Che cosa hanno fatto i deputati dei vari partiti

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Cesare Battisti

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Che cosa hanno fatto


i deputati


dei vari partiti











Società Tip. Ed. Trent. - Trento


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Allora e adesso


La campagna elettorale da parte dei clericali e dei liberali del Trentino questa volta vien fatta in gran parte in retroscena. Ma non possono astenersi del tutto a venir in pubblico a giustificare quanto hanno fatto e le loro intenzioni per l’avvenire. I socialisti hanno tutto lo interesse a far conoscere quanto ha fatto quanto ha ottenuto e quanto gli fu respinto al loro gruppo di 87 deputati, contro 429 deputati di vari partiti borghesi.

Gli elettori questa volta sono in condizione molto migliore di giudicare in [p. 2 modifica]qual senso abbiano da prendere certe promesse di cui anche nel Trentino, i partiti borghesi nella caccia di voti degli elettori di tutte le classi sociali, furono cosi generosi nella primavera del 1907.

S’erano pronunciati contro gli aggravi del militarismo, contro il rincaro della vita prodotto dal peso eccessivo dei dazi e delle tasse di consumo; hanno protestato contro i metodi del Governo austriaco, contro la politica di conquiste e di minaccie di guerra.

Dopo essere stati eletti in base a tali promesse, che cosa hanno fatto i deputati clericali e liberali italiani?

Nel 1907 gli elettori delle classi che vivono del loro lavoro manuale o intellettuale, erano costretti a indovinare.

Tutti i partiti in gara, promettevano dì curarsi sopratutto dei programmi assai seducenti, per tutte le classi che compongono tale maggioranza. Gli elettori dovevano allora fidarsi delle promesse

Questa volta hanno la fortuna di potere giudicare dai fatti. [p. 3 modifica]


L’attività parlamentare

dei liberali e clericali

trentini


Chiunque ha seguìto le vicende del primo Parlamento eletto dal suffragio universale in Austria, se è persona onesta a qualunque partito appartenga, deve ammette che tutti quanti i Governi austriaci che si succedettero in questi 4 anni, da nessuna parte trovarono dei sostenitori più fedeli, e di più facile contentatura, dei due gruppetti dei deputati clericali e liberali italiani. Essi possono anzi vantarsi d’avere più d’una volta salvato il Ministero pericolante.

Fu a questo scopo che la grande maggioranza dei nostri elettori, mandò a Vienna quei signori? E la politica generale, di fronte ai bisogni popolari di quei Governi e il trattamento ch’essi fecero ai postulati di coltura, di libertà e di benessere del popolo italiano, furono tali da [p. 4 modifica]giustificare questo pazientissimo servaggio? All’infuori delle visite di qualche Ministro nel Trentino e delle spese già reclamate dalle esigenze militari e del giochetto d’eterne promesse, non mantenute, sulla facoltà universitaria italiana, che ottennero i partiti che sostennero il Governo, da poter compensare il danno materiale e morale del loro costante appoggio all’indirizzo militarista, reazionario, medievale che spiccatamente prevalse nella politica austriaca in questi 4 anni? Siccome quei nostri onorevoli non ebbero mai un momento di ribellione contro tale politica e fecero costantemente parte della maggioranza ministeriale così non possono scansare la responsabilità completa per quella politica che fu da essi sempre sostenuta. E tale responsabilità non è soltanto dei deputati, come individui, ma dei loro partiti che non trovarono mai da richiamarli ad una politica più dignitosa per il nostro paese e più coerente alle promesse fatte al popolo. [p. 5 modifica]


Alcuni esempi


Per coloro che non seguirono continuamente le vicende della vita parlamentare degli ultimi quattro anni, o se ne sono scordati, noi citeremo alcuni casi dove il voto o l’assenza dei deputati clericali e liberali italiani, ha corrisposto perfettamente al desiderio del governo, ma non certo al sentimento, o alle idee e agli interessi della grande maggioranza della popolazione del nostro paese.

