Storia della rivoluzione di Roma (vol. III)/Indice

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Capitolo XX

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INDICE


DELLE MATERIE CONTENUTE NEL VOLUME TERZO


DELLA STORIA DI ROMA

dal 20 novembre 1848 fino al 15 luglio 1849.




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Capitolo I. - [Anno 1848.]

Cose accadute in Roma dal 20 al 30 novembre 1848. — Sfrenatezze della stampa toscana e romana laudatoci dei fatti del 15 e 16 novembre. — Rinunzia dei deputati bolognesi, e manifesto che pubblicarono. — Partenza del pontefice da Roma. — Suo arrivo a Gaeta. — Visita immediata del re di Napoli, e onori al pontefice. — Misure in Roma per il mantenimento dell’ordine pubblico.— Discorso del padre Ventura il 27 novembre sui morti di Vienna. — Il generale Zucchi a Bologna. — Cose che vi operò. — Atto del Santo Padre da Gaeta della stesso giorno. — Commissione governativa eletta dal medesimo, impossibilitata ad agire. — Riflessioni su questo fatto.
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Capitolo II. - [Anno 1848.]

Storia della Costituente in Roma fino alla sua proclamazione il 29 decembre 1848. — Eccitamenti dei circoli di Firenze, di Pisa, di Ancona, di Forlì, di Bologna, e quindi del circolo popolare di Roma e dei circoli riuniti in Forlì. — Arrivo in Roma di Garibaldi. — Corbellatura alla civica romana la sera del 19 decembre. — Discorso di Sterbini dalla loggia del palazzo Ruffo. — I lavoranti di Torre di Quinto chiedono la Costituente al ministero. — Esso li rimanda alle Camere.— Discussione del giorno 26 nel Consiglio dei deputati. — Niuna decisione. — Scioglimento dei Consigli legislativi fatto dalla Giunta. — La Costituente è proclamata il 29 decembre dai membri superstiti della Giunta (meno il Corsini) e dal ministero
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Capitolo III. — [Parte prima] - [Anno 1848.]

Cose occorse in Roma nel decembre 1848. — Deputazioni spedite a Gaeta, e non ricevute dal Santo Padre — Corrispondenza fra il generale Zucchi ed il ministro Galletti in giustificazione della sua condotta nel Bolognese. — Corrispondenza fra il medesimo Zucchi ed il conte di Campello. — Lettera di Luigi Bonaparte contraria alla condotta del Canino, e favorevole alla sovranità temporale del pontefice. — La commissione governativa eletta dal Santo Padre in Gaeta il 27 novembre, non può costituirsi per la pressura che gravita su Roma. — Atto da Gaeta del 7 decembre per la proroga delle Camere, rimasto senza effetto. — Creazione in Roma di una Giunta di stato o terzo potere. — Il Santo Padre protesta da Gaeta il 17 contro la medesima. — Partenza del Canuti. — Il conte Zucchini di Bologna ricusa di far parte della Giunta. — Nuovo ministero in Roma il 23. — Rinunzia del general Gallieno.— Tentativi per creare il Masi generale della civica. — Circolare del cardinale Antonelli del 23 ai rappresentanti delle potenze estere.
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Capitolo III. — [Parte seconda] - [Anno 1848.]

Soggiorno del Santo Padre in Gaeta dalla fine di novembre a tutto il mese di dicembre 1848. - Onorificenze e atti di ossequio che vi riceve. - Personaggi che vi affluiscono da tutte le parti. — Cose che vi occorsero in detto periodo. I due municipi di Roma e di Bologna, avversi alla Costituente. Inutili sforzi della rivoluzione per riscaldare i Romani in favore della medesima. Stampati in corso per demoralizzare i Romani. - Chiusa dell’anno 1848.
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Capitolo IV. — [Anno 1849.]

