Pagina:Boccaccio - Decameron II.djvu/362

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356 nota

della lacuna e l’integrazione (per la forma «voglio» cfr. cinque analoghi in I 33818, 4098, II 3325, I18427 e 23220);

I 1964 «che il re far dovesse», restituito da L;

I 20634 «il quale era» (anche in G fu supplito era, ma dopo le parole «bello della persona» che seguono);

I 23922 «lor fe’ chiaro»: l’integrazione è di L (che pose fe’ innanzi a lor) ed è indubitabile1;

I 24013 «Venuta era», mancanza non avvertita sin qui, perché L, sopprimendo «per che» tre righe sotto, ristabilí l’andamento del periodo;

I 24412 «non avrebbe mai detto alcuno»: restituzione necessaria e giá eseguita da G, che però prepone alcuno alle altre parole (e cosí la vulg.);

I 24734 «poca ismovitura a fare aveva»: il passo appar certamente guasto, e non sanabile senza intervento critico; m’è sembrato che vi si avesse a presupporre una lacuna2;

I 25311 «venir fatte dove che fosse»: senza ammettere la lacuna il passo non si può ricondurre ad un senso soddisfacente, ed i tentativi precedenti misero capo a rebus del genere di quello segnalato dal Fanfani3, il quale del resto non fu piú felice col suo stiracchiato venir fatt’e dove. Giletta non si poteva preoccupar di sapere dove potessero venir fatte» le due condizioni imposte dal marito, ma soltanto se potessero esser adempiute, qualunque fosse il luogo;

I 25827 «non mossa», suppl. anche da G, che tuttavia inserí mossa dopo «fanciullesco appetito»: la vulg. lo rifiutò4, ma prima o dopo ci vuole;

I 2707 «aguti strali»: nessuno s’accorse di questa lacuna, eppure la simmetria ternaria che domina il passo la rendeva evidente5; quanto alla parola supplita, la suggerisce I 2639;

I 2772 «avesse a fare», giá suppl. da L (ma dopo le parole «il di seguente»);

  1. Cfr. «far chiaro» I 7719, 18625, 21820; II 25627, 28220.
  2. Si poteva anche pensare che «ismovitura» fosse un lapsus per «levatura», determinato da persistenza del suono d’«ismossolo», che precede, nell’orecchio d’un trascrittore; si sarebbe cosí ristabilita l’espressione «poca levatura aveva», la quale ricorre anche altrove ma sempre in senso figurato (p. es. I 29120, II 532, 2227), mentre qui sarebbe usata nel proprio. Tutto ben considerato, sembra preferibile il restauro accolto nel testo. Il Fanf. lasciò poca ismovitura avea e spiegò «era facile a smuoversi», il che è pura fantasia.
  3. I» p. 287, n. 2.
  4. I, p. 293, n. 1.
  5. Si noti: «così fatti — cosí atroci — cosí aguti, (sono) sospinto — molestato — trafitto»: impossibile che accanto agli altri sostantivi «soffiamenti — denti» mancasse il terzo il quale rispondesse al «sono trafitto», in correlazione alle altre due rispondenze di «soffiamenti» con «sono sospinto» e di «denti» con «sono molestato».