Antichi monumenti di Siracusa/Tomo primo/Articolo Cronologico

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Articolo Cronologico dei Dominanti di Siracusa dalla sua fondazione fino al giorno presente

../A Gl’illustri, e dotti Viaggiatori l'Autore ../1 IncludiIntestazione 22 novembre 2016 75% Da definire

Articolo Cronologico dei Dominanti di Siracusa dalla sua fondazione fino al giorno presente
Tomo primo - A Gl’illustri, e dotti Viaggiatori l'Autore Tomo primo - 1
[p. 10 modifica]

ARTICOLO CRONOLOGICO


DE' DOMINANTI DI SIRACUSA


Dalla sua fondazione sino al giorno presente.


Anni Avanti Gesù Cristo

2018


Siracusa anni 310. dopo il diluvio, e 2018. avanti Gesù Cristo viene abitata dagli Etoli, popoli partitisi dall’Eutolia, condotti da Elisa, pronipote di Noè. Furon Chiamati da’ Poeti pe’ diversi lor mestieri Ciclopi, Feaci, Lestrigoni, e Lotofagi; eran però uno stesso popolo. Perchè d’una straordinaria corporatura, forza, e robustezza si dissero ancor Giganti. I Feaci, essendo applicati alla navigazione, si fissano in Ortigia, così da lor chiamata, o pure, secondo Diodoro, e Pausania, un tal nome dato venne da Diana. Non hanno leggi, ma si governano con la Dinastica, o sia Signoria paterna, reggendo ogni padre la propria sua famiglia, sinché poi si eleggono in un [p. 11 modifica] principe, e la Dinastica regia. Non piantano, non feminano, ma si nudriscon di frutta, che la terra produce, senza esser coltivata.

1300.

Dopo gli Etoli si portano in Siracusa verso il secolo XIII dall’Italia i Sicoli, che sono una cosa stessa coi Sicani, come rilievati da Tucidide, Platone, Antioco presso Alicarnasso, e Servio. Vengon governati dai principi, e dai regoli. Di questi ultimi alcuni sono re di tutta la Sicilia, altri d’una sola città. Chiamano Ortigia Siracusa dalla palude Siraca. Gli Etoli, e i Sicoli non vivon senza religione, ma sacrificano ancora ai loro Dei umane vittime, come Ciane che immolò il proprio padre a Bacco. Da Teocrito abbiamo, che prima di apprender l’arte di ridurre le biade in farina, e questa in pane, i primi abitatori di Siracusa si nudrivan di carni domestiche, e selvagge, mangiandole prima crude, e poi in arrosto. Quando ignoravasi di coniar le monete, nel traffico le vendite, e le compre si facean per via di permute. In tempo de’ Sicoli, cioè, nell’anno 776. cominciaron le Olimpiadi. In tal’epoca ancora la Sicilia si divise in due parti, vale a dire in Sicania, e in Sicilia, la quale, dice Diodoro, gli antichi Scrittori delle cose la vogliono un tempo unita al continente, rapportando l’autorità di Esiodo, [p. 12 modifica]lo stesso scrivon Seneca, Sallustio presso Servio, Plinio, Sabellio, Ennio, Strabone, e Fazello.

758.


Archia Corinto, cacciati i Sicoli, viene a soggiornare in Siracusa anni cinque prima dell’edificazion di Roma. Il suo governo è misto tra gli ottimati, e i popolari. Dopo qualche tempo avviene una discordia civile tra quei del partito popolare, e i nobili della città: questi restano al di sopra; onde la prima forma del governo misto cambiata viene in perfetta aristocrazia. Insorta altra nuova sedizione, muta faccia il governo, e prende piede la democrazia. Fra questo spazio di tempo si rapporta da Ateneo, e da Eliano il re Pollio, il quale introdusse in Siracusa il vino, da cui prese il nome, ch’è lo stesso del vino Biblino, e del Moscato, come ha fatto vedere il ch. Cav. Landolina. Di Pollio vi son due Medaglie con le lettere iniziali ΠΟ, e di diverso conio, pubblicate da Dorville, riconiate con le lettere ΠΟΛΙ, e interpetrate dal Burmanno. Il governo monarchico, se mai fuvvi ne’ primi tempi istituito, si cambiò tantosto in democratico. Nell’epoca di Archia Corinto si principia a coniar moneta. Molti Antiquarj son di parere, che la medaglia raffigurata con due teste unite nel dritto, e col cavallo nel rovescio, allude alle due figlie di Archio, che chiamò [p. 13 modifica]chiamò la prima Ortigia, e Siracusa la seconda. Altri però la riferiscono ad Anapo, e Ciane.

