Risposta dell'ingegner Giovanni Milani al dottore Carlo Cattaneo/Parte XIII

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Parte XIII

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Parte XII Allegati


[p. 121 modifica]XIII.

Nella stima presuntiva dei terreni da occuparsi o da danneggiarsi conp agln e 24, 25.

la strada aver io commesso un errore enorme, un errore di sei milioni.

Quella stima doversi dai tre milioni, in cui è esposta, portare ai nove milioni; tre milioni essere una cosa assolutamente impossibile; nove, nove occorrerne, e non meno: appellarsene egli al giudizio di tutti i pratici.

Nei movimenti di terra esservi errori nel bilancio tra gli interramenti Pagine 25, 26.

e gli escavi, nella quantità totale, nel prezzo.

Non esservi equilibrio, non esservi bilancio tra gli interramenti e gli - escavi.

JSd in questo bilancio, tra gli escavi ed i terrapieni, mostrarsi proprio il giudizio pratico degli ingegneri.

Non esservi, perchè io ho ammassato in pochi luoghi le grandi escavazioni, e quindi non potersi facilmente compensare coi terrapieni.

La quantità totale dei movimenti di terra, nove milioni di metri cubi, essere una cosa esorbitante, e questo

massime per quel non necessario ne utile vincolo che io mi sono imposto, di evitare, non si sa perchè, i sifoni, passando sopra tutte le correnti £ acqua.

Un esperto ingegnere avergli dimostrato che sul solo tronco da Milano all’Adda si possono risparmiare 140 mila metri cubi di terrapieno, senza danneggiare menomamente le pendenze, e senza pregiudicare le acque correnti.

Pel prezzo, mezza lira al metro cubo in misura media essere troppo scarso; quattro milioni e mezzo per tutti i movimenti di terra essere una vera miseria.

Bisogna che il prezzo di un metro cubo sia di una lira, bisogna triplicare quei quattro milioni e mezzo, aggiungetene nove, farli tredici e mezzo.

L 5 ingegnere Gampilanzi intendersi del prezzo dei movimenti di terra,

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e tanto esser vero che egli apprezzò i suoi movimenti di terra quasi otto milioni, e non soltanto quattro milioni e mezzo come io.

Del resto, in mezzo a tanta rovina, a tanta frotta di errori in eccesso di quantità ed in difetto di prezzo, in mezzo a tanto moltiplicar di milioni, splendere ancora per grande ventura qualche raggio di speranza, Pagina a6. la speranza che la perizia pratica degli appaltatori supplisca alla mancanza di diligenti e veri studii, cosicché il movimento di terra

pOSSa CRESCER DI PREZZO E DIMINUIRE DI QUANTITÀ* alV atto SteSSO degli

appalti.

Pagine ?.g, io. Aver io dimenticato di valutare la spesa

delle tre gallerie proposte nel Vicentino, una sotto il torrente Guà, due sotto il monte Berico, pagina 35. e quella delle cinque piazzette del ponte di Venezia, Pagina a 9. e (\ e ( mur i di rinfianco.

Pagine aa, a 9. Questi errori e queste dimenticanze non essere cose innocenti, ma vere prevaricazioni che io m’imposi al fine di animare gli imprenditori colla tenuità della spesa, Pagina a3. come aveva mirato a disanimarli con quella mia strana proporzione tra l’introito delle persone e quello delle cose, e con quella mia bassa tariffa.

Nel progetto aver incominciato prima dal calcolo delle spese, e poi da quello del ricavo.

Pagine 34, a5. an che avendo posto per fondamento una erronea tariffa, tutti i

calcoli di costruzione essere riusciti angustiati.

Pagina 3 7. Infine, cosa veramente incredibile se non si potesse citare il paragrafo, aver chiamato vapore il gas idrogeno carbonato)

3go.° 11 dottore Cattaneo scrive alle pagine *4 e 25 della di lai Rivista:

che nella stima presuntiva dei fondi da occuparsi o da danneggiarsi colla strada ferdinandea vi è un errore di sei milioni, numero tondo, sei milioni) che convien farla salire dai tre ai nove milioni, e non sapendo poi come provarlo, se ne appella, in via astratta, al giudizio di tutti i pratici.

u Questa cifra vuoisi portare almeno a una lira per metro, ossia dai tre milioni in» circa del progetto Milani ai nove milioni, sei milioni di più, e ce ne appelliamo al giu» dizio di tutti i pratici ».

Io rispondo che quell’ errore dei sei milioni nelle stime presuntive dei terreni è una follia del dottore Cattaneo, dannosa al pubblico e dannosa aW impresa, e lo proverò, non con una invocazione poetica, non appellandomi astrattamente al giudizio di tutti i pratici, ma allegando il giudizio già dato, e da più di due anni, dai pratici, e, ciò che conta più, lo proverò anche coi fatti.

391. Vediamo intanto come il dottore Cattaneo abbia ritrovato quella sua media di

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3i centesimi al metro quadratole percbè siasi risolto di dare ad essa sopra di ogni altra la preferenza.

392. L’ apprezzamento d’ avviso dei terreni da occuparsi o da danneggiarsi non è determinato nel progetto mediante una media presa come comune misuratore su tutta la linea da Venezia a Milano.