Attuazione della Costituente in Roma, in sui primi di gennaio 1849. — Comitato per la Costituente italiana. — Una commissione municipale provvisoria viene eletta per ciò che si attiene alla Costituente romana. — Il municipio romano ricusa di prendervi parte, e limitasi a continuare nell’amministrazione del comune di Roma. — Lettera scritta il 5 dall’Armellini al senatore Corsini. — Decreto del 7 per la esonerazione del municipio da ciò che si riferisce alla Costituente. — Festa sul Campidoglio la sera del 2 gennaio. — L’abate Rambaldi predica dalla base del cavallo di Marc’Aurelio. — I presidi delle provincie sostituti ai municipi per sorvegliare le elezioni e presiederle. — Discorsi del Pantaleoni e del Mamiani sulla Costituente. — Riunione nel teatro di Apollo la sera del 15 gennaio. — Proclama emesso il 16 dal governo, per fondere in una le due Costituenti italiana e romana. — Disposizioni, circolari, e decreti del governo per assicurare le elezioni. — Protesta del 18 della commissione o Giunta governativa eletta in Gaeta, contro la Costituente, datata da Castel Gandolfo. — Votazioni il giorno 21. — Proclamazione dei nomi degli eletti, il 28 sul Campidoglio. — Osservazioni su tutte le irregolarità che dal principio al fine accompagnarono e sostennero la Costituente in Roma.
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Capitolo V. — [Anno 1849.]

Atto del Santo Padre da Gaeta del 1 gennaio 1849 conosciuto sotto il nome di atto della scomunica. — Effetti che produsse in Roma. — Lettera diretta dal Santo Padre il 5 al generale Zucchi. — Questi emette il 7 un ordine del giorno che rimane nullo. — Personaggi giunti a Gaeta in gennaio 1810. — Lettera del cardinale Antonelli al generale De Latour in Bologna, e richiamo degli Svizzeri da colà. — Monsignor Bedini si reca in Bologna per indurli a partire — Suoi sforzi riusciti inutili. — Gli Svizzeri restano. — Vari parrochi insultati in Roma par sospetto di aver fatto affiggere l’atto della scomunica. — Accademia il 5 nel teatro di Apollo per Venezia. — Elezione dei duca Cesarini a generale della civica. — Sua rinunzia. — Eletto in vece il general Ferrari. — Corrispondenza fra il conte Mamiani e monsignor Muzzarelli da una parte, il nunzio pontificio in Napoli monsignor Garibaldi dall’altra.— Tentata fuga del generale Zamboni. — Suo arresto e processo. — Tentata riazione di una cinquantina di soldati in favore del papa. — Istituzione di una commissione militare. — Disapprovazione del dottore Pantaleoni. — Rinunzie. — Atti governativi dal 1* al 28 gennaio. — Anniversario dell’insurrezione di Palermo del 12 festeggiata in Roma. — Padre Ventura intonò il Te Deum nella chiesa dei Siciliani.
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Capitolo VI. — [Parte prima] - [Anno 1849.]

Dissertazione sulla unità e nazionalità italiana. — Difficoltà per conseguirle, minori bensì col sistema federativo. — Opinioni su tale argomento del conte Ferdinando Dal Pozzo, del conte Cesare Balbo, del visconte de la Tour, del conte Valewsky, dell’abate Rosmini, di Massimo d’Azeglio, di Biagio Miraglia, di Angelo Brofferio, di Vincenzo Gioberti, di Carlo Luigi Farini, del colonnello Giacomo Durando, dell’Anonimo lombardo (Luigi Torelli?), di Ferdinando Ranalli. — Unitarismo monarchico sotto lo scettro di casa Savoia. — Unitarismo repubblicano di Giuseppe Mazzini. — Cupidigie piemontesi per insignorirsi dell’italiana penisola. — Progetto del Gioberti d’inviare un’armata piemontese in Roma per garantire il ritorno del papa o provvedere alla sua sicurezza personale. — Lettera diretta da Gioberti il 28 gennaio a monsignor Muzzarelli. — Sdegni dei repubblicani contro Carlo Alberto e Gioberti.
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Capitolo VI. — [Parte seconda] - [Anno 1849.]

Atti pubblici e disposizioni governative in Roma dal 29 gennaio all’8 febbraio 1849. — Il generale Zucchi posto in istato d’accusa. — Convocazione dell’assemblea costituente il 5 febbraio. — Impazienze del Garibaldi, il quale avrebbe voluto proclamare ipso facto la repubblica. — Seduta celebre della sera dell’8. — Proclamazione della decadenza del papato dal governo temporale dello stato romano, e della repubblica. — Nomi e risposte date dai deputati al loro appello. — Votazione.
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Capitolo VII. — [Anno 1849.]