485.

Le disserzioni, insorte sotto la forma democratica, portan, che il re Gelone prende il governo di Siracusa. Da Gelone fino ad Ieronimo i re di Siracusa son chiamati, e riguardati Sovrani di tutta l’Isola. In fatti Diodoro, e Solino scrivon, che dal solo Gelone le città de’ Sicelioti reggevansi, e d’ottime leggi le provvedea. I Greci pe’ paesi, in cui abitano, principiano in questo tempo a chiamarsi Sicelioti. Dopo anni 7. muore Gelone, avendo coniato delle medaglie con nel dritto la sua immagine, cinta la fronte d’una benda, che designa l’impero, e nel rovescio l’aquila, la quale caratterizza la grandezza, e maestà del dominio, secondo Valeriano.

478.


Dopo Gelone, re molto benemerito, succede il tiranno Ierone I, di lui fratello maggiore, governa anni 11. e mesi 8., nel qual tempo conia le sue medaglie con nel dritto una testa di Pallade, adorna della celata, e nel rovescio il Pegaso, principale geroglifico de’ Siracusani, come astretti ai Corinti.

466.

A Ierone I succede Trasibolo, di lui minor fratello, e maggior tiranno. Questi non conia [p. 14 modifica] monete, ma dopo mesi 10. di dispotismo viene sbalzato dal trono.

465.

Cacciato Trasibolo, si alza una statua colossale a Giove Liberatore, e in memoria della libertà acquistata se ne celebrano ogn’anno solennemente le feste. S’intuisce in seguito il governo democratico, che dura per anni 60. In tal tempo l’eloquente cittadino Diocle forma le sue leggi. Tindaride frattanto tenta di salire al trono; ma questo suo ardire lo paga con la morte, motivo per cui s’introduce in Siracusa nel 454. la legge del Petalismo a somiglianza dell'Ostracismo Ateniese, per cui vien bandito, chi dato avesse sospetto, di volere aspirare al trono. Per quanto scrive Valerio Massimo d’un discorso, fatto da una donna di avanzata età, si congettura, che fra detto spazio d’anni 60. forse regnaron due Tiranni, ma per poco tempo, de’ quali se ne ignorano i nomi; tutti gli altri Scrittori però voglion, che vi sia stata una perfetta, e non interrotta democrazia.

405.

Dopo la democrazia il re Dionisio I, tiranno usurpa la signoria di Siracusa. Chiama a se Platone, e non ostante gli onori fattigli lo vende per ischiavo. Conia le sue medaglie con nel dritto la testa di Marte, e nel rovescio il capo [p. 15 modifica]d’un cavallo, retto dalla briglia: geroglifico de’ Cartaginesi, di già vinti, e superati. Governa anni 38.

367.


A Dionisio padre succede il tiranno Dionisio figlio: conia le sue monete, nel dritto delle quali si osserva la testa d’Ercole con le spoglie di Leone, e nel rovescio l’Aquila, che divora una Lepre. Fa venir dalla Grecia ben due volte Platone. Dopo il governo d’anni 12. viene sbalzato dal trono dal gran generale Dione, discepolo di Platone, e nemico della tirannide, impegnato molto per la democrazia.

355.

Callippo uccide a tradimento il di lui amico Dione, non ostante il giuramento fatto nel tempio di Cerere, di non offenderlo, e usurpa per mesi 10. il governo. Questo gran tiranno non conia medaglie, e vien privato di vita con quello stesso pugnale, ch’egli ammazzato avea Dione. [p. 16 modifica]

352.

Dopo Ipparino si alza un governo popolare, e libero, ma sempre in continue dissenzioni.

346.

Al governo popolare, e libero succedon delle grandi discordie, e guerre civili. Non vi son leggi, nè magistrati. Ognuno far si vuole capo della republica; onde non si sa, a chi obbedire.

345.