Tutti veggono che sarebbe stato impossibile indovinar questa media, da Venezia a Milano, per una lunghezza di 271,203 metri, senza contar gli altri 19,285 di Bergamo ?

tra terreni tanto svariati di fertilità, di coltivazione, di prodotti.

La stima approssimativa dei terreni da occuparsi o da danneggiarsi procede dunque, nel progetto, divisa non solo per ciascuna sezione, ma per ciascun tronco d’ogni sezione, ed a seconda delle diverse coltivazioni.

Tutto ciò è dimostrato dal prospetto VI del progetto, nel quale si legge il prezzo medio attribuito in ciascun tronco ad ogni pertica censuaria per ogni diversa coltivazione di suolo $ e dietro quali norme poi io abbia determinato quei prezzi medii lo si può raccogliere dall’ unito Allegato SS*.

Il prospetto VI del progetto può essere esaminato da tutti volendolo (N.° II del presente scritto). Il dottore Cattaneo lo conosce, e lo ha anzi consultato per raccogliere da esso la superficie totale da occuparsi colla strada, ed il prezzo medio generale che ha esposto.

3g3.° Prendendo prima per la linea lombarda, quella da Milano al Mincio, poi per la linea veneta le somme delle superficie occupate, ed i loro valori, e dividendo, corrispondentemente a ciascuna linea, queste per quelle

il valore medio delle occupazioni in tutta la linea lombarda risulta di lire austriache o.38 per metro quadrato,

e quindi per una pertica milanese di lire austriache 247* E per la linea veneta di lire austriache o,255 per metro quadrato,

ossia di lire 167 per pertica milanese.

La media totale poi, cioè quella di tutta la linea da Milano a Venezia, risulta di lire austriache 0,3 12 per un metro quadrato,

e quindi di lire austriache 204 per pertica milanese.

394 II dottore Cattaneo, per giugnere al lodevole intento propostosi, per far credere, singolarmente in Lombardia, che il prezzo delle stime d’avviso era bassissimo, ed ottenere con questo più esagerate pretese d’indennizzo nei proprietarii, e più difficoltà di acquisto alP impresa,

tacque che i terreni erano stati apprezzati non mediante un valore medio per tutta la linea, ma a seconda delle provincie, dei distretti, dei tronchi della strada, delle coltivazioni del suolo, perchè questo lo avrebbe condotto a confessare che nella stima presuntiva Milani il valore medio di una pertica milanese era

Da Milano a Tre viglio, lire 257.

Da Treviglio a Chiari, lire 279.

Da Chiari a Brescia, lire 3o8.

Da Brescia a Castiglione delle Stiviere, lire 287.

Da Castiglione al Mincio, lire i3a.

E in luogo di attenersi, almeno, alla media lombarda, ai 38 centesimi al metro quadrato, che dà per tutta la linea lombarda, e per una pertica milanese, un valore medio di lire 247, Google [p. 124 modifica]
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volle piuttosto, pel lodevole fine che ho di sopra jndicato, esporre la media generale di tutta la linea,

quella di centesimi 3i al metro quadrato,

di lire austriache 204 per pertica censuaria, senza accennare nemmeno che questa media comprendeva anche i terreni veneti, i quali, presi in massa ed in parità di superficie, costano meno dei lombardi.

395. Ecco i frutti dello spontaneo zelo del dottore Cattaneo per l’impresa della strada » ferdinandea (pagina 43): ecco le belle cure ed i bei servigi che le va prodigando (pagina 4)»

Purché si tratti di dir male di tutto e di tutti, e singolarmente di me, egli sacrificherebbe non la strada di ferro da Venezia a Milano, ma tutte le strade di ferro del mondo.

396. Ma veniamo più particolarmente a quella follia dei sei milioni, «d al giudizio dato di essa dai pratici.

Il progetto fu esaminato ed approvato, come più volte si rammentò, da due Commissioni tecniche, civili e militari in Venezia ed in Milano, e da tutti gli aulici dicasteri tecnici, civili e militari di Vienna.

Per la parte tecnica civile fu nella commissione veneta chiamato Fattuale direttore generale delle pubbliche costruzioni in Venezia, il signor cavaliere Pietro Paleocapa )

e nella commissione lombarda PI. R. ispettore aggiunto delle pubbliche costruzioni, signor cavaliere Donegana.

Circa al valore presuntivo dei fondi da occuparsi nella parte veneta, ecco le parole precise del rapporto 4 ma gg’° del direttore generale signor Paleocapa.

« Pel primo articolo di spesa, che consiste essenzialmente nella occupazione e nei gua» sti dei fondi, basterà che io faccia conoscere che il medio prezzo assegnato su tutta la r linea delle provincie venete a questi fondi è di centesimi 25 */ 3 per ogni metro qua» drato, il che corrisponde assai presso a poco a mille lire austriache per ogni campo » padovano.

» Onde, quando si consideri che non sono che pochi fondi nel Vicentino e nel Veror nese che possano meritare un maggior prezzo di questo medio, e che nel resto i fondi » delle provincie nostre hanno un valore che vi sta molto al di sotto, non potrà restar » dubbio che il prezzo assegnato in perizia non sia sufficiente».