La filza antidemocratica dei voti o degli allontanamenti prima del voto di cui si sono resi responsabili quei signori ed i loro partiti è assai più lunga.

Per intanto però ci sembrano più che sufficenti per farsi un’idea, quale sorta di popolarismo, di liberalismo e di democrazia sia stata sostenuta in questi quattro anni, dai rappresentanti di que’ partiti che da noi si chiamano popolare e liberale. A questa breve avvertenza faremo seguire questo breve, ma [p. 6 modifica]istruttivo elenco. I fatti parlano meglio delle parole.


2 luglio 1907. — La Camera respinge la mozione d’urgenza dei socialisti, contro il trasferimento di due impiegati dello Stato, che erano stati candidati nelle elezioni.

La medesima maggioranza dei partiti borghesi governativi, respinse l’urgenza anche della seconda parte della proposta nella quale si reclamava una legge che tolga il regime di protezionismo e di spionaggio nella carriera degli impiegati Che cosa fecero i clericali italiani? Votarono contro. E i liberali? Si... assentarono!....


9 luglio 1907. — La Camera respinge la mozione d’urgenza dei socialisti per la introduzione del suffragio universale ed eguale nelle Diete. E i liberali?.. Assenti!

I clericali italiani — unica volta in cui si separarono dal Governo — votarono in favore.


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28 novembre 1907. — La Camera respinge la proposta d’urgenza dei socialisti contro il rincaro dei viveri. E i liberali?... Assenti!...

E i clericali italiani? Votarono contro.

Tali proposte consistevano nel levar il divieto d’importazione della carne argentina, nell’invito al Governo di trattare di urgenza con quello ungherese la riduzione a metà del dazio sui grani e sui foraggi in vista della carestia, nella fissazione del calmiere per le merci di prima necessità, in molte disposizioni per promuovere l’allevamento del bestiame, nell’invito al Governo di proporre una legge generale, per le elezioni comunali col voto uguale e universale e abolizione dei Corpi. — Infine la proposta socialista domandava l’abolizione del dazio provinciale tirolese sul grano e sulle farine.

Perfino di fronte a questa proposta di immensa importanza economica ed anche nazionale a favore dell’autonomia trentina, i «popolari» trentini votarono contro, i liberali trentini si assentarono! [p. 8 modifica]


7 aprile 1908. — I clericali e i liberali italiani votano «favorevolmente» all’urgenza sul contingente ordinario delle reclute.


13 maggio 1908. — L’urgenza per l’aumento del contingente delle reclute (circa 4700 di più all’anno) è approvata «per due voti». TRE deputati italiani liberali, votano a favore dell’urgenza.

Naturalmente votano compatti a favore tutti i cosidetti popolari. Quei clericali cercano giustificarsi dicendo che in compenso avevano assicurato il contributo dei milioni necessari per costruire la ferrovia delle Giudicarie.

Ma quella popolazione è ancora lì ad aspettare quella ferrovia!!!!


26 giugno 1908. — I clericali e i liberali italiani votano «contro» la proposta dei socialisti di abolire i fondi segreti a disposizione del Governo per comperare la stampa e pagare lo spionaggio. [p. 9 modifica]28 giugno 1908. — I clericali italiani votano «contro» i miglioramenti pei ferrovieri e i postelegrafici.


26 giugno 1907. — I clericali e i liberali italiani votano «contro» la riduzione della tassa sullo zucchero, proposta dai socialisti, combattuta dal Governo.


18 dicembre 1908. — Non solo i clericali italiani, ma anche i liberali nazionalissimi italiani votano a «favore» della urgenza, che approva l’annessione della Bosnia-Erzegovina, che tira adosso quella faraggine di spese militari che tutti sanno!....


25 marzo 1909. — I deputati liberali italiani votano a «favore» dell’illegale emissione di cento milioni di buoni del Tesoro, avvenuta durante la chiusura del Parlamento per far fronte alle spese della mobilitazione.