Dionisio II., ritrovandosi in Locri, si approfitta delle civili rivoluzioni. Ritorna dopo anni 10. in Siracusa, e di nuovo se ne rende padrone: uccide Nifeo, governator della città, ed esercita altre tirannie.

340.

Iceta I. aspira frattanto al dominio di Siracusa: si attacca con Dionisio; questi si rifugia nella fortezza, o sia in Ortigia, e Iceta s’impadronisce delle altre tre Citta cioè Acradina, Tica, e Napoli.

337.

Il gran generale Timoleonte, eroe di Corinto, viene alla difesa di Siracusa, discaccia Dionisio, e Iceta, e si rende padrone di tutta la città. Istituisce la democrazia, che dura per anni 10., nel qual tempo si forma il celebre magistrato di Giove Olimpico, detto Amphypolus, marcandosi gli anni co’ nomi de’ rispettivi magistrati [p. 17 modifica]magistrati, che si mantiene in vigore sino al regno di Augusto, secondo Diodoro.

317.


Dopo la morte di Timoleonte, e del governo democratico il tiranno Agatocle ascende alla corona, che la sostiene per anni 28. Vien chiamato assolutamente re della Sicilia. Nel dritto delle sue medaglie osservasi la propria di lui immagine, adorna della reale insegna, e nel rovescio un trofeo con una donna alata.

289.


Menone, dopo che avvelenò Agatocle, usurpa il supremo dominio di Siracusa, il quale poi vien discacciato da Iceta II., ma non abbiam di lui monete.

288.


Preso da Iceta II. l'assoluto comando, dopo anni 9. viene sconfitto da Tenione, e da Sosistrato: non vi son di lui medaglie.

279.


Deposta Iceta II. l'usurpata signoria, e fuggito da Siracusa, Tenione, e Sosistrato tentano d'impadronirsi della città. Insorgon perciò delle guerre civili. Tenione tiene in potere Ortigia, e Sosistrato gli altri quartieri. Non lascia nel tempo stesso Sosistrato di coniar le sue medaglie, osservandosi nel dritto il Leone, e la clava al rovescio. [p. 18 modifica]Pirro, re di Epiro, genero del re Agatocle, vien dai due competitori Tenione, e Sosistrato chiamato alla corona di Siracusa, ed è ricevuto ancora come re di tutta la Sicilia. Regna anno uno circa; e perchè odiato da tutti, si ritira in Italia. Fra il numero delle sue medaglie si osserva quella, nel di cui dritto Phthia, madre dello stesso, e nel rovescio il fulmine con la leggenda ΒΑΣΙΛΈΩΣ ΠΎΡΡΟΎ.

277.


Dopo Pirro cade Siracusa ne' più grandi disordini. Fra lo spazio d'anni 8. circa regnano, ma per poco, due tiranni, cioè Finzia, e Liparo. Nella medaglia del primo si vede Diana con la leggenda ΣΩΤΈΙΡΑ, e al rovescio il cignale con la leggenda ΦΙΝΤΙΑ ΒΑΣΎΛΈΟΣ, in quella del secondo nel dritto una testa giovanile con la parola ΛΙΠΑΡΟΎ, e dal rovescio un Pegaso volante, e fra i piedi ΚI.

269.


A Finzia, e Liparo succede al trono Ierone II. in età d'anni 36., germoglio nobilissimo del re Gelone. In questo tempo hanno principio le guerre Puniche. La Sicilia vien divisa in tre porzioni: la prima obbedifce a Ierone, la seconda ai Cartaginesi, e la terza ai Romani. Nella seconda guerra Punica la Sicania divien provincia [p. 19 modifica]provincia de' Romani, e l'altra parte, chiamata Sicilia, resta sotto Siracusa. Ierone regna anni 54., e muore d'anni 90. Nel dritto delle sue medaglie si vede Nettuno, e il tridente in mezzo ai delfini nel rovescio. Pubblicò Ierone un Codice agrario per le nostre campagne.

215.