Dunque per le provincie venete di quei sei milioni di aggiunta, a giudizio di tutti i pratici^ nemmeno un soldo.

Passiamo alle provincie lombarde.

Nella conferenza della commissione d’esame lombarda del giorno 12 marzo 1839 l’imperiale regio ispettore aggiunto, signor cavaliere Donegana, dichiarò che gli pareva che il prezzo medio attribuito alle occupazioni lombarde in centesimi 38 per metro quadrato si dovesse, per maggior sicurezza di preventivo, portare ai centesimi 605 e quindi aggiugnere alla somma totale delle occupazioni lombarde lire 952,088, essendo la superficie di tutte le occupazioni lombarde di metri quadrati 4327,670. (Allegato SS*.)

Per giudizio dunque delle due commissioni esaminatrici, veneta e lombarda, tutto l’aumento che si potrebbe fare, in via di precauzione, alla stima presuntiva dei fondi da occuparsi, si riduce alla somma di lire 952,088.

Ed ecco a cosa il giudizio dei pratici, non invocato soltanto, ma dato, riduce quella follia dell’aggiunta dei sei milioni del dottore Cattaneo.

Un direttore generale delle pubbliche costruzioni, ed un imperiale regio ispettore ag- Google [p. 125 modifica]

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giunto delle pubbliche costruzioni, uno delle provincie venete, l’altro delle prò vincie lombarde, saranno, si spera, due pratici da non eccepirsi in confronto di quei pratici astratti di cui parla il dottore Cattaneo.

E fin qui stando ai giudizii ed alle opinioni: ma veniamo ai fatti.

397.° Per il tronco di strada di ferro da Venezia a Padova si lasciò libero il diritto di espropriazione, che pel disposto dall’ articolo 8.° delle Sovrane direttive discende qual naturale ed indispensabile conseguenza della concessione definitiva, e quindi per la società lombardo-veneta qual naturale conseguenza della Sovrana risoluzione 7 aprile 1840.

In causa della rovinosa proposta Castelli, questo diritto di espropriazione fu sospeso, pel tronco da Milano a Tre viglio, dal venerato Vicereale decreto 6 settembre i84o, N. 943c.

398. I terreni acquistati tra Mestre e Padova, sotto 1’ egida di quel diritto, costarono’, in somma, circa un 2 5 per cento di meno del prezzo di stima.

Quelli contrattati pel tronco da Milano a Treviglio non costarono, in misura media, che un venti per cento di più della stima, e notisi bene

quantunque mancasse il potente appoggio del diritto di espropriazione; quantunque i contratti si siano fatti obbligatorii pei venditori, liberi, nel caso della mutazione della linea, per la società acquirente;

quantunque siansi compresi in essi gli indennizzi dei frutti che potessero essere pendenti all’atto della occupazione, e il risparmio di alcuni manufatti di comunicazione pei quali i proprie tarii dei fondi avrebbero avuto un buon diritto;

quantunque siano due anni che il dottore Cattaneo, per isviscerata tenerezza dell’ 0pera, va gridando e stampando che le stime dei terreni sono basse bassissime, che bisogna aggiungervi due terzi, sei milioni, e quindi che i proprietarj dei fondi debbono do* mandare due terzi più di quello che fosse per offrire la società.

399. In somma la conclusione è questa: malgrado i frutti dello spontaneo zelo del dottore Cattaneo, malgrado le utili conseguenze della proposta Castelli, da porsi a buon dritto in riga coi frutti suddetti, l’acquisto dei terreni sta fino ad ora nei limiti del preventivo!

e senza quella spontaneità di zelo del dottore Cattaneo, e senza quelle utili conseguenze della proposta Castelli, tutto induce a credere che si sarebbero acquistati, forse, per meno della somma di preventivo.

Ecco a cosa si riducono quei sei milioni di errore e di aggiunta, ed ecco dimostrato all’evidenza, se assai non m’inganno, altro non esser essi che una follia del dottore Cattaneo dannosa al pubblico e dannosa all’impresa.

4oo.° Determinate, in un paese qualunque, dietro i principii generali e dietro le considerazioni generali di economia pubblica e d’ arte, la linea da seguirsi con una via di comunicazione, e la qualità della via che sopra essa aprire si vuole, i movimenti di terra da eseguirsi per questa dipendono:

dal naturale ordito del suolo che attraversare si deve;

dalle condizioni principali a cui la qualità di via scelta deve soddisfare indispensabilmente ove vogliasi che essa incontri sotto ogni rispetto di solidità, - di economia di costruzione, di manutenzione, di transito, - di sicurezza, continuità e celerità di transito, lo scopo propostosi.

