questi suoi ragionamenti, in comparazione delle cose sacre e divine, 185.

Fonte publico comparato al principe, 249.

Forbici, novelletta accennata, 188.

Forche, in alcuni paesi quando uno condannato alle forche venga richiesto per marito da una publiea meretrice, resta libero, con questo che la sposi; facezia curiosa alludente a ciò, 145.

Forestieri, quando non sieno necessarii per custodire il principe, 268.

Forma, ad essa s’assomiglia l’uomo generante, 182.

Fortezza che cosa sia, 255. — Viene ajutata dall’ira, ivi. — Nasce dalla temperanza, ivi. — Più propria dell’uomo che della donna, 180. — Qual sia la vera nella guerra, 264.

Fortuna seconda e avversa, ministra di Dio, 267. — Perchè mandata da Dio, ivi.