Ieronimo, ultimo re, nipote d’Ierone II., succede alla monarchia. Finisce questo tiranno dopo anno uno, e mezzo circa i suoi giorni con una crudelissima morte, nell’atto che i Sicelioti tutti aveano acconsentito, dargli la corona di tutta l'Isola. Nel dritto delle sue medaglie si osserva la di lui immagine, cinta in fronte da una fascia, e nel rovescio il fulmine. Andronodoro indi aspira alla tirannide di Siracusa. Sosis, e Teodoro, che furono i cospiratori contro l'estinto Ieronimo, impediscono i di lui attentati. Andronodoro frattanto s’impadronisce d’Ortigia. Finalmente s’istituisce il governo democratico. Non ostante ciò nascon de’ civili tumulti per causa di Demarata, prima figlia del re Ierone II., donna molto ambiziosa, moglie di Andronodoro, uomo di cabala, ed egoista, che cerca far ristabilir la monarchia, e rendersi tiranno. Si cospira intanto contro il Senato, e i Romani. Oltre gli accennati re, e tiranni di Siracusa ve ne furon degli altri, de' quali ne ignoriamo i nomi, [p. 20 modifica]per compiere il numero 27., secondo scrive Cicerone lib. IV, ch'erano eccellentemente dipinti in tavola nel tempio di Minerva, e rapiti dal ladro di Verre.

212.

Marco Marcello, Consolo Romano, si approfitta de’ tumulti, e delle guerre civili di Siracusa. Dopo un assedio quasi di tre anni se ne rende padrone, e resta sotto la Republica Romana fino all'anno 44. prima di Gesù Cristo, seguitando ad esser sempre la Metropoli, dove presiede il Pretore, il quale ha il comando sopra il civile, il politico, e militare di tutta la provincia della Sicilia, divisa in Siracusana, e Lilibetana, ognuna delle quali ha un Questore, conservando sempre ogni città le sue antiche leggi, e i costumi. Nel governo de’ Consoli fu Siracusa travagliata dai tumuiti Servili, e dalle rapine di Verre; indi involta nelle guerre dei Dittatori, e dei Triumviri. Terminato il governo republicano passa Siracusa sotto la monarchia de’ Cesari fiho alla division dell’impero, ed è retta dai Proconsoli, e dai Pretori, ai quali vien tolta la giurisdizion militare. In questo tempo la Sicilia comprendea il numero di dieci milioni circa di abitanti.

Anno 364 dopo G.C.

Si fa la division dell'impero Romano in Oriente

[p. 21 modifica]riente; e Occidente, e la Metropoli Siracusa resta sotto gl’imperatori Greci di Oriente, o sia di Costantinopoli. Cessa ogni divisione, con considerarsi la Sicilia una sola Provincia, governata da un Patrizio, detto Strategò, o Spatario, che dimora in Siracusa. Nell’anno 361. Giuliano Apostata promulgar fa in Siracusa per mezzo d’una sua lettera la legge del Corso Publico.

440.

I Vandali fra questo tempo invadon Siracusa, e vien da loro governata, restando sempre la città capitale dell’isola.

493.

Ai Vandali succedono i Goti, e passa indi Siracusa sotto la di loro signoria, che la governano per un Conte.

535.

Belifario, Capitano dell’imperator Giustiniano d’Oriente, caccia i Goti, ed entra in Siracusa l’ultimo giorno di Dicembre, facendo spargere, dice Procopio, delle monete d’oro, e di nuovo ritorna sotto il governo degl’imperatori di Costahtinopoli. Verso questo tempo il patrimonio della Chiesa romana in Sicilia era diviso in due Territorj, cioè Siracusano, e Palermitano. Ripigliata dai Romani ― Greci vi mandano il loro Governatore, detto ora Patrizio, ora Strategò, e ora Spatario, che risiede in Siracusa [p. 22 modifica]Siracusa col comando di tutta la Sicilia. Nell’anno 669. cade in Siracusa la prima incursion de’ Saraceni. Costante imperatore, nipote di Eraclio, lascia Costantinopoli per molti anni, e pianta la fede in Siracusa, ove nel 668. viene ucciso dentro i Bagni Dafnei, perché odiato da tutti. Nel 739. poi successe la seconda incursion de’ Saraceni, facendo ricchissime prede.

878.