Non è più in mano dell’ ingegnere disperdere od aggruppare a sua voglia i grandi escavi, i grandi innalzamenti di terra a cui gli accidenti del suolo, le regole invariabili dell’ arte, e la qualità della strada scelta lo astringono. Egli non può dominarli che fra stretti limiti, non

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può tentare il bilancio degli escavi cogli innalzamenti che in brevi tratti, e seguendo soltanto le considerazioni economiche di costruzione, cioè fin dove la spesa, che occorre pel trasporto delle terre di escavo negli innalzamenti, non superi la somma della spesa di «scavo con i due indennizzi da accordarsi ai proprietari del suolo pei terreni occupati con Pescavo della terra occorrente agli innalzamenti, e col deposito di quella che sovrabbonda ove la strada è in escavo.

4ou° È dunque nel costruire sullo scelto andamento la qualità di via preferitavi in guisa che essa soddisfi, tutto insieme considerato, alla maggior somma di utilità, alla maggior utilità complessiva e finale, che si mostra il giudizio pratico delT ingegnere, e non nel bilanciare gli escavi coi terrapieni ( pagina 26 ), come e’ insegna, e per la prima volta al mondo, il dottore Cattaneo.

E stolta poi è P accusa che il dottore Cattaneo mi dà

di aver ammassate quasi tutte le grandi esecrazioni in pochi luoghi, e quindi d’essermi posto nella necessità di non poterle facilmente compensare col terrapieno (pagina 26))

come se io avessi potuto cambiar la forma del suolo del Regno lombardo -veneto, spianar le alture, abbassar gli argini dei fiumi, stringere o colmare i loro bacini !

come se io avessi potuto prendere i grandi escavi, e i grandi innalzamenti della strada ferdinandea, ed umiliarli a piedi del dottore Cattaneo, attendendo che egli si compiacesse di additarmi dove collocar li dovessi!

come se io avessi dovuto bilanciare P innalzamento con Pescavo anche dove il farlo accresceva le spese di costruzione!

come, infine, se io avessi dovuto sacrificare a questo bilancio degli escavi coi terrapieni, segno del giudizio pratico degli ingegneri) le pendenze della grande strada ferdinandea, nelle quali, Puno per mille di più soltanto accresce di un 28 per cento le già gravi spese di trasporto, ed il 3. 5o per mille le raddoppia! (Seguin, pagine 67 e 68.)

402. Lasciando dunque il segno del giudizio pratico degli ingegneri, recentemente scoperto dal dottore Cattaneo, a chi più volesse seguire quel suo bel dettato, io invece, nello stabilire P altezza e le pendenze del piano superiore della strada, fondamento immutabile di tutti gli escavi e di tutti gli innalzamenti, mi proposi di soddisfare possibilmente alle seguenti condizioni:

tenermi all’aperto — andar per miti pendenze — mutarle di raro in cammino — ajutar le ascese con una corrispondente discesa — ove la strada fosse tra terra, dar pronto scarico alle acque di pioggia — ove sopra terra, tanto elevarla 3 e non più, da procurarle pronto scolo, e farla sicura contro le allagazioni naturali ed artificiali del suolo — passar il più che potessi sopra le acque correnti, il meno che potessi sotto — bilanciare gli escavi cogli innalzamenti per tutto dove il farlo offrisse guadagno — valutare le spese di escavo, di trasporto e di coDocamento delle terre, non mediante una media arbitraria comune a tutta la linea, ma per prezzi parziali a ciascun tronco, determinati secondo le condizioni particolari di escavo, di trasporto e di collocamento di ciascun tronco. (Vedi prospetto VII del progetto.)

4o3.° Così sorsero quei nove milioni di metri cubi di movimenti di terra, tra escavi ed innalzamenti, che il dottore Cattaneo raccolse dal prospetto VQ del progetto, e quel loro valore complessivo di 4?47 1 5 8 1 8 lire austriache apparenti tanto nel prospetto VII, quanto nel conto d’avviso delle spese di costruzione del progetto a stampa (pagina 54) 4o4-° Anche contro la somma di questi movimenti di terra, e contro il valor loro, il dottore Cattaneo scatenò la rabbiosa sua critica: Google [p. 127 modifica]

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Sodo troppi nove milioni di metri cubi di movimenti di terra — il loro prezzo poi è troppo scarso.

Quei quattro milioni e mezzo dell 1 ingegnere Milani bisogna triplicarli, bisogna aggiungetene nove, portarli a tredici milioni e mezzo (pagina 26).

Se non che, in mezzo a questa spaventosa triplicazione di que’ quattro milioni e mezzo, egli scorge ancora un lampo di speranza

nella perizia pratica degli appaltatori, che sapranno supplire alla mancanza di diligenti e veri studii, per modo da crescer il prezzo dei movimenti di terra, e diminuirne la quantità olfatto degli appalti (pagina 26).

Su di che lo si può fare pienamente sicuro, poiché egli è istinto di quasi tutti gli appaltatori di condurre, allorché vi riescono, le cose per guisa

(T accrescer il prezzo dei movimenti di terra e diminuirne la quantità.

4o5.° Ed una causa di quella, a suo detto, mia esorbitante quantità dei movimenti di terra, egli colP ordinaria sua profonda penetrazione la scopre

massime in quel mio non necessario nè utile vincolo, che mi imposi, d? evitare, non si sa perchè, i sifoni, passando sopra k tutte le correnti d’acqua (pagina 26). ’

Scoperta mendace e matta perché nel progetto ho stampato (pagina 16): «passar sopra fin che si può a tutte le correnti d’acqua, e non già passando sopra a tutte le coerenti d acqua ».