Consideramenti sui partiti costituzionale e repubblicano. — Trionfo di quest’ultimo. — Confronto fra il Mazzini e il Mamiani. — La repubblica, annunziata ai Romani dal ministero, annunziata ai rappresentanti all’estero dal ministro Muzzarelli. — Padre Ventura esita di riconoscere in nome della Sicilia la repubblica, e chiede istruzioni al suo governo. — Te Deum in san Pietro il giorno 11 febbraio. — Cenni sull'Armellini, sul Montecchi, e sul Saliceti, formanti il comitato esecutivo. — Atti governativi a tutta la prima quindicina di febbraio. — Nuovo ministero. — Si affiggono alcuni fogli stampati contro i preti. — Livio Mariani li disapprova e promette di punirne gli autori. — Il Santo Padre emette il 14 da Gaeta una protesta contro la repubblica. — Pratiche del Gioberti in Roma e in Gaeta per assestare le cose romane e ricondurre il papa costituzionale in Roma, sotto la protezione dei Piemontesi. — Suoi sforzi per rompere la lega cattolica, e impedire l’intervento straniero. — Il conte Martini, ambasciadore del Piemonte al pontefice, ricevuto e riconosciuto in Gaeta. — Inutilità de’ suoi sforzi conformi a quelli del Gioberti. — La corte di Gaeta persiste nel suo appello a tutte le potenze. — Osservazioni sull’intervento delle potenze cattoliche, e su quello proposto dal ministro piemontese Gioberti.
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Capitolo VIII. — [Anno 1849.]

Cose occorse in Roma nella seconda quindicina di febbraio. — Speranze dei repubblicani in Roma, e su che fondate. — I democratici di Europa son con essi, e per essi. — I non democratici di qualunque nazione e religione sono con Gaeta. — Profferte di aiuti al pontefice in Gaeta da tutti i governi di Europa. — Indirizzi e lettere al medesimo di tetto l’orbe cattolico. — Nota del cardinale Antonelli del 18 febbraio alle corti estere per domandare l’intervento. — Nello stesso giorno gli Austriaci entrano in Ferrara. — Scompiglio dei repubblicani. — Circolare del cardinale Antonelli del 19 per diffidare gli acquirenti di beni ecclesiastici — La Pallade, e per essa i suoi scrittori minacciati dagli emigrati italiani. — Decretomania. — Decreti ed altre disposizioni governative della seconda quindicina di febbraio. — La banca romana è forzata ad emettere un milione e trecentomila scudi di boni in sostegno del governo, e vien dato ai medesimi il corso forzoso. — Requisizione di cavalli e di campane. — Prestito forzoso. — Carnevale in Roma nel febbraio 1819. — Nota del cardinale Antonelli del 27 del detto mese. — Lettera di Giuseppe Mazzini da Firenze al presidente dell’assemblea costituente romana.
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Capitolo IX. — [Anno 1849.]

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Cose occorse nella prima quindicina di marzo 1849. — Incuria dei repubblicani per la guerra d’Italia, in odio del governo piemontese. — Gioberti esecrato e maledetto dal circolo popolare, ed il suo nome ignominiosamente cancellato dall’albo del circolo. — Decreti numerosi. — Il Guiccioli ministro delle finanze accusato di negligenza. — Accusato puranco quel del commercio, Sterbini. — Rinunziano entrambi. — Nuovo ministero. — La unificazione di Roma con Toscana andata a vuoto. — I giardini Quirinale e Vaticano aperti al popolo sovrano. — Esso abusatone, si chiudono di nuovo. — Disordini alla chiesa di san Filippo Neri per le campane. — Lettera del Farini contro la legge di adesione alla repubblica. — Vignetta del Don Pirlone preludente alla guerra di Turchia, Francia e Inghilterra contro la Russia, in epoca posteriore. — Inconvenienti in Roma. — Pubblicazione dell’indirizzo dei montagnardi francesi in lode dei Romani. — Caricature del Don Pirlone contro Carlo Alberto. — Sangiorgi e Galanti imputati nella pretesa congiura del luglio 1847, vengono assoluti dai repubblicani. — Protesta del Galanti. — Morte del Cardinal Mezzofante, e cenni biografici sul medesimo.
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Capitolo X. — [Anno 1849.]