I Saraceni a 22. Maggio s’impadroniscono di Siracusa, e cessa in questo anno ad esser la Metropoll della Sicilia, che tale era stata fin dall’anno 212. prima di Gesù Cristo, quando cadde sotto i Romani. I Saraceni dividon la Sicilia in tre valli, cioè Valdinoto, Valdemane, e Valle di Mazara. Vien retta da due Dinastie, cioè degli Aglabiti, e dei Fatemiti. Risiede in Palermo un Emir Supremo, e le altre città son governate dai Subalterni Emiri, e Alcaidi, o sieno Giudici. All'Emiro di Siracusa vengon sottoposti alcuni governatori d’altre città. Siracusa prima d’una tale invasione contava 150. mila circa di abitanti dentro, e fuori le mura, e la Sicilia tre milioni.

1038.

I Saraceni divisi tra loro, stante la guerra intestina, in tanti, e tanti piccoli stati indipendenti, i Greci ne tentan perciò la conquista. [p. 23 modifica]Michele IV. Paflagone di Costantinopoli invia in Sicilia il gran Capitano Giorgio Maniaci, Protopastaro, e Prefetto del Palazzo Imperiale, assalta dopo alcune città Siracusa, e se ne rende padrone, uccide il Saracino Arcadio, di rinomato valore, che vegliava alla difesa della città.

1040.

I Saraceni per la dappocagine dei Capitani imperiali greci di nuovo s’impossessano di Siracusa.

1085.

I Normanni nel mese di ottobre ne cacciano i Saraceni, dopo di aver governato Siracusa anni 207., e mesi cinque circa, e si rendon padroni della Città.

1194.

Dopo i Normanni ne prendon la signoria gli Svevi.

1266.

Gli Angioini succedono agli Svevi.

1282.

Seguito in Siracusa a 11. d’Aprile giorno di giovedì il vespro siciliano, gli Angioini lasciano il governo, ed entrano gli Aragonesi. In tempo dei sovrani Svevi, Angioini, e Aragonesi la Sicilia era divisa in due parti, restando per confine della medesima il fiume Salso, laonde li chiamava la Sicilia di quà, e di là del fiume suddetto, continuando sempre la partizione delle tre [p. 24 modifica]Valli. Nel 1337. principia la fazione de’ Chiaramontani, e de’ Ventimiglia. Nel 1348. si accende la guerra civile fra le famiglie de’ Chiaramontani, Palizzi, Alagona, e Moncada. Poscia dopo la partenza di Maria succede la Tetrarchia de’ Baroni. Nel 1360. Siracusa vien costituita Città Capitale della Camera Reginale, la quale durò fino all’anno 1536. Si tiene nel 1398. in Siracusa un parlamento, autorizzato dal re Martino, in cui si stabilisce il regio Demanio. Vi è un interegno dall’anno 1410. fino al 1412.

1412.

I Castigliani vengon dopo gli Aragonesi. In questo tempo Siracusa contava il numero di circa 40.mila anime, compresi gli Ebrei, i quali poi furon nell’anno 1497. cacciati da tutta la Sicilia al numero di cento mila circa. Succeduti i re Castigliani, cessa la sede de’ re, e la Sicilia vien governata dai Vicerè.

1516.

Prendono in seguito il dominio di Siracusa gli Austriaci di Germania, e la popolazione in quest’epoca si riduce a 22. mila anime. Nel 1536. cessa in Siracusa la Camera Reginale, e resta il solo Protonotaro, che dimora in Palermo. Nel 1549. si comincino a fabbricar le Torri d’avviso in tutto il littorale, rimettendosi l'antica [p. 25 modifica]l'antica pratica sotto i Greci, e i Romani di far segni di notte col fuoco, che tuttora conservan l’antico nome di Fani. Essendo vario il principio dell’anno civile, si fissa ii medesimo nell’anno 1603 al primo giorno di Gennajo. Il capo del governo militare di Siracusa dal 1536. fino al 1679. ha il titolo di Capitan d’armi. Dal detto anno in poi quello di Governatore, e la Città dichiarata Piazza d’Armi.

1700.

Venuti meno gli Austriaci, succedono i Borbonici di Spagna.

1713.

I Savojardi vengon dopo i Borbonici per la pace conchiusa in Utrech.

1720.

Lasciato il governo i Savojardi, subintrano gli Austriaci di Germania per lo trattato della quadruplice alleanza.

1734.

Dopo gli Austriaci ripiglian la signoria della Sicilia i Borbonici, e gli abitanti di Siracusa si riducono al numero di 16. mila circa.