Ed il prospetto IV del progetto dimostra che nelT intiero progetto vi sono 1 24, centoventiquattro, botti a sifone, delle quali 1 1 o, centodieci, nelle sole provincie lombarde.

E se ho tentato di passar sopra, finché mi fu possibile, alle acque correnti piuttosto che passarvi sotto, economizzando così le botti a sifone, io m’ebbi per questo quattro buoni motivi, e propriamente i seguenti:

I. Semplificare la liquidazione dei compensi da darsi ai proprietari dei terreni da invadersi colla costruzione della strada, stringendo possibilmente questi compensi sopra cose, il di cui valore fosse della più facile stima possibile, e ciò ad agevolezza della generale giustizia, ed a scanso di litigi, i quali, alla fine del conto, tornan sempre dannosi tanto a chi li promuove, che a quelli che sono costretti a starvi contro..

Passando sopra ad un 9 acqua, ad un condotto d’irrigazione, p. e., non occorre che un ponte: il moto dell’ acqua, la portata del canale non si turba, — se pure per ciò occorre un qualche innalzamento maggiore nelP argine della strada, e quindi una conseguente maggior occupazione di terreno, la stima di questo terreno da invadersi é cosa facile a farsi, è cosa di pratica comune. Ma se invece di passar sopra al livello naturale di un condotto d’irrigazione, si vuole passarvi sotto, si vuol fare attraverso alla strada una botte a sifone, e questo al solo fine di economizzare alcun poco nell’alzamento e nella occupazione del terreno, allora questo secondo partito ha un grave scapito sul primo nella semplicità della liquidazione del compenso per poco che la portata naturale del canale, in quel luogo, si alteri, e per rari che si vogliano ritenere gli accidenti dannosi alla irrigazione od allo scolo imputabili alla botte a sifone.

Questo é il primo dei quattro motivi, gli altri tre sono cosi facili ad intendersi che non hanno bisogno di alcuna dimostrazione.

II. Ridurre le nuove servitù, che si é astretti di recare ai terreni attraversati dalla strada, al minor numero possibile.

III. Ottener dei risparmi nelle spese di costruzione, e più ancora nelle successive spese di manutenzione dei manufatti. Google [p. 128 modifica]
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IV. Ridur al minor numero possibile i pericoli di allagazioni della strada.

4o6.° Ora veniamo alla bella prova che offre il dottore Cattaneo per quel suo scarso prezzo dei movimenti di terra e soverchia quantità, ed incominciamo dalla quantità soverchia:

Per la quantità soverchia non offre che un argomento di autorità, e, quel che è peggio, di una autorità astratta, uno de 1 suoi soliti sogni. Eccolo:

Un esperto ingegnere ci mostrò che sul solo tronco da Milano alt Adda si possono risparmiare 1 4o mila metri cubi di terrapieno,

SENZA DANNEGGIARE MENOMAMENTE LE PENDENZE, E SENZA PREGIUDICARE LE ACQUE CORRENTI.

407. Tutti veggono che qui non vi è ombra di verità.

Se Vesperto ingegnere, di cui parla il dottore Cattaneo, avesse mai esistito al mondo, il dottore Cattaneo, che non aveva altro che questo miserabile puntello al di lui asserto della soverchia quantità, lo avrebbe nominato con grande espansione d’animo, e non mostrato soltanto sotto il denso velo del mistero !

Se V esperto ingegnere gli avesse fatto la maravigliosa dimostrazione che accenna, il dottore Cattaneo avrebbe almeno resa pubblica la dimostrazione, V avrebbe stampata a grandi caratteri nella sua Rivista, a sostegno di un assunto che pericolava da tutti i lati.

Un esperto ingegnere qualunque non farà mai, per le ragioni che ho esposto al paragrafo 214 del presente scritto, il confidente delle sue scoperte, del risultato de 1 suoi studii, delle sue critiche anonime al mio progetto, il dottore Cattaneo.

In fine, un esperto ingegnere che avesse fatto la scoperta e la dimostrazione accennata dal dottore Cattaneo, di poter risparmiare cioè sul progetto mio

nel solo tronco da Milano alTAdda i4o mila metri cubi di terrapieno, senza danneggiare menomamente le pendenze, e senza pregiudizio delle acque correnti, non va in cerca del dottore Cattaneo, come se non vi fosse che il dottore Cattaneo che avesse penna ed inchiostro al mondo, ma la pubblica da sè col nome suo, per onor suo, per istruzione mia, per pubblica utilità.

Questo affare adunque dell’ esperto ingegnere è una fandonia, sicché per V eccesso di quantità nei movimenti di terra non resta nemmeno quel povero argomento di autorità, a cui il dottore Cattaneo si era stretto come a figlio carissimo.

4o8.° Passiamo al prezzo, a quei nove milioni di aggiunta — nove milioni — un bel numero! uPd che la somma indicata dal signor Milani sarebbe a triplicarsi (pagina 26)».