Cose occorse in Roma nella seconda quindicina di marzo 1849. — Disordini al palazzo Farnese e altrove, riprovati dallo stesso governo. — La Speranza dell’Epoca. — La Pallade. — Scritto del Mastrella d’indole comunista. — Mazzini all’assemblea cerca di riaccendere gli spiriti addormentati per la guerra italiana. — Disposizione del governo a tale effetto. — Opposizione di alcuni giornali al governo. — Il prete repubblicano lombardo Corà pubblica alcuni scritti contro i sacerdoti perchè non eran caldi per la repubblica. — Notizie disastrose circa la guerra d’indipendenza. — La battaglia di Novara del 23 marzo. — Interpellanze all’assemblea. — Il Mazzini dà coraggio. — Lo Sterbini accende gli animi. — Si vuole il concentramento del potere. — li triumvirato di Mazzini, Saffi e Armellini viene costituito. — Cenni biografici e giudizi sul Mazzini. — Pochi cenni sul Saffi. — Piccolo scontro al confine napolitano fra alcuni officiali dei pontonieri repubblicani e soldati di quel regno. — I primi vengon fatti prigioni. — Arresto per rappresaglia dei conti Filippo ed Angelo Antonelli. — Invito del 31 marzo per andare ad osservare il giorno seguente i locali del sant’Offizio.
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Capitolo XI. — [Anno 1849.]

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Avvenimenti della prima settimana di aprile fino alla Pasqua di risurrezione. — Farsa recitata il 1° di aprile nei locali del sant’Uffizio. — Nuovo ministero sotto la dipendenza del triumvirato. — Disposizioni prese dal governo e dai circoli per timore di una reazione interna. — Il tenente degli artiglieri Ermenegildo Rota arrestato. — Protesta del colonnello Steuart contro la illegalità di quell’arresto. — Particolarità sulla reazione. — Il marchese Campana. — Programma triumvirale poco all’unisono co’ fatti. — Disordini nelle provincie. — Gli accoltellatori in Ancona. — Lega sanguinaria in Jesi. — Lega infernale in Sinigallia. — Lista degli uccisi proditoriamente per ispirito di parte. — Colloqui del Mercier con Mamiani. — Disposizioni governative. — La croce in san Pietro la sera di venerdì santo. — La festa di Pasqua. — Articolo del Monitore Novum Pascha. — I canonici di san Pietro. — Conclusione sui disegni anti-cattolici del Mazzini.
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Capitolo XII. — [Anno 1849.]

Cose occorse in Roma dal 9 al 20 aprile 1849. — Indirizzo degli emigrati veneti. — Impiegati in quiescenza. — Progetto del Ciccarelli per l’arrolamento di 3000 Spagnuoli repubblicani. — Partenza del ministro Manzoni. — Ristabilimento del governo granducale in Toscana. — Arrivo in Roma del generale Avezzana e di 500 Genovesi. — Abolizione dell’appalto del sale, e ribasso di questo ad nn baiocco la libbra. — Foglietto apologetico del Paradisi. — Nomine ad offici di governo. — Persecuzione contro taluni del clero. — Il governo romano riconosciuto da quello di Sicilia. — Prossimo arrivo della legione lombarda annunziato. — Elezioni in Roma del nuovo municipio, e nomi degli eletti. — Fusione dei due comitati in uno, sotto il titolo di Comitato dei circoli romani di pubblica sorveglianza. — Il circolo popolare reclama, ed ottiene la soppressione del giornale il Costituzionale romano. — Allocuzione del pontefice del 20 aprile da Gaeta. — Sua importanza. — Ristretto della medesima, nella quale si annunzia il prossimo intervento delle potenze cattoliche.
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Capitolo XIII. — [Anno 1849.]

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Avvenimenti in Roma dal 21 al 30 aprile 1849. — Notizie di Gaeta. — Il Natale di Roma. — Festa al foro romano ed al Colosseo. — Disordine alla farmacia in sant’Ignazio. — Insulti a fratel Tironi. — Apparizione dei Francesi a Civitavecchia. — Atti del governo romano. — Il preside di Civitavecchia Michele Mannucci. — Suoi sforzi per la resistenza. — Il municipio di Civitavecchia accoglie i Francesi. — Loro sbarco in numero di 9,000 circa. — Proclama del comitato francese in Roma. — Altri proclami ed indirizzi, e tutti nel senso di resistenza. — Il nuovo comando militare, passato quasi tutto interamente nelle mani degli esteri. — Il Garibaldi giunge in Roma colla sua legione. — La sua presenza rianima i repubblicani. — Il triumvirato abolisce i voti religiosi. — Consigli per organizzare il terrore respinti dal Mazzini. — Principi di disordine in Roma. — Alcuni ecclesiastici uccisi. — Incominciamento della guerra alle carrozze dei cardinali. — Atti moltiplici del governo. — Creazione dei capi del popolo. — Rivista della guardia nazionale la mattina del 2S nella piazza dei santi Apostoli. — Il marchese Campana ferito. — Arrivo della legione lombarda. — I predicatori politici sulle piazze. — Attacco di Roma il 30 di aprile. — I Francesi vengono respinti. — Considerazioni su detto avvenimento.
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Capitolo XIV. — [Anno 1849.]

