Wikisource:Libri/Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti, sua consorte

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Faustina Maratti

1723 R Raccolte di poesie letteratura Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti sua consorte Intestazione 31 luglio 2010 75% Poesie

Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti sua consorte[modifica]

Indice[modifica]

Dolce sollievo dell'umane cure
Che? non credevi forse, anima schiva
Io porto, ahimè, trafitto il manco lato
Pensier, che vuoi, che in così torvo aspetto
Qualora il tempo alla mia mente riede
Non so per qual ria sorte, o qual mio danno
Questo è il faggio, o Amarilli, e questo è il rio
Da poi che il mio bel sol s'è fatto duce
Allor, che oppressa dal gravoso incarco
Ahi, che si turba, ahi che s'innalza e cresce
Bacio l'arco, e lo strale, e bacio il nodo
Dov'è, dolce mio caro, amato figlio
Cadder preda di morte, e in pena ria
Bosco caliginoso, orrido, e cieco
Se è ver, c'a un cenno del crudel Caronte
Invido sol che riconduci a noi
Per non veder del vincitor la sorte
Se mai degli anni in un col corso andranno
Quando l'almo mio Sol fra gli altri appare
Poichè il volo dell'Aquila latina
Or qual mai darem lode al pregio vostro
Io non so come a questa età condotte
Io mi credea la debil navicella
Prese per vendicar l'onta e l'esiglio
Chi veder vuol come ferisca Amore
Questa che in bianco ammanto, e in bianco velo
Ahi ben me 'l disse in sua favella il core
Muse, poichè il mio Sol gode e desìa
Donna che tanto al mio bel Sol piacesti
Ombrose valli, e solitari orrori
Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro
Amato figlio, or che la dolce vista
Poiché narrò la mal sofferta offesa
Fra cento d'alto sangue illustri e conte
Ah rio velen delle create cose
Nuovo al bel Tempio suo crescendo onore
Donna real che d'Imeneo la legge
Scrivi, mi dice un valoroso sdegno