Tutti diranno: eh! non si parla di milioni, e di nove milioni, in pubblico, colle stampe, e a critica dei lavori altrui, cosi come se fossero centesimi, sicché se il numero è bello, vi sarà anche una bella e chiara prova. Ecco la prova:

Pei terrazzi e movimenti di terra il preventivo Campilanzi aveva domandato quasi otto mi’ lioni (7^930^000).

E dal signor Milani vennero ridotti a poco pià della metà (4^7 1 fi 1 8))

Perchè valutò nove milioni di metri cubi a circa mezza lira al metro (0,496) (1); Mentre bisognava, per lo meno valutarli ad una lira.

Anche qui vi é un argomento di autorità tolto dal preventivo Campilanzi.

Ed a rinfòrzo di questo un magnifico bisognava tutto del dottore Cattaneo, il quale,

(1) Anche qui il dottore Cattaneo ha fatto, e per gli stessi fini come ha fatto per la stima d’avviso dei terreni da occuparsi (paragrafo 3q3). In luogo di seguire il valore particolare dei movimenti di terra di ciascun tronco, valore che è indicato nel prospetto VII (paragrafo 4°0 prese una media dei valori di tutti i movimenti dell’intiera linea, e così ottenne il prezzo medio di una mezza lira austrìaca al metro cubo. [p. 129 modifica]

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sia detto qui per incidenza, affinchè non manchino le solite contraddizioui, contraddice intanto l’aggiunta dei nove milioni, poiché, se bisognava per lo meno valutarli una lira, e furono valutati mezza lira, la somma del preventivo Milani si dovrebbe duplicare e non triplicare.

4og.° Nell’argomento di autorità quel perchè valutò nove milioni di metri cubi circa a mezza lira al metro,

con quel corollario del bisognava, che abbiamo veduto, mostra chiaro che il dottore Cattaneo si era proposto di far credere al lettore che V alto prezzo del preventivo Campilanzi (7,930,000) lire, dipendeva dall’ aver l’ingegnere Gampilanzi non già tenuto in conto un maggior numero di metri cubi di me, ma dall’ aver attribuito a ciascun metro cubo un valore maggiore di quello che io vi aveva attribuito, cioè un valore maggiore di una mezza lira austriaca.

Per porre in chiaro la cosa, prego che mi si permetta di trascriver qui per disteso la parte del preventivo d’avviso Gampilanzi che si riferisce ai movimenti di terra, e che viene citata dal dottore Cattaneo. Eccola!

Titolo I.

« Movimenti di terra

» Sviluppo complessivo della linea secondo la traccia descritta nel prospetto qui appiedi,

n metri lineari 3o5,ooo.

» Sezione di quelle spese d’arginature che compone il corpo della strada, metri qua 99 drati 52.

» Solidità del terreno costituente le dette arginature, m. 3o5,oooX m. a 52 = m. 3 1 5,86o,ooo, » ossiano metri cubi 1 5,86o,ooo, che in ragione di centesimi 5o per m? importano austria» che lire 7,930,000».

Dunque il prezzo medio del preventivo Gampilanzi è identico al prezzo medio mio, mezza lira al metro cubo, e mentre i miei movimenti di terra sommano a nove milioni, quelli del preventivo Gampilanzi sono quasi sedici, sette milioni di più.

Dunque l’argomento di autorità, tratto dal preventivo Gampilanzi, sta contro l’assunto del dottore Cattaneo tanto per la soverchia quantità, quanto per il soverchio prezzo.

Dunque il dottore Cattaneo allega i suoi argomenti di autorità, o non leggendoli o sperando che altri non li legga, due fatti tanto gloriosi tutti e due, che il dottore Cattaneo può scegliere quello che più crede, senza temere di perdere, per 1’ ommesso, punto della di lui onorata fama di lealtà.

Dunque, in fine, a sostegno di que’ nove milioni di lire austriache d’ aggiungersi ai miei quattro e mezzo, non rimane che quel famoso bisognava, prova tanto splendida e convincente

che la somma indicata dal signor Milani sarebbe a triplicarsi,

chè ogni parola di più non potrebbe che scemarne l’ evidenza ed offuscarne lo splendore.

Piuttosto noteremo che, malgrado le funeste predizioni del dottore Cattaneo dirette ad esagerare le pretese degli appaltatori, e quindi a quel bene dell’ impresa che gli sta tanto a cuore, i movimenti di terra di tutta la sezione da Mestre a Padova, la sola fino ad ora in lavoro, furono appaltati per un otto per cento di meno della somma del preventivo (1).

4io.° Nè meno mendace, nè meno matta di questa, di avere sbagliato di nove milioni

(1) Vedi Giornale «li Venezia, 11 dicembre 1840. Google [p. 130 modifica]
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r apprezzamento dei movimenti di terra, è P altra accusa che egli mi dà di aver dimenti* calo di valutare

le cinque piazzette del ponte di Venezia ( pagina 35. ),

le tre gallerie proposte nel Vicentino, una sotto il letto del torrente Guà, e le altre due sotto il monte Berico,

ed i muri di rinfianeo. ( pagina 29. ) 4 Nel progètto particolareggiato del ponte di Venezia compreso nel secondo volume del progetto generale della strada, in quello chiamato volume dei Prospetti, i due primi titoli del conto preventivo particolareggiato del ponte di Venezia, sono appunto P apprezzamento delle cinque piazzette, ed i due titoli sono cosi espressi!