Cose accadute in Roma dal 1° al 15 maggio 1849. — Effetti dello scacco francese del 30 di aprile — I Francesi non pensano a riattaccare Roma, ma attendono rinforzi. — Rapporto del generale Oudinot. — Orrori in Roma. — I preti uccisi in san Calisto.— Disordini a santa Croce in Gerusalemme. — Campagnuoli presi per Gesuiti e massacrati. — Carrozze dei cardinali distrutte.— Requisizioni arbitrarie. — Atti del governo, per frenare i disordini. — I Napolitani si mostrano verso Albano. — Allarme del governo romano. — Alcuni foraggiatori presi per combattenti per isbaglio del telegrafo. — I prigionieri francesi sottoposti ad esame dal Paradisi, e quindi con apparato festevole rilasciati. — Arrivo e sequestro di armi in Civitavecchia. — Atti della commissiono delle barricate. — Scontro di Garibaldi coi Napolitani in Palestrina. — Canti rivoluzionari in Roma. — Scoppio della mina. — Lettera dell’Agostini al padre. — Disposizioni governative. — Devastazioni in Roma e nel suburbio. — Gli Spagnuoli a Fiumicino. — Loro proclama ridicolo. — La repubblica attaccata da tutte le parti, dai Napolitani, Spagnuoli, Francesi e Austriaci. — I sanfedisti in Ascoli sotto il prete Taliani. — Difensori di Roma. — Quanti alla metà di maggio. — Fiducia del Mazzini nella prossima rivoluzione di Francia, e negli insorti Ungheresi. — Manifesto alle potenze di Europa. — Compilazione delle adesioni al regime repubblicano, o Protocollo della Repubblica Romana. — Lettera di Napoleone al generale Oudinot. — Promessa di rinforzi. — Arrivo del Lesscps come inviato straordinario della repubblica francese
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Capitolo XV. — [Anno 1849.]

Missione del Lesseps in Roma. — Storia de’ suoi negoziati dal 16 al 31 maggio 1849. — Istruzioni da lui ricevute in Parigi. — Suo abboccamento col generale Oudinot. — Armistizio con Roma. — Suoi primi sdegni contro i demagoghi. — Proposizioni del 19, scartate dall’assemblea. — Stato di Roma. — Oudinot e Lesseps dichiarano il 20 essere rotte le trattative. — Riunioni di Francesi al palazzo Colonna. — Nota stravagante emessa dal Lesseps il 24 nel ritirarsi a villa Santucci. — Ne succede altra più mite. — Nuove proposizioni del 29, egualmente scartate. — Succedono a queste nuove e finali proposizioni del 31 di maggio, rigettate sdegnosamente dal generale Oudinot. — Il governo francese ritira i poteri al Lesseps e lo richiama in Francia. — Rottura dei negoziati. — Osservazioni sulla condotta incerta, ambigua e contradittoria del Lesseps.
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Capitolo XVI. — [Anno 1849.]

Avvenimenti della seconda quindicina di maggio. — Spedizione dei Romani contro i Napolitani il 16. — Combattimento di Velletri il 19. — Insignificanti risultati pei Romani. — Il general Roselli contrariato costantemente dal Garibaldi. — Bando del generale Roselli contro la licenza militare. — 11 generale Vaillant giunge il 19 al campo francese per dirigere l’assedio di Roma. — Produzioni immorali sulle pubbliche scene in Roma. — Lettera del padre Ventura da Civitavecchia. — Tolti il 20 i confessionali da parecchie chiese, e progetto di farne un falò sulle pubbliche piazze. — Sdegni nel popolo. — I confessionali riportati ai loro posto. — Caduta di Bologna annunziata in Ruma il 21. — Articolo del 23 maggio nell’Italia del popolo. — Protesta del governatore di Sarsina. — Gl’incaricati romani in Londra. — Infelice successo delle loro pratiche col governo inglese. — Spedizione del Garibaldi nel regno di Napoli verso la fine del mese di maggio. — Inesatte informazioni del Freeborn a lord Palmerston. — Disposizioni governative.
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Capitolo XVII. — [Anno 1849.]