8 giugno 1909. — Il reazionario Ministero Bienerth si salva per «tre» voti. [p. 10 modifica]

Hanno votato a «favore» di Bienerth «tre» liberali italiani.

Naturalmente, tutti i nostri clericali furono compatti in quest’opera di salvataggio.


24 giugno 1909. — I liberali e i clericali italiani votano «contro» l’urgenza della proposta presentata dai socialisti per la sospensione del dazio sul grano.


28 ottobre 1909. — La Camera discute le mozioni d’urgenza dei socialisti pei provvedimenti «contro» il rincaro dei viveri e «per» la costituzione in permanenza della Commissione alle «pensioni operaie». E i liberali italiani? Assenti!...

I clericali italiani votano contro la urgenza della proposta socialista per riparare al rincaro!...

All’occorrenza, la lista di questi fasti antipopolari e antiliberali, potrà essere continuata! [p. 11 modifica]


Quel che faranno

i deputati borghesi al parlamento


Se nel passato, malgrado le loro promesse in contrario i deputati clericali e liberali votarono tutte le spese volute dal Governo, altrettanto certo faranno in avvenire se rieletti.

Al qual proposito si legga qui sotto qual’è il programma di nuove imposte che intende reclamare il Governo e poi decidano gli elettori se devono fidarsi ancora dei vecchi partiti borghesi.


Il nuovo salasso in vista


Il Governo intende chiedere alla nuova Camera dei deputati le seguenti imposte:

a) l’aumento dell’imposta su gli spiriti e sul vino, da cui pensa di ritrarre 36 milioni di corone all’anno; b) un’imposta sulle acque minerali: 5 milioni di corone all’anno; c) il monopolio e il conseguente aumento del prezzo dei fiammiferi: 15 milioni di cor. all’anno; d) l’aumento del [p. 12 modifica]prezzo dei biglietti ferroviari: 47 milioni di corone all’anno; e) l’aumento del prezzo dei signari e delle sigarette: 50 milioni di corone all’anno.

Sono dunque oltre 150 milioni di corone che il Governo progetta di spremer in forma di imposte «indirette» dalle tasche dei consumatori mentre dai «poveri» ricchi si richiederebbero soltanto 24 milioni di corone con un’imposta non ancora chiaramente stabilita.

E questi 150 milioni non vengono domandati per impiegarli a favore delle necessità popolari, ma per corrispondere alle richieste passate e presenti dell’imperialismo e del militarismo!


— o —


Elettori, alla stregua dei fatti, scegliete.

Se vi piacciono le tasse e il militarismo votate pei partiti clericale e liberale.

Se volete pronunciare un «basta» contro tante spese, date il vostro voto ai socialisti e aiutate con tutte le vostre forze la loro agitazione. [p. 13 modifica]


candidati del partito socialista

Trentino

per le elezioni al Parlamento


Collegio della Città di Trento: D.r CESARE BATTISTI, pubblicista.

Collegio della Città di Rovereto, Riva, Arco, Ala, Mori: D.r ANTONIO PISCEL avvocato.

Collegio anaune solandro: BERTAGNOLLI ADOLFO, Podestà di Fondo.

Collegio rurale di Rovereto: FLOR SILVIO, Segretario della Federazione muratori.

Collegio di Fiemme, Fassa, Primiero e Civezzano: DEMARTIN GIUSEPPE, perito.

Collegio della Valsugana: PITACCO GIOVANNI, Segretario delle organizzazioni operaie di Bolzano. [p. 14 modifica] Collegio delle Giudicane: D.r CARLO TAPPAINER, candidato d’avvocatura.

Collegio di Mezolombardo, Lavis e Cembra: D.r ANTONIO PISCEL, avvocato.

Collegio Sarca - Trento - Fersina: D.r CESARE BATTISTI, pubblicista.


Questo libro è stato scansionato e pubblicato in rete dalla Biblioteca comunale di Trento, nell'ambito di una collaborazione con Wikimedia Italia.