Titolo I.

« Conto preventivo della costruzione di una delle quattro piazzette intermedie ».

Ed il IL

« Computo della grande piazza di mezzo ».

Per di più il ponte fu già appaltato sino dalP aprile scorso per meno della somma di preventivo (Vedi Gazzetta di Venezia 8 aprile 1JB41 ), tanto è grossa l’impostura del dottore Cattaneo sulla dimenticanza delP apprezzamento delle cinque piazzette.

4i2.° Nel prospetto III del progetto, in quello intitolato « delle strade comuni intersecate dalla via di ferro », alla sezione Vili, al tronco LVIII, ed ai numeri seguenti vi si legge!

« N.° 62. Monte Berico.

» Sottopassaggio lungo metri 90 a due arcate di cotto sostenute nel mezzo da una « serie di archi sopra pilastri, spesa presuntiva lire 66,567.

» N.° 64. Strada alla porta di Monte di Vicenza.

» Sottopassaggio a due arcate di cotto della luce ciascuna di metri 4? sostenute nel » mezzo da una serie di archi sopra pilastri) la lunghezza totale è di metri 37, la spesa » presuntiva di lire 25,820 ».

E nel prospetto IV, in quello dei ponti, alla sezione Vili, al tronco LV, ed al N.° 36, si legge:

« Guà torrente - galleria di muro laterizio - volta a sezione ovale a tre centri, col » diametro maggiore di metri 8. 286, il minore verticale di metri 7. 168, lunga metri 100, » della spesa presuntiva di lire 87,803 ».

E finalmente al N.° 63 del prospetto III:

« Due muri di rinjianco della complessiva lunghezza di metri 397. 4°j metri 7.4°?

» pei terrapieni della strada ferrata, della presuntiva spesa di lire 238,66 1 ».

Questo volume dei prospetti è quello indicato al paragrafo 197 del progetto a stampa, paragrafo che è così espresso, come già abbiamo altrove veduto:

« Per non abusare della tolleranza di chi legge, si darà qui di questi calcoli, indi» spensabili alla dimostrazione della utilità, i soli risultati finali. I calcoli di dettaglio, sopra » i quali questi risultati si fondano, furono esposti in prospetti a parte, sottoposti alP au» torità 1, e dalP autorità approvati ».

Questo volume dei prospetti è quello che tutti possono consultare, volendolo, in Milano od in Venezia, presso le due sezioni della Direzione della società, o presso P eccelso Governo di Venezia, ove l’intiero progetto è depositato, come indicai al paragrafo i3.

Finalmente questo volume dei prospetti è quello che il dottore Cattaneo non solo conosce, ma ha anche consultato più volte, come provai al paragrafo i4 Ed ecco come pochi e chiari fatti rispondono à quel grosso fascio d’ impudenti e matte Google [p. 131 modifica]

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menzogne che il dottore Cattaneo scrisse circa alle cinque piazzette, ai muri di rinfianco ed alle tre gallerie, alle pagine 29, 35 e 4o della Rivista:

u Non si sa come egli dimentico eziandio di valutare la spesa delle tre gallerie che

» egli propone nel Vicentino Intende egli forse comprenderle nei movimenti

» di terra?

» Ma chi direbbe che il Tunnel del Tamigi, a cagione di esempio, sia da valutarsi al » metro cubo come la montagnola o il laghetto di un giardino?

» E i muri di rinfianco e le volte, se non vi è sasso; e se vi è sasso, le mine, perchè 9* non si pongono in conto ? » (pagina 29.)

Ed in seguito: « le cinque piazze lungo il ponte fanno in tutto quasi 9,000 metri di

superficie

« ad ogni modo nella Laguna non sembran opere molto difficili e dispendiose, tanto che il signor Milani non le notò tampoco nel prospetto delle spese ». (pagina 35.)

Ed alla pagina 4: « se le gallerie costassero così enormemente, come avrebbe potuto » il signor Milani dimenticarsi di menzionare la spesa delle tre da lui proposte? »

Quanta piacevolezza di motteggio in quelle montagnole, in quei laghetti di un giardino!

e su qual bel fondamento ! Quanta purissima verità! Quanta sapienza, quanta acutezza di critica !

4i3.° E questi miei spaventevoli sbagli in meno di sei, nove, dieci milioni nelle stazioni, di quattro o cinque nelle guide di ferro, di sei, giusti, nella occupazione di terreno,

di nove e più nei movimenti di terra, se gli appaltatori non ajutano.