Agitazione in Roma del 1° e 2 giugno per il rifiuto del generale Oudinot alle proposizioni del Lessepe. — Denuncia della cessazione dell’armistizio. — Disposizioni dei Romani per la resistenza. — Il generale Oudinot attacca i Romani il 3 di giugno e non il 4 come aveva promesso. — Onorevole resistenza dei Romani e dei loro ausiliari per la massima parte non romani. — I Francesi restano padroni delle posizioni. — Lettera del generale Oudinot al comandante dell’armata austriaca. — Discorso del medesimo al colonnello Buenaga spagnolo ed ai colonnelli napolitani d’Agostino e Nunziante. — Incominciamento dell’assedio regolare e progressi delle operazioni strategiche fino all’ingresso dei Francesi per le brecce nella notte dal 21 al 22 di giugno. — Racconto della sortita dei Romani detta Vincamiciata. — Pratiche del generale Ondinot per arrestare le ostilità. — Romani non vogliono cedere. — Rigori usati dal governo romano per tener celati i progressi dei Francesi nelle operazioni dell’assedio. — Disposizioni governative dal 1° al 22 di giugno. — Il Mazzini racconta il 20 all’assemblea la mala riuscita della rivoluzione tentata dal Ledru-Rollin in Parigi. — Le cose di Roma volgono a mal fine per i rivoluzionari
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Capitolo XVIII. — [Anno 1849.]

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Cose occorse dal 23 giugno al 3 luglio 1849. — I Romani dopo l’ingresso dei Francesi per le brecce, perseverano impavidi nella resistenza. — Ritorno dell’acqua Paola già tolta dai Francesi. — Morte del general Ferrari. — Il corpo consolare dimanda al generale Oudinot di desistere dal bombardar la città. — Saa risposta. — Proseguimento delle operazioni dell’assedio. — Il dottor Doglioso s’interpone in favore della repubblica romana. — La cupola di san Pietro illuminata la sera del 29 giugno festa di san Pietro. — I Francesi attaccano definitivamente Roma sul Gianicolo nella notte dal 29 al 30. — Zuffa micidiale che ne seguì, e morte del Manara comandante la legione lombarda. — Roma desiste dalle difese. — Sforzi disperati del Mazzini e de’ suoi per la resistenza. — Il Garibaldi vi si oppone, e abbandona Roma il 2 luglio con 4 o 5,000 uomini, e lungo codazzo di compromessi. — Ultimi atti dei repubblicani. — La commissione delle barricate emana il suo ultimo proclama. — Uccisione di preti il 3 luglio. — Il dottor Pantaleoni e l’abate Perfetti assaliti dai repubblicani. Il primo si salva fuggendo, il secondo è ferito. — Ingresso dei Francesi. — Il Cernuschi nel Corso si pone alla testa di un attruppamento ostile ai Francesi che lo disperdono. — I Francesi restano tranquilli occupatori della città.
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Capitolo XIX. — [Anno 1849.]

Ciò che accadde dal 4 al 15 luglio 184$. — Stato dello spirito pubblico. — Astuzie dei mazziniani per organizzare la intimidazione. — Disposizioni adottate dai Francesi. — Disarmo della guardia civica, con promessa del generale Oudinot di ripristinarla. — Fallacia della Bua promessa. — Commissione di ricuperamento e restituzione degli oggetti requisiti. — Abolizione dei giornali. — Ministri provvisori — Il municipio repubblicano. — Iscrizione decretata e preparata in marmo pel senatore Sturbinetti. — Nuova commissione municipale provvisoria. — Lettera del commendatore Kolb, incaricato di affari di Würtemberg, al generale Oudinot, in rettificazione della protesta dei consoli inviata al campo francese il 25 di giugno. — Disposizioni per la festa del 15 luglio, destinata pel ripristinamento del governo pontificio. — Il generale Oudinot e il suo stato maggiore al tempio vaticano. — Te Deum. — Discorsi di monsignor Marino Marini e del Cardinal Tosti al generale. — Risposte del medesimo. — Applausi che ricevette. — Illuminazione della città la sera del 15 luglio.
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Capitolo XX. — [Anno 1849.]

Enunciazione delle cause ch’esercitarono una influenza sulle condizioni morali dei Romani dal tempo della restaurazione pontificia nel 1815 sino all’assunzione di Pio IX al pontificato, affine di spiegare l’appoggio che dettero, quantunque in piccola parte, alla romana rivoluzione. — Conclusione dell’opera.
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fine del volume terzo.