Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/390

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374 indice delle materie.


E

Ebrietà, dee fuggir., da’ vecchi, 214.

Eccellenza suprema, benché l’uomo non possa giugnervi, non dee sgomentarsi di operare, 112.

Eccessi ridicoli, tanto in grandezza, quanto in picciolezza, 141.

Edifici grandi si convengono a’ principi, 270.

Educazione del principe qual esser debba, 265.

Effeminatezza degli animi da quai cose venga cagionata, 243, 244.

Effeminati uomini sbandir si dovrebbero dal commercio delle persone discrete, 29.

Effetti delle cause contrarie, tra sè pur conlrarii, 258. - Effetti lodevoli alle volte nascono da causa degna di biasimo, 288.

Egitto, già mare, ora terra fertilissima, 313.

Egnazio Catulliano, 56.

Eguali. (Vedi Conversare.)

Eleonora d’Aragona, duchessa di Ferrara, lodata, 201.

Elia, suo carro infiammato, 301.

Elide. (Vedi Olimpici giochi.)

Empietà, detestabile benché faceta, 140. (Vedi Biastemare.)

Ennio, 145, (Vedi Scipion Nasica.)

Enrico principe di Waglia, assai lodato, 272.

Epaminonda, udiva volentieri le ammonizioni di Lisia Pitagorico, 247.

Epicari, libertina romana, sua costanza, 189.

Epimeteo, sua favola descritta, 249.

Equalità pari con chi debba usare il principe, 262.

Ercole, sua statura, come e da chi ritrovata, 168, — Lodato, 272, (Vedi Pitagora.) — Suo rogo, che cosa significhi, 301

Eremita del Lavinello di M. Pietro Bembo, accennato, 284.

Eritrei, muovono guerra a’ Chii, 197.

Ermo (Sant’), facesia gentile del Gran Capitano, 143.

Errore nostro quando ci diletti, 136.— Errori infiniti de’ cattivi principi,
246— Errori non sono tutti eguali, 79.

Esempio, chi fallando dà mal esempio, merita doppio castigo, 32.

Esempio faceto, 21.

Esercizii cavallereschi come debba fare il Cortegiano, 83.

Esiodo imitato, ma non sempre, da Virgilio, e perciò da questo superato, 49.

Esopo tassato da Socrate presso Platone per aver tralasciato certo Apologo, 76.

Estense (Ippolito) Cardinal di Ferrara, lodato, 23.

Estensi donne celebri, accennate, 198.

Estremo, ad esso s’attaccano le donne, 193. — Estremi, come da essi dobbiamo discostarci, 274.

Età de’ Prìncipi e de' Cortegiani, varie difficoltà che nascono dalla diversità di essa, 278, — Età matura, più capace dell’amor onesto e ragionevole, 287, — Età, tutte hanno qualche peculiar virtù e vizio, 89.

Età d’oro. (Vedi Saturno.)

Euboea,già congiunta alla Bcotia, 313.

Eva col suo fallo, accennata, 185.

Evangelio, luogo di esso circa l'essere invitalo a nozze, allegato, 94. — Faceti, intorno un altro passo dell’Evangelio, 134.

F

Fabio pittore, perché così cognominato, 64.

Faceto, chi propriamente chiamar si possa, 151.

Facezie. (Vedi Detti, ove ne ha gran copia, ed anche Novelle.)

Facezie sono di due sorte, 118. Anzi di tre, 123. — Ciò che in esse debbasi osservare, 118, (Vedi Arte. Giudicio. Ingegno. Rispondere.) — Facezie giudiciose, proprie d’un buon Cortcgiano, 117, — Luoghi varii donde si cavano, enumerati, 150. Effetti diversi delle medesime, ivi. — Avvertenze notabili nell’usarle, 125, 151.

Facilità nel parlare, difficile, 46.

Fallare, chi falla, e dà mal esempio, dee doppiamente esser punito, 32.