Questa mia dimenticanza di valutare le cinque piazzette del ponte di Venezia, le tre gallerie nel Vicentino,

non esser mica errori innocenti*, ohibò! essere u prevaricazioni che io mi sono imposto^ r come, per dir il vero, fanno tutti gli altri ingegneri (pagina 22 della Rivista), al fine di animare gli intraprenditori colla tenuità della spesa (pagina 19 della Rivista. ) (Vedi paragrafo i65 del presente scritto ed Allegato CO.);

come dall’ altro lato mirai a disanimare i soscrittori delP impresa

con quella mia strana proporzione tra P introito delle persone e quello delle cose,

con quella mia bassa tariffa, (pagina 33 della Rivista. ) Che se qualcuno poi dicesse qui al dottore Cattaneo: « signor Dottore, badi che queste sono due accuse che si accapigliano fieramente tra loro »,la risposta che dà per lui Finterà Rivista è questa:

Cosa importa a voi, lasciatele fare; in fine sono due accuse invece che una, sicché è evidente che il numero cresce, e se non siete orbo, dovreste ormai aver veduto che quello che importa alla Rivista non è già di accusar con giustizia, di provare quello che afferma, ma bensì di accusar molto. Oh! vi vorrebbe altro a tener dietro a questi scrupoli, allora vi domanderebbero anche conto di quel

ma la questione fin da principio venne capovolta. & incominciò dal calcolo delle spese, non da quello del ricavo ( pagina 2 1 y, che fa i pugni con quelP altra:

posto il fondamento di un* erronea tariffa, tutti i calcoli di costruzione vennero oltre modo angustiati, (pagine 24 e 25.)

E vi so dire che non la finirebbero più, perchè, messi anche da un lato gli spropositi, Google [p. 132 modifica]
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menzogne chiare e contraddizioni manifeste ve ne sono dieci per pagina, a dire pochissimo.

4i4-° E Dio volesse che mi fossi contentato di que’ miei errori di trenta e più milioni, di quelle mie dimenticanze delle piazzette e delle gallerie, che, per colmo d’ ignoranza e di comune sciagura, ho per fino chiamato vapore il gas idrogeno carbonato. Chi sa con qual rovina privata e pubblica, se il dottore Cattaneo, cerbero vigilante, non avesse scoperto Terrore, e non lo avesse immediatamente divulgato! (pagina 3j della Rivista.)

La cosa gli parve tanto grave e tanto impossibile che, nel timore di non essere dal pubblico creduto, trascrisse per disteso nella di lui Rivista il paragrafo del mio progetto a stampa, nel quale questo enorme errore è compreso. Eccolo:

« degli aquidocci di pietra, collocati tra la fabbrica del ponte e posti sotto il la» stricato dei due camminapiedi servono per la condotta dell 7 acqua: e dei tubi di ghisa » posti nel mezzo della larghezza del ponte, in un canale fatto appositamente e rivestito » di muro, per quella del vapore ». (Progetto Milani, pagina 36, paragrafo 1 44* )

415. ° Nel progetto a stampa ho scritto gas, e gas idrogeno carbonato per ben nove volte (i), sicché ogni triviale principio di equità, ogni regola di buona interpretazione conduce a giudicare che quella parola vapore in luogo di gas è una svista, quand’ anche scriver vapore in luogo di gas fosse, nella lingua nostra, un errore.

10 intanto dichiaro che mi è sfuggito vapore in luogo di gas, perchè amo di preferenza le parole che sono più facilmente intese; ma non è vero che nella lingua nostra non si possa scrivere vapore per gas idrogeno carbonato.

11 dizionario della Minerva ci insegna che la parola vapore « si prende anche per qualunque corpo sottilissimo che esalida checchessia che se poi tutto questo nen bastasse ancora a convincere il dottore Cattaneo della ingiustizia della di lui critica, vada alP Inferno di Dante, ove potrà leggere:

Quali Alessandro in quelle parti calde

D’India vide sovra lo suo suolo

Fiamme cadere infino a terra salde, Perch’ei provvide a scalpitar lo suolo

Con le sue schiere, perciocché ’l vapori

Me 1 si stingueva, mentre ch’era solo.

(Dante, Inferno, Canto XIV, v. a6 al 3i.)

416. ° Spesso il dottore Cattaneo mi diresse le stolte ed incivili sue critiche. ( paragrafo a. ) Mai gli ho risposto, e se questa volta mi risolsi di farlo, non è già perchè io abbia stimato il di lui ultimo articolo più degno di risposta degli altri, nè che occorresser altre parole che le sue per isvelare l’obbrobrioso fine propostosi, quello di calunniarmi, ed i modi vili e villani usati per raggiugnerlo: gli ho risposto perchè il rispondergli mi offerse occasione opportuna di sottoporre all’ imparziale giudizio del pubblico come " ed a qual fine entrai nelP impresa della strada ferdinandea — con quali promesse ed a quai patti — come promesse e patti mi si mantennero — il poco che per F impresa ho fatto — e ciò che ne colsi. — Del resto, d’ ora in poi, seguirò pel dottore Cattaneo eper tutti quelli che, gettata ogni vergogna, calcano già, vorranno calcar in seguito contro di me le gloriose di lui orme, seguirò, replico, il consiglio del poeta Monti, farò come Y orso, andrò dritto pel mio cammino, lasciando abbajar i cani a lor voglia.

Verona^ i3 luglio i84i.

GIOVANNI MILANI ingegnere.

(1) Vedi paragrafi i3o, i44 *46, 49 1 ^4 168, 192 del progetto Milani a stampa. Google