Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/401

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indice delle materie 385


Peste la più mortale al mondo qual sia, 247. — Peste per dieci anni tenuta lontana da Atene per mezzo di chi, 194.

Pestiferi alle città quai sieno; loro castigo, 250.

Petrarca e Boccaccio, usarono parole oggidì rifiutale, 42. — Se fossero stali vivi a’ tempi dell’autore, avrebbero tralasciato d’usar molte parole, 48. — Non si debbono soli imitare, 51.

Petrarca si rese immortale coll’avere in grazia di Laura scritto, in lingua volgare, il suo Canzoniere, 218. — Suoi versi in lode delle lettere, C60. — Acutamente interpretati, 61.

Piacer falso qual sia, 286. — Piacer vero è sempre buono, 252.

Piazza d’Agone in Roma; in essa si facea un’annual festa a’ tempi dell’autore, 246.

Pietà verso Dio quanto necessaria nei principi, 267.

Pietro (San), suo tempio in Roma da chi rifabricato con gran magnificenza, 271.

Pii (Emilia De’), dama di grande spirito nella Corte d’Urbino, 11. — Ordina che si propongano i giochi, 13. — Donne valorose di quella casa accennate, 198.

Piccinino (Niccolò), suoi detti celebri accennati, 75.

Pierpaolo, affettato nel danzare per troppo studio, 36.

Pigmalione s’innamorò d’una statua d’avorio da lui formata, 172.

Pindaro, discepolo d’una donna, 194.

Piramidi d’Egitto, e loro origine, 264.

Pisane donne, lodate, 201. — Celebrate da’ poeti, ivi. — Pisani guerreggiano co’ Fiorentini, 127, 128.

Pistoia, cognome d’uno che scherza con fra Serafino, 139.

Pitagora sentiva nella musica certa divinità, 88. — Come ritrovasse la misura del corpo d’Ercole, 168.

Pittori, molto stimati dagli antichi, 64, 67 e seg.

Pittori tra sé diversi, benchè tutti perfetti nella lor maniera, 50.

Pittura quale esser debba, 37. — Se sia più nobile della scultura, 64, 65, 66, 67.— Sua utilità, ivi. — Deve intendersi dal Cortegiano, ivi. — Assai stimata dagli antichi, 67 e seg. — Chi non la stima, è privo di ragione, 65, — Pittura, similitudine di essa, 45, 81.

Platone, fu perfetto Cortegiano de’ re di Sicilia, 281. — Assegna alle donne la custodia delle città nella sua Repubblica, 178. — Esso ed Aristotele vogliono che l’uomo ben disciplinato sia anche musico, 63.

Plauto, troppo lodato dagli antichi, al parere di Orazio, 44.

Poemi greci e latini, nati per cagion delle donne, 218.

Poetesse insigni, accennate, 189.

Poeti che paiono e non sono filosofi, 114.

Polifilo, parole di esso troppo ricercale, 233.

Pompe in ogni genere di cose debbonsì reprimere dal principe, 275.

Pontremolo (Giovati-Luca da). Auditor di Rota, motteggiato, 148.

Ponzio scolare siciliano in Padova, gran burlatore, 158. (Vedi Campanile.)

Popolar Consiglio dovrebbe istituirsi, ed a qual fine, 266. — Popolare amministrazione; sorta di governo, 257, 258.

Popoli buoni, indizio del principe buono, 260. — Popoli, come debbano amare il principe, 267.

Porcaro (Antonio), 135.

Porcaro (Camillo), molto gentilmente loda M. Antonio Colonna, 137.

Porcia, figliuola di Catone, e moglie dì Bruto, lodata, 187.

Porta (Domenico Dalla), Auditor di Rota, motteggiato, 148.

Portamenti delle donne, diversi, 225.

Porte, che parlavano senza lingua e udivano senza orecchie, facezia, 123.

Porte XI sono in Firenze; ripropose una volta di farne altrettante, da chi e perchè, 128.

Porto, abonda di vestigi di gran fabbriche degli antichi, 271.

Potenti non si debbono motteggiare, 122, 151.